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venerdì 20 dicembre 2013

ROMA NON SI VENDE!!! @FedericaDaga

giovedì 19 dicembre 2013

ROMA NON SI VENDE!!!

1milione e 200mila romani hanno affermato votando SI al Referendum del 2011: FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA, FUORI L'ACQUA DAL MERCATO.

Oggi invece, 19 dicembre 2013 passa al Senato, il cosiddetto Decreto Salva - Roma e con esso anche l'emendamento 1.30 a prima firma Lanzillotta riformulato dal Governo.

Ogni comma di quell'emendamento è un colpo mortale ad ognuna delle aziende partecipate del Comune di Roma ed è un deliberato colpo a tutti i lavoratori di quelle aziende.

Il Referendum del 2011 era contro la privatizzazione di TUTTI i servizi pubblici locali, quindi: Acqua, Rifiuti, Trasporti in primis.Non mi basta quindi sapere che Acea resterà per il 51% del Comune di Roma, questa è già la situazione attuale!

Ciò che il movimento per l'Acqua Pubblica di Roma chiede è di ripubblicizzare il servizio idrico integrato così come sancito dai referendum.
E' da delinquenti insistere a dichiarare che Acea è rimasta pubblica, la Spa è un'azienda di diritto privato e il suo scopo sociale è quello di realizzare utili da distribuire agli azionisti. Se fossimo di fronte ad un'azienda speciale (di diritto pubblico), e magari anche controllata/partecipata dai lavoratori e dai cittadini romani, tutti gli introiti resterebbero in mano al Comune che potrebbe aumentare gli investimenti nei servizi che eroga.

La Lanzillotta, grandissima privatizzatrice che fa il duo con Bassanini (Presidente della Cassa Depositi e Prestiti), vende ai tempi di Rutelli Sindaco di Roma la Centrale del Latte di Roma e da quel momento dà il via alle privatizzazioni nella Capitale.

Oltre alla questione referendum, qui c'è un deliberato tentativo di vendere tutta Roma, anche il patrimonio pubblico, con il conseguente messaggio che se si può fare nella Capitale allora lo si può fare ovunque nel Paese. 

Il Parlamento non può decidere come debba essere gestita una Città e le vite di quei cittadini! 
E qui scatta il ricatto: il decreto Salva-Roma serve a coprire il buco di bilancio a condizione che si vendano tutte le partecipate del Comune.

E' sicuramente necessario capire da cosa è stato causato l'aumento del debito spropositato negli ultimi anni, bisogna essere trasparenti nella gestione della cosa pubblica.
E qui lancio l'idea, nata già da comitati cittadini di tutta Italia, di istituire delle auditorie sul debito del proprio Comune e attivare strumenti di partecipazione della cittadinanza.
Non mi accontento più di quanto previsto dalla Costituzione e dal Testo Unico degli Enti Locali sulla partecipazione cittadina, per intenderci le raccolte firme.
C'è bisogno di maggiore controllo da parte della cittadinanza che subisce le decisioni politiche giuste o sbagliate che siano!

Roma non si vende! 
E la Lanzillotta ha sbagliato di grosso se pensa che i cittadini di Roma staranno buoni dopo questo SUO ennesimo tentativo di privatizzare la città in barba ai referendum del 2011!

giovedì 19 dicembre 2013

I cittadini chiedono di bloccare l'emendamento Lanzillotta @FedericaDaga

giovedì 19 dicembre 2013


Immagine in linea 1

COMUNICATO STAMPA
Roma non si vende - Bloccare l'emendamento Lanzillotta
In Senato va in scena la vendita dei servizi pubblici e l’azzeramento degli investimenti

Oggi al Senato sono passati due emendamenti al decreto Salva Roma ispirati dalla Sen. Lanzillotta: di fatto si mettono sul mercato i servizi pubblici di Roma, il suo patrimonio immobiliare e si strangola l'amministrazione impedendo l'aumento delle addizionali IRPEF.

Nonostante la marcia indietro sulla vendita di ulteriori quote di Acea infatti si prevede: la messa sul mercato di Atac e Ama; la possibilità di liquidare le società partecipate e di applicare loro i vincoli del patto di stabilità; la vendita del patrimonio immobiliare capitolino. In altre parole si stanno consegnando i beni comuni di Roma alle lobbies della speculazione immobiliare e finanziaria. Si procede ad un sostanziale commissariamento del Comune di Roma, con l'intento esplicito di attuare la spoliazione dei diritti dei lavoratori e l'espropriazione di beni comuni, servizi pubblici e patrimonio pubblico dei cittadini.
Auspichiamo che i componenti della Giunta Capitolina non si allineino con quanto votato dai senatori compagni di partito ma che diano battaglia in tutte le sedi possibili per mantenere il proprio patrimonio pubblico senza svendere i diritti dei cittadini.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua ritiene che tutti i Parlamentari che conoscono il significato della parola “democrazia” siano tenuti a bloccare il provvedimento che andrà in discussione alla Camera tra domani e lunedì. Occorre quindi che tutti coloro che hanno a cuore le sorti dei beni comuni si mobilitino fin da subito per impedire questo scempio. Il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua sarà come sempre in prima fila.
Roma, 19 dicembre 2013

 
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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

mercoledì 18 dicembre 2013

Il MoVimento 5 Stelle è contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali! Senza se e senza ma!!!

mercoledì 18 dicembre 2013

Assistiamo sgomenti all’ennesimo attacco ai servizi pubblici locali e al Referendum del 2011 avvenuto ieri nella commisione bilancio del Senato, con il voto all'emendamento presentato dalla Lanzillotta sul decreto “Salva-Roma”. Una modifica con la quale si  vincolano i soldi stanziati per il Bilancio di Roma alla privatizzazione delle aziende pubbliche e al licenziamento dei lavoratori nelle aziende in perdita. Un emendamento che cancella posti di lavoro e consegna definitivamente al profitto privato l’acqua dei romani.

E' evidente che è in atto un tentativo, già fallito per ben due volte grazie anche alle sentenze della Consulta, di calpestare la volontà espressa a maggioranza assoluta e unanime dai cittadini romani.
Da parte nostra, senza nessuna ombra di dubbio, l'esempio da seguire è quello di Parigi, ovvero realizzare SUBITO la ripubblicizzazione di ACEA, in modo tale che attraverso la trasparenza e una reale partecipazione di cittadini e lavoratori, sia garantito a tutti un servizio di qualità e proiettato al soddisfacimento del diritto universale all'acqua.
In questi mesi di Governo delle larghe intese, seduti all’opposizione abbiamo presentato numerose interrogazioni relative alla mancata attuazione del Referendum e soprattutto sulla questione delle tariffe nei vari territori, abbiamo contribuito a dare vita all’intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune per poter ripresentare la Legge d’iniziativa popolare che giace nei cassetti del Parlamento dal 2007, abbiamo presentato una Risoluzione che è in fase di discussione in commissione ambiente, stiamo lavorando a progetti di legge sulla qualità delle acque e di revisione del dlgs 152/2006.

"Il MoVimento 5 Stelle alla Camera promette battaglia e annuncia da subito e chiaramente che durante il passaggio alla Camera farà tutto il possibile per epurare il testo di un emendamento del genere, per restituire ai cittadini ciò che è stato loro scippato dalla solita casta dei privatizzatori/truffatori!"


Federica Daga, Samuele Segoni, Mirko Busto, Massimo Felice De Rosa, Patrizia Terzoni, Alberto Zolezzi Cittadini Portavoce M5S Commissione Ambiente della Camera dei Deputati

giovedì 21 novembre 2013

Basta distacchi - Acea torni pubblica: assemblea cittadina 22 novembre ore 18 @FedericaDaga

giovedì 21 novembre 2013

ASSEMBLEA CITTADINA 22 novembre ore 18 - Communia (San Lorenzo)

Basta distacchi - minimo vitale garantito - Acea torni pubblica

Dopo "Roma non si vende" e la splendida mobilitazione cittadina che, con la grande manifestazione del 5 maggio e la costante pressione sull'amministrazione Alemanno del luglio 2012 ha respinto il tentativo di calpestare l'esito referendario attraverso la definitiva privatizzazione di Acea, la battaglia per garantire il diritto all'acqua continua.
Nel frattempo, inadempiente rispetto alla cancellazione del profitto (circa il 18% dell'importo) dalle bollette dell'acqua dei cittadini romani, Acea ha iniziato una "campagna di distacchi" nei confronti sia dei cittadini che applicano l'Obbedienza civile (il pagamento del corretto importo senza la quota di profitto cancellata) che di coloro i quali a causa della crisi si trovano in una condizione di morosità incolpevole.
Di fronte a questo attacco frontale al diritto all'acqua e alla decisione che i romani hanno preso con i referendum del 2011, e nonostante il nuovo consiglio comunale si sia espresso unanime nelle settimane scorse per ben due volte contro i distacchi e per avviare un tavolo di confronto per la ripubblicizzazione di Acea, l'amministrazione Marino ha finora replicato con il vuoto del silenzio alle nostre numerose richieste di prendere parola per tutelare diritti e decisioni dei cittadini romani, mentre Acea continua a gestire l'acqua di Roma nella più totale mancanza di trasparenza.
Per tutto questo il Coordinamento Romano Acqua Pubblica, invita cittadini, realtà e associazioni ad un momento di confronto e riflessione collettiva per avviare una campagna cittadina che riaffermi una volta per tutte il diritto all'acqua attraverso la costruzione di una gestione partecipata del servizio idrico.
Roma, 15 Novembre 2013
Coordinamento Romano Acqua Pubblica



sabato 16 novembre 2013

Acqua Pubblica: rispetto referendum, la tariffa sociale non basta @FedericaDaga

venerdì 15 novembre 2013







COMUNICATO STAMPA
La tariffa sociale non basta. Ministro Orlando e Governo Letta rispettino davvero i referendum togliendo i profitti dalla bolletta e iniziando processo di ripublicizzazione.
Apprendiamo dalle dichiarazioni del Ministro Orlando e dal comunicato ufficiale diffuso a termine dell'odierno Consiglio dei Ministri che nel Disegno di Legge collegato alla Legge di Stabilità recante disposizioni in materia ambientale ci sarebbe una "prima risposta al messaggio politico venuto dal referendum".
In particolare si fa riferimento alla istituzione della tariffa sociale del servizio idrico integrato che secondo il Governo andrebbe a rendere effettivo l’obiettivo di rafforzare la natura “pubblica” della risorsa acqua e di conseguenza dare attuazione all'esito referendario.

Come Forum dei Movimenti per l'Acqua, promotore del referendum del 2011, contestiamo nettamente questa lettura, non perché la tariffa sociale non sia una questione di assoluta rilevanza soprattutto in un periodo di grave crisi economica e occupazionale, ma perché la copertura di questa tariffa sociale viene individuata in una nuova apposita componente tariffaria in capo ai cittadini e che quindi graverà ulteriormente sulle bollette. 
Infatti il referendum si poneva l'obiettivo, tra l'altro raggiungendolo in pieno, di eliminare i profitti dall'acqua e quindi garantire una ridistribuzione degli oneri sulle tariffe dai gestori ai cittadini e non tra i cittadini stessi, come invece deriva dal provvedimento adottato quest'oggi dal Governo.

Inoltre ci teniamo a ricordare al Ministro Orlando e al Governo che la piena e reale attuazione dell'esito referendario è la definitiva eliminazione della quota di remunerazione dalla tariffa del servizio idrico, la quale a fine 2012 è stata fatta rientrare dalla finestra dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas sotto la voce del "costo della risorsa finanziaria", oltre al raggiungimento di una vera gestione pubblica e partecipativa dell'acqua in Italia.
Per queste ragioni non possiamo trovarci d'accordo con il Ministro e con il Governo, al contrario continueremo la mobilitazione a tutti i livelli fino a quando non sarà pienamente rispettata la volontà popolare
Roma, 15 novembre 2013
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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
www.acquabenecomune.org

venerdì 15 novembre 2013

SIENA: nasce l'intergruppo consiglieri comunali per l'Acqua Bene Comune @FedericaDaga

venerdì 15 novembre 2013


COMUNICATO STAMPA
 
Siena, nasce l’intergruppo dei Consiglieri impegnati per l’Acqua Bene Comune
 
 
 
A due anni e mezzo dai referendum del giugno 2011 questa mattina è stato presentato a Palazzo Berlinghieri l’intergruppo di Consiglieri per l’acqua nato su invito del Comitato Senese Acqua Bene Comune. Hanno aderito i gruppi “Sinistra per Siena, Rifondazione Comunista, Siena si muove”, “Movimento Siena 5 Stelle”, “Cittadini di Siena” e “Sinistra Ecologia e Libertà”. In tutto si tratta di 6 Consiglieri comunali: Laura Vigni, Michele Pinassi, Mauro Aurigi, Enrico Tucci, Pasquale D'Onofrio e Alessandro Cannamela.
 
L’intergruppo intende promuovere ogni iniziativa utile a contrastare la tariffa truffa elaborata dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas in completo contrasto con i risultati referendari e lavorare alla ripubblicizzazione completa del servizio idrico costituendo un apposito tavolo tecnico insieme agli altri comuni delle province di Siena e Grosseto e al Forum dei Movimenti per l’Acqua. Tra gli scopi dell’intergruppo anche quello di impegnare il Sindaco Bruno Valentini a riconsiderare i piani di investimento che prevedono la costruzione di grandi opere come la mega-diga sul fiume Merse e a sostenere in alternativa la necessità del rifacimento delle reti degli acquedotti a partire da quelle più vecchie, che perdono più del 40% dell’acqua prelevata dalle sorgenti.
 
Nel giugno scorso in Piazza Montecitorio si è costituito su invito del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua l'intergruppo parlamentare per l'Acqua Bene Comune. Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel oltre ad una ventina di appartenenti al Pd e ad un deputato di Scelta Civica. La finalità è quella di avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall'aggiornamento e la riproposizione della Legge di Iniziativa Popolare presentata in Parlamento nel 2007 dal Forum dell’acqua.
 
Di seguito il documento sottoscritto dai Consiglieri aderenti all'intergruppo senese:
 
Intergruppo di Consiglieri Comunali “Acqua Bene Comune”Siena, 15 novembre 2013
SCOPI DELL’INTERGRUPPO DEI CONSIGLIERI DEL COMUNE DI SIENA
SUL TEMA DELL’ACQUA BENE COMUNE:
 
impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Siena perché venga contrastata la politica della Regione Toscana ispirata all'accentramento regionale dei servizi pubblici locali (acqua, rifiuti, trasporti, ecc..), restituendo ai territori, ed alle loro rappresentanze istituzionali il potere di decidere in merito a questi servizi decisivi per la qualità della vita e dell'ambiente;

impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Siena ad intervenire sulle tariffe dell’acqua, dando seguito all'esito referendario e quindi restituendo a tutti gli utenti la quota di remunerazione del capitale investito, contrastando la proposta formulata dall’Autorità Idrica Toscana (dal Direttore generale Mazzei) che prevede per gli utenti dell’Acquedotto del Fiora la restituzione di una cifra ridicola;
impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Siena a contrastare l’applicazione della tariffa-truffa, stabilita dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, che risulta palesemente illegittima sotto diversi aspetti: retroattività, fondo per nuovi investimenti, costi finanziari forfettizzati a tassi esosissimi;
impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale nella ripubblicizzazione del servizio idrico integrato ora affidato alla Società Acquedotto del Fiora, di cui il Comune di Siena detiene circa il 13% del capitale sociale, costituendo un apposito tavolo per la ripubblicizzazione insieme al Forum dei Movimenti per l’Acqua e agli altri comuni delle province di Siena e Grosseto, che detengono il 60% dell’intero capitale;
impegnare il Sindaco di Siena, affinché in sede di Conferenza dei Sindaci ex-Ato 6 ed in sede di assemblea dell'Autorità Idrica Toscana venga riconsiderato il grandioso piano di investimenti,
contrastando in primo luogo la prevista mega-diga sul Merse, già respinta con successo trent’anni fa dalle popolazioni perché andrebbe a distruggere un ambiente naturale unico per ottenere modesti benefici. Infatti, il nuovo piano di investimenti approvato da 20 sindaci su 283, prevede anche dissalatori per il sud della Toscana e “un’autostrada dell' acqua” per collegare i bacini acquiferi della piana di Lucca con l'acquifero del Luco e graverebbe, quasi per intero, sulle bollette dei cittadini in un momento di grave crisi finanziaria e quando è venuto a mancare il possibile sostegno della Fondazione Monte dei Paschi;
impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Siena a sostenere in alternativa a grandi opere quali la mega diga sul Merse e i dissalatori per il sud della Toscana, la necessità del rifacimento delle reti degli acquedotti a partire da quelle più vecchie, che perdono più del 40% dell’acqua prelevata dalle sorgenti, con uno spreco intollerabile di una risorsa vitale sempre più ridotta dagli abusi sul territorio;
impegnare il Sindaco e il Consiglio Comunale di Siena a riconoscere l'importanza dell'iniziativa politica che, in questi anni il movimento senese per l'acqua pubblica ha svolto prima e dopo il vittorioso referendum, invitando il Comitato Senese Acqua Bene Comune a costituire parte essenziale dell'intergruppo.
Sottoscrivono il documento i Consiglieri:
Laura Vigni
Michele Pinassi
Mauro Aurigi
Enrico Tucci
Pasquale D’Onofrio
Alessandro Cannamela

 
 

giovedì 14 novembre 2013

La stabilità al Paese si garantisce con i servizi essenziali @FedericaDaga

giovedì 14 novembre 2013


La stabilità al Paese si garantisce con i servizi essenziali.
 
Per contribuire al cambiamento di rotta ormai indispensabile nella gestione dei servizi essenziali,
è nostro dovere rimettere al centro dell'attenzione del Parlamento i bisogni dei cittadini.
Non possiamo quindi fare a meno di contribuire al ritorno delle istituzioni
di prossimità (i Comuni) ad una condizione e capacità di fornire ai cittadini i servizi essenziali
senza mettere a repentaglio la solidità economica delle amministrazioni.
 
E' con tale obiettivo che ho presentato questi emendamenti, frutto di un processo partecipato:
 
Emendamenti art. 15 della Legge di stabilità (A.S. 1120)
 
1) Aggiungere al comma 1, art. 5 della legge 8 agosto 1991, n. 274 il seguente testo:
“c) i dipendenti delle società pubbliche, private e miste che transitano a enti pubblici, aziende speciali o consortili per effetto di norme di leggi, di regolamento o convenzione, che attribuiscono agli stessi enti pubblici, aziende speciali o consortili le funzioni esercitate dalle citate società.”
Nota: l'emendamento è finalizzato a rendere possibile il diritto d'opzione per i lavoratori del regime previdenziale INPS o INPDAP nel passaggio da SpA a Azienda speciale, allo stesso modo di quanto si fece, a partire dagli anni '90, per il passaggio inverso da Azienda speciale a SpA.
2) Al comma 19 del DdL S1120 è eliminato il periodo:
“Alle aziende speciali ed alle istituzioni si applicano le disposizioni del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché le disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti locali: divieto o limitazioni alle assunzioni di personale; contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per consulenza anche degli amministratori; obblighi e limiti alla partecipazione societaria degli enti locali. Gli enti locali vigilano sull'osservanza del presente comma da parte dei soggetti indicati ai periodi precedenti.””
Nota: gli emendamenti cancellano le norme, già introdotte con il decreto Monti sulle liberalizzazioni e confermate con la legge di stabilità, che equiparano, dal punto di vista del trattamento contrattuale e del parziale blocco del turn-over, i lavoratori delle Aziende speciali a quello delle Pubbliche Amministrazioni di riferimento, con l'evidente penalizzazione che ne deriva.
3) Inserire:
“Il comma 6 dell’'articolo 3-bis del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 è soppresso”.
Nota: l'emendamento è sostanzialmente simile a quelli del punto 2), con la differenza che qui ci si riferisce al trattamento contrattuale e occupazionale dei lavoratori delle SpA in house, mentre prima era relativo a quello delle Aziende speciali. La finalità è la medesima, e cioè di eliminare le disparità negative per i lavoratori rispetto a quelli delle SpA miste o quotate o private.
Il Post:
di seguito il post di Marco Piazza, consigliere comunale di Bologna del m5s
 

venerdì 8 novembre 2013

Acqua Pubblica dopo 2 anni dai Referendum​...nel Lazio, in Italia e dal mondo @FedericaDaga


venerdì 8 novembre 2013

Segnalo i prossimi appuntamenti nel Lazio del Coordinamento Acqua Pubblica.
12/11 ore 16 alla Regione Lazio
Cosa è successo dopo il 12 e 13 giugno 2011

Vi segnalo questi documenti (tra i più significativi) sui convegni
"Ripubblicizzare si può, Ripubblicizzare si deve" che si stanno svolgendo in tutt'Italia.
La rimunicipalizzazione dei servizi idrici in Europa e nel mondo


Emanuele Lobina sulla situazione internazionale (Università di Greenwich)

Le esperienze e i contributi internazionali al convegno di Torino del 21 settembre.

giovedì 17 ottobre 2013

Termoli: verso la ripubblicizzazione dell'Acqua!



giovedì 17 ottobre 2013


Termoli: verso la ripubblicizzazione dell'Acqua!

Termoli, 16 ottobre 2013
COMUNICATO STAMPA - Verso la ripubblicizzazione


Il Comitato Acqua Bene Comune di Termoli comunica che in data 10 ottobre 2013 si è tenuta al Comune la prima riunione della Commissione Tecnica insediata per organizzare la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato. Come noto, con delibera unanime il Consiglio Comunale
aveva deciso in tal senso il 26 giugno 2013, nell’imminenza della scadenza del contratto privatistico con la società CREA SPA, che aveva gestito per venti anni il servizio idrico.
Alla riunione hanno partecipato Renato Di Nicola e Marco Bersani, i due consulenti del Forum Nazionale per l’Acqua Pubblica nominati il 26 giugno per accompagnare e sostenere l’amministrazione nel percorso di passaggio alla gestione pubblica del servizio idrico. I lavori della commissione si sono svolti alla presenza dell’Assessore ai Lavori Pubblici e all’Ambiente;
tre esponenti del Comitato Acqua Bene Comune partecipano ai lavori come membri effettivi della Commissione, e potranno così garantire una informazione costante e completa ai cittadini.



Nel corso della riunione del 10 ottobre è stato fissato un calendario di incontri, con i seguenti punti all’ordine del giorno:



1) - LUNEDI' 21 OTTOBRE, ORE 15. Oggetto: AZIENDA SPECIALE.
Studio delle ipotesi per la costituzione della futura azienda speciale di diritto pubblico, incaricata di gestire il servizio idrico integrato nel comune di Termoli a partire dal mese di Luglio 2014. I referenti del comitato di Termoli e gli amministratori comunali si sono impegnati a condividere reciprocamente tutta la documentazione prodotta in merito alla questione almeno quattro o cinque giorni prima del suddetto incontro.



2) - LUNEDI' 4 NOVEMBRE, ORE 15. Oggetto: INVESTIMENTI E CONTENZIOSI.
Rendicontazione documentata e verifica degli investimenti effettuati nel corso degli anni dalla C.R.E.A. Gestioni S.P.A. sulle infrastrutture necessarie per garantire l'erogazione di un servizio idrico integrato di qualità nella città di Termoli.
Valutazione dei contenziosi ancora aperti tra C.R.E.A. S.P.A. e Comune di Termoli.



3) - LUNEDI' 18 NOVEMBRE, ORE 15. Oggetto: LAVORATORI E PARTECIPAZIONE.
Valutazione delle eventuali problematiche contrattuali legate al riassorbimento di tutti gli attuali lavoratori della C.R.E.A.  S.P.A. nella futura azienda speciale di diritto pubblico.
Studio e discussione delle forme e degli organi più idonei a garantire un'effettiva partecipazione dei cittadini e dei lavoratori stessi nella gestione e nel controllo della nascente azienda speciale.



Come  si vede, un cronoprogramma stringente, per garantire  la necessaria efficienza e velocità lungo il complesso percorso che restituirà ai cittadini la gestione pubblica e senza scopo di lucro di un bene fondamentale come l’acqua.



Il comitato informa inoltre che venerdì 18 ottobre alle ore 18 in via XXIV Maggio 51 si terrà un incontro per informare e discutere su quanto emerso in questa prima riunione della commissione, e per coordinare le prossime iniziative. La cittadinanza è invitata a partecipare.

                            Comitato Acqua Bene Comune di Termoli

martedì 15 ottobre 2013

Acqua Pubblica: il popolo ha deciso, ma Zanonato svende ai capitali finanziari! #Democrazia ? @FedericaDaga

lunedì 14 ottobre 2013


Diario di bordo: le ultime due settimane di Acqua Pubblica

Le multiutility dei Servizi Pubblici Locali non navigano in buone acque, hanno i conti in rosso e devono comunque distribuire utili.
Mancano i fondi per gli investimenti, ma la "remunerazione del capitale investito" che fine ha fatto?
Ah già, è stata distribuita agli azionisti.
Milioni di euro che dovevano essere investiti nelle infrastrutture, per la riduzione delle perdite del bene più prezioso. Quale migliore richiesta per perseguire il mantra del socializzare le perdite e privatizzare i profitti?
Intanto, come detto dal Consiglio di Stato, quella "remunerazione" deve tornare nelle tasche degli utenti dato il risultato dei referendum del 2011.


2 ottobre: scrivo e spedisco al Presidente della Repubblica una lettera con la richiesta di ritirare l'adesione al Festival dell'Acqua Privatizzata in partenza il 6 ottobre a L'Aquila.



Nei giorni a seguire l'iniziativa è stata adottata da altri parlamentari del m5s e da una moltitudine di cittadine e cittadini.



6 ottobre: a L'Aquila parte il secondo festival dell'acqua promosso da Federutility, ente che raccoglie tutte le multiutility dell'acqua e dei servizi pubblici locali. Il Forum Abruzzese per l'Acqua Pubblica protesta in apertura dell'evento causa il NON rispetto della volontà popolare.



7 ottobre: Acea Ato2 Spa stacca completamente l'acqua ad un condominio di Ostia che rispetta i referendum, avendo aderito alla campagna di Obbedienza Civile, quindi avendo pagato la giusta bolletta!



8 ottobre: è notizia che il Ministro Zanonato (Ministero dello Sviluppo Economico) incontrerà a giorni le multiutility del servizio idrico e gestori dei Servizi Pubblici Locali. All'ordine del giorno è prevista la discussione dell'esclusione dal patto di stabilità degli introiti derivanti dalla vendita di quote delle società di gestione di Acqua, Trasporti e Rifiuti, cioè dei Servizi Pubblici Locali.



Dopo aver strozzato gli Enti Locali con i debiti, ecco come privatizzare con maggiore facilità aggirando un referendum popolare!



9 ottobre: i cittadini de L'Aquila esprimono forte delusione a causa del flop del Festival di Federutility che non ha portato alla città la sperata presenza di pubblico.



Le sale dei convegni e gli stand erano vuoti. Dai comunicati stampa diramati dai media tutto questo non era visibile. L'Aquila come un deserto di democrazia!



9 ottobre: il Ministro dell'Ambiente Orlando dichiara: "Gli investimenti per il settore idrico non possono essere fatti dallo Stato" e ancora "lo Stato non ha soldi".



Con quali fondi si faranno i necessari investimenti nelle infrastrutture idriche? Forse con i risparmi dei cittadini depositati tramite le Poste nella Cassa Depositi e Prestiti?



10 ottobre: a L'Aquila si svolge il convegno "Si scrive Acqua, si legge Democrazia", il controfestival per l'Acqua Pubblica. Sala piena e condivisione di idee tra acquaioli del Forum Acqua e la cittadinanza presente. La partecipazione respingerà sempre la logica del profitto!!!



Finalmente si chiudono le liste delle audizioni in Commissione Ambiente per la risoluzione sull'Acqua esposta lo scorso 12 settembre.



12 ottobre: manifestazioni in tutta Italia contro le privatizzazioni e i nuovi colonialismi. Biciclettate a Roma per la ripubblicizzazione di Acea Ato 2 e contro le discariche di rifiuti.



Individui consapevoli porteranno al vero Cambiamento!



Dalla prossima settimana, spero in good news :)