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domenica 8 settembre 2013

O si opera una vera rivoluzione culturale, o non si va da alcuna parte NICOLA MORRA M5S

Ogni giorno di più comprendo che si debba cambiar marcia.
Comprendo che o si opera una vera rivoluzione culturale, o non si va da alcuna parte.

Quando sento alcuni argomentare in merito al "potere contrattuale" del m5s, mi domando se l'idea che noi abbiamo di m5s sia condivisa.....il potere contrattuale è quello che ottieni sicuramente attraverso i consensi, ma che poi eserciti per avviare percorsi di incontro, di mediazione, di parziale accoglimento delle tue proposte, accogliendo te in parte quelle dell'altro.
Ora, posto che in democrazia si debba sempre ascoltare la voce dell'altro, mai rifiutando il confronto, mai negando l'attenzione, è però altrettanto certo che non su tutto si possa e si debba "concordare mediante potere contrattuale": o si è razzisti, o non lo si è; o si accetta il metodo democratico, oppure no; o si accetta che attraverso il confronto si possa esser sconfitti, oppure, volendo sempre e soltanto vincere, si accetta uno pseudo confronto il cui esito è già preconfezionato in qualche modo......
Noi siamo nati coagulandoci intorno ad un'idea di politica come servizio per cui tutti siamo necessari, senza che nessuno lo sia più degli altri, senza che nessuno sia insostituibile. Noi siamo nati con la convinzione che allontanando soldi e potere dalla politica, avremmo riconsegnato la politica ai cittadini veri, alla passione del confronto fra idee, all'umiltà del lavoro per gli altri, che è poi quello più gratificante, soprattutto perché ti allontana dalla logica dell'utile, del profitto particolare, aprendoti la dimensione dell'universalità, con cui ti riconosci umano fra gli umani.
Anche io, anche tutti i movimentisti che stanno combattendo da mesi all'interno dei palazzi, vogliamo cambiar lo scenario, drammatico, in cui viviamo tutti. il problema degli operai dell'Ilva è un problema anche mio, come quello degli inidonei della scuola, come quello di chi perde il lavoro e non ce la fa, perché io mi sento e so di esser parte di una comunità in cui tutti concorrono a condividere una crescita continua, una partecipazione ampia, nella possibilità di assicurare a tutti, dico tutti, il modo per cercar la propria personale realizzazione.
Tuttavia questo tendere, questo sperare, questo lottare, non mi fa perder memoria delle responsabilità proprie di tutti, ma di alcuni in particolare, per cui oggi in italia è quasi scomparsa la speranza, si sta estinguendo il senso della giustizia. fin quando conserverò la lucidità, cercherò di distinguere il bianco dal nero, sapendo che può esistere ed esiste anche il grigio -ma il grigio si ottiene miscelando bianco e nero, mentre non è vero il contrario.....-, orientando i miei criteri di scelta etica e politica sulla base di queste assunzioni.
Certo che mi piacerebbe un governo nostro, che immediatamente sanasse in diritto e poi di fatto tante importanti questioni: conflitto di interessi, rimodulazione del welfare, investimenti in conoscenza e cultura, in comunicazione trasparente e condivisa, riconoscimento delle potenzialità di ognuno di noi ed investimento sugli interessi che dobbiamo promuovere per esortarci a dare il max in ogni campo d'indagine e d'azione, rifiuto di modelli nihilistico-consumistici volti ad apprezzarci solo se consumiamo e solo perché consumiamo, valorizzazione della cultura dell'essere e rimozione di quella dell'ostentare....
Certo che mi piacerebbe poter subito ricordare a chi froda il fisco, a chi ottiene condono fiscale sulla concessione per aprire sale da gioco, a chi cementifica per il proprio vantaggio, a chi de-localizza colpendo i diritti dei propri lavoratori, a chi prepara la pace vendendo armi, che in italia c'è uno STATO che sia tale. certo che mi piacerebbe......
Ma i numeri non li abbiamo, ancora. ed allora di andare a mediare fra il diritto di un ammalato e quelli di un disoccupato, fra il bisogno di lavoro e quello di cultura, io non ci sto.
Sono logiche al ribasso, accettate le quali ci si prepara al peggio, alla rinuncia, alla sconfitta.
Posson anche domandare se si preferisca la giustizia alla stabilità.....
a quest'alternativa non voglio arrivare, perché saremmo comunque degli sconfitti.
Mi piace sognare e trasformare la realtà in virtù dei sogni che riusciamo a fare e condividere.
VINCIAMO NOI!