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venerdì 15 novembre 2013

Fuori dall’Afghanistan! @LuigiGallo15


Fuori dall’Afghanistan!

Afghanistan
Il MoVimento 5 Stelle lo chiede da sempre, una delle prime azioni del gruppo in Parlamento è stata la richiesta del ritiro immediato delle truppe con un’adeguata exit strategy.
Da quasi 10 giorni stiamo lottando per far rientrare i nostri soldati in patria al sicuro e dalle loro famiglie. Non vogliamo aggiungere morti ai 53 già sacrificati per una missione inutile.
Il folle stanziamento di 266 MILIONI di euro in guerre al fronte di 23 MILIONI in cooperazione ferisce la tradizione italiana, da sempre in prima linea nello sviluppo dei paesi colpiti da guerre e tragedie.
Mentre l’Italia muore, solo per la missione in Afghanistan, i governi PD e PDL hanno buttato circa 5 MILIARDI di euro.
Pensa, #CosaFarestiCon5mld per il nostro Paese?
Il M5S vuole invertire la tendenza!
Pretendiamo un mondo in pace e con una distribuzione equa del benessere e delle risorse.
Costruiamo un mondo basato sulla solidarietà tra i popoli e dove i militari operino esclusivamente in difesa della propria nazione.
Per questo stiamo lottando in aula, per questi valori, con questo obiettivo.
Se anche voi condividete questa visione aiutateci a diffondere il nostro messaggio.
A riveder le stelle *****

giovedì 14 novembre 2013

FUORI DALL’AFGHANISTAN! @luigidimaio #CosaFarestiCon5mld



Il MoVimento 5 Stelle lo chiede da sempre, una delle prime azioni del gruppo in Parlamento è stata la richiesta del ritiro immediato delle truppe con un’adeguata exit strategy.
Da quasi 10 giorni stiamo lottando per far rientrare i nostri soldati in patria al sicuro e dalle loro famiglie. Non vogliamo aggiungere morti ai 53 già sacrificati per una missione inutile.
Il folle stanziamento di 266 MILIONI di euro in guerre al fronte di 23 MILIONI in cooperazione ferisce la tradizione italiana, da sempre in prima linea nello sviluppo dei paesi colpiti da guerre e tragedie.

Mentre l’Italia muore, solo per la missione in Afghanistan, i governi PD e PDL hanno buttato circa 5 MILIARDI di euro. Pensa, #CosaFarestiCon5mld per il nostro Paese?
Il M5S vuole invertire la tendenza!
Pretendiamo un mondo in pace e con una distribuzione equa del benessere e delle risorse.
Costruiamo un mondo basato sulla solidarietà tra i popoli e dove i militari operino esclusivamente in difesa della propria nazione.
Per questo stiamo lottando in aula, per questi valori, con questo obiettivo.
Se anche voi condividete questa visione aiutateci a diffondere il nostro messaggio.
A riveder le stelle *****


28 ragioni per tornare dall’Afghanistan! @ale_dibattista

28 ragioni per tornare dall’Afghanistan!

28 ragioni per tornare dall’Afghanistan!

Il M5S alla Camera sta ”lottando” da giorni sul decreto missioni. Utilizziamo gli strumenti dell’ostruzionismo che noi amiamo chiamare “Costruzionismo” perché è intollerabile che un Parlamento si debba esprimere su un decreto legge dove le missioni non vengono spacchettate (in pratica va votato un pacchetto unico che include tutte le missioni all’estero, come se la missione in Afghanistan fosse uguale a quella in Libano, a quella a Cipro o a quella in Libia) e perché la missione più grande, quella in Afghanistan, è una vergogna! Facciamo tornare a casa i nostri ragazzi. Ora! Ecco 28 ragioni per farlo. A riveder le stelle!
  1. E’ una guerra
  2. Muoiono migliaia di bambini
  3. L’occidente non ha la chiave della saggezza e nessuna verità assoluta
  4. Non si esporta la pace con i droni e le bombe
  5. Ci muoiono i soldati italiani
  6. Gli afghani (anche i talebani) non hanno mai minacciato la nostra popolazione
  7. E’ una guerra persa
  8. Ci costa 2,5 milioni di euro al giorno
  9. Ci è costata 5 miliardi di euro
  10. Crea disoccupazione
  11. Crea povertà
  12. Ha aumentato la produzione di oppio
  13. E’ la guerra più lunga dalla II Guerra Mondiale in poi
  14. Viola l’art.11 della Costituzione italiana
  15. E’ contro il diritto internazionale
  16. Bin Laden è morto
  17. Non esiste alcuna relazione tra i talebani e l’attentato alle Torri Gemelle
  18. Gli americani stanno trattando con il Mullah Omar
  19. I talebani, città a parte, hanno riconquistato gran parte del territorio
  20. Il popolo afghano dopo aver cacciato inglesi e russi non vuole più presenza straniera
  21. Meglio finanziare la cooperazione
  22. Con i soldi stanziati costruiamo ospedali sia in Afghanistan che in Italia
  23. Entrare è stata un’idea del condannato B.
  24. Viola il principio basilare dell’autodeterminazione dei popoli
  25. L’opinione pubblica italiana è contraria
  26. Vengono utilizzate tecniche di tortura sugli afghani
  27. “Le guerre servono solo per vendere armi” (cit. Papa Francesco)
  28. “Non esiste una guerra che mette fine alle guerre” (cit. Tiziano Terzani)

mercoledì 13 novembre 2013

Nasiriyya e la nostra opposizione al TAV

Nasiriyya e la nostra opposizione al TAV

Nasiriyya e la nostra opposizione al TAV

Ieri sera ho postato l’intervento di Emanuela Corda (la quale oggi si è scusata – vedete il video – le fa onore in un mondo, quello della politica, dove non si scusa nemmeno chi ruba o ha rapporti con la mafiasulla strage di Nasiriyya. L’ho postato intero per dare la possibilità a tutti di ascoltare e prendere posizione senza dare retta ai pennivendoli di regime che scrivono sul Corriere e che hanno cognomi, purtroppo, simili al mio. Lo avete fatto. Ho letto i vostri commenti fino alle 3 del mattino. In molti l’hanno criticata, anche aspramente, altri l’hanno elogiata, altri esprimevano dubbi sul fatto che quelle parole siano state pronunciate durante una commemorazione. Io sono innamorato della rete, dell’intelligenza collettiva e il pensiero che ora esprimo l’ho costruito grazie alle vostre considerazioni! Pur condividendo gran parte del discorso di Emanuela (condivido soprattutto il fatto che siano state le scelte dell’occidente a creare il fenomeno becero del terrorismo), ritengo, come molti di voi mi hanno scritto, che ieri occorreva soltanto piangere i nostri morti. Sì, i nostri morti: i soldati italiani. Poi apriamo mille dibattiti sulla guerra, sul concetto di difesa, sul disarmo, sul fatto che le vittime (soldati italiani, soldati afghani, talebani e civili) sono tutte vittime, tutti morti e il sangue è sempre rosso, indipendentemente dalle divise e dagli abiti indossati. Siamo d’accordo! Sapete come la penso, Bush è un terrorista, Colin Powell lo è altrettanto e le missioni di pace in Iraq e Afghanistan sono guerre di invasione. L’ho detto e ridetto, per giustificare nefandezze si cambia il nome a tutto, le guerre diventano missioni umanitarie, gli inceneritori termo-valorizzatori, l’IMU service tax e le puttane escort! L’ho detto in ogni modo, ma ieri era la commemorazione dei nostri morti. Non è un discorso nazionalista il mio, penso sia un discorso solo di buon senso. Io sono un parlamentare della Repubblica Italiana e i nostri morti sono i morti italiani. Poi penso che il miglior modo per ricordare le vittime sia riportare immediatamente i nostri ragazzi a casa e per questo stiamo “battagliando” in aula contro il decreto di rifinanziamento delle missioni, proprio adesso mentre scrivo stiamo “combattendo” l’unica battaglia che ci interessa: quella per lo stop definitivo alle guerre per portare la pace, perché portare la pace con le bombe è un ossimoro, come Berlusconi-onestà o Letta-palle d’acciaio. Mi preme fare un’ultima considerazione. Quando facciamo un bel lavoro (ieri sul TAV Ivan Della Valle e Laura Castelli mi hanno commosso per la grinta, la professionalità e l’impegno che ci hanno messo) lo facciamo tutti quanti! Quando si commette un errore, si fa una leggerezza o si dice qualcosa di sbagliato in aula non sbaglia Emanuela Corda, sbagliamo tutti. Facile prendersi i meriti dei successi e poi affrancarsi dagli sbagli. Facile e avvilente. Ieri ho letto i vostri commenti e ho “costruito” una mia posizione (giusta o sbagliata che sia). L’ho fatto grazie a voi, alle vostre posizioni, alla rete. Anche questo è un successo del M5S!

giovedì 7 novembre 2013

E continuiamo a chiamarle "MISSIONI DI PACE"? @PaoloParentela

giovedì 7 novembre 2013

Per l’ennesima volta siamo qui a discutere riguardo il finanziamento delle così dette “missioni di pace” a cui l’Italia partecipa. Ero solo un ragazzino quando alcune di queste sono iniziate e, guardando i telegiornali, mi sono sempre chiesto come fosse possibile portare la pace in un Paese attraverso la guerra. Certo, sarebbe ingiusto ed eccessivamente generalizzante se ci scagliassimo contro ogni forma di intervento umanitario (anche se attraverso l’utilizzo delle forza militari) in Paesi che ne hanno bisogno. Tant’è che avremmo preferito che si potesse votare ogni singola missione, e non il solito decreto omnicomprensivo che ci costringe a generalizzare ribadendo che L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA…e noi la ripudiamo soprattutto quando la mascheriamo definendola “missione di pace”. Crescendo ho iniziato ad informarmi ed a valutare le cose per quelle che sono. Il nostro Paese appartiene a quella che, in gergo giornalistico, viene chiamata “comunità internazionale” ed a cui appartengono tutti quegli stati che, evidentemente, fanno parte di quella che io definisco “la parte giusta del mondo”. Ma non perché siamo Paesi democratici, liberi e giusti. Questo è semplicemente quello che ci vogliono far credere. Apparteniamo alla “parte giusta del mondo” perché facciamo parte di quella schiera di paesi che possono dettare legge all’interno del globo terrestre decidendo i Paesi in cui è giusto portare la guerra…con la scusa della pace. In realtà quei paesi a cui vorremmo concedere i nostri “aiuti umanitari” sono stati prima sfruttati dalla comunità internazionale ed è curioso valutare come le nazioni più instabili, con il popolo che insorge contro il dittatore di turno, sono gli stessi ad essere in realtà i più ricchi. Ricchi di materie prime, è chiaro. Petrolio, gassodotti, miniere, risorse energetiche. E’ un caso che proprio in questi paesi vi siano condizioni politiche instabili?! È forse per avere manodopera a basso costo e leggi sullo sfruttamento ambientale che avvantaggiano la “comunità internazionale” che in queste nazioni regna l’instabilità?
sacrifichiamo i nostri uomini mandandoli su veri e propri fronti di guerra in nome di cosa?!
Esportiamo la democrazia, regalando loro governi instabili che al momento opportuno verranno di nuovo abbattuti dalla potenza di numerosi golpe finanziati da chi?! Chi procura le armi alle forze ribelli che presto spodesteranno i governi democratici che abbiamo imposto con la forza?!
Spendiamo milioni di euro di soldi pubblici per imporre la democrazia, una democrazia che durerà giusto il tempo di mettere le cose a tacere. Una democrazia fasulla che è invece la trasposizione del volere della tanto amata “comunità internazionale”, democrazie sostenute al solo scopo di avere, come già ho detto, una legislazione favorevole che consentirà a determinate aziende di continuare a fare i loro porci comodi.
L’elenco dei Paesi in cui è presente il nostro esercito credo mi dia ragione, ma voglio elencarli, in modo che anche i cittadini potranno rendersene conto.
Afghanistan: la comunità internazionale è intervenuta per “spodestare” i talebani, rei di aiutare alcune organizzazioni terroristiche come al-qaeda. Ma sbaglio oppure i talebani stessi sono stati aiutati dalla comunità internazionale per sconfiggere e scacciare i russi negli anni ’70?!
Somalia: uno dei paesi più poveri al mondo, sfruttato (ed è un fatto, non un parere) come discarica di rifiuti tossici e radioattivi, che sono stati probabilmente seppelliti nelle fondamenta delle costruzioni del programma umanitario italiano. Molti altri rifiuti radioattivi e tossici sono stati affondati a largo dei mari somali e riportati a galla dallo tsunami del 2005. Un’inchiesta giornalistica sull’argomento è costata la vita adIlaria Alpi ed all’operatore che lavorava insieme a lei Miran Hrovatin
Iraq: tra i Paesi più ricchi di petrolio. Il nostro intervento militare segue il governo assolutistico di Saddam Hussein, il quale  conobbe il sostegno degli USA nella guerra contro l’Iran degli anni ’80, per poi essere invece invaso dalle forze angloamericane qualche anno dopo. Dobbiamo ricordare le morti italiane in Iraq (quelle di Nassyria su tutte) oppure preferiamo godere delle speculazioni che le multinazionali del petrolio sono riuscite ad ottenere grazie a questo intervento militare?!
Potrei continuare ad elencare tutte le VERE ragioni che ci hanno spinto ad intervenire negli altri Paesi in cui siamo presenti. Dal Gas dei balcani alle risorse di altri Paesi che oggi “godono” dei nostri interventi militari. La loro povertà, la loro instabilità politica, ci ha consentito di vivere nelle condizioni di sfarzo in cui abbiamo vissuto fino a qualche anno fa. Ci hanno consentito di vendere loro le armi per fare le rivoluzioni per poi intervenire con le nostri stesse armi per fermarle o placarle. Ci hanno consentito di affossarli ulteriormente attraverso la così detta “globalizzazione”…che si è limitata ad esportare le industrie manifatturiere in Paesi in cui il costo del lavoro è più basso e la possibilità di inquinare infischiandosene della salute di cittadini che evidentemente sono di serie B è più alta. Sono gli stessi Paesi i cui cittadini ogni giorno invadono le nostre coste, alla ricerca di democrazia e libertà nella parte giusta del mondo in cui viviamo e che alimentano altri tipi di emergenze. Giustamente qualche giorno fa il mio collega Di Battista faceva notare che sarebbe giusto che questa gente possa rimanere a casa loro ed il compito dei paesi più ricchi, più “industrializzati” come si diceva qualche tempo fa, è di esportare la conoscenza, la cultura, i diritti di cittadini LIBERI, non le nostre squallide fabbriche che consentono a gente ricca e senza scrupoli di aumentare i loro profitti sulla pelle di gente innocente. Dovremmo esportare la VERA democrazia. Dovremmo costruire le scuole, dare libero accesso all’informazione ed alla formazione di una classe dirigente che possa costruire un futuro anche fuori dai nostri confini. Dovremmo fare la guerra con i libri, non con le armi. Ma cosa possiamo aspettarci da QUESTA classe dirigente?! Presto i loro stessi problemi li avremo noi…visto che viviamo in un Paese in cui la democrazia inizia a deficitare. Speriamo che, nel frattempo, la “comunità internazionale” diventi davvero una comunità che possa esportare la pace e la cultura…non armi e guerra!!

mercoledì 30 ottobre 2013

"Se questi sono i giovani del PD ridateci D'Alema” 90 minuti di applausi!




Siamo in sala Mappamondo alla Camera, commissioni riunite Esteri e Difesa, a discutere sulla proroga della partecipazione italiana alle missioni internazionali. Grazie a Dio i documenti della Camera non le chiamano missioni di Pace. La posizione del M5S e' chiara. Basta interventi militari, basta. La guerra serve solo a vendere armi, non serve a nulla. Oltretutto la guerra già ce l'abbiamo in casa, si chiama disoccupazione, pensioni da 400 euro, si chiama sanità che non funziona, si chiama aumento dei tumori per via dell'inquinamento! E noi siamo ancora in Afghanistan a buttare vite, soldi e a distruggere un principio sacrosanto: l'autodeterminazione del popolo afghano. Il collega Scanu del PD dice la consueta frase magica, la solita, in pratica dice che il PD vota a favore delle missioni internazionali (quindi delle guerra, aggiungo io) ma con grande senso di responsabilità. Perché sarebbe bello un mondo dove al posto delle guerre si finanziassero trattori ma esiste la real-politik. Questa e' la posizione del PD. C'e' la real-politik! Me le ricordo le bandiere della pace esposte con orgoglio fuori dalle sezioni del partito. Me le ricordo. L'ipocrisia e' il male dell'Italia.



P.S. Stamattina pensavo a una cosa. Certo che a Letta and company e al potere in generale il fatto che un comico, o ex-comico, sfidato da Fassino anni fa a formare un partito, possa entrare in Senato liberamente e possa dire quel che vuole, anche chiedere lo stato di accusa del Presidente della Repubblica, non credo faccia piacere. Pensavate che le istituzioni fossero solo dei vostri giocattoli vero brutti ladri di futuro? Benvenuti in un nuovo mondo. La ricreazione e' finita!


P.S. 2 Manlio di Stefano in Commissione ha appena detto dopo un intervento allucinate del collega PD Khalid Chaouki a sostegno della guerra in Afghanistan: “se questi sono i giovani del PD ridateci D'Alema”. 90 minuti di applausi!