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giovedì 26 dicembre 2013

Il Decreto che non c’è più. Quando un Parlamento gira a vuoto @LuigiGallo15



Il Decreto che non c’è più. Quando un Parlamento gira a vuoto


Scarpellini
Questo è un parlamento schizofrenico, che sembra quasi girare a vuoto per garantire gli stipendi a tutti i parlamentari e ai membri del governo. Stavolta è stato superato ogni record e in soli sei giorni il Senato è riuscito a sopprimere la norma che consentiva a Comuni, Regione e Stato il recesso dai contratti di affitto entro il 31 dicembre 2014 con un preavviso di trenta giorni.
Un emendamento del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro che aveva fatto intravedere la possibilità finalmente di recedere il contratto dei Palazzi Marini: le stanze che ospitano i deputati e che in diciotto anni sono costate 444 milioni di euro.
Approvato il 15 ottobre all’interno del provvedimento chiamato “manovrina”, è stato cancellato grazie all’emendamento della senatrice Pd Magda Zanoni all’interno del decreto “Salva Roma” ribattezzato “Svendi Roma”

Dopo le nottate e le pressioni di questi giorni alla camera per modificare lo “Svendi Roma” otteniamo il passo indietro del governo insieme alla eliminazione della porcata sui giochi d’azzardo e le misure che consegnavano Roma ancor di più in mano ai privati pronti a mangiarsi quel che resta dei servizi e del controllo pubblico.
Neache il tempo di festeggiare e una nostra Senatrice spulciando il testo della legge di stabilità scopre che la proposta Fraccaro viene svuotata, salvaguardando Sergio Scarpellini che con la sua società Milano 90 mette a disposizione i palazzi di Montecitorio, con relativi servizi, da oltre diciotto anni.
Ora il Decreto non c’è più, ma arrivano minacce di morte a #montecitorio da Scarpellini , l’immobiliarista che fa affari d’oro con lo stato e finanzia chiunque si presenta al suo capezzale

mercoledì 25 dicembre 2013

Vittoria su tutti i fronti. Decreto ritirato, norma contro affitti d’oro e niente privatizzazioni a Roma @LuigiGallo15

Vittoria su tutti i fronti. Decreto ritirato, norma contro affitti d’oro e niente privatizzazioni a Roma

BabboLetta
Vittoria di #Natale del #m5s . Il governo ritira il decreto “Salva Roma” degli Enti Locali che potevamo condurre alla decadenza con il costruzionismo dei prossimi giorni. Inoltre, ci è stato confermato che il mille proroghe conterrà la nostra norma Fraccaro concordata con il governo e maggioranza per il taglio degli affitti d’oro e che non verranno inserite misure riguardanti la privatizzazione delle aziende pubbliche di Roma (emendamento Lanzillotta).  Ora il governo  la smetta di ingolfare il parlamento con i decreti che son buoni solo a diventare accozzaglie di marchette a meri scopi elettorali e clientelari. I cittadini dopo 20 decreti governativi di concreto hanno ottenuto solo nuove tasse. Buon Natale a tutti

lunedì 23 dicembre 2013

Arriva così la richiesta di provvedimento


lunedì 23 dicembre 2013


L'On. Romano ha chiesto provvedimento disciplinare nei miei confronti #referendum #m5s
Per una frase riguardante #Acea oggi l'On. Andrea Romano di Scelta Civica ha chiesto alla presidenza di prendere provvedimenti disciplinari nei miei confronti. La frase incriminata è la seguente: "Ed è da delinquenti insistere a dichiarare che Acea sia rimasta pubblica."
Così generico che non comprendo la motivazione dell'alterazione dell'onorevole.
Ho fede, vinciamo noi!

sabato 21 dicembre 2013

UNA CERTEZZA PER LE ASSOCIAZIONI @giosilvia86

cinque-per-mille-300x170Questa legge di stabilità ci appare sempre più una farsa i cui attori continuano imperterriti nella loro solitaria strada verso l’autodistruzione, ignari degli eventi che stanno sconvolgendo questo Paese in cui i Movimenti antigovernativi sono ormai l’espressione quotidiana del disagio sociale.

I nostri emendamenti sono stati, ancora una volta gettati via da una richiesta di fiducia che moralmente delegittima ancora di più un Presidente del Consiglio smemorato delle dichiarazioni affermate ad inizio mandato.
Costretti a trasformare in Ordine del Giorno le nostre proposte, continuiamo la nostra battaglia oppositoria cercando di portare la voce dei cittadini in quest’Aula. Sarebbe sufficiente riguardare il video della seduta del 20 dicembre per capire dov’è finita la democrazia in un Parlamento esautorato del proprio potere legislativo.
L’ordine del giorno di cui mi sono onorata essere prima firmataria riguarda la stabilizzazione del 5 per mille.
Con questo, chiediamo l’impegno del Governo:
a valutare la possibilità di procedere alla stabilizzazione del 5 per mille, fornendo alle associazioni non profit, certezza di risorse in aderenza alla scelte operate dai contribuenti, superando la fase sperimentale e la determinazione delle risorse con cadenza annuale in sede di legge di stabilità, garantendo altresì tempi certi per l’erogazione delle risorse.
Non voglio riportare qui il discorso in Aula che, comunque può essere visto sul canale Youtube, ma non posso non esprimere la soddisfazione nel citare la richiesta di tante Associazioni che da tempo chiedono una legge di stabilizzazione del 5 per mille, affinché possano effettuare progetti ad oggi impossibili con una precarietà del genere nella contribuzione da parte dello Stato.
Cito, quindi, il passaggio del discorso che intende dar forza alla voce di cittadini che dedicano il loro tempo al prossimo:
L’appello fu lanciato da alcune delle principali associazioni e organizzazioni no profit (ActionAid, Airc – Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Amnesty International, Amref, Associazione Italiana Celiachia, Cesvi, Emergency, Fai – Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Don Gnocchi, Fondazione Telethon, Greenpeace, Lega del Filo d’Oro, Medici senza Frontiere, Save the Children, Terre des Hommes, Unicef, World Vision, Wwf) che, pur rilevando lo scongiurato rischio di un ulteriore ridimensionamento della disponibilità per il 5 per 1000, hanno voluto ribadire l’inadeguatezza del limite a 400 milioni e la necessità di stabilizzare questo strumento.
Dopo poco più di mezz’ora il Governo, nella persona del Viceministro all’Economa, ha dichiarato di accogliere l’ordine del giorno. Ciò significa che l’esecutivo si impegna a fare la Legge che eliminerà questa grave precarietà.
Speriamo che non sia l’ennesima promessa di un Governo incline solo ai proclami. Io voglio crederci. Non per soddisfazione personale, ma perché tutti hanno bisogno di un vero cambiamento. Stabilizzare il 5 per mille potrebbe esserne un bell’esempio.
Silvia

giovedì 7 novembre 2013

Una corretta informazione è alla base di tutto, anche del Cambiamento!

giovedì 7 novembre 2013

LA PRIMA REGOLA PER UNA BUONA INFORMAZIONE:
qualsiasi cosa leggiate sui giornali, qualsiasi notizia esca da un gruppo politico su azioni portate avanti in linea con il proprio programma, per favore: LEGGETE SEMPRE IL TESTO DIVULGATO! Andate a fondo della notizia, cercate la fonte principale dalla quale proviene, non fidatevi di nessuno, neanche della vostra ombra! Leggete, studiate, indagate, fate gruppi di lavoro sui testi normativi, chiedete informazioni e a risposta ottenuta andate ad accertarvi della veridicità di quanto vi viene segnalato. Una corretta informazione è alla base di tutto, anche del Cambiamento!

martedì 17 settembre 2013

INVITO CONFERENZA STAMPA Intergruppo Parlamentare

martedì 17 settembre 2013

CONFERENZA STAMPA Intergruppo Parlamentare

INVITO CONFERENZA STAMPA

Intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune riprende lavoro su Legge di Iniziativa Popolare
Sala Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, mercoledì 18 ore 13.00

Lo scorso 12 giugno, secondo compleanno dei referendum del 2011, è stato istituito l’Intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune a cui hanno aderito oltre 200 Deputati e Senatori di diversi gruppi parlamentari e l'11 settembre si è svolta una prima riunione. Alcuni componenti dell'intergruppo incontreranno la stampa per illustrare gli obiettivi e tempistiche del lavoro. 

Verrà inoltre annunciato ufficialmente il deposito della legge d’iniziativa popolare "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico" promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua che, dal 2007, giace nelle aule del Parlamento e che è finalmente giunto il momento di discutere.

Interverranno:
alcuni dei Parlamentari che hanno aderito all'intergruppo e il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Per l'intergruppo Acqua Bene Comune
On. Federica Daga - Movimento 5 Stelle
On. Raffaella Mariani - Partito Democratico
On. Serena Pellegrino - Sinistra Ecologia e Libertà

venerdì 16 agosto 2013

Di Battista (M5S) “Bersani mi ha detto: il Pd farà decadere Berlusconi”


da linkiesta: http://www.linkiesta.it/di-battista-m5s#ixzz2cA8NvIFB


Sono passati quasi sei mesi dall'ingresso dei Cinque stelle a Palazzo. «Immagina un giocatore che si fa tutto il campo dribblando e poi arriva davanti alla porta sbagliando un gol fatto. Noi di errori ne abbiamo commessi, ma poco a poco abbiamo ingranato e ora non sbagliamo un colpo». Alessandro Di Battista è tra gli stellati più noti, presente in piazza e attivo in aula, da molti incoronato leader carismatico. Ha lanciato l’iniziativa “invita un deputato a cena”, è andato in Spagna a parlare del Movimento: «Ci sono tre gruppi che vogliono presentarsi alle prossime elezioni».
Con Linkiesta tiene i piedi per terra: «Ognuno ha i suoi talenti, c’è chi ha una leadership comunicativa e chi sa leggere un bilancio alla grande». Il giro di boa delle vacanze estive è segnato dalla sentenza Mediaset: «Bersani mi ha detto che lui è convinto che il Pd farà il suo dovere e farà sì che Berlusconi non sarà senatore». Nel frattempo i Cinque Stelle preparano il campo: «Napolitano ci dia il governo e realizzeremo cinque punti chiave». Nessuna alleanza perché «i partiti sono diventati banche, oligarchie organizzate che fanno i cazzi loro a scapito della collettività, se cade Berlusconi cadono anche molti affaristi del Pd».
In questi mesi è stato ovunque. Come sta?
Ho dormito quattro ore a notte, ho dato tutto e ho bisogno di due settimane di riposo. A lungo andare il Palazzo ti logora, ti toglie l’anima e per non perderla ho fatto molte iniziative coi cittadini. Da un lato Montecitorio è Versailles, dall'altro sembra la classe dei ragazzi della 3° C. Non pensavo che molti parlamentari fossero di così basso livello. Ci sono persone preparate come Fava di Sel, Fedriga della Lega nord, Corsaro di Fratelli d’Italia. E altre che hanno pagato molti soldi per essere qui: io ho speso 150 euro di campagna elettorale, ma c’è chi nel Pd e nel Pdl ne ha sborsati 30mila per farsi mettere in posizioni eleggibili. Un vero ricatto, perché poi l’attività politica sarà inevitabilmente condizionata. Anche per questo vogliamo togliere i soldi dalla politica, ma purtroppo il ddl è slittato a settembre grazie al governo del rinvio.
Il vostro viaggio in Kazakistan per incontrare Alma Shalabayeva ha riacceso i riflettori sulla vicenda. 
Abbiamo chiesto di istituire una delegazione ufficiale alla Commissione Esteri della Camera, Cicchitto ha detto no e noi abbiamo fatto cinque biglietti aerei pagati con i nostri soldi, dopodiché siamo partiti. Abbiamo messo in piedi la diretta streaming con la Shalabayeva, qualcosa di incredibile. Una missione diplomatica che diventa trasparente, la politica che si apre. Abbiamo raccolto altri elementi per fare chiarezza sulla vicenda, siamo riusciti a parlare con tutti gli attori coinvolti, compreso il ministro degli Esteri kazako. Gli abbiamo detto che siamo la principale forza di opposizione italiana e alle prossime elezioni saremo al governo. Volente o nolente, doveva confrontarsi anche con noi.
La sentenza Mediaset e le nuove scosse per il governo. Quali sono le sue sensazioni per il dopo estate?
Bersani mi ha detto che è convinto che il Pd farà il suo dovere e farà sì che Berlusconi non sarà senatore. Io non mi fido e gli ho chiesto: “Sei convinto come eri convinto che avrebbero votato tutti per Prodi?”.
Il capogruppo Nuti vi ha inviato una lettera con la road map in caso di crisi. Legge elettorale e poi il voto, oppure un governo di emergenza che realizzi 5 punti cardine. Ma negate aperture.
Non è scritto da nessuna parte che dobbiamo fare qualcosa col Pd. La nostra lettera è un’apertura al Parlamento, vogliamo che questo governo cada il prima possibile perché sta rovinando l’Italia. Napolitano deve assumersi le sue responsabilità e io, fossi in lui, mi dimetterei. Qualora cadesse l’esecutivo e in caso di mancato scioglimento delle Camere, il Paese avrebbe bisogno non solo di una nuova legge elettorale, ma anche di misure emergenziali che i partiti non possono fare.
Qui entrate in gioco con i vostri punti cardine. 
Ci dessero il governo. Noi siamo liberi. Presenteremo al Parlamento una serie di punti chiave. Legge elettorale, conflitto d’interessi, legge sul finanziamento pubblico ai partiti, reddito di cittadinanza e misure straordinarie per le PMI come l’abolizione dell’Irap. Queste cose le farebbe il Parlamento con l’ausilio del governo. Non avremmo bisogno di alleati e insieme al Capo dello Stato troveremmo personalità adeguate. Detto ciò, noi dialoghiamo ma non ci alleiamo con chi ha distrutto l’Italia, non si parla con i partiti ma con i deputati. D’altronde Pd e Pdl sono uguali, forse il Pd ti prende meglio per il culo.
Ostruzionismo, battaglie notturne e “straordinari” in Commissione. Come valuta la vostra attività parlamentare?
Il primo periodo è stato il più difficile perché dovevamo conoscerci, fare i colloqui con i collaboratori, non avevamo un ufficio legislativo. Immagini un giocatore che si fa tutto il campo dribblando e poi arriva davanti alla porta sbagliando un gol fatto. Di errori ne abbiamo commessi, ma poco a poco abbiamo ingranato e sono due mesi che, in quanto opposizione, non sbagliamo un colpo.
È il deputato Cinque Stelle più in vista. Carismatico, richiesto da tutti. Molti la vedono leader.
La parola leadership non è brutta, ma da noi non c’è nessun capo. C’è chi sa parlare bene in pubblico e ha una leadership comunicativa, ma ci sono anche persone che sanno leggere un bilancio alla grande. Ognuno ha i suoi talenti, siamo tutti utili ma nessuno indispensabile. In futuro ci saranno altri Nuti, Sibilia e Di Battista. Eppure nella storia della Repubblica non c’è mai stato un gruppo parlamentare che ha espresso così tante leadership: ognuno di noi sta uscendo, tutti facciamo interventi in aula mentre nel Pd e Pdl parlano sempre gli stessi.
Ma anche nelle dinamiche interne un Di Battista emerge.
L’assemblea dei parlamentari M5s mi “cazzia” come “cazzia” chiunque altro. Noi stiamo esprimendo tante persone con altrettanti talenti. Alla fine di questa legislatura saremo ognuno competente nelle proprie materie, mentre nei partiti ci sono i capi e i premibottone.
Con la vostra strategia parlamentare non rischiate di condannarvi all’irrilevanza?
No. C’è una parte di me che è incazzata: avrei voluto cambiare l’Italia nel giro di cinque mesi ma non è possibile. Dall’altro lato la nostra presenza è determinante, ci stiamo incuneando all’interno delle falle del sistema. E non è un caso che Bersani e Monti siano defunti politicamente e Berlusconi sia stato condannato.
La sua consacrazione mediatica a Montecitorio si è avuta col discorso sui Marò. Sembrano passati secoli.
La situazione è in mano alla giustizia indiana. Da italiani ci auguriamo che non siano colpevoli e qualora vengano condannati faremo di tutto per far loro scontare la pena in Italia. Purtroppo la vicenda è stata gestita male prima, ora non possiamo interferire. Auspichiamo che il governo utilizzi tutti gli strumenti di ratifica del diritto internazionale per controllare che il processo sia corretto.
Se si tornasse a votare a breve, autunno o primavera, ci sarebbe?
Sì, vorrei lavorare un certo numero di anni nelle istituzioni, mi sentirei in dovere di portare avanti il lavoro iniziato. Ribadisco che questa non è la vita che voglio fare, è una parentesi in cui mi metto a disposizione della collettività e combatto per il popolo italiano. Voglio tornare a fare il mio mestiere.
Però un po’ ci ha preso gusto.
Meno di quanto sembra, sono orgoglioso di quello che stiamo facendo ma è molto faticoso. E non è una bella vita. Quando finiremo noi entreranno altri. La più grande rivoluzione è già compiuta: non è vero che il mestiere del deputato debba appartenere ad una èlite. Lo possono fare tutti: bastano determinazione, onestà e organizzazione.