In
aula, informativa sul dramma di Lampedusa e dell'immigrazione. Assisto a
speculazioni bipartisan che danno il voltastomaco. Ascolto le proposte
del governo PD e PDL. In sostanza si parla soltanto di minuti di
raccoglimento, funerali di stato a Roma, candidatura di Lampedusa a
nobel per la pace e giornate di lutto nazionale. Nessuno che cita i
drammi che le multinazionali e la guerra, spesso sostenuta dalla stesse
multinazionali (in acque torbide si pesca meglio), stanno generando in
quei paesi che non vanno chiamati "in via di sviluppo" ma "via di
sviluppo di altri". La logica del "dare di più'" e' vecchia, ipocrita e
inefficace. Io ho lavorato anni nella cooperazione internazionale (e ci
sono ONG e ONLUS straordinarie) ma ho mollato quando ho compreso che per
dare una mano ai paesi in difficoltà' più che dare di più occorre
togliere di meno. Io sogno un mondo senza barriere, jonhlennoniano
direi, un mondo in cui ognuno abbia la possibilità' di lasciare il
proprio paese e andare a cercare fortune dove vuole. Io l'ho fatto e continuerò a farlo. Ma che nessuno sia "costretto" a lasciare il
proprio Paese per cercare fortune altrove. Non so se mi spiego. Vanno
eliminate le cause strutturali della povertà' nei Paesi del sud (come
nel nostro, le stesse cause di povertà' che spingono migliaia di giovani
a lasciare l'Italia), e le cause sono imperialismo, neocolonialismo (i
cinesi sono gli ultimi) e depredazione. Nel frattempo l'accoglienza e'
un dovere dell'essere umano e il reato di clandestinità' ne ostacola
l'attuazione. Questa e' la mia posizione.
