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venerdì 4 ottobre 2013

LARGHE INTESE…CONTRO L’OMOFOBIA @giosilvia86


81178-BULLISMO2Dopo l’approvazione delle “Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia”, avvenuta il 19 settembre, anche il Senato si accinge a discutere questo argomento che suscita un interesse senza confini.
Mentre l’ONU promuove l’azione contro la violenza basata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone, a seguito della campagna di sensibilizzazione “Free & Equal”, in Italia cerchiamo di sensibilizzare quella parte di Parlamento che ancora può intervenire nel migliorare un testo di legge ancora non perfezionato al meglio.
Nell’incontro di ieri al Senato si è discusso a lungo sulle modifiche che il nostro gruppo parlamentare ha speranza di approvazione nel passaggio della legge al Senato. Soprattutto far chiarezza all’emendamento secondo cui: “ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei princìpi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.
Questo emendamento potrebbe introdurre elementi di forte ambiguità nella effettiva possibilità di perseguire penalmente  forme di istigazione alla discriminazione. Se così fosse, l’Italia verrebbe meno ai suoi obblighi derivanti dall’adesione e ratifica alla Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale che richiede agli Stati membri.
Un altro emendamento, purtroppo già passato alla Camera, su cui si pone l’attenzione e si cerca un ampio accordo per l’eliminazione è il cosiddetto “Salva Vescovi” o “Salva Partiti” secondo cui verranno esentate dalle sanzioni previste dall’attuale legge Mancino “le organizzazioni che svolgono attivita’ di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.
In altre parole le opinioni o le manifestazione di convincimenti espresse dagli iscritti a tali ‘associazioni di tendenza’ non costituiranno discriminazione, ne’ istigazione alla discriminazione. Una vera oscenità!!!
In questo scenario legislativo non poco ingarbugliato in cui le larghe intese continuano a vacillare, il Paese vive moment di terribile follia che vedono bande armate, per lo più formate da minorenni, in guerra per il mentenimento del predominio sui marciapiedi delle periferie metropolitane.
L’arresto avvenuto a fine settembre di quattro componenti di una babygang milanese che seminava il panico tra i cittadini del quartiere Baggio, preferendo, appunto, omosessuali, disabili, ebrei, nella scelta delle loro vittime da portare come trofeo di guerra nelle discussioni adolescenziali, è stato lo spunto per presentare una interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni.
Il sostegno morale alle forze di Polizia, che continuano ad operare in situazioni sempre più difficili, è indiscusso. Grazie alla dedizione di uomini, che rischiano la vita ogni giorno, si ottengono arresti che, quantomeno, riducono i rischi di aggressioni a cittadini inermi.
La richiesta al Ministro di intervenire per adottare misure finalizzate al recupero dei giovani finiti nelle mani della malavita affinché lo Stato si riprenda i territori ormai nelle mani delle organizzazioni criminali.
Silvia
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Interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Interni
Per sapere – premesso che:
In data 30 settembre quattro minorenni sono stati arrestati su ordine del GIP del tribunale dei Minori, che li ha riconosciuti totalmente privi di qualsiasi senso dello Stato. Il fatto è accaduto a Milano ed è l’ennesimo esempio di totale assenza di valori di cui sono principalmente vittime le nuove generazioni.
La babygang milanese “operava” per le strade del quartiere di Baggio, nella periferia milanese, pretendendo rispetto. Bastava uno sguardo e forse manco quello, per far scattare la molla di violenza che scatenava calci, pugni e l’uso di spranghe e caschi pur di soddisfare quell’insana voglia di picchiare duro.
I membri minorenni della banda non avevano particolari preferenze nella scelta delle vittime da sacrificare come nelle migliori scene di un film di Kubrick; essi colpivano senza fare alcuna distinzione nella scelta delle vittime: omosessuali, disabili, clochard ed ebrei.
I vergognosi pestaggi di stampo razziale che si compiono quotidianamente in molte periferie italiane sono il frutto di un degrado che ha consentito alle organizzazioni criminali di sostituirsi allo Stato, con gravi conseguenze per tante famiglie che devono subire anche questo disagio oltre ai tanti già imposti da questo Governo.
Le forze di Polizia, a cui va il mio sostegno morale per l’enorme lavoro svolto in condizioni sempre più difficili, continuano in un’azione importantissima di controllo del territorio attraverso lunghe indagini che, fortunatamente, si concludono sistematicamente con l’arresto dei delinquenti.
Ahimè, purtroppo spesso questi delinquenti sono minorenni che si aggregano a vere e proprie bande, in guerra tra loro per contendersi pezzi di marciapiede a suon di botte.
Un’altra deplorevole abitudine che è sintomo chiaro di una deriva morale in cui la popolazione si è incamminata, soprattutto quella più giovane.
La Politica ha il dovere di intervenire immediatamente. Deve affiancare all’azione di controllo e repressione delle forze di Polizia, un’azione di prevenzione che deve iniziare nella famiglia e nelle scuole. -
Se non intende adottare misure idonee al recupero dei giovani finiti nelle mani della malavita, affinché tale azione sia da traino nell’investimento che questa Nazione deve imporsi, come priorità assoluta, nel ripristino del rispetto della libertà altrui ormai perduto completamente in molti individui di alcune fasce della società civile. Migliorare la condizione della società civile è un dovere verso cui nessuno può esimersi.
Quali iniziative intende avviare in programmi di investimento, a partire dalla Scuola pubblica, che possano garantire un innalzamento generale del livello di coscienza civica ed altruismo soprattutto in quelle fasce di popolazione maggiormente esposte alla deviazione criminale.
Se non intende prendere misure che consentano un miglioramento nell’azione di presidio del territorio, con maggiori finanziamenti, sia in termini di soldi, mezzi ed attrezzature sia in termini di risorse umane da ricercare, qualora fosse necessario, in altri corpi specializzati.