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mercoledì 11 dicembre 2013

Noi italiani e il vizio del pessimismo cronico @ale_dibattista

Noi italiani e il vizio del pessimismo cronico

«Gli italiani sono pecoroni», «guarda che schifo hanno votato Renzi», «gli italiani pensano soltanto al proprio orto». Basta santo Dio! Leggo troppo spesso frasi del genere, anche sulla mia pagina FB. Se fosse così sarebbe tutto inutile.

Sarebbe inutile restituire 42 milioni di euro di rimborsi elettorali o ridursi drasticamente lo stipendio (valutate nei prossimi giorni chi restituisce e chi no, alcuni – pochissimi – famigerati dissidenti fanno finta di dissentire su tutto ma dietro alla loro dissidenza si nasconde soltanto una banalissima avidità).

Sarebbe inutile girare tutti i fine settimana per l’Italia per portare, a tutti i cittadini che vogliono partecipare, le informazioni dal Parlamento.

Sarebbe inutile rischiare le botte e gli attacchi squadristi in aula per costringere la presidenza ad applicare il regolamento. Sarebbe inutile mettersi contro i poteri forti, contro chi guadagna con il TAP (gasdotto trans-adriatico), con il TAV, con gli inceneritori, con il traffico illegale dei rifiuti.

E’ tutto inutile? Anche la dignità e camminare a testa alta sono inutili? Balle!

Io mi sento orgoglioso di essere italiano, l’ho appena detto qui al Senato a Bogotà.
Ho parlato di soldi (ormai sono monotematico). Ho detto che parole come “rispetto per i diritti umani”, “accesso alla terra”, “pace e mondialità” non hanno alcun senso se la politica vive soltanto per produrre guadagni per i suoi protagonisti.

Lo so sono cose che ho scritto e riscritto ma voglio ripeterle.

Con che faccia un politico può parlare dei diritti o dei bisogni dei cittadini se guadagna 16.000 euro al mese?

Come possono i politici di professione occuparsi del bene comune, del pubblico, se ricevono migliaia di euro per le proprie campagne elettorali e devono poi pagare il “pizzo” ai propri finanziatori?

Ho appena detto tutto questo, ho detto, citando Terzani, che il denaro non dovrebbe generare alcun fascino negli esseri umani, non l’hanno inventata la cassa da morto con la cassa forte incorporata.

Il denaro è un mezzo per vivere una vita dignitosa, per avere una casa decorosa, fresca d’estate e calda d’inverno, per mangiare bene, per bere del buon vino, per fare qualche viaggetto, per accedere alla vita culturale del proprio paese, per dare una mano a chi è rimasto indietro. Nulla più, un mezzo non un fine.

Ma io dico, perché investire tante energie per accumulare ricchezze se tanto, prima o poi, si finisce sotto terra?

Ci sono italiani che rinunciano a tranquillità, a denaro facile, che non si fanno corrompere ne intimidire, che rischiano la vita per la legalità.

Penso al PM Di Matteo ma la lista sarebbe lunga. Il popolo italiano è un popolo meraviglioso, sono orgoglioso di farne parte.

Se non iniziamo ad apprezzarci tra noi è impossibile che ci apprezzino all’estero.

La perdita di prestigio internazionale (con la conseguente perdita economica) comincia quando perdiamo la fiducia in noi stessi. A riveder le stelle!
Alessandro Di Battista

sabato 23 novembre 2013

Se fossi Napolitano @ale_dibattista



Se fossi Napolitano

Se fossi Napolitano


Se fossi Napolitano ammetterei che la rielezione è stata da me richiesta a gran voce.
Se fossi Napolitano ammetterei di essere a capo di una “Dittatura Governativa”.
Se fossi Napolitano mi vergognerei di aver difeso Anna Maria Cancellieri “in Ligresti” e Angelino “al Kazako ho detto sì” Alfano.
Se fossi Napolitano starei con i tranvieri genovesi e li ringrazierei per aver ridato dignità al popolo italiano.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per non aver fatto nulla quando ero Ministro degli Interni per arginare la tragedia della Terra dei Fuochi.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver attaccato un Movimento votato da quasi 9 milioni di cittadini.
Se fossi Napolitano ammetterei che i cittadini nelle istituzioni mi stanno rovinando i piani.
Se fossi Napolitano, ogni tanto, penserei che Berlinguer si sta rivoltando nelle tomba.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver sostenuto l’URSS quando sedava nel sangue le sacrosante sommosse a Budapest.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver ricevuto un condannato (all’epoca in appello) come B. al Quirinale.
Se fossi Napolitano chiederei scusa per aver firmato tutte le peggiori porcate dell’ultimo governo B. senza mai rimandare nulla alle Camere.
Se fossi Napolitano ammetterei che quella della “fiducia al PD” fu una balla per dare la colpa al M5S della nascita delle larghe intese.
Se fossi Napolitano ammetterei di essere il peggior Presidente della storia della Repubblica italiana.
Se fossi Napolitano ammetterei di aver scelto Monti perche votare in quel momento avrebbe significato la morte politica di B.
Se fossi Napolitano ammetterei di chiamare regolarmente Renzi (lo sanno tutti Presidente!) e “obbligarlo” a fare quello che dico io.
Se fossi Napolitano ammetterei che il BOOM si è fatto sentire e che ipocritamente ho negato la sua esistenza.
Se fossi Napolitano direi la verità sui conti pubblici e sulla crisi.
Se fossi Napolitano mi vergognerei come un ladro per aver avallato un governo indecente e colluso con i poteri forti.
Se fossi Napolitano mi vergognerei ad essere difeso in questo modo da Grasso, Sereni e Boldrini (i quali, più realisti del re, hanno provato a stoppare ogni discorso dei 5 stelle che riguardasse il Capo dello Stato).
Se fossi Napolitano mi vergognerei, in quanto Capo delle Forze Armate, del progetto F35 e dell’assurda guerra persa in Afghanistan.
Se fossi Napolitano mi preoccuperei che un mafioso come Riina si sia incazzato perché il PM Di Matteo abbia osato convocare il Capo dello Stato come testimone nel processo Trattativa Stato-Mafia.
Se fossi Napolitano direi chiaro e tondo quel che contenevano le telefonate con Mancino.
Se fossi Napolitano farei un monito contro i privilegi della casta, contro gli evasori delle slot machine, contro quei trattati come il MES e il Fiscal Compact che hanno svenduto la sovranità nazionale.
Se fossi Napolitano sosterrei i magistrati-coraggio.
Se fossi Napolitano penserei a Pertini e mi vergognerei.
Se fossi Napolitano mi dimetterei e renderei questo paese più libero.