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domenica 25 agosto 2013

DI BATTISTA M5S: A noi tutti la scelta, o si respira e si fa la storia o si continua ad essere sudditi.

Ci fate caso?
Delle riforme costituzionali non parla piu’ nessuno. Ma come, non erano l’argomento condiviso tra il Partito Derogatico e il Partito del Delinquente?
Non erano il solo modo per dare modernità , spirito europeo e governabilità’ al nostro Paese?
Oggi continua la nauseabonda discussione intorno all’IMU con questi finti ricatti fumo negli occhi per i cittadini portati avanti in modo disgustoso dal Presidente Brunetta e dagli altri “bravi” del capitalismo senza piu' capitali.
Delle riforme costituzionali tanto care alla P2 si parla poco adesso.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e voliamo alti, almeno noi, dato che i partiti continuano a muoversi in terre da maiali, in pantani, in porcili politici.

La costituzione non e’ perfetta, nessun prodotto umano lo e’.
Gli stessi padri costituenti hanno previsto la possibilità  di cambiare la carta per questo hanno pensato l’art. 138.
Il 138 disciplina le revisioni costituzionali ed e’ un bell'articolo  un bellissimo articolo nato per far si che ogni riforma costituzionale avvenga con la più  ampia partecipazione possibile da parte del Parlamento (questo anche per scongiurare il ritorno di qualche ducetto da strapazzo, pericolo sempre piu’ alto in tempi di crisi economica).

Come sapete il Partito Unico vuole stravolgere il 138, vuole bypassarlo, vuole cambiare la costituzione senza rispettare le regole.

Il M5S vuole cambiare la costituzione ma rispettando le regole. Cosa vogliamo inserire? 
Essenzialmente due cose: il referendum propositivo senza quorum e l’obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.
Vogliamo in sostanza dare potere ai cittadini. 

Vogliamo trasformare l’Italia in un Paese in cui chi partecipa decide e non decide chi ha i soldi, le TV, chi ha agganci con Cosa Nostra o froda lo stato. Punto!

Per questo siamo una forza rivoluzionaria e non abbiamo nulla a che vedere con la partitocrazia nella sua totalità  (se lo ricordino alcuni parlamentari smemorati, confusi e ingrati). 

Stiamo provando a cambiare una società  e lo stiamo facendo democraticamente e rispettando le regole.

Io ci credo, fermamente, credo totalmente nei referendum (date un’occhiata al sistema svizzero, e’ interessante). I referendum non sono soltanto strumenti decisionali, sono strumenti che creano un dibattito, che creano informazione, che permettono una crescita culturale. Sono strumenti che migliorano la qualità  di vita degli italiani e rendono i cittadini delle persone migliori.

Ma non vi emozionate se pensate ad una società  in cui, finalmente  i cittadini, tutti quanti, a cominciare dagli ultimi, dalle “pietre che rotolano” come li chiamava Bob Dylan, da coloro che non hanno mai inciso anche se hanno la sapienza, da coloro che sono poveri nei portafogli ma ricchi di saggezza, possano decidere e partecipare alla costruzione di un paese differente?

Mamma mia!

Di fronte a questo sogno (mai a portata di mano come adesso, grazie alla rete) c’e’ ancora chi pensa all’IMU, al PD, al “non sono tutti uguali, alcuni sono gentili” al “abbiamo perso un’occasione”.

Ma quale occasione? Quella di reiterare un sistema, la democrazia rappresentativa, che non ci ha dato nessun potere al di la di quello di mettere una X su una scheda elettorale?

Scrivo come un fiume perché  ci credo, ci crediamo, siamo davanti ad una possibilità  storica che se riusciremo a cogliere cambierà  il Mondo.

La possibilità  di costruire una società  dove i cittadini informati partecipano e decidono e il Governo obbedisce!

A noi tutti la scelta, o si respira e si fa la storia o si continua ad essere sudditi.