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venerdì 10 gennaio 2014

Immissione docenti di sostegno, nuova 'querelle' Miur-Mef? @g_brescia @LuigiGallo15

#m5s #scuola Sono un educatore professionale e prima di essere un cittadino portavoce mi sono occupato proprio di lavorare con i ragazzi disabili nelle scuole. La creazione di un rapporto stretto e di fiducia tra i ragazzi e gli operatori che li seguono è fondamentale. Perchè ciò avvenga è necessario garantire stabilità e continuità mentre la mancata stabilizzazione di docenti di sostegno si traduce in un continuo cambio di punto di riferimento. Concetti che dovrebbero essere chiari al ministro dell'Istruzione. E’ inaccettabile che in questi giochini di potere tra ministeri a farne le spese siano sempre i soggetti più deboli.


giovedì 9 gennaio 2014

Personale ATA sulla soglia della povertà @LuigiGallo15


Personale ATA sulla soglia della povertà

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Il prelievo ai lavoratori della scuola non è stato sventato.
Leggete il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi e capirete che è rivolto solo ai docenti.
Ricordo che la misura coinvolge tutto il personale del Comparto Scuola, compreso quindi il personale tecnico amministrativo che non arrivano a guadagnare neanche 1000 euro al mese. In una famiglie monoreddito ,con un lavoratore ATA, le condizioni economiche si avvicinerebbero pericolosamente alla soglia di povertà.
Resta infine il dubbio che i soldi per coprire questa misura come è accaduto in passato e come è stato intimato dallo stesso Saccomanni vengano raschiati sempre dal comparto scuola (i famosi soldi che mancano alle scuole per comprare carta igienica).

martedì 7 gennaio 2014

Mamma, mi piove in classe @g_brescia


Poco prima di Natale ho visitato degli edifici scolastici di Castellaneta (TA)
Da tale visita è emersa una realtà alquanto desolante, se non gravemente preoccupante:strutture fatiscenti, pareti lesionate ed umide, infiltrazioni d’acqua dai soffitti, transenne ubicate in spazi che dovrebbero essere dedicati ai giochi dei bambini, carenza di locali per le attività didattiche, nonché inadeguatezza ed inefficienza di quelli già esistenti, e tanto altro….
Nel corso della visita ho avuto modo di confrontarmi con il Dirigente Scolastico di una di quelle scuole, il quale da 
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tempo mediante missive inviate all’amministrazione comunale solleva tali problematiche, ma ovviamente tutte disattese o con riscontri negativi.

In particolare, è emerso che, l’Istituto Comprensivo da lui diretto, a seguito dell’incremento del numero degli iscritti degli alunni, necessita di un numero maggiore di nuove classi: per ricavare le stesse negli anni scorsi si è proceduti a ridurre gli spazi dedicati alla segreteria, alla Presidenza, nella stessa aula è ubicata la biblioteca, l’archivio e si intrattengono i docenti durante i momenti liberi.
Ma questo è il problema “minore”!!!
Un altro plesso, nato in origine per ospitare un asilo nido, a tutt’oggi, nonostante le numerose richieste avanzate dalla Dirigenza Scolastica al Sindaco e all’assessore alla Pubblica Istruzione di Castellaneta, risulta inadeguato alle esigenze di una scuola d’infanzia data la mancanza dei bagni all’interno delle sezioni, la mancanza di un locale adatto alla mensa e la carenza di strutture interne ed esterne idonee alle necessità dei bambini. In aggiunta, data l’insufficienza delle aule atte ad ospitare i bambini della scuola primaria, vengono utilizzati dei locali, adibiti precedentemente a “sgabuzzini”, per accogliere i neo-iscritti alla scuola elementare.
Situazione anche questa inaccettabile.
Cosa più preoccupante, è la presenza di locali sottostanti alle aule, utilizzati come deposito comunale (di cui l’istituto stesso non ha disponibilità e accesso) dove probabilmente è anche presente del materiale combustibile o parzialmente infiammabile.
Sono stato poi in una terza scuola, anche questa per l’infanzia, ebbene, l’area dedicata ad attività di svago e gioco dei bambini è 
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impegnata da transenne che circoscrivono un zona in cui praticamente “PIOVE” dal soffitto e cadono calcinacci. Infatti, il soffitto presenta evidenti e macroscopici lesioni provocate da infiltrazioni di acqua piovana.

Inoltre, in una delle cinque aule di cui è composto l’edificio, sono presenti evidenti danni strutturali su tutte le pareti. A tal proposito c’è la relazione stilata dal comando provinciale dei vigili del fuoco, protocollo n. 28112 del 21/11/2013, in cui si rende necessario il rifacimento dell’impermeabilizzazione del lastricato solare e un’analisi tecnica della struttura, ad oggi, purtroppo, non sono stati presi provvedimenti in tal senso.
Sulla questione sono intervenuti anche i genitori degli alunni frequentanti tale plesso e, in data 27/11/2013, hanno scritto una lettera, con successiva raccolta firme, che è stata consegnata nei giorni scorsi al Sindaco, con la quale chiedono “Un tempestivo intervento risolutivo finalizzato alla messa in sicurezza del plesso per l’incolumità psico-fisica dei nostri bambini”.
L’ultimo edificio scolastico visitato risale al 1933, inizialmente destinato ai soli bambini della scuola primaria. Da qualche anno, 
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proprio per l’assenza nel nostro paese di scuole idonee ad ospitare i nostri bambini, alcune aule del suddetto edificio sono state destinate ai bambini della scuola dell’infanzia.

La situazione più illogica e incomprensibile, è quella che i bimbi di età compresa tra i 3 e 5 anni svolgono le proprie attività scolastiche all’ultimo piano dell’edificio stesso. Come detto, parliamo di un edificio composto da tre piani, dotato di una scalinata con gradini particolarmente alti, poco praticabile per dei bambini di una fascia di età come prima evidenziata.
Ora, cosa accadrebbe nel caso in cui bisognerebbe evacuare con urgenza le aule?
Mi fermo qui…non vado oltre…
A chiusura di tutto quanto detto, come risulta dalle missive inviate dal citato dirigente scolastico, gli edifici menzionati sono privi 
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del certificato di agibilità, di collaudo statico, igienico-sanitario, dichiarazione di conformità apparati impiantistici, dichiarazione e denuncia impianto di protezione scariche atmosferiche, ecc ecc…

Quella di Castellaneta è la situazione di centinaia di comuni in tutta Italia.In questo momento sono impegnato in prima linea in un’indagine conoscitiva sulle criticità dell’edilizia scolastica che si sta svolgendo in Commissione Cultura, la cui finalità è quella di trovare delle soluzioni adeguate per migliorarne il sistema.
Decenni di politica inadeguata hanno portato il Paese in queste condizioni, una politica in grado solo di annunciare grandi interventi spot ma mai di risolvere problemi. Hanno sbagliato l’approccio agli argomenti, le misure sono sempre state inadeguate, non hanno mai rispettato le reali esigenze dei territori, ora tocca a noi ricostruire tutto dalle macerie. Sarà difficilissimo, sbaglieremo anche noi, sicuramente, speriamo il meno possibile e comunque lo faremo sempre a fin di bene, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo, c’è solo da rimboccarsi le maniche.
Grazie al meetup Castellaneta Aperta M5S

La costituente sulla scuola parte con il #m5s dai territori. #openmiur @LuigiGallo15


La costituente sulla scuola parte con il #m5s dai territori. #openmiur

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Venerdì 10 gennaio 2014, alle ore 16 presso la Sala Consiliare “Silvia Ruotolo” della V Municipalità in via Morghen 84 al Vomero (Napoli), i parlamentari del M5S Commissione VII – Cultura Scienza e Istruzione incontreranno la cittadinanza attiva del mondo della scuola per:
- Informare sul Decreto Istruzione;
- Raccogliere proposte;
- Promuovere iniziative.
Hanno dato l’adesione per ora Luigi Gallo, Valente Simone, Silvia Chimienti per la Camera e Michela Montevecchi per il Senato
Nei prossimi mesi il M5S si troverà ad affrontare alcune specifiche tematiche su cui raccoglieremo proposte da tutti i cittadini partendo dal 10 Gennaio:
- Revisione del sistema di finanziamento delle nostre università;
- Piano nazionale della Ricerca, che vuole puntare sui giovani ricercatori, premiando la loro indipendenza;
- Obiettivi delle politiche dell’istruzione
Chi non potrà partecipare può scrivere la sua proposta a ricerca5stelle@gmail.com
Sull’ultimo tema il ministro ha lanciato le prime 4 questioni
1.l’autonomia scolastica come si deve realizzare? che tipo di dipendenza dai governi nazionali o regionali si deve attuare?
2.chi deve reclutare gli #insegnanti ? i dirigenti scolastici? il ministro? gli uffici regionali ? i sindaci ?
3.e cosa pensano gli italiani dell’alternanza scuola lavoro? è un modo efficace di combattere la dispersione ?
4.faremo una consultazione sugli ordinamenti e sui cicli di studi e sulle nuove materie da inserire nei programmi

che anticipa le 10 domande del questionario che sarà sarà disponibile anche sul sito del MIUR
Ogni intervento su reclutamento e abilitazione degli insegnanti verrà rimandato al tavolo tecnico di confronto che ha istituito la commissione Cultura #m5s di Camera e Senato.

venerdì 3 gennaio 2014

Il panettone di Letta è solo per la Casta. Ecco chi resta senza cena @LuigiGallo15

Il panettone di Letta è solo per la Casta. Ecco chi resta senza cena

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Mentre Letta promette ai dipendenti di palazzo Chigi di poter mangiar il panettone anche per il 2015, negli stessi giorni il governo, il PDexmenoelle e la maggioranza decide in legge di stabilità di decretare il licenziamento o cassa integrazione di numerosi lavoratori storici delle ditte esternalizzate dei servizi di pulizia nelle scuole. C’è un alternativa però, restare a lavorare ad orario ridotto con uno stipendio di circa 400 euro al mese.
Letta ci spieghi come si porta avanti una famiglia e si compra anche il panettone con 400 euro al mese?
Il governo del rinvio che ha come unico obiettivo quello di sopravvivere per mantenere poltrone e poter dispensare clientele che garantiscano a questi partiti consensi elettorali nei prossimi mesi , ha deciso per i lavoratori la strategia della lenta agonia.
Con un emendamento in legge di stabilità si procede ad una proroga dei contratti per le ditte fino al 28 febbraio per le stesse condizioni attuali, nei territori dove non sono state attivate gare Consip. Se l’impresa è aggiudicatrice di gara Consip può chiedere servizi aggiuntivi per i prossimi 2 mesi.
L’assurdo è che di soppiatto nelle feste di Natale alcune ziende, visto il testo dell’emendamento in legge di stabilità, hanno tentato di cambiare prima del 31 dicembre i termini dei contratti di appalto in modo da non garantire ai lavoratori neanche il respiro di questi 2 mesi.
Intanto in questo paese dell’assurdo dopo febbraio, sarà tutto come prima. La giostra riparte.
Il problema è rimasto. I lavoratori sono di nuovo in strada o in mensa alla Caritas, mentre la nostra proposta strutturale  che facciamo dai tempi del decreto del fare, resta lettera morta.
Il governo preferisce mantenere in piedi questo sistema che fa lucrare le ditte, che aumenta la spesa dello stato, che tiene sotto ricatto i lavoratori e che fa lievitare i voti clientelari.
Mi raccomando Letta non si dimentichi lo champagne. Prosit!

domenica 22 dicembre 2013

Rai Parlamento: nessun investimento per l’istruzione, ma una lenta agonia @LuigiGallo15


Rai Parlamento: nessun investimento per l’istruzione, ma una lenta agonia

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In 20 anni sono stati tagliati 20 miliardi all’università e alla scuola, 8 miliardi solo nell’ultima legislatura; il settore è allo sbando e va assolutamente rilanciato in qualità.
Mentre la parlamentare Coscia, doppiamente illegittima, dichiara che non ci saranno tagli da spending review come denunciato dal #m5s, il ministero riduce le assunzioni sul sostegno previsto sul decreto istruzione.
e 800 scuole rischiano la chiusura.
Se questi non son tagli

mercoledì 18 dicembre 2013

Il Governo spendendo 36 milioni, produce precariato sottraendo risorse alla scuola e alle supplenze @LuigiGallo15

Il Governo spendendo 36 milioni, produce precariato sottraendo risorse alla scuola e alle supplenze

lavoratori precari pulizia scuole
Consideriamo l’emendamento del Governo alla Legge di Stabilità che proroga dal 31 dicembre alla fine di febbraio la conclusione dei contratti delle ditte esterne che si occupano di pulizie presso la scuola pubblica come un mero rinvio, che traccia ancora una volta l’incapacità di programmazione e risoluzione dei problemi da parte di questo Governo.
Al di là dell’ulteriore dimostrazione di incapacità da parte di Letta e del suo Esecutivo, è paradossale che i 34 milioni stanziati per questa proroga siano stati sottratti ai fondi destinati al funzionamento scolastico e per le supplenze. Risorse previste nel Decreto Fare, costituite da eventuali risparmi di spesa. In pratica, la copertura c’è solo sulla carta, o negli auspici.
Noi riteniamo che questo sia un atteggiamento disonesto nei confronti di lavoratori che si trovano sull’orlo del baratro, dopo che per anni lo Stato ha scelto di spendere di più per avere lavoratori, quelli delle ditte appaltanti, meno tutelati.
L’emendamento del MoVimento 5 Stelle respinto nella Stabilità chiedeva un percorso di stabilizzazione e internalizzazione dei servizi, che riconosca l’opera prestata da questi lavoratori nella scuola pubblica italiana, con inserimento in graduatoria, e che liberi le circa 11 mila assunzioni dei posti ATA bloccate da anni.
Oggi non ha alcun senso continuare ad esternalizzare un servizio che può essere svolto da personale interno, da assumere subito con le risorse disponibili per le esternalizzazioni. Gli appalti non ancora assegnati vanno sospesi e in Aula lo ribadiremo con un nuovo emendamento.

giovedì 12 dicembre 2013

Ripartiamo dalle scuole! @luigidimaio

GIOVEDÌ 12 DICEMBRE 2013


Sabato mattina sarò alla scuola media "G.M. Cante" di Giugliano (Na) per continuare il percorso con le scuole per conoscere il funzionamento della Camera dei Deputati. Sono arrivate decine di inviti da scuole di tutta Italia. A breve pubblicherò l'elenco così potremo organizzarci per tutti gli appuntamenti.
Dopo aver spiegato con video e foto le procedure della Camera, apriamo il dibattito con gli studenti. È dalle scuole che dobbiamo ripartire.

lunedì 9 dicembre 2013

Scuola digitale: UK e Svezia investono nonostante la crisi, l’Italia che fa? @g_brescia


http://www.agendadigitale.eu/egov/562_scuola-digitale-c-e-da-imparare-dal-regno-unito.htm
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In questo articolo uscito il 06 Dicembre 2013 si evidenzia il ritardo dell’Italia nei confronti di Regno Unito e Svezia in materia di digitalizzazione e connettività a scuola.
I dati sono sconfortanti: “tra la scuola italiana e quella inglese vi è un gap di almeno 15 anni“, “Attualmente nel Regno Unito 7 classi su 10 hanno la LIM, in Italia 1 su 5“, “la Svezia vanta la banda larga in ogni scuola“, “in Italia c’è 1 pc ogni 11 studenti per le classi della scuola secondaria di primo grado1 pc ogni 8 studenti per quelle di secondo grado. Otto scuole su dieci sono connesse, ma solo la metà delle classi ha accesso alla rete.
Da quando siamo entrati in Parlamento abbiamo fatto pressione affinchè si accelerasse il processo di digitalizzazione e nel Dl 104 (soprannominato “L’istruzione riparte”, riparte?) ci siamo battuti fino all’ultimo minuto per far approvare un nostro emendamento che apriva le porte alla scuola del futuro, la nostra misura prevedeva la possibilità da parte degli insegnanti di divenire protagonisti della didattica, attraverso la costruzione del sapere in creative commons, su piattaforme open sourcecoinvolgendo anche gli studenti.
A breve prepareremo un’interrgoazione da presentare al ministro Carrozza per chiederle come abbia intenzione di porre in essere questa volontà espressa dalla società civile e, per nostro tramite, dal Parlamento. E quando ci dirà che non ci sono soldi, le faremo notare quanto riportato nel succitato articolo, ossia che nel Regno Unito “Nonostante i conti in profondo rosso dello Stato, il Governo Cameron ha cercato di non sottrarsi all’impegno sul fronte del rinnovamento della scuola.”
Ci aspettiamo che il nostro Governo prenda esempio.

giovedì 5 dicembre 2013

Scegliamo la rivoluzione invece dell’espatrio @LuigiGallo15


Scegliamo la rivoluzione invece dell’espatrio

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Sono stato a Genova ed ho visto un variegato mondo che attesta semplicemente che il MoVimento 5 Stelle è ormai a tutti gli effetti un movimento popolare. Ciò che amareggia è questa informazione così distorta che non riesce più nemmeno a fare una cronaca oggettiva.
Cerco allora di porvi rimedio raccontando quello che ho visto ed ho ascoltato al gazebo dei Parlamentari nel quale mi sono piantato quasi l’intera giornata per rispondere a tutti sulle tematiche della mia commissione: Cultura, Scuola, Università, Ricerca.

Ci sono stati tanti studenti che si sono avvicinati: chi si è lamentato delle baronie, chi della mancanza di risorse per il diritto allo studio, chi di una scarsa efficacia delle lezioni dei docenti. La vera notizia è che troppe persone ieri mi hanno confessato di volere emigrare per lavoro, per studio, per una migliore qualità di vita. Ed io mi sono sentito tradito, lo devo dire.
Io insieme ad altri stiamo facendo tanti sacrifici per evitare che questo Paese resti nelle mani di chi l’ha rovinato, ma da soli non ce la facciamo. Abbiamo bisogno delle menti più eccellenti, delle gambe più veloci, delle persone più oneste e incorruttibili, di chi ha il cuore più grande.

Vogliamo progettare una scuola di qualità che non non sia un parcheggio per bambini e ragazzi, ma un luogo speciale per i cittadini che hanno il compito di migliorare il mondo in cui si trovano e non uniformarsi. E’ questo che hanno urlato mamme, maestre, docenti, precari e mi hanno convinto che debba partire un grosso lavoro di confronto in rete sul progetto di scuole ed università che vogliamo. Siamo gli unici che possiamo farlo, siamo gli unici in questa fase storica possiamo andare #oltre . Gli altri impongono, comandano e distruggono.

martedì 26 novembre 2013

Internalizzazione lavoratori delle ditte di pulizia @LuigiGallo15


Internalizzazione lavoratori delle ditte di pulizia

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Assemblea/dibattito sulla vertenza dei lavoratori delle ditte esterne addetti alla pulizia nelle scuole

Abbiamo affrontato il tema nel decreto del fare, suggerendo una soluzione politica a questa problematica. Siccome si tratta di servizi esternalizzati che costano di più, producono lavoro precario e meno diritti per i lavoratori, noi del M5S chiediamo l’internalizzazione.
I soldi per questi servizi ci sono e si potrebbe risolvere parte della vertenza internalizzando 11.000 e più collaboratori inserendo anche questi lavoratori che hanno prestato per tanti anni servizio nelle scuole, anche se con le aziende esterne, all’interno delle graduatorie ad esaurimento del personale ATA. Esternalizzando il servizio garantiamo soldi alle società che vincono gli appalti ma meno soldi ai lavoratori.
E’ dal 2002 che nella legge finanziaria e nella legge di stabilità si definisce che le esternalizzazioni hanno un senso se portano risparmio e queste, nel caso specifico, non portano risparmio, creando una struttura intermedia a nostro avviso inutile, senza alcuna necessità.

venerdì 15 novembre 2013

CHIAREZZA SUI CONTRIBUTI DELLE FAMIGLIE NELLA SCUOLA PUBBLICA @GianlucaVacca

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Conferenza stampa del 15/11/2013
Come ben sappiamo, negli ultimi anni le politiche dei governi incentrate sull'asfissiante rigore finanziario hanno coinvolto anche il mondo dell'istruzione pubblica e della cultura, che complessivamente ha visto una progressiva decurtazione di circa 8 miliardi di euro di finanziamenti statali. Il M5S ha subito chiesto con una mozione al governo Letta degli impegni precisi per ripristinare questi fondi, ma la risposta è stata negativa.
Questa progressiva riduzione dei fondi ha messo in difficoltà molte scuole, che si sono ritrovate a dover operare in realtà sociali sempre più complesse con risorse, invece, sempre più esigue.
Molto istituti, com'è noto, hanno cominciato a chiedere contributi alle famiglie, cercando in questo modo di compensare le minori erogazioni dello Stato con una contribuzione dei genitori. Subito sono sorti però dei problemi, normativi e anche culturali, poiché alcuni istituti hanno iniziato ad abusare di questa possibilità rendendo la contribuzione di fatto obbligatoria, o esercitando azioni anche discriminatorie nei confronti degli alunni le cui famiglie non versavano il contributo.
Il Ministero dell'istruzione è dunque intervenuto più volte, e recentemente in due circolare dove viene chiarito in maniera netta che il contributo nelle scuole è volontario e non può essere in alcun modo imposto, che il contributo non può riguardare lo svolgimento di attività curricolari, e che “qualunque discriminazione ingiustificata a danno degli studenti derivante dal rifiuto di versamento del contributo in questione, sia in termini di valutazione che disciplinari, risulterebbe del tutto illegittima e gravemente lesiva del diritto allo studio dei singoli”; il Ministero ritiene dunque auspicabile che le scuole acquisiscano il contributo volontario non attraverso comportamenti vessatori e poco trasparenti, bensì facendo leva sullo spirito di collaborazione e di partecipazione delle famiglie.
Premesso ciò, alcuni giorni fa sono arrivate alcune segnalazioni al deputato Gianluca Vacca (che ricordiamo è l'unico deputato abruzzese in Commissione cultura e istruzione) da parte di genitori di una scuola di Pescara relative proprio a questa problematica e al presunto uso che in quell'istituto si farebbe dei fondi volontari.
Da una circolare del giorno 8 ottobre 2013, nella quale il Dirigente chiedeva il contributo alle famiglie, risulta evidente che l’Istituto Pescara 5 lega erroneamente e in maniera poco chiara il versamento dell’assicurazione infortuni a quello del contributo volontario sull’ampliamento dell’offerta formativa includendo anche la somma sull’assicurazione di € 6,30 nella erogazione liberale e, quindi, legando una spesa facoltativa per le famiglie ad una obbligatoria.
Nel Piano dell’Offerta Formativa dello stesso Istituto sono poi compresi un Progetto di Educazione al Suono e alla Musica e un Progetto di Educazione motoria rivolti a tutti gli alunni di scuola dell’infanzia e primaria da svolgersi in orario scolastico per un'ora alla settimana ciascuno e per cui è previsto un contributo annuo; ma dalle segnalazioni pervenute dalle famiglie degli alunni sembrerebbe invece che le attività suddette siano rivolte esclusivamente a chi versa il contributo; nel qual caso si creerebbe un meccanismo che diversifica gli alunni che partecipano ai progetti rispetto a quelli che non partecipano, con evidenti ripercussioni sulla socializzazione degli stessi in quanto discriminerebbe, in una scuola pubblica, alcuni alunni rispetto agli altri per motivazioni economiche! Svolgere progetti con contributo volontario annuo delle famiglie legati alle azioni del POF in orario scolastico di fatto aprirebbe la strada alla nascita di percorsi formativi a pagamento e privati inclusi nel piano dell’offerta formativa, oltre ad avere un risvolto pedagogico altamente negativo!
Oltre a manifestare la nostra assoluta contrarietà a qualsiasi tentativo di creare, all'interno della scuola statale, corsi di serie A e corsi di serie minore attraverso la discriminante del pagamento, abbiamo già chiesto un intervento urgente del Ministero per verificare l'operato in questo istituto, e il Ministero ci ha assicurato che si sta già occupando della vicenda; abbiamo presentato anche un'interrogazione a firma dei deputati abruzzesi e di quelli della Commissione istruzione poiché riteniamo utile un ulteriore chiarimento del Ministero in merito potendo questa vicenda avere anche dei risvolti nazionali.
Chiediamo inoltre che la Dirigente dell'Istituto chiarisca con una circolare la vicenda, specificando che la contribuzione è assolutamente volontaria e che i progetti che si svolgono in orario curricolare, anche se si avvalgono dell'ausilio di personale esterno, sono per tutti gli alunni e non soltanto per chi versa il contributo, e distinguendo il pagamento della quota obbligatoria per l'assicurazione dalla contribuzione facoltativa. La Dirigente dovrà inoltre rendicontare alle famiglie il preciso utilizzo di tali contributi, anche quelli degli anni passati, come indicato dal Ministero.
Invitiamo infine tutti i Dirigenti scolastici a un uso corretto di tali contributi, e tutte le famiglie a vigilare sul loro utilizzo: il ripristino dei fondi tagliati alle scuole deve essere una battaglia che accomuna e unisce tutte le componenti del mondo dell'istruzione, e non che divide!
Gianluca Vacca
Movimento 5 stelle Pescara
Alcuni genitori dell'istituto Pescara 5

lunedì 11 novembre 2013

Dl Istruzione, respinti emendamenti M5S migliorativi @LuigiGallo15



Dl Istruzione, respinti emendamenti M5S migliorativi


M5S-Cittadini-Deputati-Camera
Respinti gli emendamenti del MoVimento 5 Stelle sul decreto istruzione che chiedevano:
- aumento di risorse per il diritto allo studio
- aumento di risorse per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza
- aumento del numero di personale scolastico stabile da assumere
- aumento del numero di docenti di sostegno per garantire da subito il rapporto 1 a 2 tra insegnanti di sostegno e studenti diversamente abili
- reinserimento delle ore di storia dell’arte, latino e italiano eliminate dalla Gelmini
- aumento degli organici nella scuola
- misure a vantaggio della costituzione di cattedre per il personale precario evitando di privilegiare il ricorso ad ore di straordinario per il personale a tempo indeterminato
- Assunzione subito dei restanti 8000 docenti vincitori di concorso del 2012
- interventi per risolvere i diritti calpestati di tante categorie della scuola
- promuovere la didattica nei parchi pubblici e parchi nazionali
- privilegiare interventi che non consumano suolo per l’edilizia scolastica
- introdurre figure strutturali come tutor per combattere la dispersione scolastica
- inserimento di ore di musica
- svolgimento dell’educazione fisica nelle scuole da parte dei laureati di scienze motorie
- reintroduzione del tempo pieno
- formazione sull’educazione sentimentale per gli studenti

giovedì 7 novembre 2013

Ministro Carrozza: apprezzato lo sforzo ma rimandata a settembre! @LuigiGallo15


Ministro Carrozza: apprezzato lo sforzo ma rimandata a settembre!

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L’istruzione riparte, Ministro Carrozza, ma dove va? Quale sarà il tempo necessario per approdare in un porto sicuro? Quello che oggi vediamo tutti noi, gli studenti, i docenti, i dirigenti scolastici, è una barca alla deriva, con cibo razionato per tutto l’equipaggio, con tante falle rattoppate nello scafo, che resta a galla non per merito vostro, non per merito della politica, non certo per le bugie e la propaganda di Letta, ma solo per il grande spirito di responsabilità della comunità scolastica e dei professionisti della.
Non siamo al Governo, non ancora, e non abbiamo potuto ribaltare la struttura di questo decreto. Non possiamo ribaltare le vostre priorità, che sono gli F-35, la TAV, le missioni militari all’estero, le vostre amiche banche e i signori del gioco d’azzardo!
Per l’istruzione, per la società della conoscenza, per il diritto allo studio, per la ricerca, solo pochi spiccioli, buoni per confezionare spot elettorali, slogan da sbandierare in TV. Il MoVimento 5 Stelle è da settimane che ha riversato tutte le sue energie in questo decreto: centinaia di incontri con le categorie, con gli attori sociali della scuola, visite ed ispezioni, abbiamo presentato 250 emendamenti in Commissione, 140 emendamenti in Aula, frutto di un lungo lavoro di riflessione e di studio. Tutti gli emendamenti rilanciavano una visione: affrontavano la complessità del mondo della scuola e si prendevano la responsabilità di dirimere anche questioni annose nel mondo della scuola, responsabilità che lei non si è presa. La strada della demagogia sarebbe stata molto più semplice, e magari avrebbe pagato di più in termini di consenso, ma la strada era già occupata, perché l’avete scelta voi da subito con il vostro slogan: l’istruzione riparte!
Abbiamo toccato il picco più basso per il diritto allo studio nella storia degli ultimi anni della Repubblica con questo Governo. La volontà di un’intera Commissione cultura è stata calpestata dal Ministro dell’economia, dai ragionieri di Stato, perché in questo Stato, quello che non appartiene ai cittadini, è diventato tutto merce, tutto un’operazione contabile, anche il futuro, anche il sapere, anche la cultura. Abbiamo contrastato quest’opera con un investimento sulle residenze universitarie e gli alloggi appartenenti agli enti locali per gli studenti, un’altra emergenza nel nostro Paese, che finora non ha previsto adeguati posti letto per gli studenti fuori sede. Questa è a una vittoria del MoVimento 5 Stelle per tutti gli studenti, risorse che non ci sarebbero state per le residenze universitarie senza il MoVimento 5 Stelle in questo Parlamento.
Da più mesi, con tutti i mezzi a disposizione dei parlamentari, ci battiamo per l’eliminazione della spending review per i contributi universitari con proposte di legge e ora con un emendamento in questo decreto. Nulla, anche in questo caso. Un’altra occasione mancata e non abbiamo visto alcuna barricata del PD in Commissione, come pubblicamente afferma in ogni occasione.
Non è possibile far pagare agli studenti i mancati investimenti dello Stato nell’università e nella ricerca; i cittadini pagano per i rimborsi elettorali, pagano per il finanziamento per l’editoria, pagano per le scuole private, ma che servizi ricevono dallo Stato? Dove sono i loro diritti? Il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto alla qualità di vita, il diritto alla felicità sono evaporati in questo Paese.
Noi stiamo mandando al macero intere generazioni senza più futuro e non accetteranno ancora per molto l’elemosina di Stato che in questi anni i partiti stanno concedendo. Veramente credete che si accontenteranno dei vostri stage, tirocini o apprendistato? La vera emergenza scuola, università e ricerca è la qualità. Non possiamo essere un Paese che si accontenta sempre dello stato delle cose, di una scuola abbandonata.
Allora le rubriche del decreto sono belle parole: welfare dello studente, diritto allo studio. Apprezziamo lo sforzo ma la rimandiamo a settembre, ministro Carrozza, non è abbastanza quello che è stato fatto in questo decreto.
Sono belle parole, come abbiamo detto per sport, ma sono interventi inadeguati. Quando abbiamo finito i soldi in quelle rubriche cosa resta alla scuola? È stato per noi uno spreco di denaro pubblico quelle risorse se non sono interventi strutturali che intervengono realmente; quando si interviene sulla dispersione scolastica si interviene con una cifra dopo di che, terminata quella, il progetto finisce e non si è introdotto un tutor che segue gli studenti che abbandonano la scuola.
Il sottosegretario sa bene qual è l’importanza di un maestro di strada, di un maestro che accompagna gli studenti ma queste misure strutturali non ci sono nel decreto.
Potenziamento dell’offerta formativa: due ore di geografia. Chiedevamo di potenziare anche l’offerta formativa che è stata falciata dalla Gelmini: storia dell’arte, latino e italiano; no, era inammissibile per materia. Queste non sono materie dell’istruzione, sappiatelo.
Abbiamo fatto il possibile per dare un po’ di colore a questo decreto che è un decreto che ci rattrista, ci rattrista la condizione che vivono gli studenti in questo Paese in questo momento perché, insieme ai docenti, devono portarsi il peso dell’istruzione e della conoscenza in questo Paese. Abbiamo cercato di migliorarlo, abbiamo cercato di introdurre dei principi: se si combatte per la salute degli studenti poi non possiamo avere il distributore di merendine nella scuola che incentiva l’obesità dei nostri studenti e quindi l’abbiamo introdotto.
Sappiamo che abbiamo inserito tutti elementi all’interno del decreto che non hanno risorse di supporto, lo sappiamo; sappiamo che abbiamo inserito la lingua inglese per l’infanzia; sappiamo che abbiamo inserito la lingua 2 come potenziamento per gli stranieri; sappiamo che abbiamo inserito una prima rivoluzione di scuola digitale ma a costo zero. Lo sappiamo ma prima o poi le risorse a quei commi ce la metteremo.
Lei, sulla scuola digitale, Ministro Carrozza, ha sempre detto che non possiamo fare una fuga in avanti. Ho letto una delle sue ultime interviste in cui dice che la scuola digitale non può essere calata dall’alto. Ma, Ministro, le assicuro, io nella scuola ci sono: i docenti preparati ad affrontare questa sfida ci sono.
Noi, nel nostro emendamento, prevediamo un solo docente supervisore che, insieme ad altri, collabora a creare biblioteche virtuali con un apprendimento che si costruisce, un sapere che si costruisce, non si trasferisce più da un libro alla persona.
Abbiamo cercato di spostare l’attenzione dai quiz INVALSI ai bisogni educativi speciali e ci siamo riusciti.
La Commissione cultura è stato esautorata del suo lavoro su molti emendamenti dalla Commissione bilancio. La pistola fumante l’abbiamo vista in questo decreto-legge: ce l’aveva il Ministro dell’economia e delle finanze. Le buone intenzioni di tutto il MoVimento 5 Stelle e anche delle altre forze politiche: non bastano le buone intenzioni.
Lei, Ministro, è la faccia pulita di questo Governo: lo ammettiamo. Ma lei ha le mani legate e, forse, non è l’unica. Noi chiediamo ufficialmente che, con un atto di dignità, consegni la delega di Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca al Ministro dell’economia e delle finanze.