Ho l’impressione che il concetto di redistribuzione del reddito è stato, come dire, leggermente travisato dai politici e dai dirigenti del Comune di Salerno.
Nella puntata di venerdì scorso, durante il monologo televisivo denominato “Salerno città europea”, il Sindaco ha esaltato le proprie qualità pragmatiche dispensando consigli, rivolgendosi a tutta la classe politica, su come riavviare l’Italia in crisi e come farsi carico dei problemi legati all’indigenza di tanti cittadini, divenuti, ahimè, parte della nuova povertà in città.
Peccato, poi, che alle chiacchiere i fatti non corrispondano. La costituzione in mora da parte della Procura regionale della magistratura contabile, del 31 ottobre scorso, ha sanzionato “tutti coloro che hanno proceduto ad erogare a titolo di lavoro straordinario oltre il monte ore previsto dalla legge“.
Il bottino da restituire ammonta a ben 18 milioni di euro per il periodo che va dal 2006 al 2010. Una somma che inciderà non poco nelle tasche dei dirigenti sanzionati.
La classe politica salernitana, che delibera in Giunta tali straordinari, si rende complice della cattiva gestione che nasconde un buco nelle casse del Comune di Salerno di oltre 300mila euro.
Mi sembra ovvio che mentre da un lato si vuol distrarre il popolo con lustrini e luci nel centro città, dall’altro si continua a gestire il bene pubblico in modo privatistico ad appannaggio di una classe dirigente divenuta il braccio operativo nella perenne campagna politica di uomini divenuti ormai una controfigura lussuriosa di se stessi.
La sistemazione delle strade urbane dissestate, sporche e senza vigilanza potrebbe essere uno dei tanti buoni motivi per spendere i soldi dei cittadini pagati con tasse che il Comune continua ad inasprire. Ovviamente scuola, servizi sociali, pubblico trasporto, la lista sarebbe lunghissima, ma una spesa che non porta voti non sembra essere gradita a chi governa questa città da ormai troppi anni.
Silvia