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martedì 14 gennaio 2014

Reato di clandestinità: analisi del voto @F_DUva

Reato di clandestinità: analisi del voto

Reato di clandestinità: analisi del voto

Ieri gli iscritti, certificati al blog entro giugno 2013, hanno potuto dare indicazione ai propri PortaVoce al Senato su come votare sul reato di clandestinità. È stato un momento unico di vera democrazia. La possibilità di poter dire la propria e influire in prima persona sul comportamento dei propri rappresentanti nelle istituzioni è qualcosa di incredibile che non ha precedenti.
Eppure la stampa non ha accolto col mio stesso entusiasmo quanto accaduto ieri. Non lo ha fatto nemmeno una parte del MoVimento, a dirla tutta. Ciò mi ha turbato. Non troppo, per carità: in 9 mesi di mandato ho capito fin troppo bene che il bicchiere è sempre visto mezzo vuoto… anche in circostanze in cui è totalmente pieno.
Ho gradito molto l’esito della votazione, sia perché ho votato anch’io per l’abrogazione, sia per la presenza di una la_ue_boccia_il_reato_di_clandestinit_contrasta_con_le_norme_comunitari-330-0-319789minoranza all’interno dei votanti pari a un terzo di essi. Un dato significativo che fa comprendere quanto il MoVimento 5 Stelle sia libero ed eterogeneo. Anche parlando con le persone che han votato per il mantenimento del reato di clandestinità ho potuto apprezzare la grande maturità e l’alto senso di democrazia che fa loro accettare l’esito della votazione, proprio perché voce del popolo e non imposizione di pochi.
Certo, ci sono critiche sensate da cui bisogna imparare per le prossime votazioni. Ad esempio lo scarso preavviso e le poche informazioni che sono state date per questo voto. È indubbio che i tempi parlamentari e i tempi della democrazia diretta viaggiano a diverse velocità, ruote dentate di diverso diametro ma del medesimo meccanismo. Sta a noi PortaVoce, e allo staff fare, in modo che queste ruote possano combaciare per far funzionare l’ingranaggio in modo perfetto.
Altre critiche che non riesco a condividere sono quelle che descrivono il blog come un’arma nelle mani di Grillo & Casaleggio. Questa constatazione non può certo valere per le votazioni!
Chiudo considerando quanta disinformazione fanno i media.
Stamattina ho letto un articolo de il Messaggero (questo danno al risveglio nei treninotte) in cui si parla di Grillo & Casaleggio sconfitti, come se essi fossero a favore del reato di clandestinità. Premesso che anche se fossero a favore non ha alcuna importanza perché il loro parere non vale più di quello di altri iscritti al blog, va detto che loro non si sono MAI dichiarati contrari all’abrogazione del reato di clandestinità. Quello che fecero ai tempi dell’emendamento presentato dai senatori fu frenare, perché argomenti così delicati non potevano essere affrontati senza prima consultare la base. Hanno agito da garanti nel migliore dei modi.
Ieri la base ha avuto modo di dire la propria e ciò lo dobbiamo a Grillo & Casaleggio che in quell’occasione sollevarono il caso difendendo tutti gli iscritti.
Non vi nascondo che aspetto con ansia la prossima votazione perché sono certo che avverrà con maggiore preavviso e con più informazioni per gli iscritti.
Saluti in MoVimento!
Francesco D’Uva

venerdì 10 gennaio 2014

I numeri fasulli delle assunzioni nella scuola. Il Ministro dell’Economia non firma @LuigiGallo15


I numeri fasulli delle assunzioni nella scuola. Il Ministro dell’Economia non firma

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Nella dichiarazione di voto al Decreto #Istruzione sono stato chiaro con il Ministro #Carrozza: si dimetta e consegni la delega del Ministro dell’Istruzione al Ministro dell’#economia. E’ lui che ha la pistola fumante in mano.

Come al solito, la partitocrazia e i suoi terminali non prendono sul serio un grillino e credono che tutto sia provocazione.
Poi si trovano sindaci a 5 stelle e 163 pentastellati in Parlamento ed equivalenti trombati dei loro partiti.

Ero molto serio in quella dichiarazione di voto. In fondo l’iter del decreto istruzione è stato emblematico. Le risorse erano blindate, non era un problema di coperture valide e oggi il Ministro dell’Istruzione si trova in un recinto sempre più stretto che sembra non dispiacerle , perchè piuttosto che scalciare preferisce adoperare l’arma della propaganda.
In principio nei proclami roboanti di Carrozzone le assunzioni per il prossimo triennio erano di 69 mila docenti (più 16 mila risorse per il personale tecnico-amministrativo). Ma da un successivo atto ispettivo emerge come accade sistematicamente che le assunzioni reali su posti liberi a seguito di cessazioni dal servizio sono sempre inferiori alle stime, anche perché si interviene con tagli (chiamate riforme) e spending review che in definitiva allungano i tempi per il pensionamento per chi lavora nella scuola (come nel caso Quota 96). Ad esempio con la nota del 27 del MEF che prevede il prelievo di 150 euro dagli stipendi, ci sarà un danno anche per i pensionandi che avevano programmato il pensionamento da settembre 2014, a seguito della maturazione dello scatto, e che dovranno rimandare di un altro anno per poterlo vantare sull’assegno e sulla buonuscita.
Ma ora il Ministero dell’Economia non vuole firmare neanche la prima trance di assunzioni di insegnanti di sostegno. Il motivo è che la Ragioneria di Stato e il Ministero dell’Economia disconoscono i 26.684 docenti di sostegno di nuova costituzione previsti dal decreto.
Ho preparato un atto ispettivo per avere chiarezza prima che sia troppo tardi.

giovedì 9 gennaio 2014

Personale ATA sulla soglia della povertà @LuigiGallo15


Personale ATA sulla soglia della povertà

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Il prelievo ai lavoratori della scuola non è stato sventato.
Leggete il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi e capirete che è rivolto solo ai docenti.
Ricordo che la misura coinvolge tutto il personale del Comparto Scuola, compreso quindi il personale tecnico amministrativo che non arrivano a guadagnare neanche 1000 euro al mese. In una famiglie monoreddito ,con un lavoratore ATA, le condizioni economiche si avvicinerebbero pericolosamente alla soglia di povertà.
Resta infine il dubbio che i soldi per coprire questa misura come è accaduto in passato e come è stato intimato dallo stesso Saccomanni vengano raschiati sempre dal comparto scuola (i famosi soldi che mancano alle scuole per comprare carta igienica).

La fondazione presieduta da un condannato per corruzione @LuigiGallo15

La fondazione presieduta da un condannato per corruzione

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La nostra dura opposizione alla proposta di legge Distaso sulla Fondazione di Vagno inizia a dare i suoi primi frutti nonostante ci troviamo tutti i partiti contro e i giornalisti di Repubblica che, con articoli faziosi, hanno cercato di intimidire la nostra azione di contrasto.
La mole di emendamenti ha convinto il relatore Di Lello ad accogliere una prima nostra richiesta.
La giuria che dovrà assegnare il “Premio Biennale di ricerca Giuseppe Di Vagno” non sarà più presieduta dal presidente della Fondazione Di Vagno, Gianvito Mastroleo, che è stato condannato per reati di corruzione ai tempi di tangentopoli.
Dal primo momento abbiamo ritenuto che fosse inopportuno che altri soldi dei cittadini (la fondazione riceve 25000 euro dal Ministero dei beni culturali) venissero elargiti ad una fondazione presieduta da chi non si è mai ripulito dall’infamia di una condanna per corruzione in primo e secondo grado perché pur avendone la possibilità, non ha accettato di dimostrare la sua innocenza.
Ora cercheremo di convincere i deputati della commissione a ridurre i fondi che la legge destina alla fondazione e ad evitare che i premi vengano elargiti specificamente per ricerche sul socialismo nel XXI secolo. Non comprendiamo perché i cittadini debbano pagare soldi per ricerche sulla politica socialista contemporanea e non su temi più generali come democrazia e politica.

Anche questo nel Job Act di Renzie? Un tetto per gli stipendi @LuigiGallo15

Anche questo nel Job Act di Renzie? Un tetto per gli stipendi

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Esiste un tetto per gli stipendi. Sarà sicuramente per i supermanager, per i grandi dirigenti pubblici, i magistrati, i componenti della corte costituzionale, i parlamentari , i banchieri, gli speculatori finanziari.
E invece no, per una legge del 2010 il tetto agli stipendi esiste per i collaboratori scolastici (ex bidelli) nonostante eventuali straordinari, come quelli necessari per mantenere la scuola aperta anche di pomeriggio.
Il governo non riesce con i docenti, facendo dietrofront sul prelievo di 150 euro dagli stipendi degli insegnanti dopo una denuncia del 5 gennaio del #m5s rilanciata sul blog di Beppe Grillo(c’è da vigilare che dalle parole si passi ai fatti), ma non rinuncia a mettere le mani sugli stipendi degli italiani. Così, ci prova con i lavoratori più deboli del comparto scuola.
Saccomani il 7 Gennaio annuncia una nuova restituzione forzata a partire da febbraio 2014 .
Questo è un precedente pericolosissimo. Dopo, tutto sarà permesso. Se l’esperimento riesce, nessuno più è al riparo.
Anche questo è sfuggito al Ministro Carrozza? Il virus che colpì a suo tempo Alfano gira tra i ministri. Ma è un virus strano, colpisce i Ministri e fa danni ai cittadini.

martedì 7 gennaio 2014

Mamma, mi piove in classe @g_brescia


Poco prima di Natale ho visitato degli edifici scolastici di Castellaneta (TA)
Da tale visita è emersa una realtà alquanto desolante, se non gravemente preoccupante:strutture fatiscenti, pareti lesionate ed umide, infiltrazioni d’acqua dai soffitti, transenne ubicate in spazi che dovrebbero essere dedicati ai giochi dei bambini, carenza di locali per le attività didattiche, nonché inadeguatezza ed inefficienza di quelli già esistenti, e tanto altro….
Nel corso della visita ho avuto modo di confrontarmi con il Dirigente Scolastico di una di quelle scuole, il quale da 
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tempo mediante missive inviate all’amministrazione comunale solleva tali problematiche, ma ovviamente tutte disattese o con riscontri negativi.

In particolare, è emerso che, l’Istituto Comprensivo da lui diretto, a seguito dell’incremento del numero degli iscritti degli alunni, necessita di un numero maggiore di nuove classi: per ricavare le stesse negli anni scorsi si è proceduti a ridurre gli spazi dedicati alla segreteria, alla Presidenza, nella stessa aula è ubicata la biblioteca, l’archivio e si intrattengono i docenti durante i momenti liberi.
Ma questo è il problema “minore”!!!
Un altro plesso, nato in origine per ospitare un asilo nido, a tutt’oggi, nonostante le numerose richieste avanzate dalla Dirigenza Scolastica al Sindaco e all’assessore alla Pubblica Istruzione di Castellaneta, risulta inadeguato alle esigenze di una scuola d’infanzia data la mancanza dei bagni all’interno delle sezioni, la mancanza di un locale adatto alla mensa e la carenza di strutture interne ed esterne idonee alle necessità dei bambini. In aggiunta, data l’insufficienza delle aule atte ad ospitare i bambini della scuola primaria, vengono utilizzati dei locali, adibiti precedentemente a “sgabuzzini”, per accogliere i neo-iscritti alla scuola elementare.
Situazione anche questa inaccettabile.
Cosa più preoccupante, è la presenza di locali sottostanti alle aule, utilizzati come deposito comunale (di cui l’istituto stesso non ha disponibilità e accesso) dove probabilmente è anche presente del materiale combustibile o parzialmente infiammabile.
Sono stato poi in una terza scuola, anche questa per l’infanzia, ebbene, l’area dedicata ad attività di svago e gioco dei bambini è 
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impegnata da transenne che circoscrivono un zona in cui praticamente “PIOVE” dal soffitto e cadono calcinacci. Infatti, il soffitto presenta evidenti e macroscopici lesioni provocate da infiltrazioni di acqua piovana.

Inoltre, in una delle cinque aule di cui è composto l’edificio, sono presenti evidenti danni strutturali su tutte le pareti. A tal proposito c’è la relazione stilata dal comando provinciale dei vigili del fuoco, protocollo n. 28112 del 21/11/2013, in cui si rende necessario il rifacimento dell’impermeabilizzazione del lastricato solare e un’analisi tecnica della struttura, ad oggi, purtroppo, non sono stati presi provvedimenti in tal senso.
Sulla questione sono intervenuti anche i genitori degli alunni frequentanti tale plesso e, in data 27/11/2013, hanno scritto una lettera, con successiva raccolta firme, che è stata consegnata nei giorni scorsi al Sindaco, con la quale chiedono “Un tempestivo intervento risolutivo finalizzato alla messa in sicurezza del plesso per l’incolumità psico-fisica dei nostri bambini”.
L’ultimo edificio scolastico visitato risale al 1933, inizialmente destinato ai soli bambini della scuola primaria. Da qualche anno, 
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proprio per l’assenza nel nostro paese di scuole idonee ad ospitare i nostri bambini, alcune aule del suddetto edificio sono state destinate ai bambini della scuola dell’infanzia.

La situazione più illogica e incomprensibile, è quella che i bimbi di età compresa tra i 3 e 5 anni svolgono le proprie attività scolastiche all’ultimo piano dell’edificio stesso. Come detto, parliamo di un edificio composto da tre piani, dotato di una scalinata con gradini particolarmente alti, poco praticabile per dei bambini di una fascia di età come prima evidenziata.
Ora, cosa accadrebbe nel caso in cui bisognerebbe evacuare con urgenza le aule?
Mi fermo qui…non vado oltre…
A chiusura di tutto quanto detto, come risulta dalle missive inviate dal citato dirigente scolastico, gli edifici menzionati sono privi 
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del certificato di agibilità, di collaudo statico, igienico-sanitario, dichiarazione di conformità apparati impiantistici, dichiarazione e denuncia impianto di protezione scariche atmosferiche, ecc ecc…

Quella di Castellaneta è la situazione di centinaia di comuni in tutta Italia.In questo momento sono impegnato in prima linea in un’indagine conoscitiva sulle criticità dell’edilizia scolastica che si sta svolgendo in Commissione Cultura, la cui finalità è quella di trovare delle soluzioni adeguate per migliorarne il sistema.
Decenni di politica inadeguata hanno portato il Paese in queste condizioni, una politica in grado solo di annunciare grandi interventi spot ma mai di risolvere problemi. Hanno sbagliato l’approccio agli argomenti, le misure sono sempre state inadeguate, non hanno mai rispettato le reali esigenze dei territori, ora tocca a noi ricostruire tutto dalle macerie. Sarà difficilissimo, sbaglieremo anche noi, sicuramente, speriamo il meno possibile e comunque lo faremo sempre a fin di bene, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo, c’è solo da rimboccarsi le maniche.
Grazie al meetup Castellaneta Aperta M5S

Prelievo forzoso. Il Ministro dell’economia decurta gli stipendi. Italia come la Grecia @LuigiGallo15


Prelievo forzoso. Il Ministro dell’economia decurta gli stipendi. Italia come la Grecia

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Temevamo tutti questo momento in cui il governo avrebbe oltrepassato la linea gettandosi nell’agghiacciante scenario in cui versa la Grecia.
L’austerity miope dell’Europa e questo obbediente governo non poteva che condurci in un disastroso finale e potrebbe essere solo l’inizio. Conoscendo questi partiti l’appetito vien mangiando.

Il ministero dell’economia metterà le mani sugli stipendi del personale del Comparto Scuola decurtandoli di 150 euro per chi nell’anno 2013 ha avuto scatti stipendiali.
Chi è scattato a gennaio 2013, già con un anno di ritardo (blocco 2012), ha avuto solo ad aprile 2013 l’attribuzione degli scatti con arretrati, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013.
Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. In questo caso solo a settembre 2014 avrà lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013.
Tutti i lavoratori interessati troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito.

Prelievo forzoso. Il primo.
Mentre i partiti il debito con la società tutta non lo pagheranno mai
La commissione cultura cercherà di impedire questo pericoloso precedente e la prossima settimana chiederemo al governo , con un atto ispettivo, di prevedere una alternativa a questa operazione immorale o un immediato dietrofront.

La costituente sulla scuola parte con il #m5s dai territori. #openmiur @LuigiGallo15


La costituente sulla scuola parte con il #m5s dai territori. #openmiur

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Venerdì 10 gennaio 2014, alle ore 16 presso la Sala Consiliare “Silvia Ruotolo” della V Municipalità in via Morghen 84 al Vomero (Napoli), i parlamentari del M5S Commissione VII – Cultura Scienza e Istruzione incontreranno la cittadinanza attiva del mondo della scuola per:
- Informare sul Decreto Istruzione;
- Raccogliere proposte;
- Promuovere iniziative.
Hanno dato l’adesione per ora Luigi Gallo, Valente Simone, Silvia Chimienti per la Camera e Michela Montevecchi per il Senato
Nei prossimi mesi il M5S si troverà ad affrontare alcune specifiche tematiche su cui raccoglieremo proposte da tutti i cittadini partendo dal 10 Gennaio:
- Revisione del sistema di finanziamento delle nostre università;
- Piano nazionale della Ricerca, che vuole puntare sui giovani ricercatori, premiando la loro indipendenza;
- Obiettivi delle politiche dell’istruzione
Chi non potrà partecipare può scrivere la sua proposta a ricerca5stelle@gmail.com
Sull’ultimo tema il ministro ha lanciato le prime 4 questioni
1.l’autonomia scolastica come si deve realizzare? che tipo di dipendenza dai governi nazionali o regionali si deve attuare?
2.chi deve reclutare gli #insegnanti ? i dirigenti scolastici? il ministro? gli uffici regionali ? i sindaci ?
3.e cosa pensano gli italiani dell’alternanza scuola lavoro? è un modo efficace di combattere la dispersione ?
4.faremo una consultazione sugli ordinamenti e sui cicli di studi e sulle nuove materie da inserire nei programmi

che anticipa le 10 domande del questionario che sarà sarà disponibile anche sul sito del MIUR
Ogni intervento su reclutamento e abilitazione degli insegnanti verrà rimandato al tavolo tecnico di confronto che ha istituito la commissione Cultura #m5s di Camera e Senato.

lunedì 6 gennaio 2014

Ecco cosa gli attuali partiti non faranno mai anche se cambiano le facce @LuigiGallo15

Ecco cosa gli attuali partiti non faranno mai anche se cambiano le facce.

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Gli attuali partiti dello scenario italiano non scardineranno mai i loro centri di potere a vantaggio dei cittadini, crollerebbero come castelli di sabbia. Chi dice il contrario non assiste dal vivo ai giochi di palazzo, ma si accontenta del racconto di Tv e giornali, oppure ha una posizione di comodo da difendere, sia essa di mercato, sia essa una poltrona o carriera della politica, sia essa di prestigio, sia un semplice posto di lavoro clientelare, siano esse le convinzioni su cui ha costruito la sua intera esistenza, siano le briciole che la Casta fa cadere dal suo ghiotto banchetto ai servi sul pavimento.
Nessuno partito dell’attuale scenario politico rimetterà in discussione quelle scelte scellerate che stanno drenando miliardi di euro dalle tasche degli italiani e dai servizi essenziali. Gli attuali partiti non rinunceranno al TAV in Val di Susa, non rinunceranno al programma F-35, non rinunceranno alle spese folli per l’Expo di Milano, non rinunceranno a spendere mezzo miliardo per le missioni di guerra all’estero, non rinunceranno ad enti, consorzi, poltronifici, fondazioni, extra-stipendi, extra-sovvenzioni. Ne va della loro stessa esistenza. Questi partiti sono un cancro, non ti puoi rivolgerti ad un cancro e cercare di convincerlo con il dialogo a smettere di aggredire il tuo corpo, non ti puoi alleare con un cancro, non ci puoi convivere. Lo puoi solo combatterlo e spazzarlo via dal tuo corpo; se ci riesci sopravviverai, se non ci riesci soccomberai. E’ questo il destino del nostro Paese.
Da questi partiti, da questi attori non possiamo attenderci nulla. Se dobbiamo riprenderci il trasporto pubblico anche in Campania lo dobbiamo fare con le nostre mani. Il piano regionale dei trasporti deve essere scritto dai cittadini, il #m5s si può alleare solo con loro. Io sono un dipendente dei cittadini se i cittadini gestiscono bene i propri dipendenti e fanno anche la loro parte in quanto dipendenti del bene comune allora il cambiamento culturale avverrà.

venerdì 3 gennaio 2014

BUON ANNO M5S!! @g_brescia

Il 2013 è stato un anno speciale, oserei dire stellare.

L’anno delle rivoluzioni pacifiche, l’anno delle rivoluzioni dal basso.
Come non dedicare l’inizio di questo post all’uomo dell’anno, Papa Francesco, un uomo che con la sua umiltà ha portato una nuova luce nella Chiesa, una luce che ha illuminato e sta illuminando credenti e non credenti. Buon anno Papa Francesco.
Ma è stato anche l’anno di una rivoluzione nella politica italiana, un’altra rivoluzione pacifica partita dalla gente, l’ingresso in Parlamento di una nuova forza costituita da semplice cittadini per la maggior parte ragazzi.
In altri paesi la gente è scesa in piazza o ha dovuto impugnare le armi mentre il popolo italiano, il mio popolo, è stato capace di iniziare una sommossa arcobaleno con l’ultima arma rimasta, la democrazia, per entrare nelle istituzioni. Ogni volta che ci penso sono orgoglioso di rivendicare l’appartenenza a questo popolo.
All’inizio di questo 2013 ero solo uno dei tanti laureati trentenni che operano nel sociale in una città del sud e tre mesi dopo i miei concittadini mi hanno chiesto il grande onore di rappresentarli nel palazzo più importante della democrazia italiana.
Da quel giorno ho visto e sentito tante cose e vorrei poter invitare ognuno di voi a passare qualche settimana lì dentro per capire di cosa parlo. Tutte quelle che sembravano futili frottole da gossip o da romanzi si sono rivelate tristi realtà: i partiti, la gente negli uffici di quei palazzi, i giornali, i lobbisti, gli inciuci.
Non ci aspettavamo l’aiuto di nessuno e nessuno ci ha aiutati, anzi… Abbiamo capito che lì dentro dovevamo contare sulle nostre forze e così stiamo facendo tutt’oggi. Ma credetemi se si arriva dalla società civile bisogna avere uno stomaco piuttosto forte. La cosa più difficile è stata abituarsi a guardare servizi in tv che distorcono la realtà o ti umiliano parlando di te come un buono a nulla o attribuendo i meriti del tuo lavoro ad altre persone di altri partiti ben sapendo che la tua famiglia, i tuoi amici potrebbero essere sintonizzati in quel momento. Ci vuole stomaco, soprattutto se la sera prima hai lavorato con i tuoi colleghi fino all’una di notte (tanto che hanno dovuto obbligarci ad uscire entro le 22). Come ho detto in altre occasioni: se non fossi un deputato m5s, non lavorassi lì dentro tutto il giorno e mi limitassi ad informarmi semplicemente da giornali o tv come tutti i cittadini, probabilmente a quest’ora sarei il più accanito antigrillino del Paese. :) Oggi parto da questo presupposto quando parlo con la gente e cerco di essere più comprensivo, ma quello che desidero ricordare a tutti è che da soli non ce la facciamo a rialzare questo Paese, c’è bisogno di tutti: noi facciamo il nostro lì dentro ma abbiamo bisogno che voi facciate il vostro informandovi da mezzi di informazione alternativi, che parliate, informiate e abbiate tanta pazienza con chi è ancora schiavo di chi dopo decenni in una classe politica marcia è diventato un professionista nel vendere parole ed illusioni.
Se dovessi fare un riassunto di tutto quello che è accaduto quest’anno un post o una bacheca di fb non basterebbero per cui mi limiterò all’essenziale: per quanto i partiti possano impiegare tutte le loro forze per spingerci fuori dal parlamento, per quanto la gente che ancora li segue ci possa indicare come “gli inesperti”, “gli stupidi”, “i fascisti” (quelli di sinistra) o “gli estremisti di sinistra” (Berlusconi), la verità è che se oggi la gente ha ricominciato ad interessarsi alla politica, se oggi i partiti non possono più fare i loro inciuci liberamente come è stato per trent’anni, se oggi anche loro sono obbligati ad un rinnovamento, se oggi è tornata ad accendersi anche una flebile speranza di ripresa per il nostro Paese, il merito è solo del M5S e grazie a voi che lo avete permesso.
Oggi ho riguardato il discorso dell’anno scorso di Napolitano, il discorso di fine anno. Nel video che segue c’è una analisi critica di quanto ha detto rispetto a quanto si è effettivamente verificato nel corso del 2013. La cosa che più mi dispiace è constatare che nonostante le belle parole: “largo ai giovani”, “i giovani hanno ragione ad essere arrabbiati” e il successivo invito ai giovani ad entrare nella vita politica del Paese… quando quei giovani ci sono entrati la prima cosa che ha fatto è stata metterli da parte per rinchiudersi in uno stanzino con i soliti 3-4 vecchi.
Caro Presidente Napolitano, adesso è uno di quei giovani a risponderLe: non ha senso invitare i giovani a far parte del mondo della politica se poi non si ha il coraggio di ascoltare ed accettare le parole di quei giovani arrabbiati. Se poi non si è pronti ad accettare che quei giovani possano essere in disaccordo anche con le sue di idee.
Caro Presidente, se un giorno la patria ripagherà il Suo lavoro dando il Suo nome alle piazze più belle del nostro Paese, Le chiedo di pensare a tutti quei padri di famiglia che lavorano 14 ore al giorno, magari all’Ilva di Taranto o nella Terra dei fuochi e che un giorno non potranno neanche essere seppelliti nella città o nel paese in cui sono nati perchè in quei posti esiste addirittura il divieto di smuovere la terra. E Lei Presidente in tutti questi anni è stato testimone di quella corruzione e di quella malapolitica di cui oggi paghiamo noi il caro prezzo.
Caro Presidente, se vuole difendere davvero la democrazia e la costituzione allora difenda chi è davvero figlio di una scelta democratica ed è stato l’unico gruppo politico a difendere con i denti la madre di tutte le nostre leggi, fino a salire su un tetto o a dormire di notte per strada.
Caro Presidente, il rinnovamento di questo Paese parte dal rinnovamento di ognuno di noi e Lei che è la massima carica dello Stato non può non darci l’esempio. E’ per questo che Le chiedo e Le auguro di guardare questa Italia con gli occhi di quel ragazzo irruento che un giorno di 70 anni fa ha messo per la prima volta piede in Parlamento. Un ragazzo che non si era ancora abituato alle parole, agli accordi taciti, ai modi di fare di quei palazzi.
Per quanto ci riguarda la fine di quest’anno sancisce la fine del nostro periodo di prova, abbiamo guardato, abbiamo studiato, abbiamo lavorato e se quando siamo entrati in quel Palazzo ci ponevamo mille dubbi, avevamo paura di essere inadeguati al nostro compito, dopo aver visto come lavorano anzi non lavorano i parlamentari “professionisti della politica” marionette dei lobbisti di turno ed abili venditori di fumo, non abbiamo nessun timore di proporci come nuova guida di un Paese allo sbaraglio. L’inizio di questo anno è davvero “solo l’inizio”.

BUON 2014!!!

Il discorso di fine anno di Napolitano senza verità e giustizia @LuigiGallo15


Il discorso di fine anno di Napolitano senza verità e giustizia

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Caro Antonio Padellaro
Hanno creduto di poterci uccidere senza reazione, hanno creduto che qui in Campania il popolo è bue e si compra con una scarpa, hanno seminato morte, devastazione, hanno ucciso bambini e al più si correrà ai ripari con qualche compensazione economica. Si sbagliavano di grosse e il tempo e la nostra dignità ci darà ragione.
Ma veramente credi che per noi cittadini campani, per noi cittadini di questa Italia possa bastare un messaggio di fine anno del Sig. Giorgio #Napolitano come scrivi oggi nell’editoriale del @fattoquotidiano
#Napolitano, ha già dato la sua risposta. Da capo dell’esecutivo sostanziale quale è, per questo governo di figuranti. Ha fatto partorire a questo governo il solito topolino con il decreto sulla terra dei fuochi che ci insulta di nuovo perchè nasce senza consultazione e partecipazione pubblica dei cittadini, perchè non c’è soluzione, ne barlume di prevenzione per il disastro ambientale generato da decenni di politica connivente e cieca. Nel momento dei fatti, come vedi, le comparse sui luoghi simbolo e le parole assumano il valore che meritano. Valgono zero, niente, nulla.
Su una cosa però hai ragione, #Napolitano deve rispondere, ma a domande ben precise.
Possibile che il Sig. Giorgio Napolitano da Ministro dell’Interno quale era, al momento delle dichiarazioni di Schiavone alla commissione d’inchiesta non venisse informato sui fatti? E nel caso fosse stato informato cosa ha fatto, cosa non ha fatto? Perchè tutto questo scempio non è stato fermato?
E’ vero che il Sig. Giorgio Napolitano era il mandante dell’intervento del capo dei servizi segreti Sig. Gianni Di Gennaro che nel 2008 incontro l’assessore regionale campano Ganapini a trattare sulla questione rifiuti in Campania? Se fosse vero quello che afferma Ganapini, quale sacrificio , a nostra insaputa, è stato richiesto ai cittadini campani per il “bene” della nazione?
Vedi Antonio i cittadini campani hanno perso tutto, anche i propri figli e a chi ha perso tutto si può concedere poche cose importanti: Giustizia, Verità e l’assicurazione che in futuro quello che è accaduto a noi non possa accadere ad altri.
Come potrai capire da chi ha scelto di distruggere le intercettazioni con #Mancino del processo sulla trattativa stato-mafia, da chi si rifiuta di deporre io non mi aspetto Verità e Giustizia. Ma mi aspetto dal vostro giornale la capacità e la volontà di perseguire la Verità, di trovare risposte per le domande che l’ahimè presidente lascerà ancora una volta sicuramente inevase.
Buon 2014 e che sia un anno di Verità, Giustizia e vera Rivoluzione partecipata

Liberiamo 3 miliardi per i comuni abolendo un finanziamento indiretto all'editoria @LuigiGallo15

Liberiamo 3 miliardi per i comuni abolendo un finanziamento indiretto all’editoria

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Venerdì 3 gennaio parteciperò alla manifestazione per “riprendersi il trasporto pubblico in Campania”. Dobbiamo farlo sul serio e smettere di aspettare risposte e interventi dalla vecchia politica e dai partiti. Usiamo l’intelligenza collettiva, mettiamoci in rete per costruire insieme il nuovo piano di trasporti regionali. Individuiamo gli sprechi, individuiamo le risorse, tagliamo le ingerenze dei politici nelle nomine, nelle società, promuoviamo nuove idee di mobilità nel rispetto dell’ambiente, perchè da esse dipendono i nostri bisogni primari, ma anche la nostra qualità di vita
Intanto per i comuni si potrebbero liberare 3 miliardi di euro , in media un milione a comune, che attualmente sono obbligati a spendere per finanziamenti indiretti all’editoria e che potrebbero essere investiti proprio per sviluppare e sostenere una mobilità sostenibile sul territorio che si fonda in parte sul trasporto pubblico.
Una norma  segnalata attraverso gli unici veri processi di democrazia diretta e partecipazione nel panorama politico italiano svolti dal #m5s che prevede la discussione e la modifica  in rete di proposte di legge, iter che sta seguendo la proposta di commissione cultura sull’abolizione del finanziamento pubblico diretto ed indiretto all’editoria.
Stay tuned!