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martedì 26 novembre 2013

Emergenza Calabria, immediato sostegno ai cittadini @PaoloParentela

martedì 26 novembre 2013



A seguito dei violenti nubifragi che si sono abbattuti su tutta la Calabria lo scorso 19 Novembre, che hanno provocato ingenti danni alle strutture pubbliche ed ai cittadini, in particolar modo nella città di Catanzaro. Sin da subito mi sono interessato incontrando il Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo ed il Prefetto Cannizzaro, rendendomi disponibile a fare quanto in mio potere per aiutare i cittadini ad uscire dallo stato di emergenza provocato dal maltempo. Non mi sono limitato a sollecitare il Governo attraverso il mio intervento alla Camera dei Deputati, ma ho provveduto a depositare una risoluzione in commissione agricoltura (di cui sono membro) ed un’interrogazione al Ministro degli Interni Angelino Alfano. Attraverso la risoluzione in commissione, ho chiesto un impegno al Governo per concedere, agli agricoltori colpiti dalla pesante alluvione dei giorni scorsi, gli interventi compensativi previsti dal Fondo di Solidarietà Nazionale. Ora va affrontata l'emergenza e bisogna mettere gli agricoltori in condizioni di limitare le perdite e ripristinare le aziende agricole per consentire la ripresa delle attività produttive. Bisogna anche far fronte alle esigenze primarie delle imprese agricole e pertanto vanno adottate con urgenza anche le misure volte al ripristino delle infrastrutture connesse all'attività agricola tra cui quelle irrigue e di bonifica. Il Ministro non ci dica che non ci sono risorse, perchè il disegno di legge di stabilità per il 2014 si pone l’obiettivo di rifinanziare il Fondo di Solidarietà per 120 milioni di euro. Il MoVimento Cinque Stelle ha anche proposto una modifica intesa a ridurre gli stanziamenti a favore di AGEA e a potenziare ulteriormente il Fondo, modifica che non è stata accolta.

L'interrogazione presentata al Ministro degli Interni, invece, invita il Governo a prendere atto della situazione di grave disagio venutasi a creare tra i cittadini, attivando la predisposizione delle misure necessarie a garantire sostegno ai cittadini colpiti dall’alluvione, tenendo in considerazione l’ipotesi di concedere la sospensione degli oneri tributari e contributivi. I filmati e le foto che ho visto sui principali social network, in particolare nella città di Catanzaro a seguito della violenta alluvione che l’ha colpita mi hanno fatto venire i brividi. La città è stata letteralmente invasa dal fango ed ho pensato ai miei concittadini costretti, ancora una volta, a pagare sulla propria pelle l’inadeguatezza della classe politica cittadina e regionale, che non ha saputo prevenire degli eventi climatici che generano disastri in maniera direttamente proporzionale all’indifferenza che politici e burocrati hanno avuto negli ultimi decenni nei confronti di un territorio letteralmente violentato dall’incuria e dal dissesto idrogeologico provocato principalmente dall’abusivismo edilizio. Insieme al Meetup di Catanzaro, avevamo offerto nei giorni scorsi il proprio aiuto politico per la gestione dell’emergenza, rimandando a tempi più maturi le valutazioni sulle responsabilità del disastro che sono chiaramente da attribuire a chi ha gestito la “cosa pubblica” negli ultimi decenni.
Normali eventi naturali stanno assumendo, sempre più spesso, la dimensione di eventi calamitosi, devastando ancora di più un territorio che dovrebbe essere salvaguardato e non compromesso dall’incuria degli amministratori locali. 

mercoledì 20 novembre 2013

Maltempo, inutile piangere le vittime di un disastro annunciato @PaoloParentela

mercoledì 20 novembre 2013

Solidarietà è una parola fin troppo abusata per meri scopi propagandistici. Nessuno ne è immune, nemmeno i media nazionali, i quali hanno dedicato i loro servizi non solo ai filmati sulla devastazione provocata dalle forti piogge che hanno interessato molte regioni, in particolare la Sardegna e laCalabria, ma anche e soprattutto sul farlocco cordoglio di ogni pseudo politico invaghito di una telecamera. E’ disarmante e frustrante come si debba assistere all'impotenza del nostro territorio di fronte ad un normale svolgersi della natura, se non fosse per il fatto che l'uomo, nella sua mania di onnipotenza, ha cementificato, imbrigliato e impermeabilizzato i terreni, gli alvei fluviali ed i suoli, alterando un ecosistema che aveva solo bisogno di un po' di considerazione.
In questo contesto si inseriscono diverse propostedel M5S in Parlamento, che hanno l'obiettivo di stimolare la prevenzione e facilitare la messa insicurezza a seguito di eventi calamitosi, incentivando gli interventi realmente prioritari  che siano rispettosi dei vincoli di tutela ambientale. Ma non solo, il nostro obiettivo è anche quello di fermare, attraverso la proposta stop al consumo di suolo, la cementificazione scellerata a cui va attribuita la colpa principale dei disastri e dei danni che il maltempo sta provocando. Non crediamo nelle catastrofi naturali, non crediamo in una natura folle che decide di "suicidarsi". Vediamo solo la follia umana ed uno Stato assente e slegato dalla madre terra, uno Stato che non ascolta il genius loci dei luoghi, che non ne comprende lo sviluppo spontaneo, che non vede in questi eventi le grida di una terra martoriata. Basti notare la frequenza di queste catastrofi negli ultimi 10 anni. Ogni volta ci si ritrova a risolvere i problemi che noi stessi provochiamo, rimanendo allibiti mentre stupidamente si parla di catastrofi naturali! E' inutile piangere le vittime di un disastro annunciato.
Eppure le solite facce da talk show, dopo i disastri di ieri, sono state subito pronte a piangere i morti ed a contare i danni, cercando di mettere l'ennesima “toppa” all'ennesima falda scoppiata in questo Paese. Il Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, mentre un cittadino gli urlava contro la rabbia di chi non sapeva dove far dormire suo figlio di 4 anni a causa degli allagamenti, rispondeva:”a mia nessunu mi dissa nenta...”. Giustamente a lui non è stato detto mai nulla di una città con i tombini ed i canali di scolo intasati dall'erbaccia lasciata sui marciapiedi. Al Sindaco nessuno aveva detto niente dei letti della fiumarella pieni di ogni cosa. Forse agli amministratori locali non sono a conoscenza del fatto che le loro concessioni ad edificare in ogni dove generano questi disastri. Crediamo che questo sia il momento di cambiare direzione, di iniziare ad "ascoltare" e di lasciarsi "guidare" dal pianeta su cui viviamo: ridiamo permeabilità ai terreni, ridiamo le spiagge alle nostre coste, smettiamo di scavare sottopassi o di costruire sotto i livelli di falda, diamo spazio al verde, ripensiamo in maniera naturale le sponde delle nostre fiumare. Dobbiamo farlo, prima che si arrivi ad un punto di non ritorno.