In
Italia, nella Repubblica Italiana, nel 2013, a nemmeno 70 anni dalla
guerra, capita che deputati della Repubblica vengano sanzionati per aver
difeso la Costituzione Italiana e la democrazia.
Non per
essere dei pregiudicati, non per avere rapporti con la mafia, non per
governare con dei delinquenti, non per aver manifestato, parlamentari e
ministri, contro un altro potere indipendente dello Stato quale la
magistratura, non per avere sperperato denaro pubblico, non per aver
sistemato amici e parenti, non per essere stati eletti con una legge
fatta a loro uso e consumo, non per manipolare l'informazione, non per
avere conflitti di interessi, non per mantenere doppie cariche,... tutto
questo non mina per niente il decoro istituzionale della Camera.
Azioni politiche di chiara disobbedienza civile e pacifica invece sì.
E capita pure che questi stessi deputati e le loro azioni vengano
regolarmente strumentalizzati, mistificati, delegittimati. Oltre che
offesi e insultati in Aula.
Siamo stati accusati di voler
arrestare il cambiamento ed essere contro le modifiche alla
Costituzione. Falso. Già nel nostro programma si trovano le nostre
proposte di modifica costituzionale come l'obbligo di discussione delle
leggi di iniziativa popolare o il referendum propositivo senza quorum.
Siamo stati accusati di essere incapaci di rispettare le regole. Falso.
Da quando ci siamo insediati abbiamo imparato e rispettato tutti i
regolamenti, sfido chiunque a verificare. Il mancato rispetto delle
regole è stata una azione politica di disobbedienza civile decisa in
piena coscienza, di cui ci assumiamo tutte le responsabilità, e dettata
dalla gravità di ciò che stava accadendo, non solo a causa della deroga
creativa all'art. 138 (come se la Costituzione fosse più indicativa che
altro, una linea guida discrezionale...) ma soprattutto dal muro di
cemento armato che la maggioranza ha innalzato nei confronti
dell'opposizione impedendo qualsiasi forma di dialogo e cooperazione.
Anche questo facile da verificare rivedendo le sedute di venerdì 6 e
lunedì 9 Settembre in cui la maggioranza nemmeno ci ha degnato di una
risposta, e dalle sedute di commissione Affari Costituzionali prima
della pausa estiva.
Siamo stati accusati di gravare
ulteriormente sulle casse dello Stato per aver occupato il tetto di
Montecitorio per 24 ore. Falso.
I costi aggiuntivi non sono nemmeno
paragonabili alla quantità di denaro che il Movimento 5 Stelle ha
lasciato (42 milioni di rimborsi elettorali rifiutati) e restituito allo
Stato (più di 1.500.000 euro nei soli mesi di Marzo Aprile e Maggio
2013). Nelle sole due giornate d'aula, venerdì 6 e lunedì 9 Settembre,
la farsa istituzionale, ovvero la vuota e unilaterale discussione degli
emendamenti che tutti sapevano che sarebbero stati bocciati IN TOTO come
dichiarato spudoratamente dalla maggioranza, ci sono costate più di 7
milioni cadauna.
Spero che ciò che sta avvenendo serva a qualcosa, spero che almeno serva da insegnamento per ciascuno di noi.
Senza di noi i partiti avrebbero lo stesso votato una legge del genere,
ma probabilmente sarebbe avvenuto nel silenzio più totale salvo poi
svegliarsi dopo tempo e scoprire, magari da un quotidiano straniero, che
il parlamento italiano fa cambiare la Costituzione a 42 persone,
blindate e con poteri sproporzionati.
Siamo stati mandati qui
per portare tutto questo fuori dal palazzo, lo stiamo facendo. Adesso
sappiamo. Adesso davvero non ci sono più scuse.
Siamo stati accusati di essere incapaci di rispettare le regole. Falso.
Da quando ci siamo insediati abbiamo imparato e rispettato tutti i
regolamenti, sfido chiunque a verificare. Il mancato rispetto delle
regole è stata una azione politica di disobbedienza civile decisa in
piena coscienza, di cui ci assumiamo tutte le responsabilità, e dettata
dalla gravità di ciò che stava accadendo, non solo a causa della deroga
creativa all'art. 138 (come se la Costituzione fosse più indicativa che
altro, una linea guida discrezionale...) ma soprattutto dal muro di
cemento armato che la maggioranza ha innalzato nei confronti
dell'opposizione impedendo qualsiasi forma di dialogo e cooperazione.
Anche questo facile da verificare rivedendo le sedute di venerdì 6 e
lunedì 9 Settembre in cui la maggioranza nemmeno ci ha degnato di una
risposta, e dalle sedute di commissione Affari Costituzionali prima
della pausa estiva.