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sabato 21 dicembre 2013

UNA CERTEZZA PER LE ASSOCIAZIONI @giosilvia86

cinque-per-mille-300x170Questa legge di stabilità ci appare sempre più una farsa i cui attori continuano imperterriti nella loro solitaria strada verso l’autodistruzione, ignari degli eventi che stanno sconvolgendo questo Paese in cui i Movimenti antigovernativi sono ormai l’espressione quotidiana del disagio sociale.

I nostri emendamenti sono stati, ancora una volta gettati via da una richiesta di fiducia che moralmente delegittima ancora di più un Presidente del Consiglio smemorato delle dichiarazioni affermate ad inizio mandato.
Costretti a trasformare in Ordine del Giorno le nostre proposte, continuiamo la nostra battaglia oppositoria cercando di portare la voce dei cittadini in quest’Aula. Sarebbe sufficiente riguardare il video della seduta del 20 dicembre per capire dov’è finita la democrazia in un Parlamento esautorato del proprio potere legislativo.
L’ordine del giorno di cui mi sono onorata essere prima firmataria riguarda la stabilizzazione del 5 per mille.
Con questo, chiediamo l’impegno del Governo:
a valutare la possibilità di procedere alla stabilizzazione del 5 per mille, fornendo alle associazioni non profit, certezza di risorse in aderenza alla scelte operate dai contribuenti, superando la fase sperimentale e la determinazione delle risorse con cadenza annuale in sede di legge di stabilità, garantendo altresì tempi certi per l’erogazione delle risorse.
Non voglio riportare qui il discorso in Aula che, comunque può essere visto sul canale Youtube, ma non posso non esprimere la soddisfazione nel citare la richiesta di tante Associazioni che da tempo chiedono una legge di stabilizzazione del 5 per mille, affinché possano effettuare progetti ad oggi impossibili con una precarietà del genere nella contribuzione da parte dello Stato.
Cito, quindi, il passaggio del discorso che intende dar forza alla voce di cittadini che dedicano il loro tempo al prossimo:
L’appello fu lanciato da alcune delle principali associazioni e organizzazioni no profit (ActionAid, Airc – Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Amnesty International, Amref, Associazione Italiana Celiachia, Cesvi, Emergency, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Telethon, Greenpeace, Lega del Filo d’Oro, Medici senza Frontiere, Save the Children, Terre des Hommes, Unicef, World Vision, Wwf) che, pur rilevando lo scongiurato rischio di un ulteriore ridimensionamento della disponibilità per il 5 per 1000, hanno voluto ribadire l’inadeguatezza del limite a 400 milioni e la necessità di stabilizzare questo strumento.
Dopo poco più di mezz’ora il Governo, nella persona del Viceministro all’Economa, ha dichiarato di accogliere l’ordine del giorno. Ciò significa che l’esecutivo si impegna a fare la Legge che eliminerà questa grave precarietà.
Speriamo che non sia l’ennesima promessa di un Governo incline solo ai proclami. Io voglio crederci. Non per soddisfazione personale, ma perché tutti hanno bisogno di un vero cambiamento. Stabilizzare il 5 per mille potrebbe esserne un bell’esempio.
Silvia

mercoledì 30 ottobre 2013

@ale_dibattista Se sostieni una donna sostieni un intero villaggio. Emendamento M5S passato in commissione



Se sostieni una donna sostieni un intero villaggio. Emendamento M5S passato in commissione

Se sostieni una donna sostieni un intero villaggio. Emendamento M5S passato in commissione


Oggi è passato un mio emendamento in materia di cooperazione internazionale. Rispetto all’art. 5 del decreto legge di proroga delle missioni internazionali (ricordo a tutti gli elettori del PD che il PD è favorevole alla guerra in Afghanistan, voi cosa ne pensate? Beh, quello che pensate ditelo ai vostri dipendenti in Parlamento) abbiamo chiesto e ottenuto l’impegno da parte della Farnesina di destinare parte delle pochissime risorse stanziate a progetti di cooperazione rivolti alle donne. Progetti che tutelino la sicurezza delle donne e il lavoro femminile. Vi spiego la ratio dell’emendamento. Ho lavorato diversi anni nella cooperazione internazionale e pur avendo ormai molti dubbi sulle logiche degli interventi (in Africa dei fratelli congolesi mi dissero una frase durissima: “è sempre l’uomo bianco che comanda, l’uomo bianco toglie e l’uomo bianco da”, anche per questo ho scelto di lasciare il mondo della cooperazione e di dedicarmi al reportage, perché più che dare di più l’occidente deve imparare a togliere di meno) ho visto sul campo che tutti gli interventi che coinvolgono le donne hanno più possibilità di riuscita e determinano un impatto decisamente più positivo sulle comunità coinvolte. Lavorare bene con una donna africana o guatemalteca significa contribuire alla miglioramento delle condizioni di vita dell’intero villaggio. La cooperazione internazionale è anche collegata al tema attualissimo dei flussi migratori. Se l’occidente rubasse meno o quando interviene intervenisse meglio (appunto coinvolgendo le donne che, ontologicamente, portando in grembo la vita umana ne hannomaggiore rispetto) ci sarebbe maggiore giustizia nei paesi del sud del mondo e molti meno cittadini sarebbero costretti a lasciare le loro terre. Il mondo che stiamo provando a costruire è un mondo dove nessuno sia costretto dalla miseria, dalla depredazione, dalle guerre a lasciare la propria casa (lo stesso discorso vale per i giovani italiani), un mondo in cui ogni cittadino sia libero di lasciare il proprio Paese, libero, non costretto. Un ringraziamento per questo piccolo ma significativo successo a tutta la Commissione Affari Esteri M5S, agli amici di AMKA onlus, l’organizzazione con la quale ho lavorato in Repubblica Democratica del Congo e Guatemala e a i miei collaboratori Marco e Selena. Ripeto, èun piccolo successo ma per chi ha lavorato sul campo per anni, poter incidere su un decreto legge (vergognoso perché finanzia la guerra) è una grande soddisfazione. A riveder le stelle!

VIDEOLINK: 

Lampedusa, M5S Alessandro Di Battista: "I più poveri sono quelli che hanno solamente i soldi"