Ma la Mozione del PD+PDL sulla SIRIA cosa dice?
Questi di seguito sono gli impegni che PD+PDL hanno chiesto ed approvato alla Camera.
Vorrei farvi soffermare sulla frase: a
sostenere l'iniziativa volta a far emergere, a mettere sotto controllo
internazionale e a neutralizzare l'arsenale chimico siriano, con
l'obiettivo irrinunciabile che non possa essere nuovamente usato,
confidando che una risoluzione in tal senso sia presto adottata dal
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
A
casa mia questo significa... attacco! Come al solito, fra le righe, si
nasconde sempre una sorpresa (questa volta la peggiore che potessero
fare!)
"impegna il Governo:
a
svolgere, ancor più alla luce dei recentissimi sviluppi, un ruolo
proattivo per favorire e rendere possibile una soluzione politica della
crisi e un negoziato tra le parti;
a sostenere l'iniziativa volta a
far emergere, a mettere sotto controllo internazionale e a neutralizzare
l'arsenale chimico siriano, con l'obiettivo irrinunciabile che non
possa essere nuovamente usato, confidando che una risoluzione in tal
senso sia presto adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite;
a proseguire nella sua azione di condanna assoluta ed
inequivocabile dell'utilizzo di armi chimiche e della necessaria
punizione dei responsabili, anche attraverso il ricorso agli strumenti
politici, diplomatici e convenzionali possibili, incluso il deferimento
al Tribunale penale internazionale;
ad insistere perché la reazione
della comunità internazionale sia ferma e funzionale al raggiungimento
di obiettivi chiari, ivi inclusa la prevenzione dell'ulteriore utilizzo
di armi chimiche, attraverso strumenti proporzionati, assicurando il più
ampio consenso internazionale nel rispetto del ruolo delle Nazioni
Unite, escludendo la partecipazione ad interventi militari in assenza di
un esplicito mandato del Consiglio di sicurezza e, in ogni caso,
valutando con attenzione che ogni azione intrapresa non comporti solo un
aggravamento della situazione politica e di instabilità dell'area;
ad intensificare l'impegno umanitario in favore dei profughi;
a
prendere tutte le iniziative che possano essere utili ad accelerare una
tregua, per un cessate il fuoco bilaterale più ampio, e a creare le
condizioni per un nuovo negoziato internazionale capace di dare voce
adeguata all'opposizione siriana interna e all'estero, alla società
civile siriana e a tutti i Paesi coinvolti nel conflitto che possono
avere peso nella ricerca di una soluzione equa e nella fine del
conflitto stesso;
a verificare tutte le strade diplomatiche e
politiche perché la situazione in Siria si apra alla transizione
democratica per superare l'attuale regime, assicurando la rappresentanza
di tutte le componenti, la tutela delle minoranze, il rispetto dei
principi dello Stato liberale e di diritto;
a far sì che la
soluzione politica e diplomatica coinvolga necessariamente tutti gli
attori importanti, regionali e internazionali, inclusi la Russia e
l'Iran, attraverso il rilancio del processo di Ginevra per giungere alla
convocazione di una conferenza internazionale;
a portare avanti la riflessione, con i partner europei,
sulle modalità di applicazione delle sanzioni nei confronti della Siria
in funzione dell'obiettivo di condurre le parti al tavolo negoziale,
perché sia più forte la pressione sull'attuale regime e si attenuino
invece gli effetti sulla popolazione civile;
a farsi promotore di una politica europea unitaria, sulla base del joint statement sottoscritto
a margine dei lavori del G20 di San Pietroburgo, degli esiti positivi
della riunione informale dei Ministri degli esteri dell'Unione europea a
Vilnius e della comune determinazione sulla condanna dell'utilizzo di
armi chimiche, da far valere anche in seno al Consiglio di sicurezza
delle Nazioni Unite e con l'ambizione di far evolvere la politica estera
e di sicurezza comune verso uno strumento effettivo ed efficace, in
prospettiva del Consiglio europeo di dicembre 2013 sulla difesa, nonché
del semestre italiano di presidenza nella seconda parte del 2014;
a
valutare attentamente le conseguenze del conflitto siriano sul contesto
in cui si svolge la missione Unifil, adeguando le condizioni di
sicurezza del contingente italiano dislocato in Libano;
a riferire
tempestivamente al Parlamento sugli sviluppi della crisi in Siria anche
al fine delle conseguenti determinazioni relative alla posizione
dell'Italia.