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mercoledì 25 settembre 2013

Ferrovie bellunesi: D’Incà chiede più servizi e garanzie

Ferrovie bellunesi: D’Incà chiede più servizi e garanzie

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Il 26 giugno 2013 Federico D’Incà, parlamentare del MoVimento 5 Stelle, poneva all'attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, la problematica del trasporto ferroviario nel bellunese dove i disagi si sono fatti sempre più frequenti. “I trasporti sono fondamentali per l’economia della nostra società” spiegava D’Incà “e devono essere sostenibili”. Nella tratta ferroviaria Calalzo – Ponte nelle Alpi – Padova e Ponte nelle Alpi – Venezia il numero dei disagi e dei disservizi ha registrato un continuo aumento nel corso degli ultimi anni con soppressione di treni, sistematici ritardi, sovraffollamento dei passeggeri e molti episodi di mancato funzionamento dei passaggi a livelli. Tutto ciò continua ad ostacolare gli spostamenti dei numerosi studenti e pendolari e blocca anche la possibilità di uno sviluppo turistico della montagna bellunese con le sue Dolomiti Patrimonio dell’Unesco che dovrebbero essere comodamente raggiungibili con un collegamento ferroviario efficiente.
Il deputato bellunese aveva sottolineato inoltre la necessità di promuovere un piano di organizzazione e sviluppo del trasporto ferroviario che dovrebbe porre particolare attenzione alle problematiche del territorio bellunese con l’adeguamento dell’infrastruttura esistente per trasformare la linea ferroviaria in una metropolitana di superficie, valutando anche possibili collegamenti con la Valsugana, la Pusteria, la costituenda rete delle piccole ferrovie delle Alpi, nonché con l’anello ferroviario delle Dolomiti.
La risposta all'interrogazione arriva dal sottosegretario Rocco Girlarda della Commissione Trasporti l’11 settembre 2013. “La maggior parte della linea Padova-Calalzo e la Venezia-Calalzo è a binario unico non elettrificato e questo impone l’utilizzo di solo materiale diesel” spiega Girlarda “inoltre il binario unico comporta la programmazione di incroci in linea tra i treni circolanti ed ogni inconveniente ad un treno si ripercuote sugli altri creando un effetto domino”. In merito ai disagi e disservizi, specifica il sottosegretario, il Gruppo Ferrovie dello Stato ha riferito che i dati di puntualità e soppressioni rilevati su quelle tratte sono generalmente positivi. In riferimento invece alla possibilità di promuovere un piano di organizzazione e sviluppo del trasporto ferroviario il GFS italiane, ha comunicato che per la Regione Veneto è in elaborazione e attuazione l’introduzione dell’offerta cadenzata che a partire dalla fine del 2013 “determinerà una maggiore regolarità dei servizi e pone, senza dubbio, le premesse per un miglioramento generalizzato del sistema della mobilità su ferro sull'intero territorio regionale”. Si assisterà inoltre all'istituzione  nelle regioni a statuto ordinario, del Fondo Nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, che comporterà lo stanziamento di 4.929 milioni di Euro per l’anno 2013. La norma in argomento ha lo scopo di incentivare le Regioni a riprogrammare i servizi: “in sostanza la riprogrammazione dovrebbe essere mirata alla scelta del vettore più idoneo in relazione alla domanda e all'eliminazione di qualunque sovrapposizione. In tale quadro, la riprogrammazione dei servizi effettuata dalla Regione Veneto diventa, pertanto, elemento essenziale per verificare, in termini concreti, le ipotesi di riorganizzazione e sviluppo del trasporto ferroviario sul territorio bellunese e, nel contempo, per permettere alla stessa Regione di valutare e proporre le modalità di trasporto più idonee per realizzare i futuri collegamenti con la Valsugana, la Pusteria e con l’anello ferroviario delle Dolomiti” conclude il sottosegretario.
ferrovia-dolomitiD’Incà si dichiara tuttavia insoddisfatto delle risposte del sottosegretario Rocco Girlarda rilevando che “il territorio bellunese, ospitante anche un’area dichiarata patrimonio dell’Unesco, non è oggetto di alcuna considerazione per ciò che concerne il miglioramento del servizio di trasporto ferroviario”. D’Incà ritiene necessario che venga data alla ferrovia una centralità nel sistema generale dei trasporti e fa presente di aver posto un quesito all'assessore alle infrastrutture della regione Veneto, Renato Chisso, riguardo alla metropolitana di superficie che percorre l’anello delle Dolomiti, “la cui realizzazione necessiterebbe di un investimento esiguo, in proporzione al grande vantaggio che il territorio ne ricaverebbe anche in termini di sviluppo del turismo e di collegamento del territorio bellunese, più povero, con il più ricco territorio del Trentino Alto Adige”. Il deputato del MoVimento Cinque Stelle dichiara al riguardo di aver ricevuto in risposta l’informazione che, pur non essendo disponibili risorse per la realizzazione completa delle infrastrutture oggetto del quesito, le due tratte ferroviarie Conegliano-Belluno e Monselice-Rovigo sono state inserite nell'ambito della legge obiettivo al fine di poterne accelerare la realizzazione.
Nella lettera datata 4 settembre 2013 Renato Chisso ribadisce che gli standard Trenitalia S.p.A. sono costantemente monitorati e come da accordi, se vengono rilevante delle mancanze dai periodici report che il gestore è tenuto fare, i viaggiatori hanno dei rimborsi sotto forma di indennizzo con sconti e bonus che applica Trenitalia S.p.A. sugli abbonamenti regionali. “La Regione, da parte sua, opera per il monitoraggio costante del servizio ferroviario ed il richiamo puntuale a Trenitalia S.p.A. per la piena e corretta applicazione del contratto di servizio e relative clausole.” Inoltre anche Chisso ricorda che per i treni regionali del Veneto, da dicembre 2013, verrà applicato il cosiddetto orario cadenzato che comporterà la riorganizzazione dei servizi ferroviari specificando che saranno attuati con un occhio di riguardo verso la montagna.
Allo stato attuale la mobilità pubblica al servizio del territorio bellunese è del tutto insufficiente” conclude D’Incà “dal momento che per raggiungere le località del Cadore occorrono almeno 6 ore dai principali centri del nord e centro Italia, che frequentemente aumentano in ragione dei ritardi dei treni e delle conseguenti mancate coincidenze con treni locali che collegano le piccole località delle Dolomiti, danneggiando i residenti e scoraggiando il turismo”. Alla luce delle risposte alle diverse interrogazioni il MoVimento 5 Stelle rimane scettico sulle migliorie preventivate dalla Regione Veneto e da Trenitalia e sulle spese da sostenere per attuarle. Dichiara a tal proposito D’Incà: “Nel ricordare che la regione Veneto consente l’utilizzo dello strumento del project financing per grandi opere stradali, a mio giudizio del tutto negativo, in quanto lascia al di fuori del patto di stabilità miliardi di debito pubblico a svantaggio delle generazioni future, ritengo opportuno che venga fatta una riflessione più generale sul sistema infrastrutturale del Paese, che dovrebbe essere basato sulla mobilità pubblica, prevedendo investimenti pubblici che rendano efficiente la mobilità e scoraggino l’uso del mezzo privato per poter pervenire ad una mobilità sostenibile, al pari di altri Paesi europei.”