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lunedì 16 dicembre 2013

L'università: ecco i veleni nel sangue di Enza


Il campo di ortaggi in cui si riforniva la famiglia Maisto Avviato il primo studio analitico della Terra dei Fuochi.

Una ricerca partita dalla storia di Vincenza Maisto di Acerra, deceduta per un cancro. I ricercatori della Federico II hanno scoperto concentrati di pcb nel sangue della ragazza. Pcb e metalli pesanti nel sangue del popolo della Terra dei Fuochi. Lo studio dell'università Federico II è partito dalla storia di Enza Maisto, 16 anni, di Acerra, morta la settimana scorsa per un osteosarcoma, tumore incurabile delle ossa.
Enza era diventata il simbolo della Terra dei Fuochi. Poco prima del suo addio la ragazza si era lasciata fotografare nel letto d'ospedale mentre reggeva un foglio con la scritta " Acerra non deve morire". Una vicenda che ha colpito migliaia di persone, scese in piazza sull'onda emotiva della lotta all'ecomafia. Ma ora non c'è spazio per le emozioni, per le sensazioni.
Ora è il dato scientifico che prevale sulle congetture. Questo perché le analisi di laboratorio effettuate dal dipartimento di farmacia dell'università Federico II hanno stabilito che il sangue di Enza era zeppo di policlorobifenili. Vale a dire del famigerato pcb, il composto organico prodotto dalla combustione di plastiche e petroli.
Le molecole di pcb sono migliaia e sono sprigionate da qualsiasi cosa bruci. Ma il dottor Gian Carlo Tenore, del laboratorio di farmacia e tossicologia, ha voluto selezionarne una dozzina, cioè quelle più tossiche e che si avvicinano, nella struttura, alle diossine. E il risultato degli esami dei campioni di sangue e dei capelli di Enza è di quelli che lasciano di stucco: quantità di veleni superiori di 45 volte, 44, 35 volte, a seconda della molecola potenzialmente cancerogena. Nomi che fanno rabbrividire: tetracloro bifenile , esacloro bifenile, pentacolorobifenile. " La fuliggine sprigionata dagli incendi delle discariche è piena di quelle molecole ", spiega il giovane ricercatore di chimica e tecnologie farmaceutiche che sta tentando di capire il perché della mattanza da cancro. Il placet a questo lavoro è stato dato dallo stesso direttore del dipartimento di farmacia, il professor Ettore Novellino. Imprimatur che rende questa ricerca il primo studio su test individuali di alto livello condotto da un ente pubblico.
I campioni di sangue e i capelli sono stati prelevati agli abitanti del Napoletano e del Casertano colpiti da patologie tumorali. Finora Tenore ha analizzato le condizioni di venti persone. Due sono di Acerra, Enza e un signore di circa sessant'anni attualmente in cura. In questi casi i livelli di pcb sono molto elevati. Il dottore però ci va piano: " E' un'anomalia ma non mi sento di affermare altro ". Per gli altri 18 ammalati di cancro, provenienti da Castelvolturno, Nocera e da altre zone dell'hinterland, sono stati rilevati livelli elevati di metalli pesanti. " Ma per dare a questa ricerca attendibilità statistica - specifica il ricercatore - sarà necessario raggiungere e superare il numero di cento casi ". C'è una lacuna ed è tutta finanziaria. Lo sforzo pubblico è limitato. Il danaro per portare avanti questa ricerca lo stanno fornendo in gran parte gli ambientalisti del territorio. Fianco a fianco con i ricercatori dell'università stanno lavorando il colonnello Giampiero Angeli, un ufficiale dell'esercito in pensione, residente a Castelvolturno, che un giorno ha scoperto di essere intossicato da quantità abnormi di piombo e arsenico.
Con lui gli ambientalisti di Acerra Antonio Montesarchio e Alessandro Cannavacciuolo, figlio dei pastori della zona che furono costretti a far abbattere le greggi avvelenate dalla diossina. Obiettivo comune: trovare cure e rimedi salvavita.
Intanto la mamma di Enza si sente ingiustamente in colpa. " Per tanti anni abbiamo mangiato gli ortaggi di un nostro campo, si trova nella zona industriale di Acerra ", racconta, sguardo distrutto, Teresa Russo Spena. Veleni e ciclo dell'alimentazione. Questo sarà un altro capitolo. " Per il momento - spiega il colonnello Angeli - si tratta di scoprire che cosa abbiamo in corpo per trovare le cure disintossicanti adeguate ".
C'è chi vuole approfondire questo tipo di ricerca non solo nella facoltà di farmacia ma pure negli altri ambienti del mondo scientifico napoletano. A supporto del dipartimento di Farmacia della Federico II è infatti sopraggiunto il Policlinico, che ha inviato a Tenore altri campioni di sangue e capelli prelevati da cento pazienti affetti da patologie diverse da quelle oncologiche. Pazienti che però sono ugualmente provenienti dalle aree della Campania più soggette al rischio ambientale.

 Autore: Pino Neri