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venerdì 27 dicembre 2013

Fassina: “Gli ordini del giorno per noi sono inutili” @DadoneFabiana

Fabiana Dadone 21 dicembre 2013

In occasione delle votazioni sugli ordini del giorno alla legge di stabilità (da noi proposti come extrema ratio per migliorare il provvedimento), in un momento di sincerità, per bocca del Vice Ministro Fassina, il Governo ammette l’importanza che attribuisce agli stessi: “Tanto sapete poi le conseguenze che hanno in generale.”
Viva la sincerità!!!
E dire che nonostante ciò il PD è riuscito a bocciare tantissimi ordini del giorno proposti dal MoVimento 5 Stelle, persino il mio che prevede l’impegno per il Governo ad adottare iniziative per procedere alle assunzioni riservate alla Polizia di Stato previo reclutamento dei vincitori di concorso per Agenti di Polizia del 2008, 2010 e 2011, rientrati nella seconda aliquota.
Chiedevo semplicemente al Governo di impegnarsi ad assumere prima questi circa 1700 ragazzi vincitori di concorso prima di indire nuovi concorsi, cosa che un esecutivo normale, uno Stato normale, dovrebbe fare senza remora alcuna.



Rosato (Pd) nella scorsa legislatura si occupò di questa delicata questione delle c.d. seconde aliquote, che subisco ancora oggi una discriminazione ingiustificata, proponendo un’interrogazione in merito. Eppure ieri il Pd, proprio su indicazione di Rosato (delegato d’aula) ha votato contro.
Che faccia tosta!


domenica 10 novembre 2013

Il “reddito di appartenenza” e le coperture alle nefandezze @ale_dibattista

Il “reddito di appartenenza” e le coperture alle nefandezze

Il “reddito di appartenenza” e le coperture alle nefandezze

Persino Romano Prodi (uomo che non stimo per i suoi dubbi rapporti con il regime Nazarbaev, per aver dato il via alle privatizzazioni selvagge che hanno smantellato lo Stato italiano e per essere stato membro dell’Aspen Istitute, un’organizzazione americana finanziata anche dai Rockefeller) ha capito, come sosteniamo da mesi, che il partito del quale era Presidente è un partito indecente, morto,“derogatico” in quanto deroga a qualsiasi principio di etica e buon senso (paracadutati, quattrini sborsati per candidarsi, tessere false e sostegno al condannato Berlusconi). Lui stesso decide di non votare alla primarie e di non rinnovare la tessera. Cioè, chi conosce bene il PD è il primo a fuggirne lontano. Peccato che Stefano “Fessina” ancora non lo abbia compreso. Il Viceministro dell’Economia a sua insaputa (a quanto pare la legge di stabilita è stata scritta senza che lui ne fosse al corrente) si permette di criticare la proposta di reddito di cittadinanza del M5S. “Non ci sono le coperture”, sostiene il Fassina. Con voi al Governo, gentaglia di apparato, ovvio che non vi siano, se andate e casa ci saranno. Il Fassina, mentre il popolo italiano muore di fame e il M5S propone una soluzione concreta, al posto di rinunciare a parte dello stipendio, a sostenere il taglio di folli spese militari (guerra in Afghanistan e F35) al posto di spingere per una legge anti-corruzione e una sul conflitto di interessi, due provvedimenti che farebbero entrare nelle casse dello Stato miliardi di euro, al posto di indignarsi con il suo Governo per l’indecente condono alle concessionarie del gioco d’azzardo, si permette di dare (fantasia portami via) dei populisti a noi. Il vaffanculo è d’obbligo in certi casi, non èturpiloquio è rispetto per la dignità e per l’intelligenza del popolo italiano. Il Fassina ovviamente rema contro il reddito di cittadinanza, lui ama quello di appartenenza, adora il reddito di appartenenza, edè coerente con se stesso. Il Fassina, (colui che ammise in aula, quando io e Sibilia lo incalzammo su un possibile caso di corruzione internazionale di ENI, che lo Stato non esiste- vedi video) è statoconsulente dell’Inter-American Development Bank (Washington DC), dipendente del Fondo Monetario Internazionale, è stato consulente economico nei governi ombra del PD, consigliere del noto Vincenzo Visco, dirigente del Dipartimento Affari Economici della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ora è Viceministro nel Governo dalle “palle di acciaio” dello Scendi-Letta del potere. Il nuovo che avanza! Al Fassina non serve il reddito di cittadinanza, lui ha già quello di appartenenza. Appartiene, infatti, a quella schiera di incompetenti veri, finti progressisti, professionisti della politica ed amici degli amici che contano. Quegli stessi amici che da Washington (DC) a Roma (RM), lo hanno cooptato, assunto, scelto, eletto e pagato” (cit. Stelle da Guardia). Quando personaggi mediocri attaccano le nostre proposte significa che sono giuste. Oggi in Italia (qualcuno la sostiene, altri la criticano) si parla, finalmente, di reddito di cittadinanza, un reddito presente in altri paesi europei e che l’Europa ci chiede di introdurre dal 1993. E’ solo grazie al M5S (e ai comitati che si interessano alla questione) se oggi si parla e si discuterà in aula di proposte civili e decisive per la sopravvivenza (di questo si tratta) del popolo italiano. Se il Fassina dovesse votare contro questa nostra proposta non sarà perché manca la copertura ma perché vuole una copertura alle sue nefandezze e a quelle dei suoi alleati del Popolo della Libertà. Meglio coprire i fallimenti della casta, senza coperture i cittadini la spazzerebbero via.