Vi
racconto una storia.
Qualche settimana fa' mi contatta una signora per
un incontro a Nepi. Oggi, con la mia coinqulina partiamo e andiamo
all'incontro.
Arriviamo a casa della signora, io mi aspettavo un bel
gruppo di persone (ieri a Ciampino c'era tanta gente) e invece c'era
soltanto lei con una sua amica.
Era mortificata, mi ha raccontato delle
difficoltà incontrate a convincere le persone a partecipare. Si sentiva
in colpa per avermi fatto fare tanta strada.
Questa signora vive in una
bella casa vicino al bivio per Ronciglione.
Mi ha colpito il suo
giardino. Era curatissimo, piante di limoni e arancia, uva fragola e
delle strane piante tropicali delle quali non conosco neppure il nome.
Si notava amore in quel giardino, attenzione, impegno.
Questa signora e'
stata operata da poco di tumore, gli hanno asportato una scapola ma
nonostante questo suo problema il giardino era curatissimo, e lo cura
lei da sola.
Abbiamo preso un caffè, ci ha offerto
dei pasticcini cioccolato e nocciole molto buoni e mi ha fatto salutare
suo marito in collegamento via skype dal Congo.
Abbiamo parlato di
politica, gli ho raccontato qualcosa e lei mi ha parlato della sua
sofferenza, della sua frustrazione nel vedere l'assenza di
partecipazione in tante, troppe persone.
Ora perché vi racconto tutto
questo? Perché la nostra rivoluzione e' una rivoluzione di processo, non
di prodotto.
Per me essere andato da lei e' stato bellissimo.
Ha
fondato un meetup, lo ha fatto con un suo amico, sono in pochissimi
ancora.
Mi ha detto che a Nepi presto ci saranno le elezioni ma non si
sentono ancora pronti a partecipare. Io la ascoltavo, vedevo la sua
faccia, un po' triste, un po' imbarazzata ma piena di speranza.
Mi ha
fatto qualche domanda su come far partire un gruppo territoriale.
Aveva
un deputato a casa e non ha chiesto un favore, non mi ha chiesto neppure
troppo del nostro lavoro (e' informatissima), no, mi ha chiesto come
poter far partire un gruppo, mi ha chiesto quel che può fare lei!
In
macchina, andando ad Anguillara (dove abbiamo festeggiato un anno di
nascita del meetup) parlavo con Irene, la mia coinquilina, e le dicevo
che se il 50% degli italiani avessero il coraggio, la tempra, la
cocciutaggine e l'amore di questa signora, l'Italia sarebbe un paradiso
in terra.
Due persone che si mettono assieme e pensano a cosa fare per
un territorio sono un esempio di potenza. Hanno un potere
inimmaginabile.
Vi invito ad essere come questa signora. Ieri poteva
chiamarmi e dirmi: “Ale, non venire, siamo 4 gatti, non vale la pena”.
E
invece ne vale la pena, eccome.
Stiamo cambiando un processo, se non
toppiamo i risultati arriveranno e l'Italia sarà come quel giardino,
curatissimo, con l'uva fragola, con gli agrumi e con delle piante
tropicali delle quali non conosco neppure il nome. A riveder le stelle!