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venerdì 27 dicembre 2013

Buon Natale INPS @kito_84


Come ogni anno la Corte dei Conti pubblica una relazione su INPS:
Buon Natale INPS
Andando a spulciare il documento emergono svariate criticità che ho cercato di mettere alla luce dei riflettori con svariate interrogazioni che ho depositato nei giorni scorsi.
Sono un bel pacchetto di Natale per INPS e per il suo Pluripoltronato PresidenteMastrapasqua!
Per questo … BUON NATALE INPS … BUON NATALE MASTRAPASQUA!
Le 15 interrogazioni depositate:
  1. Partecipazione Fondi Immobiliari
  2. Riscossione Crediti Equitalia
  3. Funzionamento Casellario dell’assistenza
  4. Fondo Previdenza per il Clero
  5. FONDINPS
  6. Procedure Bandi di Gara
  7. Società SISPI
  8. Situazione Presidente Mastrapasqua
  9. BUCO INPS
  10. Incarichi esterni INPS
  11. Gestione Coltivatori diretti, mezzadri e coloni
  12. Razionalizzazione Spese INPS
  13. Trasparenza INPS
  14. Collegio dei Sindaci
  15. Direttore Generale
Vi consiglio di partire con la lettura del 9… il BUCO INPS ;)
Auguri Mastrapasqua!

mercoledì 18 dicembre 2013

Vigilanza sul Lavoro – Iniziamo un percorso Insieme @kito_84

Vigilanza sul Lavoro – Iniziamo un percorso Insieme

Nei giorni scorsi sono entrato in contatto con un gruppo di Ispettori del Ministero del Lavoro al fine di approfondire la loro proposta di creare un UNICO ente di vigilanza sul lavoro.
Sicurezza sul Lavoro
Nella giornata di oggi dovrebbe svolgersi un primo incontro al fine di conoscersi e coordinarsi eventualmente su come procedere insieme alla realizzazione di una concreta proposta al fine di ottimizzare e razionalizzare le risorse messe a disposizione nella vigilanza in materia di lavoro e sicurezza.
Intanto ho presentato una Interrogazione al Ministro per capire cosa ne pensa, le sue intenzioni e se intende o meno affrontare la effettiva riorganizzazione del sistema della sicurezza sul lavoro.
Il testo dell’Interrogazione:
Interrogazione a risposta scritta 4-02945
Per sapere – premesso che:
a seguito degli eventi tragici accaduti a Prato il 1o dicembre 2013 in cui hanno perso la vita 7 lavoratori di nazionalità cinese e numerose altre situazioni analoghe che, si ripetono quotidianamente nel nostro Paese, appare prioritario un intervento volto a tutelare la sicurezza dei lavoratori e altresì una riorganizzazione dei servizi ispettivi in materia di lavoro e previdenza; 
l’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 secondo cui si prevede l’obbligo per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali di istituire una banca-dati telematica con le informazioni relative ai datori di lavoro che hanno avuto ispezioni in materia di lavoro e previdenza appare tuttora inapplicato; 
il secondo comma della suddetta norma secondo cui le diverse amministrazioni interessate avrebbero dovuto reciprocamente comunicarsi i dati dei soggetti ispezionati è rimasto oggettivamente solo un obiettivo sulla carta mai realizzato di fatto; 
tutt’oggi manca ancora una connessione con le banche dati dell’Agenzia delle entrate o della Guardia di finanza con i soggetti interessati dalla suddetta normativa; 
la situazione attuale del sistema di vigilanza in materia di lavoro e previdenza presenta una sovrapposizione e una duplicazione di controlli da parte dei diversi soggetti istituzionali, dotati attualmente di analoghi poteri; 
attualmente, con riferimento alla vigilanza in materia di sicurezza sul lavoro, si delinea una sovrapposizione fra il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Inail e altresì per quanto concerne l’azione di contrasto al lavoro nero possono intervenire con controlli il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Inps, dell’Inail, della Guardia di finanza; 
analoghe criticità, dovute alla sovrapposizione di competenze fra i vari enti preposti, si possono riscontrare per quello che concerne la vigilanza «ordinaria» e la vigilanza «tecnica» relativamente alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori; 
a parere degli interroganti si rilevano notevoli criticità in questa «organizzazione» disorganizzata, rendendo probabile l’attuazione di più controlli verso lo stesso datore di lavoro effettuati da diversi enti anche in brevi lassi temporali, a fronte di aziende mai – o quasi mai – ispezionate; 
a seguito di comunicazione avvenuta con i soggetti interessati, gli interroganti sono venuti a conoscenza di un incontro – in data 3 settembre 2013 – intercorso fra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e una delegazione dei vari settori ispettivi operanti attualmente nel sistema di vigilanza in materia di lavoro e previdenza al fine di avanzare proposte a carattere migliorativo dell’attività di vigilanza; 
l’incontro suddetto verteva su: a) il sistema di controlli ridondante delineando la sovrapposizione delle competenze e le criticità nella relativa attività di coordinamento – b) la disorganizzazione dei controlli dovuti alle limitate competenze che ogni singolo ente possiede – c) tutela del cittadino e uguaglianza indipendentemente dall’ente che ha effettuato il controllo – d) tutela dell’imprenditore che ritiene di essere stato sanzionato ingiustamente – e) principio della tutela del lavoro definita come unitaria –: 
quali urgenti interventi il Ministro interrogato intenda intraprendere al fine una reale attuazione della normativa contenuta all’articolo 10 del decreto legislativo n. 124 del 2004 che permetta la realizzazione di una banca dati relativa alle ispezioni; 
se il Ministro interrogato non ritenga necessaria la creazione di un unico ente di vigilanza sul lavoro che consentirebbe una razionalizzazione delle ispezioni svolte dai vari organismi preposti con conseguenti minori spese e maggiore efficacia e coordinamento dei soggetti interessati con una efficacia sicuramente maggiore e benefici sia per le aziende che per i lavoratori stessi; 
se il Ministro interrogato intenda fornire elementi sull’incontro citato in premessa svoltosi in data 3 settembre 2013 e se ritenga che le proposte presentate siano attuabili e in quale misura. (4-02945)

mercoledì 11 dicembre 2013

Gli strani movimenti immobiliari di INPS @kito_84


Qualche giorno fa ho presentato una Interrogazione in Commissione per far chiarezza su una notizia apparsa sulla stampa inerente una “strana vendita immobiliare” effettuata da INPS e dal suo Presidente “MultiPoltronato” Antonio Mastrapasqua.
INPS e Parsitalia
Alla luce di questi fatti e soprattutto dopo la relazione della Corte dei Conti che invita a “evitare eccessive concentrazioni di potere” e di “promuovere la massima trasparenza delle decisioni assunte” da parte del Presidente Mastrapasqua, non ritengono i Ministri e i colleghi Parlamentari che sia arrivato il momento di metter FINE a questo “gioco delle poltrone”?
Non ritengono che sia il momento di far chiarezza su quello che sta accadendo?
Ma soprattutto, non crede il nostro amico Mastrapasqua che sia il momento di lasciare lo “scettro del potere” a persone che possano dedicare tempo ed energie alla sola gestione dell’Istituto per il bene di tutti i Lavoratori e non solo per il bene dei soliti noti imprenditori immobiliari?
Vediamo se i Ministri competenti faranno chiarezza su questa vicenda.
Il testo dell’Interrogazione:
Interrogazione a risposta in commissione 5-01666
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’economia e delle finanze.
— Per sapere – premesso che:
come emerge da un articolo a firma di Marco Palombi, pubblicato su «Il Fatto Quotidiano», in data 4 dicembre 2013, il Presidente INPS Antonio Mastrapasqua sta tentando di far approvare all’istituto che dirige, un affare immobiliare molto costoso e dal dubbio vantaggio economico;
dal suddetto articolo emerge della trattativa – definita con un accordo quadro lo scorso 31 luglio – che intercorre tra il Mastrapasqua e il costruttore Luca Parnasi e la sua «Parsitalia»;
dall’articolo emerge che «l’affare» comporterà che un palazzo nel centro di Roma in via Panciani di proprietà INPS, valutato 65 milioni di euro, verrà ceduto a Parnasi con l’aggiunta di una ingente somma di denaro e nel frattempo la società Sgr che gestisce il patrimonio immobiliare INPS – la Idea FIMIT – diventerà socia di Parsitalia in un progetto che si chiama «Ecovillage»;
il palazzo in questione è attualmente in affitto alla provincia e per tale ragione genera un reddito;
l’affittuario del palazzo suddetto ha un diritto di prelazione per l’acquisizione dell’immobile entro il 2014 al prezzo di 70 milioni di euro;
emerge altresì che il direttore generale dell’INPS, Mauro Nori, non sembra convinto della bontà dell’accordo e non avrebbe ancora comunicato al consiglio di Idea Fimit la volontà di INPS di proseguire nel progetto stesso;
il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua qualche tempo fa ha comunicato al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che i conti hanno delle problematicità e che l’istituto può sopportare solo ulteriori tre anni di deficit;
a fronte di tali dichiarazioni e della ormai nota criticità dovuta all’accorpamento di Inpdap ed Enpals – rilevata con interrogazione in Commissione lavoro n. 5-00960 – l’interrogante si chiede come sia possibile che il presidente Mastrapasqua ritenga necessario mettere a repentaglio i soldi di milioni di lavoratori in affari immobiliari dal dubbio esito e senza le dovute accortezze che dovrebbero essere usate per scelte di tale rilevanza;
dalle dichiarazioni intercorse tra il Presidente INPS e i Ministri competenti emergono opinioni molto discordanti sulla tenuta dei conti dell’istituto previdenziale che necessiterebbero di ulteriori chiarimenti a causa delle possibili tragiche ricadute sul sistema pensionistico italiano che coinvolge milioni di lavoratori e pensionati –:
se i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, siano a conoscenza dei fatti suddetti e, in tal caso, quali interventi urgenti intendano intraprendere anche al fine di valutare l’effettiva bontà di tali operazioni immobiliari e le possibili ricadute sui bilanci INPS;
se e quali iniziative, i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, intendano assumere al fine di chiarire in maniera univoca la situazione dei conti INPS, data la divergenza di vedute espresse in varie sedi dal Presidente INPS e dai Ministri stessi;
se i Ministri interrogati, non ritengano di dover valutare con più attenzione la situazione dell’attuale Presidente Inps, Antonio Mastrapasqua, al fine di scongiurare eventuali possibili conflitti di interessi nello svolgimento del delicato e importante incarico assegnato allo stesso. (5-01666)

lunedì 9 dicembre 2013

Aiutiamo il Mimo del Corso di Arezzo @kito_84


Qualche giorno fa ho appreso da notizie di stampa di una situazione critica della mia città,Arezzo, nel quale è coinvolto un personaggio noto ai tanti per la sua costante presenza nel Corso di Arezzo.
Mimo del Corso Arezzo
Marco Antonio Segatori, il Mimo del Corso,  potrebbe ottenere gli arresti domiciliari ma purtroppo non avendo una fissa dimora, se nessuno interviene, dovrà scontare la pena in carcere.
Ho deciso di farmi portavoce con le istituzioni di questo disagio sociale e inviare una lettera al Sindaco Giuseppe Fanfani e agli Assesori del Comune di Arezzo dove chiedo che si faccia il possibile per evitare un tale epilogo ad una situazione che appare “paradossale” ai nostri giorni.
Raramente le istituzioni e la politica si occupano dei diritti dei senzatetto e senza fissa dimora e, altresì,  tenendo presente la situazione di sovraffollamento delle carceri italiane, credo si debba fare il possibile per impedire che ci vada una persona che potrebbe scontare la propria pena agli arresti domiciliari.
Speriamo che in questo Arezzo faccia la differenza.
Vi lascio al testo della lettera che ho spedito anche tramite mail alla segreteria del Sindaco.
Al Signor Sindaco
Comune di Arezzo
P.c. Assessori Comune di Arezzo
Oggetto: Salvaguardia dei diritti dei senza tetto e senza fissa dimora.
Gentile Sindaco Fanfani,
volevo sottoporre alla Vostra attenzione la ormai critica situazione del signor Marco Antonio Segatori che, da come si evince dagli organi di stampa, è stato condannato agli arresti domiciliari per fatti risalenti ad alcuni anni fa.
Il Segatori potrebbe scontare gli arresti domiciliari, ma non avendo una fissa dimora, si pone una criticità nell’indicazione del luogo dove trascorrere i due mesi di domiciliari che scatteranno il 17 Dicembre.
Il Signor Segatori è persona conosciuta ad Arezzo e ormai nominato da tutti come “il mimo del Corso”.
La situazione necessita di un intervento urgente e mirato e non può aspettare una più ampia organizzazione e gestione delle problematiche relative ai senza tetto e senza fissa dimora.
Personalmente, in qualità di Deputato della Camera, mi impegno ad intraprendere, per quanto di mia competenza, tutte le azioni che possano in qualche modo scongiurare questa ingiustizia sociale.
Nel 2013 non ritengo possibile né accettabile vedere cittadini di serie A e cittadini di serie B, colletti bianchi, condannati per i più svariati reati, che circolano impunemente al di fuori delle carceri e persone emarginate dalla società che si ritrovano a scontare pene minori all’interno di un carcere pur potendo scontare la pena in maniera diversa, come per esempio i domiciliari.
Vi invio la presente per sollecitare l’amministrazione comunale di Arezzo ad attivare qualsiasi tipo di azione, mediatica e non, per quanto di propria competenza, al fine di scongiurare la carcerazione del “mimo del Corso” e per intraprendere un percorso di dialogo con le associazioni locali che si occupano delle suddette problematiche.
Certo di un Vostro interesse,
la Ringrazio per la preziosa attenzione e per il tempo che dedicherà a questa importante questione.

Dìstinti Saluti
Marco Baldassarre
Cittadino eletto alla Camera dei Deputati
XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato
MoVimento 5 Stelle

mercoledì 20 novembre 2013

Diritto alla Casa [Interrogazione Parlamentare] @kito_84

Diritto alla Casa [Interrogazione Parlamentare]

Nella notte del 14 Novembre 2013 Arezzo è stato protagonista di una tragica vicenda che deve far riflettere le istituzioni e le associazioni preposte a salvaguardare il diritto all’abitazione.
diritto alla casa
Un Clochard è stato ucciso in zona Pionta dopo una lite scaturita per la mancanza di un luogo dove passare la notte.
Avendo a cuore la tematica e le relative problematiche connesse ho depositato nei giorni scorsi una interrogazione parlamentare per porre l’attenzione su tale evento e aprire un eventuale serio dibattito sui diritti fondamentali, quale quello della casa, cercando soluzioni attuabili con coraggio e urgenza.
Mi chiedo se le istituzioni fino ad oggi non hanno voluto affrontare la problematica a causa dei pochi voti che ne deriverebbero;
Già… i senza tetto e senza fissa dimora forse non sono un bacino di voti appetibili dai vecchi partiti politici e quindi meglio non perdere tempo ad affrontare la questione senza un ritorno vantaggioso alle urne.
Il Movimento 5 Stelle non pensa al ritorno elettorale ma vuole affrontare con coraggio tutte le tematiche relative ai diritti fondamentali dei cittadini.
Nessuno deve rimanere indietro!
Il testo integrale dell’interrogazione parlamentare:
Martedì 19 novembre 2013, seduta n. 121
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
si apprende da notizie di stampa locale che nella notte di giovedì 14 novembre 2013 ad Arezzo, nella zona Colle del Pionta, è stato ucciso un clochard a colpi di pietra; 
dalle prime ricostruzioni, le autorità hanno dichiarato che la tragedia sarebbe avvenuta in un contesto di degrado sociale e solitudine; 
la lite che ha portato alla tragedia sarebbe scaturita dalla mancanza di un luogo dove passare la notte; 
i due fermati con l’accusa di omicidio avrebbero aggredito il clochard per accaparrarsi la tenda di fortuna dove dormiva lo stesso che, colpito più volte con una pietra, perdeva la vita; 
tutti gli Stati membri dell’Unione europea (UE) hanno ratificato i trattati internazionali e le convenzioni che riconoscono e proteggono esplicitamente il diritto all’abitazione: la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (articolo 25), il patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (articolo 11), la convenzione sui diritti dell’infanzia (articolo 27), la convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (articoli 14 e 15) e la carta sociale europea, nel testo riveduto (in specie articoli 16, 30 e 31), la convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e la più recente carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (la cosiddetta Carta di Nizza), che ha acquisito piena efficacia con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona; 
la Cassazione ha stabilito che il «diritto all’abitazione» va annoverato fra i «beni primari collegati alla personalità» che meritano di essere annoverati tra i diritti fondamentali della persona e quindi tutelati dall’articolo 2 della Costituzione; 
a parere degli interroganti tali eventi sono sempre più numerosi e le istituzioni non devono e non possono più voltare le spalle a questa problematica che invece necessiterebbe di un urgente intervento volto a ridare dignità alle persone che si trovano in una situazione di esclusione sociale senza prospettive di reinserimento nel contesto lavorativo-sociale-economico –: 
se il Governo sia a conoscenza dei fatti suddetti; 
se il Governo, per quanto di propria competenza, intenda intervenire in maniera rapida e con coraggio a salvaguardia di queste situazioni per evitare che tali eventi di degrado sociale vengano a ripetersi; 
se il Governo, per quanto di propria competenza, intenda affrontare l’emergenza abitativa che sta dilagando nel nostro Paese e che, affiancata alla grave crisi economico-lavorativa, sta sfociando in eventi analoghi al suddetto; 
quali urgenti e mirate misure il Governo, per quanto di propria competenza, intenda mettere in atto per arginare la situazione suddetta al fine di ristabilire le garanzie sancite dalla nostra Costituzione e i valori annoverati come diritti fondamentali della persona, quali il diritto all’abitazione. (4-02565)

Invito tutti a partecipare all’iniziativa “Un Sacco per la Vita“: l’iniziativa si pone l’obiettivo di distribuire un sacco letto ad ogni homeless che si trovi suo malgrado a vivere per strada con il rischio di morire per ipotermia https://www.facebook.com/photo.php?v=10202563176945106

sabato 16 novembre 2013

Startup Innovative: ce la facciamo? @kito_84


Startup Innovative…ce la facciamo? Chi lo sa.
A volte qualcosa si muove in avanti, altre volte indietro, ma nessuno sa bene di chi è la colpa.
Startup Innovative
Ministro ci vogliamo dare una mossa e chiarire il motivo e le responsabilità di questo ritardonel rendere operativi gli incentivi previsti per le Startup Innovative?
Durante la discussione dell’Atto Camera n.1458, divenuto legge n. 99 del 2013, concernente“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 giugno 2013, n.76, recante primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazion, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonchè in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”, ho presentato un Ordine del Giorno per Impegnare il Governo ad adottare iniziative tese a velocizzare il processo di attuazione della normativa suddetta, cercando inoltre di porre l’attenzione sulla necessità di apertura di un canale di dialogo diretto e reale (vedi articolo “Startup Innovative: qualcosa si muove”).
L’ordine del Giorno è stato accolto come raccomandazione dal Governo.
Governo, mi raccomando, si ricordi della raccomandazione!
Ma tanto che te lo dico a fare?
Conoscendo le reali volontà di questo Governo, ho preferito ricordare e rispolverare gli impegni presi e il notevole ritardo che si sta accumulando con una Interrogazione Parlamentare in Commissione.
Interrogazione a risposta in commissione 5-01473
Giovedì 14 novembre 2013, seduta n. 118
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico.
Per sapere – premesso che:
il decreto-legge n. 179 del 2012, dopo mesi dalla sua emanazione, appare tutt’oggi privo di attuabilità in alcune sue parti di fondamentale importanza, per un reale e concreto incentivo alla nascita e allo sviluppo delle start-up innovative; 
il decreto interministeriale di attuazione del bonus, da emanarsi entro la fine del 2012, ha subito un notevole ritardo nella sua emanazione, arrivando alla definizione soltanto nel giugno 2013; 
come si evince da un articolo pubblicato su Il Sole-24 ore, in data 1o novembre 2013, gli incentivi a favore delle start-up innovative tardano ad arrivare, stimando in quattordici mesi il tempo che occorrerà per renderli operativi; 
in data 7 agosto 2013 veniva accolto come raccomandazione un ordine del giorno presentato dal primo firmatario della presente interrogazione, l’ordine del giorno in Assemblea su pdl 9/01458/047, con il quale si impegnava il Governo ad «adottare le necessarie iniziative tese a velocizzare il processo di attuazione della normativa contenuta nel decreto-legge 179/2012, con particolare riguardo nell’individuazione delle modalità attuative delle agevolazioni spettanti alle persone fisiche e giuridiche che intendono investire nel capitale sociale di imprese “start-up innovative”» –: 
se i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, siano a conoscenza dei fatti suddetti; 
se i Ministri interrogati, per quanto di propria competenza, siano a conoscenza delle motivazioni di tale ritardo e se possano fornire ulteriori dettagli al fine di accelerare i tempi per rendere operativi gli incentivi suddetti; 
quali urgenti e mirate iniziative, i Ministri interrogati intendano mettere in atto per far sì che la situazione suddetta non si protragga ulteriormente e si riesca a rendere operativo il decreto-legge n. 179 del 2012, anche per quanto riguarda l’erogazione dei suddetti bonus. (5-01473)