Cerca nel blog

martedì 10 settembre 2013

Siamo stati mandati qui per portare tutto questo fuori dal palazzo, lo stiamo facendo. DI VITA M5S

In Italia, nella Repubblica Italiana, nel 2013, a nemmeno 70 anni dalla guerra, capita che deputati della Repubblica vengano sanzionati per aver difeso la Costituzione Italiana e la democrazia.

Non per essere dei pregiudicati, non per avere rapporti con la mafia, non per governare con dei delinquenti, non per aver manifestato, parlamentari e ministri, contro un altro potere indipendente dello Stato quale la magistratura, non per avere sperperato denaro pubblico, non per aver sistemato amici e parenti, non per essere stati eletti con una legge fatta a loro uso e consumo, non per manipolare l'informazione, non per avere conflitti di interessi, non per mantenere doppie cariche,... tutto questo non mina per niente il decoro istituzionale della Camera.

Azioni politiche di chiara disobbedienza civile e pacifica invece sì.
E capita pure che questi stessi deputati e le loro azioni vengano regolarmente strumentalizzati, mistificati, delegittimati. Oltre che offesi e insultati in Aula.

Siamo stati accusati di voler arrestare il cambiamento ed essere contro le modifiche alla Costituzione. Falso. Già nel nostro programma si trovano le nostre proposte di modifica costituzionale come l'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare o il referendum propositivo senza quorum.

Siamo stati accusati di essere incapaci di rispettare le regole. Falso. Da quando ci siamo insediati abbiamo imparato e rispettato tutti i regolamenti, sfido chiunque a verificare. Il mancato rispetto delle regole è stata una azione politica di disobbedienza civile decisa in piena coscienza, di cui ci assumiamo tutte le responsabilità, e dettata dalla gravità di ciò che stava accadendo, non solo a causa della deroga creativa all'art. 138 (come se la Costituzione fosse più indicativa che altro, una linea guida discrezionale...) ma soprattutto dal muro di cemento armato che la maggioranza ha innalzato nei confronti dell'opposizione impedendo qualsiasi forma di dialogo e cooperazione. Anche questo facile da verificare rivedendo le sedute di venerdì 6 e lunedì 9 Settembre in cui la maggioranza nemmeno ci ha degnato di una risposta, e dalle sedute di commissione Affari Costituzionali prima della pausa estiva.

Siamo stati accusati di gravare ulteriormente sulle casse dello Stato per aver occupato il tetto di Montecitorio per 24 ore. Falso.
I costi aggiuntivi non sono nemmeno paragonabili alla quantità di denaro che il Movimento 5 Stelle ha lasciato (42 milioni di rimborsi elettorali rifiutati) e restituito allo Stato (più di 1.500.000 euro nei soli mesi di Marzo Aprile e Maggio 2013). Nelle sole due giornate d'aula, venerdì 6 e lunedì 9 Settembre, la farsa istituzionale, ovvero la vuota e unilaterale discussione degli emendamenti che tutti sapevano che sarebbero stati bocciati IN TOTO come dichiarato spudoratamente dalla maggioranza, ci sono costate più di 7 milioni cadauna.

Spero che ciò che sta avvenendo serva a qualcosa, spero che almeno serva da insegnamento per ciascuno di noi.
Senza di noi i partiti avrebbero lo stesso votato una legge del genere, ma probabilmente sarebbe avvenuto nel silenzio più totale salvo poi svegliarsi dopo tempo e scoprire, magari da un quotidiano straniero, che il parlamento italiano fa cambiare la Costituzione a 42 persone, blindate e con poteri sproporzionati.

Siamo stati mandati qui per portare tutto questo fuori dal palazzo, lo stiamo facendo. Adesso sappiamo. Adesso davvero non ci sono più scuse.