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domenica 18 agosto 2013

Carlo Sibilia, M5S: Ah Egitto, Egitto!


Ah Egitto, Egitto! Terra florida, rigogliosa. Fin dai tempi degli Antichi Romani soddisfavi il fabbisogno alimentare dell'impero. Sfruttata. Da sempre. Oggi i governatori dell'Impero, gli Stati Uniti in accordo con la piattaforma logistica UE, ti gestiscono ad uso e consumo in base alle proprie necessità. Perchè dico questo? Perchè non posso non ricordare il discorso di Obama all'Università de Il Cairo https://www.youtube.com/watch?v=2TcyZUMUG2A, lo storico " Salam Aleikum (pace a te) " che tutto ha portato al popolo egiziano, tranne che la pace. Via Mubarak, destituito dalla piazza (...mamma mia che potere le mobilitazioni in Egitto), eletto Morsi. Poi qualcosa sarà andato storto. Morsi non ti sarai messo a fare accordi con la Russia per via dello sviluppo dell'energia nucleare vero? Quindi i militari hanno rimesso tutto in ordine con un golpe agli inizi di luglio 2013. Mi dispiace Egitto, ma oggi serve un nemico. Un nuovo problema, una nuova strategia. Bisogna vendere armi e prodotti commerciali delle gloriose democrazie occidentali. Non potete sottrarvi. Tra l'altro voi siete hub energetico/strategico fondamentale per gli equilibri del Medio-Oriente, cosa vi aspettavate? Come avete detto? Diritti Umani? ONU? Sovranità nazionale? State chiedendo aiuto? Vedete bene, magari qualche alto funzionario ha scelto una delle vostre favolose spiagge per le vacanze. Gli USA versano 1,3 miliardi di dollari alle casse Egiziane per lo sviluppo di armamenti e per mantenere gli equilibri con Israele. Non pensate che possa stargli bene un presidente qualsiasi eletto attraverso elezioni democratiche. Il Presidente deve essere gradito. Se non lo si può avere subito, ci pensano i militari. Gli stessi che ricevono gli 1,3 miliardi di dollari? Si, proprio loro. Interlocutori decisamente più usuali dal momento che Mubarak (lo zio di Ruby secondo il parlamento Italiano) è stato messo da parte e Morsi non ha fatto ciò che era previsto. Il Ministro degli Esteri Emma Bonino sta organizzando un'audizione urgente alle commissioni Affari Esteri di Camera e Senato per il 27 agosto. Chissà che le info non arrivino per direttissima da Washington. Secondo voi il M5S cosa dovrebbe dire? Nel mentre previsti disagi per qualche turista italiano... Ah Egitto, Egitto! Come mi ricordi l'Italia. Forse anche i tuoi giovani, come quelli Italiani, tra vent'anni non avranno colpevoli per le stragi e le morti che state soffrendo. Forse anche il ricordo delle vittime, come per quelle in Italia, sarà presto offuscato da media e giornali. Però le tue spiagge saranno piene di turisti che sorseggeranno una dissetante Coca-Cola e magari un giorno anche voi userete l'euro...chi può dirlo. A volervi male ve lo augurerei. Salam Aleikum Egitto...ma veramente!


Luigi Di Maio, M5S: Egitto in rivolta, in Italia Rivoluzione democratica.



Guardo l'Egitto e penso all'importanza di quello che stiamo facendo in Italia. 
Le primavere arabe rischiano di diventare un inverno polare. Se non lo sono già...
In Italia (che non è nella stessa situazione dei Paesi Arabi per democrazia, ma ci accomuna uno scarsissimo livello di libertà di informazione), 9 milioni di persone hanno portato 160 cittadini liberi in Parlamento, che a mio parere stanno iniziando una rivoluzione nella cultura di fare politica e nel percepirla come spazio di partecipazione. 
Abbiamo un'idea di Paese chiara che vogliamo costruire, chi non la vede è in malafede. Abbiamo anche capito che a questo progetto può prendervi parte chiunque abbia a cuore il bene comune, alternandoci nel nostro contributo al Paese senza alcuna dipendenza da personaggi "indispensabili".
Non so quanto ci vorrà, e quanti rospi dovremo ingoiare. Ma so che è l'unica strada (quella democratica) per un cambiamento VERO del quadro politico. 
Libia, Egitto e gli altri Paesi ci hanno dimostrato che le persone libere possono anche deporre un potere costituito con la forza, ma poi questo potere con la stessa forza si riorganizza per deporre quello nuovo, innescando la spirale di violenze. Magari coinvolgendo in questo "uso della forza", persone mai viste prima interessarsi al bene della società. Quelle a cui riesce semplice sfasciare, ma difficilissimo immaginare cosa costruire dopo.
La storia è piena di momenti in cui si sono fatti due passi avanti e uno indietro.
Noi a febbraio abbiamo fatto un salto (altro che passo). Continuiamo a saltare.

Sempre più vicini a riveder le stelle.