Non è vero che con la legge di stabilità non ci guadagna nessuno, le
banche ogni volta che chiedono, senza alzare molto la voce, ottengono
più di quanto richiesto.
Da tempo hanno chiuso i rubinetti del
credito a famiglie e imprese, lo STATO ricompensa la disaffezione
dimostrata nei confronti di un popolo, regalando loro qualche miliardo
di euro.
Come? Semplice: concedendo la possibilità di dedurre
le perdite su crediti in cinque anni anziché in 18 . In tal modo le
banche, aumentando i costi deducibili, pagheranno meno IRES e meno IRAP,
riducendo notevolmente il loro carico fiscale alleggerendo, così, le
entrate tributarie dello Stato.
Chi finanzierà tutto questo? I soliti italiani a cui LETTA ha promesso dai 9 ai 15 euro in più in busta paga.
Come? Facile: riempiendoli di tasse nel 2014 e, soprattutto, nel
periodo 2015-2017 (si punta al recupero di 10 miliardi di euro). Il
Governo ha già previsto il solito minestrone di interventi che vanno dal
taglio alle agevolazioni fiscali, alla revisione delle aliquote
d’imposta, accise comprese. Lo strumento che farà scattare la batosta
si chiama clausola di salvaguardia, prevede lacrime e sangue qualora
la spending review, targata Cottarelli/Letta, non dovesse raggiungere
gli obiettivi attesi.
L’unica certezza è che gli obiettivi previsti
con la spending non saranno raggiunti in quanto la legge di stabilità
falcidia il pubblico impiego e nulla dice sui tagli degli enti inutili,
quelli che garantiscono gli ex trombati della politica e gli ex
legionari di partito.
Le banche ringraziano, l’Europa è rassicurata e gli italiani spolpati.
Barbara Lezzi
Come? Facile: riempiendoli di tasse nel 2014 e, soprattutto, nel
periodo 2015-2017 (si punta al recupero di 10 miliardi di euro). Il
Governo ha già previsto il solito minestrone di interventi che vanno dal
taglio alle agevolazioni fiscali, alla revisione delle aliquote
d’imposta, accise comprese. Lo strumento che farà scattare la batosta
si chiama clausola di salvaguardia, prevede lacrime e sangue qualora
la spending review, targata Cottarelli/Letta, non dovesse raggiungere
gli obiettivi attesi.