LA LEGGE PREVEDE CHE LA BANCA D'ITALIA RITORNI AD ESSERE PUBBLICA.
LANNUTTI (ADUSBEF) – Dopo le dimissioni dell’ex Governatore Antonio
Fazio del dicembre 2005, caduto per le vaste complicità con i furbetti
del quartierino, le scalate estive e l’amico Fiorani, il banchiere del
bacio in fronte alla consorte del capo della Popolare di Lodi, che
elargiva fior di regali alla signora Tarantola (ex capo della vigilanza
ed oggi presidente RAI ), e dopo la nomina di Mario Draghi, la legge ha ridefinito gli assetti proprietari della Banca d’Italia abrogando tra
l’altro la carica a vita.
Le Disposizioni per la tutela del risparmio e
la disciplina dei mercati finanziari imponevano entro la fine del 2008
alle banche azioniste di Bankitalia di cedere le proprie partecipazioni,
affinché il capitale dell’istituto di vigilanza tornasse in mano
pubblica, così come previsto dall'articolo 19, comma 10, della l. 28
dicembre 2005, n. 262.
Tra le 65 proposte di legge che ho presentato quand'ero parlamentare, ho depositato un disegno di legge recante “Norme
sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del
Consiglio superiore della Banca d’Italia” (Atto Senato n. 929), per
riformare gli assetti dell’azionariato Bankitalia e avere un istituto
centrale indipendente, sottratto alla longa manus dei banchieri e
rispettoso dei diritti dei clienti e dei risparmiatori, mettendo in mora
il Governo con numerosi atti di sindacato ispettivo per sanare una vera
e propria «anomalia» istituzionale.
LANNUTTI (ADUSBEF) – Dopo le dimissioni dell’ex Governatore Antonio
Fazio del dicembre 2005, caduto per le vaste complicità con i furbetti
del quartierino, le scalate estive e l’amico Fiorani, il banchiere del
bacio in fronte alla consorte del capo della Popolare di Lodi, che
elargiva fior di regali alla signora Tarantola (ex capo della vigilanza
ed oggi presidente RAI ), e dopo la nomina di Mario Draghi, la legge ha ridefinito gli assetti proprietari della Banca d’Italia abrogando tra
l’altro la carica a vita.