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sabato 14 settembre 2013

E' dunque presente la mafia nei cantieri delle grandi opere? Ivan Della Valle M5S

Solo in un'Italia reduce da un ventennio di decadenza può divenire un esempio da seguire una figura sulla quale pendono accuse gravissime che vanno dalle false fatturazioni alla turbativa d'asta e corruzione, una persona che ha un nome, Ferdinando Lazzaro, che emerge nell'ambito dell'inchiesta "Minotauro" sulla 'ndrangheta in Piemonte. 

Lazzaro, titolare di Italcoge, impresa coinvolta nei lavori della grande opera inutile e dannosa per eccellenza, la Nuova Linea Torino-Lione, avrebbe infatti assunto presso la sua azienda Bruno Iaria, il capo del "locale" di Cuorgnè, fresco di detenzione carceraria.

E' dunque presente la mafia nei cantieri delle grandi opere? La risposta pare ovvia se prevale il buonsenso, elemento spesso carente all'interno delle istituzioni che, anziché lottare contro la criminalità organizzata, la agevolano: ci ritroviamo infatti a dovere ratificare l'accordo Italia-Francia del 31 gennaio 2012 che prevede l'applicazione dell'ordinamento giuridico Francese, escludendo la normativa Italiana e dunque tutte quelle capillari misure relative al contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso.

Voglio chiudere spendendo alcune parole critiche sull'atteggiamento del Capo dello Stato: convocare Mario Virano, Presidente dell'osservatorio tecnico per la Nuova Linea Torino-Lione, è un pessimo segnale che dimostra solamente l'estrema distanza tra popolo ed istituzioni.

La vera voce della Valsusa non la si trova tra i proponenti l'opera e nel Governo, la si ascolta in piazza direttamente da quei cittadini che, usando le parole dell'immenso Erri De Luca, rappresentano "il punto più alto della coscienza civile del Paese".