Saccomanni: “…normale manovra di fine anno, che possiamo fare senza
ricorrere a particolari misure e che non avrà particolare impatto sulla
situazione economica.”
La verità è che la situazione sta sfuggendo
di mano, non riescono più a controllarla, malgrado i rinvii e l’allegra
gestione contabile del bilancio dello Stato. Stanno distruggendo le
professioni, il piccolo commercio e la piccola impresa, la vita delle
persone, quel poco di buono che ci è rimasto. Ecco i dati del loro
accanimento fiscale dal 2003 al 2012:
• Ici/Imu + 80%;
• Addizionale comunale Irpef +71%;
• Tasse sulle auto + 62%;
• Ires + 58%;
• Bollo + 47%;
• Addizionale regionale rpef + 45%;
• Imposte su lotto e giochi + 34%;
• Imposte ipocatastali + 33%.
Dall’inizio della crisi, in Italia si è perduto almeno un milione di
posti di lavoro e le cessazioni di imprese sono all’ordine del giorno.
Hanno mentito con il Def, hanno mentito in Parlamento quando abbiamo
(senza la nostra complicità) approvato il Rendiconto e l’Assestamento al
bilancio dello Stato.
Mentre ci massacravano di tasse, annunciavano
l’imminente diminuzione della pressione fiscale. Ricordate i proclami
del CAVALIERE?
Ora Saccomanni afferma che farà UNA NORMALE MANOVRA DI FINE ANNO.
Ma che cavolo vuol dire? Una normale manovra?!?!?!?
Si, per loro aumentare le tasse è una cosa normalissima.
Siamo arrivati al punto che il debito pubblico è una voragine che si allarga sempre di più producendo ferite insanabili.
Viviamo in un paese dove 750 miliardi di euro escono dalle casse
pubbliche, dove la politica fa passare tra le sue mani la metà del PIL e
riesce anche ad indebitarsi, nonostante l’Italia sia uno dei Paesi più
tassati al mondo.
Nel rendiconto la missione “Debito Pubblico” ha
fatto registrare impegni per 295.798 milioni pari al 39.5 percento del
totale della nostra spesa pubblica, di cui solo per interessi passivi si
impegna la cifra di 81.656 milioni di euro. Il reddito di cittadinanza
costerebbe circa 30.000 milioni di euro!!!
La Spagna malgrado
un rapporto deficit/Pil peggiore del nostro sta dando battaglia in
Europa per modificare la metodologia di calcolo di tale rapporto
partendo dal suo punto più debole, l’elevata disoccupazione, al fine di
beneficiare di un allentamento dell’austerità.
Dov’è l’Italia? Cosa fa il nostro Governo? Insegue Berlusconi e subisce passivamente le decisioni della Commissione europea.