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giovedì 7 novembre 2013

E continuiamo a chiamarle "MISSIONI DI PACE"? @PaoloParentela

giovedì 7 novembre 2013

Per l’ennesima volta siamo qui a discutere riguardo il finanziamento delle così dette “missioni di pace” a cui l’Italia partecipa. Ero solo un ragazzino quando alcune di queste sono iniziate e, guardando i telegiornali, mi sono sempre chiesto come fosse possibile portare la pace in un Paese attraverso la guerra. Certo, sarebbe ingiusto ed eccessivamente generalizzante se ci scagliassimo contro ogni forma di intervento umanitario (anche se attraverso l’utilizzo delle forza militari) in Paesi che ne hanno bisogno. Tant’è che avremmo preferito che si potesse votare ogni singola missione, e non il solito decreto omnicomprensivo che ci costringe a generalizzare ribadendo che L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA…e noi la ripudiamo soprattutto quando la mascheriamo definendola “missione di pace”. Crescendo ho iniziato ad informarmi ed a valutare le cose per quelle che sono. Il nostro Paese appartiene a quella che, in gergo giornalistico, viene chiamata “comunità internazionale” ed a cui appartengono tutti quegli stati che, evidentemente, fanno parte di quella che io definisco “la parte giusta del mondo”. Ma non perché siamo Paesi democratici, liberi e giusti. Questo è semplicemente quello che ci vogliono far credere. Apparteniamo alla “parte giusta del mondo” perché facciamo parte di quella schiera di paesi che possono dettare legge all’interno del globo terrestre decidendo i Paesi in cui è giusto portare la guerra…con la scusa della pace. In realtà quei paesi a cui vorremmo concedere i nostri “aiuti umanitari” sono stati prima sfruttati dalla comunità internazionale ed è curioso valutare come le nazioni più instabili, con il popolo che insorge contro il dittatore di turno, sono gli stessi ad essere in realtà i più ricchi. Ricchi di materie prime, è chiaro. Petrolio, gassodotti, miniere, risorse energetiche. E’ un caso che proprio in questi paesi vi siano condizioni politiche instabili?! È forse per avere manodopera a basso costo e leggi sullo sfruttamento ambientale che avvantaggiano la “comunità internazionale” che in queste nazioni regna l’instabilità?
sacrifichiamo i nostri uomini mandandoli su veri e propri fronti di guerra in nome di cosa?!
Esportiamo la democrazia, regalando loro governi instabili che al momento opportuno verranno di nuovo abbattuti dalla potenza di numerosi golpe finanziati da chi?! Chi procura le armi alle forze ribelli che presto spodesteranno i governi democratici che abbiamo imposto con la forza?!
Spendiamo milioni di euro di soldi pubblici per imporre la democrazia, una democrazia che durerà giusto il tempo di mettere le cose a tacere. Una democrazia fasulla che è invece la trasposizione del volere della tanto amata “comunità internazionale”, democrazie sostenute al solo scopo di avere, come già ho detto, una legislazione favorevole che consentirà a determinate aziende di continuare a fare i loro porci comodi.
L’elenco dei Paesi in cui è presente il nostro esercito credo mi dia ragione, ma voglio elencarli, in modo che anche i cittadini potranno rendersene conto.
Afghanistan: la comunità internazionale è intervenuta per “spodestare” i talebani, rei di aiutare alcune organizzazioni terroristiche come al-qaeda. Ma sbaglio oppure i talebani stessi sono stati aiutati dalla comunità internazionale per sconfiggere e scacciare i russi negli anni ’70?!
Somalia: uno dei paesi più poveri al mondo, sfruttato (ed è un fatto, non un parere) come discarica di rifiuti tossici e radioattivi, che sono stati probabilmente seppelliti nelle fondamenta delle costruzioni del programma umanitario italiano. Molti altri rifiuti radioattivi e tossici sono stati affondati a largo dei mari somali e riportati a galla dallo tsunami del 2005. Un’inchiesta giornalistica sull’argomento è costata la vita adIlaria Alpi ed all’operatore che lavorava insieme a lei Miran Hrovatin
Iraq: tra i Paesi più ricchi di petrolio. Il nostro intervento militare segue il governo assolutistico di Saddam Hussein, il quale  conobbe il sostegno degli USA nella guerra contro l’Iran degli anni ’80, per poi essere invece invaso dalle forze angloamericane qualche anno dopo. Dobbiamo ricordare le morti italiane in Iraq (quelle di Nassyria su tutte) oppure preferiamo godere delle speculazioni che le multinazionali del petrolio sono riuscite ad ottenere grazie a questo intervento militare?!
Potrei continuare ad elencare tutte le VERE ragioni che ci hanno spinto ad intervenire negli altri Paesi in cui siamo presenti. Dal Gas dei balcani alle risorse di altri Paesi che oggi “godono” dei nostri interventi militari. La loro povertà, la loro instabilità politica, ci ha consentito di vivere nelle condizioni di sfarzo in cui abbiamo vissuto fino a qualche anno fa. Ci hanno consentito di vendere loro le armi per fare le rivoluzioni per poi intervenire con le nostri stesse armi per fermarle o placarle. Ci hanno consentito di affossarli ulteriormente attraverso la così detta “globalizzazione”…che si è limitata ad esportare le industrie manifatturiere in Paesi in cui il costo del lavoro è più basso e la possibilità di inquinare infischiandosene della salute di cittadini che evidentemente sono di serie B è più alta. Sono gli stessi Paesi i cui cittadini ogni giorno invadono le nostre coste, alla ricerca di democrazia e libertà nella parte giusta del mondo in cui viviamo e che alimentano altri tipi di emergenze. Giustamente qualche giorno fa il mio collega Di Battista faceva notare che sarebbe giusto che questa gente possa rimanere a casa loro ed il compito dei paesi più ricchi, più “industrializzati” come si diceva qualche tempo fa, è di esportare la conoscenza, la cultura, i diritti di cittadini LIBERI, non le nostre squallide fabbriche che consentono a gente ricca e senza scrupoli di aumentare i loro profitti sulla pelle di gente innocente. Dovremmo esportare la VERA democrazia. Dovremmo costruire le scuole, dare libero accesso all’informazione ed alla formazione di una classe dirigente che possa costruire un futuro anche fuori dai nostri confini. Dovremmo fare la guerra con i libri, non con le armi. Ma cosa possiamo aspettarci da QUESTA classe dirigente?! Presto i loro stessi problemi li avremo noi…visto che viviamo in un Paese in cui la democrazia inizia a deficitare. Speriamo che, nel frattempo, la “comunità internazionale” diventi davvero una comunità che possa esportare la pace e la cultura…non armi e guerra!!

mercoledì 4 settembre 2013

Obama confonde la diplomazia, la nonviolenza (l'atteggiamento più' attivo e propositivo che esista) con il silenzio.

Il premio nobel per la pace "a sua insaputa" Obama confonde

la diplomazia, la nonviolenza (l'atteggiamento più
  attivo e propositivo che esista) con il silenzio. E' una grandissima delusione. Il M5S prende le distanze da considerazioni medievali come queste e ricorda (unici a farlo) che essere alleati non significa essere sudditi.

Alessandro Di Battista - Portavoce dei cittadini alla Camera dei Deputati e Vicepresidente Commissione Affari esteri e comunitari

Perché invece di GARANTIRE un reale embargo di armi in Siria, addirittura fornirle di prima mano? È questo lo scandalo. DI STEFANO M5S

Dalla stampa odierna apprendo che il congresso americano ha trovato l'accordo sulla bozza di autorizzazione all'intervento militare in Siria con la condizione che non si usino mezzi di terra e duri solo 3 mesi.
Sostanzialmente una soluzione identificabile con due sole parole: IPOCRISIA e DISPREZZO. 
L'esclusivo utilizzo del supporto aereo si traduce in "noi morti tra le nostre truppe non ne vogliamo, dei vostri civili non ce ne frega nulla!"
Le famose bombe intelligenti le sparano gli aerei mica i panzer. 
Le case civili le buttano giù gli aerei mica i panzer.
Le raffiche sugli assembramenti civili in Afghanistan le sparano gli elicotteri mica i panzer.
E se in 3 mesi non si conclude nulla perché magari Assad ha le spalle coperte e il culo al caldo che facciamo? Estendiamo la missione all'infinito finché la Siria si trasforma in un deserto sociale come l'Afghanistan?
E se, voglio esagerare, il primo aereo USA che sorvola Damasco venisse abbattuto dalla contraerei siriana iraniana o russa cosa accadrebbe? Gli alleati storici USA cosa farebbero in tal caso? 
Ma ci rendiamo conto del rischio che comporta un intervento senza l'ok dell'ONU e le sue prove di colpevolezza da parte di Assad?
Quando la smetteremo di giocare a scacchi con le vite umane? 
Perché invece che svegliarsi oggi con 100.000 morti non ci si è mossi prima GARANTENDO un reale embargo di armi in Siria invece che addirittura fornirle di prima mano? È questo lo scandalo. Nessuno ha fatto nulla re evitare l'escalation di violenza anzi, la si è alimentata a dovere per interessi economici e geopolitici. 
La violenza genera solo altra violenza. 
Il M5S insisterà con ogni mezzo affinché l'Italia non fornisca alcun appoggio, nemmeno logistico agli USA e ai paesi che si uniranno a questo scellerato attacco. 
Fermatevi tutti un attimo e immaginate cosa stareste provando in questo momento all'idea che tra dieci giorni un missile "portatore di democrazia" potrebbe distruggere la vostra casa con i vostri figli dentro perché QUESTA è la guerra, non una partita a scacchi. 
Col cuore a pezzi...aiutatemi a diffondere il messaggio di pace.

lunedì 2 settembre 2013

...gli Usa imbrogliarono le carte per attaccare l' Iraq... ed ora la SIRIA-BASILIO M5S

L' attuale viceministro siriano all' epoca in cui gli Usa imbrogliarono le carte per attaccare l' Iraq, era nell' ONU e conferma che gli Usa trovarono e portarono prove inesistenti. Ora, lui denuncia che anche in Siria gli Usa stanno producendo prove per l' attacco in difesa di cosa non si è capito. L'appello è al presidente della Camera Boldrini, di prendere una posizione netta e definita verso il NO alla guerra in Siria, una posizione indipendente, prima che gli Usa ci dicano cosa fare e cosa dire. Presidente Boldrini, ci ascolti, porti avanti i diritti umani alla Camera e protegga i cittadini italiani da un altro attacco figlio del denaro sporco, come lo sono i pensieri che portano a una guerra per scopo di lucro.
Lei è sempre stata attenta e sensibile a queste problematiche, continui a rimanere distaccata dalla politica e si ricordi da dove viene!

sabato 31 agosto 2013

Gli USA hanno sulla coscienza 70.000 civili afgani e oltre 1.000.000 di civili iracheni- Manlio DI STEFANO M5S


Obama ha parlato: "pericolo per la sicurezza nazionale", "terroristi", "si esprimerà il congresso avendo davanti a se tutte le informazioni", "possiamo andare avanti anche senza appoggio di stati amici", "sono in pericolo Israele, Turchia, Giordania...", "non possiamo lasciare che un governo uccida i suoi stessi civili".


La mia mente è tornata a 12 anni fa in un lampo.

Io ho pietà per il genere umano se questo è ciò che abbiamo creato. 

Il Premio Nobel per la Pace Obama rappresenta una nazione che ha sulla coscienza 70.000 civili afgani e oltre 1.000.000 di civili iracheni ma nonostante questo scempio ha la presunzione di ergersi a salvatore dell'umanità e della "dignità" di popoli lontani.

Non commenterò la ridicola retorica sulla sicurezza nazionale e sul terrorismo ma una cosa, solo una, voglio ricordarla, ad oggi l'unico paese al mondo ad aver ucciso milioni di civili usando armi di distruzione di massa è lo stesso paese che si erge a paladino della giustizia internazionale, gli Stati Uniti d'America.

Che Dio benedica l'America, oggi sì che ne avrebbe bisogno.


VIDEO LINK: http://youtu.be/Ne-yg1PrGNE


giovedì 29 agosto 2013

Il Parlamento di Londra si esprimerà su un possibile attacco a Damasco a fianco degli Usa - Emanuele Scagliusi M5S

Oggi pomeriggio il Parlamento di Londra si esprimerà su un possibile attacco a Damasco a fianco degli Usa. Si vuole passare dal completo disinteresse per il conflitto siriano ad un intervento militare.
Dobbiamo evitare con tutti i mezzi, che si continui a perpetrare questa grande menzogna secondo la quale si esporta la democrazia con le armi. Violenza genera violenza.

L'intervento militare in Siria è quanto di più sbagliato si possa fare in questo momento. Non abbiamo imparato niente dalla recente storia? 
L'11 settembre, Iraq, Afganistan e Libia. Il mondo forse oggi vi sembra un posto più sicuro?
Abbiamo ottenuto solo un intensificarsi e moltiplicarsi delle violenze: attacchi militari, missioni finto-umanitarie e ripercussioni terroristiche.

Chiariamo, Assad ed il suo regime sono dei criminali, ma chi li combatte con analoghi strumenti di guerra non è migliore.
In Siria c'è già una missione di ispettori delle Nazioni Unite che dovrebbe indagare sui crimini di guerra. L’ONU ha dichiarato l’embargo delle armi ai belligeranti, ma come sappiamo, è stata la stessa Unione Europea ( le stesse nazioni che adesso vorrebbero attaccare ) a disattenderlo revocandolo a giugno.

La motivazione ufficiale di questo ennesimo atto di guerra, dalle imprevedibili conseguenze, sarebbe il presunto utilizzo di armi chimiche effettuato dai militari siriani contro i ribelli nei pressi di Damasco. Ricordiamo tutti come nel recente passato, si sono mossi attacchi militari sulla base di "presunte prove" come le ormai famose "armi di distruzione di massa" irachene che costituirono il casus belli per l'attacco statunitense del 2003 e che non sono mai state ritrovate.

Dobbiamo farci promotori di una soluzione diplomatica alla questione, puntando al disarmo dei belligeranti dopo la firma di un atto di pace.

mercoledì 28 agosto 2013

Alessandro Di Battista M5S sulla SIRIA


Qualche mese, dopo la rielezione di Obama, scrissi questo articolo.

Oggi, in prossimita' di un indecente attacco in Siria (un attacco che puzza di Iraq e di Imperialismo) mi sento di ricondividerlo. 

"Non riesco a capire i perché di tanto eccitamento per la rielezione di Obama. Non so davvero come leggerlo. Cosa è cambiato nelle nostre vite, di noi europei, negli ultimi quattro anni? Cosa ha fatto Obama per me? Lo ammetto, quattro anni fa vidi con enorme speranza l’elezione a “uomo più potente del pianeta” di un afro-americano che aveva lottato per i diritti dei neri, la cui nonna viveva in uno sperduto villaggio in Kenya, che sembrava capace di rinnovare una politica internazionale basata sul sangue, sulle ingiustizie e sull’imperialismo. Sì, tifavo per lui, iniziai a farlo durante le primarie perché mi auguravo la rottura del binomio Bush-Clinton che da sedici anni governava le sorti degli Stati Uniti. Ma oggi guardo alle presidenziali USA con totale distacco. Non sono nordamericano, sono europeo e ho passato gran parte dei miei ultimi quattro anni in America Latina. Cosa è cambiato in Sud America durante il primo governo Obama? Nulla! La Monsanto, forte dei TLC, i trattati di libero commercio imposti da Bush e mai ridiscussi da Obama, continua a invadere il mercato centro-americano con derrate di mais transgenico a bassissimo costo che distruggono l’economia contadina (Don Lorenzo Milani scriveva che “non c’è giustizia più ingiusta che fare parti uguali tra diseguali”) la CIA detta ancora le agende politiche di paesi come Guatemala, Messico, Colombia e Cile. Honduras e Paraguay hanno subito due colpi di stato piuttosto graditi alle lobbies nordamericane. La droga circola da sud a nord, e i dollari compiono il percorso inverso, come negli anni di Bush. Obama non ha mai voluto mettere seriamente in discussione i risultati delle politiche repressive USA in materia di narcotraffico e le ragioni sono evidenti. Il narcotraffico in Latino America, così come in passato lo spauracchio comunista in Europa o, in Medio Oriente, il fondamentalismo islamico, sono pretesti per mantenere una forte presenza militare USA nei paesi dell’impero. Morales se ne è accorto e ha cacciato la DEA (Drug Enforcement Administration), l’agenzia federale antidroga statunitense dalla Bolivia. Nell’ultimo vertice delle Americhe di Cartagena de Indias Obama ha ribadito che la legalizzazione della droga non è la risposta contro il narcotraffico. In realtà potrebbe esserlo ma anche qui sono le lobbies ad opporsi. Gli Stati Uniti sono tutt’oggi il primo paese consumatore al mondo di coca e il paese che vende più armi agli stessi gruppi di narcos (in Messico i narcos possiedono batterie antiaeree). La Chiquita Brands International continua ad avere rapporti ambigui con i gruppi paramilitari colombiani, quelli riorganizzatisi nelle BACRIM (Bande Criminali Emergenti). L’Illigal Reform and Immigrant Responsability Act, una legge che dal 1996 prevede la deportazione nei paesi di origine di giovani centro-americani sospettati di appartenere alle gang di strada non è stata minimamente modificata. Questa legge è alla base della proliferazione delle bande di quartiere, le pandillas o maras che terrorizzano le popolazioni del Triangolo Nord (Guate, Honduras e El Salvador). Ancora oggi, quotidianamente a Ciudad de Guatemala, Tegucigalpa o San Salvador atterrano aerei provenienti dagli USA stracolmi di delinquenti con bandane in testa pronti a invadere i mercati criminali centro-americani. Due anni fa in Amazzonia, quando facevo ricerche sulla multinazionale Cargill mi sentivo dire «occhio a fare troppe domande che qualcuno potrebbe farti fuori», esattamente come succedeva ai tempi di Bush. Qualsiasi progetto di riforma agraria, di sovranità alimentare, politica ed energetica è stato puntualmente ostacolato dal capitalismo nordamericano anche negli ultimi quattro anni. Questo succede in America Latina ma in Medio Oriente è cambiato qualcosa? In Afghanistan donne, vecchi e bambini continuano a morire come mosche per ragioni incomprensibili. La gestione del caso Bin Laden, giustiziato e buttato nell’oceano nel giro di 24 ore è uno schiaffo per chi crede che i diritti umani, essendo umani e quindi universali, vadano applicati non a seconda della presunta cattiveria o bontà degli individui. Le rivoluzioni arabe, alle quali guardavo con favore, sono state pilotate dall’intervento NATO che ne ha cambiato i verdetti. E in Africa cosa è successo? Nel 2008 lavoravo in Congo, l’aspettativa di vita era 50 anni, uguale a quella di oggi, e avviene lo stesso in Ciad, in Swaziland, nella Guinea Bissau. Nell’Africa sub-sahariana ancora si muore di diarrea, come quattro anni fa e in USA si continua a investire cifre incredibili nelle armamenti. Non sono nordamericano, se lo fossi stato non avrei avuto dubbi, avrei votato per Obama, ma sono europeo e ho parte del mio cuore in America Latina e parte nell’Africa nera, per questo non posso esultare per l’elezione di un Presidente che, per ottenere il via libera ad alcune riforme in patria (anche questa sarebbe il caso di analizzarle in maniera approfondita) ha garantito a chi gli soffia sul collo una politica di continuità in ambito internazionale. Noi europei siamo quell’ambito internazionale, siamo i paesi dell’impero nordamericano, sottostiamo alle scelte economiche e finanziare di Wall Street e ancora subiamo un fascino culturale a stelle e strisce, altrimenti non si spiegherebbe l’esaltazione di Obama. La realtà è che Obama non è l’uomo più potente del mondo, ci sono gruppi industriali e finanziari, spesso molto vicini al crimine organizzato, più forti di lui. Spero che sia capace di contrastarli per il bene della collettività, sia a livello nazionale che internazionale. Fino ad oggi non lo ha fatto adeguatamente. Spero anche che il popolo italiano inizi ad informarsi maggiormente, la smetta di parlare per slogan, di gridare «Yes We can», di eccitarsi per microscopici cambiamenti quando, oggi come mai, abbiamo la possibilità di prendere davvero in mano il futuro. Non ci credo più nei Presidenti che cambiano il mondo, credo che il mondo possa essere cambiato solo se il cittadino si fa istituzione" (Alessandro Di Battista)

P.S. Scrive Carlo Sibilia, Segretario Commissione Affari Esteri Camera: "Denunciamo la questione diritti umani in Siria da quando siamo entrati in parlamento e ci sembra non essere stati presi molto in considerazione. Al senato è stata presentata una mozione per rendere operative le direttive di Ginevra 2 e per non dare nessun tipo di appoggio (sia esso logistico, sia esso militare) a chi volesse intervenire con la forza in Siria. In Medio Oriente si stanno ridefinendo i giochi di potere delle superpoteze Russia, USA e Cina, basando i propri interessi su posizioni logistiche, economiche ed energetiche. La regia passa sopra le teste dei cittadini un po' come è accaduto in Italia nel periodo stragista. Diritti umani e civili impunemente violati. Nessuna istituzione internazionale riesce a funzionare da argine. E l'Italia sta a guardare, ancora una volta in balia di decisioni non nostre

domenica 18 agosto 2013

Carlo Sibilia, M5S: Ah Egitto, Egitto!


Ah Egitto, Egitto! Terra florida, rigogliosa. Fin dai tempi degli Antichi Romani soddisfavi il fabbisogno alimentare dell'impero. Sfruttata. Da sempre. Oggi i governatori dell'Impero, gli Stati Uniti in accordo con la piattaforma logistica UE, ti gestiscono ad uso e consumo in base alle proprie necessità. Perchè dico questo? Perchè non posso non ricordare il discorso di Obama all'Università de Il Cairo https://www.youtube.com/watch?v=2TcyZUMUG2A, lo storico " Salam Aleikum (pace a te) " che tutto ha portato al popolo egiziano, tranne che la pace. Via Mubarak, destituito dalla piazza (...mamma mia che potere le mobilitazioni in Egitto), eletto Morsi. Poi qualcosa sarà andato storto. Morsi non ti sarai messo a fare accordi con la Russia per via dello sviluppo dell'energia nucleare vero? Quindi i militari hanno rimesso tutto in ordine con un golpe agli inizi di luglio 2013. Mi dispiace Egitto, ma oggi serve un nemico. Un nuovo problema, una nuova strategia. Bisogna vendere armi e prodotti commerciali delle gloriose democrazie occidentali. Non potete sottrarvi. Tra l'altro voi siete hub energetico/strategico fondamentale per gli equilibri del Medio-Oriente, cosa vi aspettavate? Come avete detto? Diritti Umani? ONU? Sovranità nazionale? State chiedendo aiuto? Vedete bene, magari qualche alto funzionario ha scelto una delle vostre favolose spiagge per le vacanze. Gli USA versano 1,3 miliardi di dollari alle casse Egiziane per lo sviluppo di armamenti e per mantenere gli equilibri con Israele. Non pensate che possa stargli bene un presidente qualsiasi eletto attraverso elezioni democratiche. Il Presidente deve essere gradito. Se non lo si può avere subito, ci pensano i militari. Gli stessi che ricevono gli 1,3 miliardi di dollari? Si, proprio loro. Interlocutori decisamente più usuali dal momento che Mubarak (lo zio di Ruby secondo il parlamento Italiano) è stato messo da parte e Morsi non ha fatto ciò che era previsto. Il Ministro degli Esteri Emma Bonino sta organizzando un'audizione urgente alle commissioni Affari Esteri di Camera e Senato per il 27 agosto. Chissà che le info non arrivino per direttissima da Washington. Secondo voi il M5S cosa dovrebbe dire? Nel mentre previsti disagi per qualche turista italiano... Ah Egitto, Egitto! Come mi ricordi l'Italia. Forse anche i tuoi giovani, come quelli Italiani, tra vent'anni non avranno colpevoli per le stragi e le morti che state soffrendo. Forse anche il ricordo delle vittime, come per quelle in Italia, sarà presto offuscato da media e giornali. Però le tue spiagge saranno piene di turisti che sorseggeranno una dissetante Coca-Cola e magari un giorno anche voi userete l'euro...chi può dirlo. A volervi male ve lo augurerei. Salam Aleikum Egitto...ma veramente!