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venerdì 18 ottobre 2013

Parlamento sotto ricatto @vitocrimi

Parlamento sotto ricatto: abolizione IMU subordinata al condono ai concessionari del gioco.
E’ arrivato al Senato il decreto del Governo relativo all’abolizione dell’IMU, che scade il 30 ottobre, dopo essere stato fermo alla Camera per 1 mese e mezzo.
In questo breve lasso di tempo il Senato non può fare altro che approvare il provvedimento così come è senza alcuna modifica, altrimenti dovrebbe ritornare alla Camera e, visti i tempi brevi, andrebbe in scadenza e quindi tornerebbe l’odiata tassa IMU. 
Ma perché siamo sotto ricatto? Perché l’art. 14 del decreto in esame prevede l’introduzione di una norma che estende ai concessionari del gioco telematico il cosiddetto “condono erariale” deliberato nel 2006 (già quello una porcata).
Come si legge nella relazione tecnica del governo (quindi dichiarato senza pudore), il giudizio più rilevante al quale questa norma sarebbe applicabile è quello relativo ai concessionari per la gestione della rete telematica del gioco lecito, già condannati a 2 miliardi e 475 milioni di euro di risarcimento. Con questa norma potrebbero cavarsela con appena 600 milioni di euro.
L’abolizione dell’IMU ha un costo di 2 miliardi e 442 milioni di euro, più o meno quanto devono i concessionari del gioco, e invece di attivarsi per ottenere un sollecito pagamento del dovuto, ci si piega alle loro richieste, che sicuramente non si fermeranno qui.
Ma oltre al danno la beffa, a fronte di 2,5 miliardi, ne incasseremo (forse) solo 600 e anziché indicare una perdita di 1,8 miliardi, il governo fa il gioco delle tre carte e introduce una maggiore entrata di 600 milioni.