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lunedì 11 novembre 2013

Report della visita a sorpresa del M5S al carcere di Belluno @FedericoDinca

Report della visita a sorpresa del M5S al carcere di Belluno

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Sabato 9 novembre 2013 il deputato e vice capogruppo alla Camera del MoVimento 5 Stelle Federico D’Incà, assieme al senatore Enrico Cappelletti, ha visitato il carcere di Belluno.
Questo è stato un sopralluogo con funzione di ispezione, senza preavviso al personale penitenziario, durante il quale abbiamo visitato con attenzione tutti i reparti maschile, femminile e transessuale” spiega D’Incà.
Con questa visita i due parlamentati hanno voluto verificare le condizioni dei carcerati, la gestione della struttura e tutte le azioni messe in opera per il reinserimento nella società dei detenuti. “Per queste ragioni abbiamo visionato sia le parti ricreative sia le cucine, entrando anche nelle celle che ospitano i detenuti per una verifica igienica e a norma di legge delle stanze”.
Un carcere, quello di Belluno, datato e in parte ristrutturato internamente attraverso anche l’operato dei detenuti, azione questa che viene incontro al bisogno di attività riabilitative e che permette anche di rientrare in possesso di una qualifica utile nel reinserimento nella società civile una volta acquisita la libertà. Un altro importante progetto di formazione viene svolto dai detenuti operai che fornisco prestazioni lavorative retribuite e riguarda le lavorazioni industriali messe in campo nel carcere e attuate con l’impegno di alcune aziende bellunesi che forniscono commesse nel campo della occhialeria e della meccanica.

Da quanto visto si denota un forte impegno dell’amministrazione carceraria nel miglioramento delle condizioni strutturali del carcere del capoluogo” dichiara il parlamentare bellunese. “Le nuove celle infatti risultano essere molto più accoglienti e a norma di legge rispetto ad alcune che devono ancora essere ristrutturate e che rasentano il degrado. Inoltre, il nuovo padiglione sarà adibito al fine lavorativo, a progetti di reinserimento e scolarizzazione”.
I detenuti del carcere bellunese sono 107, di cui meno di una decina sono bellunesi ed il restante proviene da Padova e Venezia; il 70-80% del totale è rappresentato da detenuti stranieri.
“L’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri italiani non è di certo sanabile con un semplice indulto o amnistia” sottolinea D’Incà. Infatti la maggior parte dei detenuti, al termine del periodo di carcerazione, mostra un alto tasso di recidiva del reato, fattore questo che rendenecessario un ripensamento assoluto dei programmi di reinserimento nella società civile. A questo si aggiunge l’esistenza di una legislazione, come la “Legge Fini-Giovanardi”, che ha costretto in detenzione persone colpevoli di azioni che in altri Paesi non costituiscono nemmeno reato. Infine gli stranieri detenuti, un numero consistente di persone, dovrebbero, una volta effettuato il riconoscimento, scontare il periodo carcerario nel loro Paese di origine.

Questa visita a sorpresa rientra in un progetto più ampio che prevede il controllo e la valutazione della situazione nei diversi penitenziari presenti nella Regione Veneto. Alla fine delle visite si terrà a Venezia una tavola rotonda fra i 13 parlamentari del Movimento 5 Stelle del Veneto per fare il punto della situazione.
D’Incà conclude ringraziando gli agenti penitenziari che svolgono ogni giorno un ruolo impegnativo con professionalità e coscienza civile.

Di seguito il servizio di Antenna3

 Federico Dincà M5S

sabato 9 novembre 2013

Visita a sorpresa del M5S al carcere di Belluno @FedericoDinca

Visita a sorpresa del M5S al carcere di Belluno

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Oggi, Sabato 9 novembre 2013, il deputato Federico D’Incà, assieme al senatore Enrico Cappelletti del MoVimento 5 Stelle, hanno effettuato una visita a sorpresa al carcere di Belluno per controllare lo stato in cui versa la struttura.
La visita rientra in un progetto più ampio che prevede il controllo e la valutazione della situazione nei diversi penitenziari presenti nella Regione Veneto. Alla fine delle visite si terrà a Venezia una tavola rotonda fra i 13 parlamentari del Movimento 5 Stelle del Veneto per fare il punto della situazione.

Alcuni parlamentari del MoVimento, nelle scorse settimane, hanno infatti visitato le carceri diPadovaTreviso e Verona con l’intento di porre l’attenzione sul problema della sovrappopolazione carceraria e il dramma della mancanza di prospettive.
Sono ancora troppi infatti i detenuti che restano rinchiusi nelle celle senza alcun impegno di natura formativa e lavorativa.

Il MoVimento 5 Stelle sostiene la causa affinché la detenzione possa essere vissuta in modo formativo garantendo i diritti umani fondamentali. E tutto ciò si concretizza non solo nell’adeguamento della strutture, ma anche attraverso una serie di interventi che rendano il carcere più umano prevedendo lo svolgimento di percorsi educativi e di accompagnamento al lavoro per tutti i detenuti affinché una volta riacquista la libertà possano reinserirsi nella società.
In Italia purtroppo persiste ancora il quasi esclusivo utilizzo della pena detentiva senza altre misure educative e il tutto in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei. È dimostrato infatti che la recidiva cala sensibilmente quando i detenuti sono accompagnati in percorsi graduali, di integrazione e accompagnamento al lavoro, attraverso l’utilizzo delle misure alternative.

mercoledì 23 ottobre 2013

@FedericaDaga in Visita al carcere di Regina Coeli

martedì 22 ottobre 2013

Visita al carcere di Regina Coeli

Questa mattina ho visitato il carcere di Regina Coeli per parlare con i detenuti e la polizia penitenziaria. Un pugno allo stomaco. I detenuti si ritrovano a stare in 6 in micro ambienti da 4 posti. Ho avuto la possibilità di parlare con qualcuno di loro. Il prossimo mese un giovane detenuto diventerà padre e oggi era passata la compagna in visita. Tutti ci chiedevano almeno uno spazio più umano, la possibilità di stendere il bucato, i più fortunati ci mostravano con orgoglio che avevano un piatto doccia.
Abbiamo visitato le varie sezioni, la nuova sala operatoria, le infinite ristrutturazioni dei padiglioni, la mancanza di fondi anche per una lampadina. La penitenziaria e il personale lavorano sotto organico, non vengono formati per svolgere funzioni delicate anche dal punto di vista umano.
Lamentano mancanza di dialogo tra la penitenziaria che vive il carcere e chi scrive norme spesso inapplicabili.
Abbiamo incontrato anche i detenuti malati e infine studenti e lavoratori fermati alla manifestazione di sabato 19 ottobre qui a Roma: un po' spaventati ma stanno bene.