“Ingenuo il ministro Alfano, che crede che la situazione della terra
dei fuochi sia figlia di chissà quali vandali che abbandonano la
spazzatura ad ogni angolo della strada, nel bel mezzo della giornata,
quando il problema va eliminato invece alla base, intervenendo sulle
fonti del problema come le aziende che lavorano nel sommerso e sui piani
di raccolta differenziata perennemente in crisi. Senza contare che più
che una “Task Force” andrebbe avviato una volta per tutte il SISTRI in
modo da poter monitorare i flussi di rifiuti industriali da e verso la
Regione Campania. Leggo di Una “Task Force permanente intergovernativa”
per la Terra dei Fuochi. Cosa vuoi dire Angelino Alfano? E’ un carosello
per dire “stiamo facendo”? Ma, volete dirci come, in che modo, con che
tempi, mezzi e risorse, e soprattutto, quando inizierete? La De Girolamo
parla di un Osservatorio per supportare la Regione Campania
nell’identificazione dei terreni inquinati. Nel passato gli
“osservatori” si sono rivelati carrozzoni politici con cui sistemare
altri amici. Per dire se un suolo è inquinato o no occorrono poi delle
analisi preliminari degli stessi. Ricordo che è dell’altro giorno la
notizia dell’assessore Nugnes “che non ci sono soldi per fare analisi”.
Dunque sarà il ministero dell’Agricoltura di cui è titolare la De
Girolamo ad avocare la gestione di questa fase d’emergenza? E, se si,
perché lo stesso non vale allora anche per il collega Orlando, che
potrebbe a questo punto avocare anch’egli la gestione dello smaltimento
ecoballe annullando il bando-cancroinceneritore? Prendendo la situazione
in mano? E’ il Governo dei due pesi e due misure. A volte è competenza
regionale a volte è nazionale.”.
Lascio a voi, infine, ogni commento su un passaggio in particolare, contenuto nella nota, visibile al sito interno.gov.it che dice: “L’incontro
ha consentito di evidenziare l’efficacia dei diversi strumenti di
prevenzione e contrasto adottati, anche grazie all’attività delle Forze
dell’ordine, dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale dello Stato, che
dall’inizio dell’anno ha fatto registrare un sensibile calo degli
episodi incendiari”.
Un plauso alle forze dell’ordine, io dico, per il servizio che
svolgono ed i rischi che essi stessi corrono nel fare il loro dovere, in
sottorganico e senza nemmeno adeguati accorgimenti per la loro salute,
ma non parlateci di “efficacia dei diversi strumenti di prevenzione e
contrasto adottati” ad oggi. Va chiesto un intervento sul lavoro
sommerso. Si prenderebbero due piccioni con una fava, recupero di
entrate fiscali (magari studiando un piano di agevolazioni per chi
intende uscire dalla condizione di lavoro nero, e di gioco a favore dei
clan) e contemporaneamente frenare il fenomeno degli sversamenti
illeciti. Fa veramente sorridere l’idea di voler scatenare chissà quale
offensiva delle forze dell’ordine quando queste, da anni, continuano a
subire tagli su tagli, che ne hanno limitato il potere di intervento che
nonostante tutto viene svolto in maniera lodevole. Inutile agitare le
manette se non si hanno gli strumenti per perseguire seriamente i
responsabili dello scempio i cui vertici non sono certo da ricercare per
le strade, nei furgoncini, che nelle ore notturne, se ne vanno in giro,
ad abbandonare rifiuti di ogni genere. Insomma, se task force deve
essere, che almeno si intervenga sulla fonte di produzione e di
smaltimento illecito dei rifiuti, non sui recapiti finali.
