In
prossimità della battaglia sulla modifica dell'art.138, condivido
l'appello di un novantacinquenne ai giovani, in difesa della
costituzione, della scuola pubblica e degli investimenti sulla cultura;
ci chiede di fare un urlo prima che sia troppo tardi, che faccia
sobbalzare chi è al potere, che ridesti la società civile, che scuota
gli indifferenti, che ridesti cittadini anziché sudditi, soggetti
anziché oggetti del potere...
"Odio gli indifferenti. Credo
come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non
possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città.
Chi vive
veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli
indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia."
Per essere
partigiani, per combattere l'indifferenza, voi giovani non avete bisogno
di un simbolo, di una bandiera, di un ideologia, avete la COSTITUZIONE.
Quella è, e deve essere, la vostra bandiera, la vostra patria; è più
importante del territorio che difendereste da qualsiasi invasione
nemica; è la dimensione etica, sociale e giuridica che differenzia il
nostro popolo da ogni altro, che contrassegna la nascita, l'identità e
l'unità di una comunità culturale e civile omogenea, che ne fa una
nazione, un soggetto legittimato ad esercitare poteri e diritti, non
solo nei confronti dei singoli soggetti amministrati , ma delle altre
unità nazionali.
E' il dono della nostra generazione che ne ha pagato un alto prezzo.
E' un dono prezioso che siete tenuti a difendere nel vostro interesse e per il vostro domani.
E' il bene supremo, è la bibbia dei diritti, la legge sacra che governa
le regole delle nostre istituzioni, che controlla i limiti e la
legittimità delle nostre leggi.
Ora è preda e pegno di appetiti padronali di cricche di potere e sta a voi salvarla.
M.Ottolenghi
