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martedì 3 settembre 2013

DANIELE PESCO M5S SEGNALA: BANCA D'ITALIA

LA LEGGE PREVEDE CHE LA BANCA D'ITALIA RITORNI AD ESSERE PUBBLICA.

LANNUTTI (ADUSBEF) – Dopo le dimissioni dell’ex Governatore Antonio Fazio del dicembre 2005, caduto per le vaste complicità con i furbetti del quartierino, le scalate estive e l’amico Fiorani, il banchiere del bacio in fronte alla consorte del capo della Popolare di Lodi, che elargiva fior di regali alla signora Tarantola (ex capo della vigilanza ed oggi presidente RAI ), e dopo la nomina di Mario Draghi, la legge ha  ridefinito gli assetti proprietari della Banca d’Italia abrogando tra l’altro la carica a vita.

Le Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari imponevano entro la fine del 2008 alle banche azioniste di Bankitalia di cedere le proprie partecipazioni, affinché il capitale dell’istituto di vigilanza tornasse in mano pubblica, così come previsto dall'articolo 19, comma 10, della l. 28 dicembre 2005, n. 262.

Tra le 65 proposte di legge che ho presentato quand'ero parlamentare, ho depositato un disegno di legge recante “Norme sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del Consiglio superiore della Banca d’Italia” (Atto Senato n. 929), per riformare gli assetti dell’azionariato Bankitalia e avere un istituto centrale indipendente, sottratto alla longa manus dei banchieri e rispettoso dei diritti dei clienti e dei risparmiatori, mettendo in mora il Governo con numerosi atti di sindacato ispettivo per sanare una vera e propria «anomalia» istituzionale.