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giovedì 28 novembre 2013

Non è decaduto Berlusconi @g_brescia


Oggi 27.11.2013 non è decaduto Berlusconi. Non è decaduto solo un senatore della Repubblica. Sarebbe riduttivo.

Nonostante i tentativi di alcuni aderenti a Forza Italia e dello stesso B. di dimostrare che tutto è rimasto uguale, è innegabile che qualcosa sia cambiato e questa data è destinata ad essere una data storica, la data in cui è terminato il quasi ventennio berlusconiano.
Da oggi, i politici del partito unico potranno finalmente dimostrare al popolo italiano, se esiste una concreta volontà di  dedicarsi ad una seria e ci auguriamo definitiva riforma della Giustizia italiana senza più ricatti, senza più crisi di governo, senza più alibi.
Ma questa data è destinata a rimanere storica non solo per la decadenza di un senatore ma prima ancora per la condanna che accompagna questa decisione del Senato. Se la morale di una storia si comprende solo dal finale, questa storia rischiava di assumere definitivamente le sembianze di una esplosione nucleare nella concezione valoriale e nella moralità delle nostre giovane generazioni.
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Un uomo che nonostante gli inganni, nonostante una concezione distorta della famiglia, i festini ad Arcore, gli scandali con donne 50 anni più giovani se non addirittura minorenni come Ruby, nonostante una visione marcia delle leggi e del lavoro, i numerosi processi nel quale saltava fuori “casualmente” sempre un cavillo burocratico o un testimone a salvargli la pelle (quando non si finiva proprio in prescrizione), nonostante le dichiarazioni sulle tangenti come “commissioni” necessarie nel mondo degli affari, nonostante le intercettazioni, le leggi “ad personam”, i siluramenti dei giornalisti scomodi, nonostante gli scagnozzi, i lecchini,nonostante tutto… sarebbe riuscito alla fine della storia ad avere non solo soldi, potere, diventando capo dello Stato, donne giovanissime e bellissime, ma anche e soprattutto lacapacità di “farla franca” in barba a tutto e tutti. Riuscendo a dimostrare che se riesci a diventare ricco e potente abbastanza in questo Paese puoi riuscire ad essere anche al di sopra delle leggi della società civile.
Se sei ricco abbastanza, non importa come lo diventi, puoi fare tutto ed avere tutto.
No signori, anzi no ragazzi, le storie di uomini così non saranno mai storie a lieto fine. Se sei ricco abbastanza potrai arrivare anche ad avere tutto, ma non potrai mai comprare il rispetto della gente. Berlusconi non passerà alla storia come il grande statista che ha fatto grandi cose per l’Italia ma come un condannato che è arrivato dove è arrivato infrangendo quelle leggi che una buona fetta di Paese gli aveva chiesto di tutelare.
E sorrido quando lo sento raccontare al “suo popolo” che questa magistratura lo ha condannato per affari illeciti in quanto leader di uno schieramento politico avverso,  Berlusconi è diventato un leader politico proprio per non farsi condannare per i suoi affari illeciti.
Oggi non decade un senatore ma decade un’idea distorta di valori sociali e morali che negli ultimi vent’anni ci sono stati propinati. Magari il mondo o il nostro Paese continuerà ad andare così ancora per un bel pezzo, purtroppo di piccoli Berlusconi che sfruttano la debolezza di una Repubblica fondata sulla comunicazione, già se ne vedono all’orizzonte ed è un orizzonte neanche troppo lontano.
Ma da oggi sappiate bambini e ragazzi che chi decide di prendere una strada così prima o poi deve fare i conti con la legge e con le regole che gli uomini davvero meritevoli di passare alla Storia del nostro Paese hanno contribuito a scrivere.

Giuseppe Brescia M5S

venerdì 22 novembre 2013

Stati generali della cultura: M5S presenti non giustificati @g_brescia


Nelle 6 pagine dedicate agli stati generali della cultura #SGC13 oggi dal Sole24ore non si è trovato lo spazio neanche per un tweet del M5S.
Non sia mai che le considerazioni dell’unica opposizione esistente da 20anni a questa parte in Italia su un tema così importante dovessero essere lette da qualcuno…
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Naturalmente non ci aspettavamo né desideravamo alcun comitato di benvenuto o incensamenti vari che tanto piacciono agli “onorevoli” dei cari partiti, ma non ci aspettavamoneanche il trattamento speciale che ci è stato riservato e che ci ha fatti un pò sorridere: siamo arrivati e ci hanno assegnato il badge blu, quello che dava accesso alla sala collegata via streaming (forse temevano che assistendo all’evento in diretta avremmo potuto urlare a Letta che è un bugiardo) ma dopotutto ieri, agli Stati generali della Cultura eravamo in 3, deputati della Repubblica, componenti della commissione #cultura per il MoVimento 5 Stelle. Una forza politica che rappresenta 9 milioni di italiani.

Fortunatamente c’erano dei posti liberi ed abbiamo ottenuto di poter seguire gli interventi (davvero di altissimo spessore) nella “sala live” e siamo addirittura riusciti, incredibilmente, a mantenere il contegno, nonostante la solita solfa propinata da steel balls Letta e alcune baggianate sparate da alcuni oratori (della serie: la crisi non esiste, è solo un falso ideologico, che detto da un manager di Prada…mah… insomma!).


Mentre seguivamo i lavori abbiamo scritto diversi tweet ma come potete vedere gli unici ad esser riportati dal 
Tweet SGC13
quotidiano organizzatore sono quelli istituzionali che incensano il presidente del consiglio, ovvero colui che non perde occasione per ribadire che la cultura è al centro delle attività di questo governo e poi non si è neanche preso la briga di andare lì personalmente a seguire un evento così importante.

Per non parlare del suo “strabiliante” annuncio. Sì perché ieri Letta, oltre a pronunciare la parola Expo almeno 64 volte (per chi non lo avesse capito il convegno era a Milano), così tanto per rassicurare tutti sul suo impegno a riguardo, ha riservato per la platea milanese la grande news: “faremo un decreto per avere ogni anno una capitale della cultura in Italia!“.

Che bello, grande, bis! Con un provvedimento del genere il problema degli investimenti nel comparto culturale in Italia è finalmente superato…ma forse ad analizzare bene la proposta ci si accorge che si tratta di un altro, ennesimo, inutile provvedimento spot che servirà solo a questo bugiardo a dire che il governo ha messo al centro dell’agenda la cultura ma che non risolverà un bel niente.
Basta vedere i dati per capirlo: si investe circa lo 0,11% del PIL in cultura mentre nel resto d’Europa si investe quasi il doppiol’attrattività culturale nel nostro paese è scesa dal 95 al 45 per cento dal 2005 al 2012.
Abbiamo un patrimonio storico e artistico inestimabile eppure per trovare un museo italiano nella classifica dei musei più visitati al mondo dobbiamo arrivare al 22° posto (la Galleria degli Uffizi di Firenze per la cronaca…).
Ma noi non siamo stati interrogati, il nostro parere non conta, i potenti del paese continuano a parlare tra loro pensando di poter essere i soli a prendere le decisioni esautorando persino il Parlamento, divenuto ormai un mero organo di ratifica di decreti governativi.
Ieri qualcuno diceva da quel palco “la politica si è dimenticata della cultura, nessuna forza politica chiede davvero di fare investimenti in cultura”… di solito quando sentiamo queste frasi da cittadini pensiamo “ma sì, non è certo colpa loro: come fanno a sapere della nostra mozione, dei nostri emendamenti, dei nostri atti legislativi tutti tesi a dare di più all’intero comparto… come fanno a saperlo, i giornali si guardano bene dal pubblicare quello che facciamo in parlamento”.
Questo avremmo detto se si fosse trattato di semplici cittadini… ma ieri…  eravamo nella sede del più prestigioso giornale italiano, possibile che non fossero informati neanche loro?

sabato 31 agosto 2013

5 anni in MoVimento





"Mi fa piacere che Grillo abbia citato la mia canzone che racconta la storia democratica di questo Paese. Ha ragione Grillo generalmente è stato così, naturalmente c'è bomba e bomba. La mia era una canzone che raccontava un viaggio, un'avventura che sembrava impossibile e che invece si è poi rivelata possibile: l'arrivo della democrazia a Roma. " Antonello Venditti