Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Federico D'Inca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Federico D'Inca. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2013

Federico D'Incà è il nostro nuovo capogruppo alla Camera




Federico D'Incà è il nostro nuovo capogruppo alla Camera. E' una persona seria, onesta e preparata. Lo stimo moltissimo (si vede da quanto stavo gasato mentre parlava) e sono sicuro che farà un lavoro eccellente. Seguitelo sulla sua pagina FB, sostenetelo (il ruolo del capogruppo è complesso), dategli suggerimenti. 
In questo discorso http://www.youtube.com/watch?v=3MVhmRhj0R4 ribadisce con chiarezza la verità. Il fatto che sia stato ritirato un decreto porcata (Napolitano prima firma i decreti omnibus poi li critica, è proprio “piddino inside”) è perché abbiamo presentato 106 ordini del giorno che li avrebbero costretti a passare questi giorni in aula! L'opposizione è tornata. 
L'altro ieri l'editoriale di Travaglio (un giornalista eccellente con il quale non sono tuttavia sempre d'accordo) riconosceva l'importanza della nostra presenza. Nessuno aveva mai condotto una battaglia così dura contro il lobbismo, nessuno aveva mai spulciato i decreti come lo facciamo noi. Per l'opposizione il ritiro da parte del Governo di un decreto-immondizia (oltretutto dopo aver incassato sullo stesso la fiducia 24 ore prima, caso unico nella storia repubblicana) è, caduta del Governo a parte, la vittoria più grande che si possa ottenere. 
Una vittoria del M5S e basta! Quelli di Forza Italia non hanno mai avuto una reale intenzione di opporsi al decreto (lo credo bene, avevano già prenotato resort alle Maldive) e SEL, la vera stampella del Governo, SEL, l'ipocrisia impersonificata in partito, SEL, ovvero Siderurgia in Libertà, neppure ha mai provato ad uscire dall'aula per far mancare il numero legale alla maggioranza. Questa è SEL, la ruota di scorta di Alfano, Giovanardi (quello che attaccò Stefano Cucchi), e Schifani. Pensate, SEL mantiene in vita un Governo con questi personaggi dentro! Non esiste altra opposizione al di fuori del M5S. Fratelli D'Italia cavalca qualche battaglia nazionalista ma i suoi parlamentari, entrati in coalizione con il PDL, hanno votato tutte le porcate montiane nella passata legislatura. 
La Lega mostra i forconi ma i suoi amministratori si fanno rimborsare da noi cittadini persino le mutande. Di SEL ho appena scritto. Il sistema mostra crepe che, credetemi, non pensavo potesse mostrare in modo così evidente. Entriamo dentro queste crepe e “arrestiamo il sistema” (magari facendo la stessa cosa con alcuni dei suoi artefici, vanno arrestati).
 Con Federico D'Incà capogruppo so che miglioreremo ancora. Buone feste!


lunedì 21 ottobre 2013

Decrescita, Sostenibilità e Salute: associazioni e politica a confronto @FedericoDinca

Decrescita, Sostenibilità e Salute: associazioni e politica a confronto

big_lumacas
1a conferenza nazionale, Lunedì 28 Ottobre 2013, dalle ore 9.00 alle ore 18.00
Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari)
Diretta streaming su www.decrescitafelice.it
Il Movimento per la Decrescita Felice, in collaborazione con i circoli MDF di Roma e dei Castelli Romani, organizza a Roma per il 28 Ottobre 2013 alla Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari) dalle ore 9.00 alle ore 18.00 la 1a Conferenza Nazionale Decrescita, Sostenibilità e Salute: associazioni e politica a confronto.
L’evento ha come obiettivo il far sì che le principali associazioni italiane, che si occupano di temi legati alla salute/sostenibilità, comincino a dialogare fra loro e con il mondo nella politica, nell’ottica di promuovere il cambiamento e la creazione di una rete collaborativa. E’ possibile seguire tutto il convegno in diretta streaming sul sito www.decrescitafelice.it
Se stiamo fermi con l’automobile in mezzo al traffico, se mangiamo cibi contaminati con la diossina, se lavoriamo dieci ore al giorno, ci ammaliamo maggiormente e consumiamo più medicine. Stiamo male ma il prodotto interno lordo cresce e alcuni economisti direbbero che aumenta “il nostro benessere”.
Di fronte a bisogni di salute crescenti, stretto fra la morsa della crisi economica da una parte e il vincolo del pareggio di bilancio dall’altra, il Sistema Sanitario Pubblico soffre e rischia il tracollo. Nel prossimo futuro i cambiamenti climatici e le crescenti disuguaglianze metteranno a dura prova la stabilità globale, rappresentando un’enorme minaccia per la salute stessa dell’umanità.
Esiste una possibile via di uscita da questa “impasse”? Da che cosa dipende davvero la nostra salute e dove è razionale investire le limitate risorse a disposizione? È possibile tutelarla, e non compromettere quella delle generazioni future, senza rivedere profondamente l’odierno sistema socio-economico e culturale?
Su queste tematiche interverranno alcune tra le principali associazioni che in Italia si occupano di sostenibilità nell’ambito della salute e, in seguito, esponenti delle principali forze politiche presenti in Parlamento.
In accordo con le associazioni partecipanti, è stato previsto un ingresso libero in modo da garantire la maggior partecipazione possibile e non solo degli “addetti ai lavori”, nell’ottica che i problemi legati alla salute possano essere risolti soltanto attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini.
La prenotazione è obbligatoria, iscrivendosi al seguente form.
Non avendo accettato nessun tipo di contributo da parte di case farmaceutiche o multinazionali o partiti politici per sostenere le spese di viaggio dei relatori è stata aperta una campagna di crowdfunding che terminerà il prossimo 21 ottobre Eppela.
Per ulteriori informazioni scrivere a: movimentodecrescitafelice@gmail.com
Locandine-A4-per-stampa-bassa-724x1024

martedì 24 settembre 2013

Auto Ibride: acquisti attenti e solidali col GAI

Auto Ibride: acquisti attenti e solidali col GAI

GAI M5S
Un’iniziativa di grande visione quella del GAI, Gruppo D’Acquisto Ibrido, che ha trovato una nuova applicazione dei gruppi d’acquisto solidali puntando sulle automobili ibride. I gruppi d’acquisto solidale sono per l’appunto dei gruppi organizzati spontaneamente che operano attraverso un approccio critico al consumo applicando i principi di equità e solidarietà nei propri acquisti.
Questo caso, che riguarda l’acquisto di automobili ibride, una ricerca approfondita ha permesso a consumatori intelligenti, con l’aiuto della rete, di gestire un ordine di 16 e poi ben 80 autovetture puntando ad un risparmio dell’25% rispetto al listino d’acquisto. Secondo i principi di acquisto la scelta è ricaduta infatti su modelli a basso impatto ambientale e nel caso in questione automobili con soluzione ibrida.

“Si tratta di una nuova strada dove le persone non sono consumatori di immagini che si riflettono sulle scelte quotidiane, ma cittadini attenti e capaci di organizzarsi in gruppi che determinano fondamentali cambiamenti della propria vita quotidiana e in cui l’attenzione al prossimo diventa centro della visione del futuro. A Luca Dal Sillaro (N.d.r. – nella foto insieme a D’Incà) e Gianalfredo Furini, organizzatori del Gruppo D’Acquisto Ibrido, la mia personale gratitudine, a tutti i cittadini, una nuova offerta per un progresso sostenibile” dichiara Federico D’Incà, deputato del MoVimento 5 Stelle. 
Fonte: http://www.federicodinca.it/2013/09/24/auto-ibride-acquisti-attenti-e-solidali-col-gai/

martedì 17 settembre 2013

REHN, M5S CAMERA: DA QUALE PIANETA ARRIVA? STABILITA’ NON SERVE PER TIRARE A CAMPARE


REHN, M5S CAMERA: DA QUALE PIANETA ARRIVA? STABILITA’ NON SERVE PER TIRARE A CAMPARE

ROMA, 17 settembre 2013 - “Ma chi è Olli Rehn per venirci a dettare la politica economica in casa? Si tratta di un tecnocrate non eletto da nessuno, che arriva alla Camera da chissà quale pianeta e, in perfetto politichese, ci racconta che la stabilità in sé è un valore da difendere”. Lo denunciano i deputati del M5S dopo l’audizione odierna del vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue agli Affari economici e monetari. 
“La stabilità serve se aiuta a risolvere i problemi – aggiungono – Se invece si tratta solo di blindare il governo Letta per tirare a campare e per garantire gli interessi dei soliti noti, allora è meglio cambiare la legge elettorale e tornare a votare. Quelle del commissario Ue sembrano più minacce che raccomandazioni in questo momento così delicato”.

Gli eletti del MoVimento a Montecitorio rincarano: “Rehn, pur arrivando forse da Marte, si è accorto dei pasticci che l’esecutivo italiano sta combinando per coprire il taglio Imu e il mancato aumento Iva. E l’Europa è ben consapevole del ricatto messo in atto dal Pdl e da Berlusconi, che condizionano le sorti del governo alle promesse elettorali e alle sorti personali e politiche dell’ex premier”. 
“Ora Rehn si dice ottimista sulla possibilità che l’Italia raggiunga il pareggio di bilancio strutturale nel 2014 – proseguono – Ma gli ultimi governi di questo Paese, a cominciare da quello sciagurato di Berlusconi, non si erano addirittura impegnati a raggiungere l’obiettivo in anticipo, ossia nel 2013? Prima il centrodestra e poi le larghe intese hanno costretto l’Italia a impiccarsi al feticcio del ‘close to balance’ in un momento di gravissima crisi economica”. 
I deputati M5S insistono: “Le ingerenze europee e le negligenze degli ultimi governi nazionali rappresentano adesso una miscela esplosiva. Le gabbie del fiscal compact, del Six pack e del Two pack, quest’ultimo operativo a partire dalla presentazione della prossima legge di stabilità, ci tolgono l’ossigeno di cui avremmo bisogno per ripartire e ci alienano la sovranità sulla nostra politica economica”.

“Siamo a un bivio e abbiamo di fronte due strade che ci portano entrambe al baratro – aggiunge il M5S Camera – Da una parte le dissennate ricette del governo Letta che continuano a creare debito (per esempio gli 8 miliardi di emissioni di titoli per saldare una nuova tranche di crediti dei fornitori della Pa) e dall’altra un’Europa a trazione tedesca che ci impone una camicia di forza contabile letale per i lavoratori e per il nostro sistema produttivo. E ciò accade mentre molti Paesi, a cominciare da Francia e Spagna, hanno invece negoziato scadenze temporali pi ù morbide per il rientro del deficit”. 

I deputati del MoVimento chiudono: “Di fronte a questo bivio fatale dobbiamo trovare una terza via, fatta di tagli agli sprechi per una public spending virtuosa, welfare universale, credito facile per le piccole e medie imprese, incentivi a ricerca e sviluppo e politiche industriali focalizzate sui settori dell’economia sostenibile. Nulla che interessi davvero a questa maggioranza e al governo dei ricatti e degli inciuci”. 

MoVimento 5 Stelle - Camera dei Deputati

lunedì 16 settembre 2013

Depuratore a Busche: “non è questo il caso”

Depuratore a Busche: “non è questo il caso”

depuratore_1
Federico D’Incà, parlamentare del MoVimento Cinque Stelle, nel mese di agosto ha sottoscritto la petizione con cui il comitato “No al depuratore” si oppone alla costruzione di un impianto di depurazione e di una piattaforma di raccolta e smaltimento di rifiuti pericolosi nella zona di Busche, presso l’ex azienda San Marco.
Solitamente il Movimento 5 Stelle sostiene le iniziative che portano al miglioramento della qualità delle acque, ma non è questo il caso. Se l’impianto venisse realizzato per il trattamento dei rifiuti organici del Comune di Lentiai e di una parte del vicino Cesio Maggiore, ed anche dello smaltimento di una parte industriale organica locale, come nel caso della Lattebusche “il Movimento 5 Stelle non solleverebbe critiche al progetto” dichiara D’Incà.
“Ma nel caso in questione, dopo aver parlato con Il comitato, con il sindaco Armando Vello e con Flavia Colle della minoranza del comune di Lentiai, ho riscontrato invece delle forti criticità nel progetto. Aspetti che non permettono di porre quelle basi di fiducia tali da accettare la realizzazione dell’impianto” spiega con fermezza il deputato. La Regione Veneto, che dovrà esprimersi sull’opera, dovrà porre la massima attenzione alle finalità e alla qualità della progettazione. “Stiamo infatti parlando della salute dei cittadini e gli errori non verranno perdonati” conclude il MoVimento 5 Stelle che continuerà a seguire gli sviluppi del caso opponendosi all’attuale progetto.

mercoledì 11 settembre 2013

Federalismo e Lega Nord: cosa tenere e cosa buttare

Federalismo e Lega Nord: cosa tenere e cosa buttare

220550594-a71a5153-e8af-4b12-83c3-a338cbc8a942
Domenica scorsa Radio Padania ha dato l’ennesima prova della sua strana visione sulla politica italiana.
E’ comprensibile che i conduttori portino acqua al mulino leghista, influenzando il più possibile il pensiero del cittadino, che consapevole o no, si sofferma ad ascoltare le trasmissioni radio. Motivo per cui ho accolto senza particolari emozioni le loro feroci valutazioni riguardo il Reddito di Cittadinanza e del lavoro parlamentare del MoVimento 5 Stelle.
Percepisco intensamente la paura della Lega Nord di scomparire per sempre dalla scena politica nazionale e della Regione Veneto al termine delle attuali legislature. In tanti anni di vita, oggi si comprende come la Lega abbia fallito nella gestione del potere e del modello di ricambio, diventando essa stessa il male che descriveva, la famosa Roma Ladrona.
Sono passati i primi anni novanta, quando un giovane ed agguerrito Bossi aveva la forza e il coraggio di trascinare un popolo. Sono ricordi passati, ingialliti sotto il peso degli anni e di tanti,troppi scandali.
Non voglio per questo buttare tutto, una cosa è impressa nella mia mente, la parola federalismo: un modello non solo economico ma culturale e da rivedere in chiave istituzionale sulla strada dell’organizzazione statale Svizzera. Una forte partecipazione locale dei cittadini in grado di restituire la dignità al proprio territorio, una coesione nazionale basata su Patria e Felicità e capace di gestire localmente le risorse. Un amalgama di principi innovati in cui il collante si basa sulla rete e sull’utilizzo della tecnologia nelle pubbliche amministrazioni, capace di trasformare l’Italia da una Repubblica burocratica a finalmente una Repubblica democratica.
A ciò che resta della Lega Nord voglio semplicemente dire: siete già circondati, non vi chiedo nemmeno di arrendervi, con orgoglio chiudete da soli la vostra esperienza politica.

Veneto: distruzione del territorio e Project Financing

Veneto: distruzione del territorio e Project Financing

vittorio-veneto-belluno
La Giunta Zaia adotta una “Variante parziale” al PTRC 2009 che potrà portare conseguenze devastanti al nostro Veneto, togliendo la pianificazione ai comuni per un raggio di 2 km intorno ai caselli, deturpando il paesaggio, alimentando la speculazione immobiliare e facendo una beffeggiante propaganda sulla “valenza paesaggistica” di questa variante al PTRC.
A questo si aggiunge uno sviluppo della rete autostradale a pedaggio attraverso il Project Financing,un sistema occulto di debito in grado di portare ingenti guadagni a pochi e di riversare sulle prossime generazione il peso di questi errori.
Oggi ho firmato e inviato alla Regione le osservazioni frutto del lavoro di AltroVe (Rete di comitati e di associazioni per un Altro Veneto) perché sono convinto che dobbiamo contribuire tutti ad impedire che il nostro territorio venga distrutto.
Il Veneto deve investire in sistemi di trasporto in grado di ridurre i costi delle famiglie, in una rete internet veloce e sicura, nel rispetto del proprio territorio sia dal punto di vista paesaggistico, per la fondamentale valenza turistica, sia dal punto di vista agricolo per le proprie tipicità enogastronomiche e produzioni locali. Il Veneto ha bisogno di protezione per un territorio fragile e sovente soggetto a fenomeni calamitosi e alluvionali che costano miliardi di euro ai nostri cittadini e al nostro tessuto produttivo.
Le Osservazioni possono essere inviate entro il 31 Agosto, se vogliamo cambiare il nostro futuro ognuno deve fare la propria parte.

lunedì 9 settembre 2013

Turisti della democrazia sarete voi!

Turisti della democrazia sarete voi!

Simone Baldelli PDL
Potevo immaginare di tutto in quell'aula ma non di sentire un tale nomignolo così infame, espresso nel termine di una seduta in cui con tutta la nostra forza abbiamo difeso la carta costituzionale.
Avrei potuto capire e mi sarei posto una profonda riflessione se queste parole fossero espressione di una voce forte e autorevole come quella di Pertini. Mi sarei guardato in profondità, per trovare l’errore, il passo falso che avesse attirato contro di me un nomignolo così pesante.
Invece ho fissato attentamente il deputato Baldelli del Popolo della Libertà che solennemente ha espresso queste parole contro i cittadini deputati del MoVimento 5 Stelle. Lo stesso Baldelli che difende a spada tratta il pregiudicato Silvio Berlusconi, che grida e inveisce, in campagna elettorale, contro quel PD con cui adesso inciucia.
E allora cos'ho pensato: Baldelli, il prossimo V-Day lo dedico a te, turista con pregiudicato.

sabato 7 settembre 2013

La Costituzione è di tutti: il blitz del M5S - D'INCA M5S

La Costituzione è di tutti: il blitz del M5S

image
Il PD in aula ha definito vergognoso il nostro dissenso nei confronti delle modifiche all’Art. 138 e con particolare riferimento alla bandiera sul tetto del Parlamento.
Noi ci dobbiamo vergognare? Ma vergognare di cosa, di combattere solo con le armi della fantasia una battaglia in cui non abbiamo ( ancora ) i numeri per cambiare radicalmente questo Paese?! Sono 20 anni che loro, tutti loro, mettono la propria bandiera su qualsiasi carica dello stato, qualsiasi poltrona e azienda pubblica.
LORO PD PDL e tutti i nomi con cui si sono chiamati in questi anni si devono vergognare perché ci stanno rubando il futuro.
Vinciamo noi e oggi, ancor di più, sono certo che vinceremo.
image
“LA COSTITUZIONE È DI TUTTI” – dopo aver esposto queste parole in difesa della Costituzione dalle finestre dei nostri uffici, siamo interdetti dalla camera a entrare all’interno degli stessi.
È possibile che lunedì sul portone del Parlamento verrà esposto un cartello che dirà: “Qui il MoVimento 5 Stelle non può entrare”.
Ancor di più, vinciamo noi!
image

 

mercoledì 4 settembre 2013

D'Incà dice no al traforo del Monte Grappa: "Meglio la ferrovia"


Il M5S dice no al traforo del Monte Grappa e la costruzione della Nuova Valsugana - Federico D'Incà M5S

Il M5S dice no al traforo del Monte Grappa e la costruzione della Nuova Valsugana

dscn1268
Martedì 27 agosto il deputato Federico D’Incà ha incontrato i comitati e i gruppi locali del MoVimento Cinque Stelle che si oppongono alla realizzazione del traforo del Monte Grappa e alla costruzione della Nuova Valsugana.
“Ad oggi l’iter del progetto è fermo alla VIA nazionale” spiega D’Incà “disegno che ha richiesto alla Regione Veneto uno studio più approfondito in merito ai fenomeni carsici che interessano il Massiccio del Grappa. Da questo studio si evidenzia come la progettazione di tali infrastrutture, in fase preliminare, abbia preferito la semplificazione, anziché, visto la sensibilità dell’area, una valutazione più approfondita con l’analisi di dati precisi che ne mettessero in luce la reale situazione”.
D’Incà spiega inoltre che i rischi sono enormi anche dal punto di vista ambientale come il possibile inquinamento delle falde acquifere che costituiscono i serbatoi di approvvigionamento di acqua potabile per migliaia di cittadini. A ciò si aggiunge anche un processo di aumento di costi con un uso indiscriminato del Project Financig che, come già sottolineato più volte dal MoVimento Cinque Stelle, è un problema che coinvolge molti progetti pubblici nella Regione Veneto. Spiega a tal proposito D’Incà: “Attraverso questo meccanismo il traforo di 12 km sotto il Monte Grappa e la tratta autostradale potranno essere in equilibro finanziario con il passaggio di 30.000/40.000 autoveicoli contro i 10.000 12.000 attuali, numeri praticamente irraggiungibili”. Inoltre, una volta ultimata la tratta autostradale in Veneto, il Trentino non intende farla proseguire lungo la Valsugana in quanto la provincia autonoma preferisce indirizzare nuovi investimenti sulla rete ferroviaria sia per il trasporto merci che per lo sviluppo turistico.
“Ritengo fuori da ogni logica un investimento di questo tipo” ribadisce D’Incà che sottolinea l’importanza di  risolvere prima le problematiche  del breve tratto dell’attuale Valsugana oltre allo sviluppo della metropolitana di superficie veneta e il fondamentale “Anello Ferroviario delle Dolomiti” con il tratto Dobbiaco-Calalzo e, nel caso in questione, Feltre-Cismon del Grappa “di cui siamo sicuri essere interessato anche il Trentino-Alto Adige, per uno sviluppo turistico unitario delle Dolomiti e in questo caso della Valle del Brenta. Il futuro delle nostre comunità è legato allo sviluppo sostenibile del territorio. Le nuove generazioni non meritano i debiti e gli errori dell’attuale Amministrazione regionale Veneta.”
20130827_20394620130827_220742D'Incà e gruppo Solagna_900

lunedì 2 settembre 2013

Il palese imbroglio dell’Imu-D'INCA M5S

Il palese imbroglio dell’Imu

imu-tasse
Sull’Imu governo e maggioranza sembrano illusionisti senza più conigli nel cilindro. O giocatori delle tre carte cui hanno sottratto il tavolino da marciapiede. L’imbroglio è svelato, il trucco smascherato, la pantomima finita. Ed è terminata con il maldestro dietrofront sul ripristino al 50% dell’imponibilità a fini Irpef per le seconde e terze case sfitte “a disposizione” (attesi 1,6 miliardi nel 2014), misura che doveva anche servire a coprire il contentino alle imprese della parziale deducibilità dai redditi 2014 dell’Imu sui capannoni strumentali.
La maggioranza e il governo sono tornati precipitosamente indietro rispetto alle prime bozze del decreto. Hanno sentito sul collo il fiato dell’indignazione dei rispettivi elettorati (soprattutto il Pdl) e hanno corretto il testo prima di farlo firmare al solerte presidente Napolitano. Ora tutti si inalberano e si atteggiano a censori. A cominciare da Renato Brunetta che inarca il sopracciglio e parla di “svista diabolica”. Eppure la reintroduzione dell’Irpef sulla villetta al mare o sul bilocale sfitto in periferia era una soluzione alla quale si lavorava da giorni e giorni (e forse tornerà presto in pista).Tutti ne erano a conoscenza. Tanto che si puntava persino a introdurla retroattivamente per l’anno fiscale in corso, violando il già massacrato ‘Statuto dei diritti del contribuente’. Possibile che nessuno se ne sia accorto finché non si è scatenata la reazione delle opinioni pubbliche e della stampa di fronte alla prima versione del testo? Distratta incompetenza o sfacciata malafede?
Il vicepremier Angelino Alfano aveva esultato, parlando di decreto “tax free”. Ma con il ritorno dell’Irpef la bugia sarebbe stata troppo evidente. Meglio cancellarlo e dare un nuovo schiaffo alle imprese, che continueranno a pagare un’Imu altissima sui capannoni in cui si produce e, per adesso, possono scordarsi la pur modesta consolazione di una deducibilità dell’imposta sui redditi dell’anno prossimo.
Morale? E’ pura finzione l’abolizione nel 2013 del tributo sulla prima casa, tributo che comunque ritornerà nel 2014 sotto le sembianze di service tax (e quindi scaricato anche sugli inquilini).
Napolitano ha firmato un decreto le cui coperture non convincono nemmeno chi le ha messe a punto: ossia il governo. Tanto che il provvedimento contiene una clausola di salvaguardia (Tremonti docet) da 1,5 miliardi con la quale, se non dovessero tornare i conti, l’esecutivo si prepara ad aumentare le accise (anche sulla benzina?) e a mazzolare ancora le imprese sugli acconti Ires e Irpef dopo averlo già fatto per coprire il mancato aumento dell’Iva nel trimestre luglio-settembre. Il messaggio agli imprenditori è chiaro: “Pagherete 100 di tasse nel 2014? Bene, intanto dateci 101 a fine 2013. Anzi no, magari qualcosa in più. Poi vi restituiamo, con calma”.
Tirando le somme, le coperture per la mancata rata Imu di giugno sono incerte (extragettito Iva sul saldo dei debiti della Pa) o moralmente scandalose, come il condono da 600 milioni (poco più di un piatto di lenticchie) che forse chiuderà il vecchio contenzioso con i signori del gioco d’azzardo online cui la Guardia di finanza aveva contestato un danno all’erario per 98 miliardi di euro.
Invece le coperture per l’abolizione della rata di dicembre, peraltro ancora non decisa, sono praticamente inesistenti. E vedremo adesso governo e maggioranza cos’altro si inventeranno da qui a metà ottobre.
Napolitano ha firmato un decreto che fa contento Alfano, il quale può bearsi di aver cancellato la parola “Imu” dal vocabolario: come se bastasse chiamare “spigola” uno squalo per trasformarlo in pesce da barbecue. Ma fa contento anche il Pd, malgrado qualche finto strepito, perché il partito del premier Letta sa che, a tempo debito, i soldi dell’Imu saranno riacciuffati, ben mascherati, attraverso la nuova service tax.
Chi ci resterà fregato? Forse, come al solito, i contribuenti? Aleggiano vaghi sospetti in tal senso.

martedì 27 agosto 2013

M5S: PTRC, la variante è illegittima. Piano devastante per il futuro del Veneto-Federico D'Inca M5S

M5S: PTRC, la variante è illegittima. Piano devastante per il futuro del Veneto

PTRC-news-26nov201
I Cittadini Parlamentari veneti M5S : “Renderebbe edificabile tutto il Veneto nel raggio di due chilometri da ogni casello o in qualsiasi zona aggradi alla Regione che potrà prevedere nuovi progetti speculativi come Veneto City e Motor City.”
Il Movimento 5 Stelle del Veneto propone un PTRC sostenibile attento al diritto alla casa e alla salute, nel rispetto dell’ambiente e del lavoro
ROMA, 26.08.2013 – Il 31 agosto scadono i termini per la presentazione delle osservazioni alla variante 1 del Piano Territoriale regionale di Coordinamento (PTRC). I parlamentari del Movimento 5 Stelle del Veneto denunciano: calendarizzare la presentazione delle osservazioni ad agosto è un modo scorretto per evitare il confronto, dopo anni di voluto silenzio.
“Contestiamo punto per punto il PTRC proposto dalla Regione Veneto e la sua cosiddetta ‘variante paesaggistica’ “ affermano i Cittadini Parlamentari veneti del Movimento 5 Stelle “condividiamo e supportiamo le critiche mosse da AltroVe, la rete dei comitati e associazioni per un Altro Veneto”.
“La variante è illegittima” spiegano i portavoce “poiché lo stesso piano, adottato nel 2009, non è mai stato approvato. Peraltro non presenta alcun contenuto paesaggistico, ma anzi stralcia di netto tutte le valenze paesaggistiche del PTRC vigente; distrugge la ruralità e le stesse città pede-alpine; produce   consumo di suolo e deturpazione con nuove autostrade (TIBRE, Nogara Mare, Mediana veneta veronese, Valdastico sud, tangenziali venete, trafori, Pedemontana, Romea).
“Renderebbe edificabile tutto il Veneto nel raggio di due chilometri da ogni casello o in qualsiasi zona aggradi alla Regione che potrà prevedere nuovi progetti speculativi come Veneto City e Motor City. Un progetto miope e servile agli interessi delle lobbies dei trasporti, del mattone, della grande distribuzione, indifferente alla crisi, che pregiudica alle generazioni attuali e future uno sviluppo sostenibile. Si rifiuta di dimensionare i PAT, notoriamente esageratamente espansivi. Invece che prevenire, monitora a valle i disastri prevedibili. Predispone una VAS che non rileva alcun problema.
Distrugge per sempre la campagna come bene paesaggistico, culturale e ambientale ma anche strategico dal punto di vista economico.
Favorisce infatti la delocalizzazione, impoverisce le città di servizi, genera inquinamento, pendolarismo, nascita di slums, e porta degrado, specialmente laddove la ruralità viene maggiormente distrutta ovvero lungo il tracciato della Nogara Mare.”
“Non è uno strumento adatto ad affrontare e superare la crisi: è lo strumento del nostro declino.Innovazione è valorizzare il patrimonio paesaggistico, architettonico e storico, producendo occupazione vera e stabile, benessere e qualità della vita.”
“Il PTRC che M5S persegue si fonda sui seguenti principi” concludono i portavoce “ :
  1. consumo del suolo 0 patto città campagna: limite fisico agli insediamenti, difesa della ruralità, della natura, delle economie legate al territorio, comuni con compiti di manutenzione del territorio e ricostruzione delle comunità locali;
  2. diritto alla casa: diritto alla casa secondo le esigenze che cambiano nella vita. Servono case in affitto non in proprietà; è consentito il recupero degli edifici dismessi ad uso pubblico;
  3. ambiente: ricognizione e tutela riutilizzo dei beni storici, ambientali e artistici esistenti; riconoscimento dei caratteri stilistici morfologici fisici dei paesaggi e delle architetture;
  4. lavoro: promozione di progetti integrati secondo le finalità sostenibili dell’Unione Europea e legati al territorio, rafforzamento dell’agroalimentare, dell’agricoltura; del turismo
  5. ricerca impresa innovazione: creazione di hub per nuove imprese negli spazi pubblici; risparmio energetico e dell’acqua; progetti di trasformazione dei rifiuti in risorsa;
  6. diritto alla salute: stop ad insediamenti inquinanti, alle discariche e agli inceneritori;
  7. mobilità sostenibile: rafforzamento dell’intermodalità e dei trasporti pubblici
  8. progetto comunità: ripristino di standard obbligatori per le attrezzature comuni;
  9. democrazia ed equità: regole per il dimensionamento dei piani comunali e provinciali su questi principi.

Cittadini Parlamentari veneti del Movimento 5 Stelle
Federico D’Incà, Gianni Girotto, Arianna Spessotto, Marco Da Villa, Emanuele Cozzolino, Giovanni Endrizzi, Marco Brugnerotto, Silvia Benedetti, Jessica Rostellato, Francesca Businarolo, Enrico Cappelletti, Mattia Fantinati, Tancredi Turco

lunedì 26 agosto 2013

Ma quale crisi di governo? Tutti uniti, tutti amici. Federico D'INCA M5S

Ma quale crisi di governo? Tutti uniti, tutti amici.

inciucio politici italia
veDrò è un think net nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili, per il nostro Paese. (?)
Una rete di scambio di conoscenza formata da più di 4.000 persone: professori universitari, imprenditori, scienziati, politici, artisti, giornalisti…
Politici: Angelino Alfano, Angelo Argento, Anna Maria Bernini, Francesco Boccia, Lorenza Bonaccorsi, Giulia Bongiorno, Ernesto Carbone, Mara Carfagna, Stefano Dambruoso, Vito De Filippo, Paolo De Castro, Nunzia De Girolamo, Paola De Micheli, Filippo Del Corno, Benedetto Della Vedova, Michele Emiliano, Massimiliano Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Roberto Gualtieri, Enrico Letta, Mauro Libè, Maurizio Lupi, Marianna Madìa, Giovanna Melandri, Marco Meloni, Alessia Mosca, Andrea Orlando, Filippo Patroni Griffi, Renata Polverini, Laura Ravetto, Matteo Renzi, Debora Serracchiani, Marco Stradiotto, Flavio Tosi, Adolfo Urso, Raffaele Volpi.
Questi sono i politici “Vedroiani” e li potete trovare a questo link http://www.vedro.it/chi.
Fanno parte dei partiti dell’attuale maggioranza politica e sono ben presenti all’interno del governo in cui Enrico Letta risulta essere il Vedroiano (così si fanno chiamare) più importante.
Questa è la soluzione all’attuale crisi di governo, la colla che permetterà all’attuale governo di superare tutte le difficoltà. Chiaramente manca il Presidente Napolitano (probabilmente i “Vedroiani” si sono posti dei limiti di età oltre ai quali non è possibile l’iscrizione) e Silvio Berlusconi, anche se tra qualche anno potremo scoprire per quest’ultimo l’ennesima tessera 1816 a suo nome.
Oggi, sempre di più, non credo a crisi di governo, non credo a giornali e televisioni, non credo a facili allarmismi. Credo a nomi uno vicino all’altro, a interessi comuni da preservare nel tempo.
Credo sempre di più che l’unica soluzione ai problemi di questo Paese sia un totale ricambio della classe politica, un taglio completo al passato che passa attraverso regole certe in cui la politica è servizio civile ed etico.
Questo è il ruolo del MoVimento 5 Stelle. Un compito fondamentale che rappresenta il cambiamento atteso e il futuro delle nuove generazioni.

M5S CRITICA IL PTRC DELLA REGIONE VENETO Federico D'INCA M5S


domenica 25 agosto 2013

Basta favole: riprendiamoci l’Italia! Federico D'INCA M5S

Un’Italia bloccata e ferma, a volte ingenua e in continua ipnosi davanti al televisore, ascolta la più grande favola raccontata dal venditore di storie italiano: Silvio Berlusconi.
Quest’uomo oggi è stato giudicato delinquente e colpevole di reati davanti alla giustizia italiana, è un uomo del passato, causa degli ultimi vent'anni di delirio di questo Paese. Un uomo che ha portato tutti noi nella più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi.
Ogni suo racconto, ogni richiesta di grazia, ogni disperato strappo di capelli da parte di qualche parlamentare del PDL rappresenta la fine della storia o meglio dell’incubo. 
E’ finita, arrendetevi
Una resa non solo del PDL, ma anche del PD, quest’ultimo complice da anni nella spartizione del potere e nell’incredibile racconto, l’ennesimo, in cui il PD si rappresentava come il garante dell’antiberlusconismo.
PD e PDL sono sempre stati la faccia della stessa moneta, lanciata in aria ad ogni elezione e che ricadendo segnava ancora una volta il lungo incubo di questi ultimi vent’anni.
Oggi però il racconto è finito. Dal 26 febbraio la moneta, lanciata in aria per l’ennesima elezione, è stata presa al volo dalla mano del MoVimento 5 Stelle che ha donato la moneta in solidarietà, come tutti i propri rimborsi elettorali e ha ridato speranza a questo Paese. Una speranza che si trasformerà in felicità alle prossime elezioni e quindi, cari PD e PDL, andiamo ad elezioni subito e il MoVimento 5 Stelle potrà finalmente trasformare l’Italia nella patria della felicità.
Vinciamo Noi.

lunedì 19 agosto 2013

Federico D'Inca, M5S,: Finanza di progetto e debito pubblico



In questa intervista Federico D’Incà, deputato del Movimento 5 Stelle, spiega come la finanza di progetto e il partenariato pubblico privato rischino di incrementare il debito pubblico e favorire i comitati d’affari e la collusione tra politica e imprenditoria. Per questo il M5S ha proposto delle sostanziali modifiche alle attuali norme sui due strumenti al fine di migliorare la trasparenza ed evitare abusi.