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mercoledì 9 ottobre 2013

M5S Daniele Pesco: Problema carceri, San Vittore, labbra cucite con il fil di ferro @DanielePesco


Oggi in aula ho chiesto al ministro Cancellieri perchè non sono ancora iniziati i lavori a San Vittore. A luglio ero stato in visita alla casa circondariale di Milano e avevo notato l'invivibile situazione in cui versa la struttura. Molti detenuti sono stipati come animali in un allevamento intensivo. Il sovrafollamento potrebbe essere risolto ristrutturando le parti attualmente non occupate perchè in attesa di lavori.

La speculazione edilizia è spesso alla base del problema del sovraffollamneto, l'area centrale di San Vittore fa gola a molti. P.S. il question time era già in calendario prima che il Presidente della Repubblica ci dicesse che non ce ne frega niente dei problemi del paese.




martedì 10 settembre 2013

CONTINUA IL PROCESSO DI PERDITA DI SOVRANITÀ GRAZIE A PD-PDL-MASSMEDIA - D. PESCO M5S

Con legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 è stato introdotto nella Costituzione, in coerenza anche con quanto disposto da accordi internazionali quali il c.d. Fiscal compact, il principio dell'equilibrio strutturale delle entrate e delle spese del bilancio ( PAREGGIO DI BILANCIO).
In quanti se ne sono accorti ?? è passato in sordina.. grazie alla connivenza tra stampa e politica... e con il disegno di legge che è stato approvato alla camera pochi minuti fa.
Sarà sempre peggio, modifiche rapide, approvate da maggioranze bulgare, con l'unico fine di continuare il processo di perdita della sovranità.
Ci stiamo muovendo verso una finta Europa dei popoli che nasconde un potere economico internazionale che nelle mani di pochi attraverso la banca centrale europea sta affamando popoli e nazioni.
Si riuscirà a tornare indietro???

martedì 3 settembre 2013

DANIELE PESCO M5S SEGNALA: BANCA D'ITALIA

LA LEGGE PREVEDE CHE LA BANCA D'ITALIA RITORNI AD ESSERE PUBBLICA.

LANNUTTI (ADUSBEF) – Dopo le dimissioni dell’ex Governatore Antonio Fazio del dicembre 2005, caduto per le vaste complicità con i furbetti del quartierino, le scalate estive e l’amico Fiorani, il banchiere del bacio in fronte alla consorte del capo della Popolare di Lodi, che elargiva fior di regali alla signora Tarantola (ex capo della vigilanza ed oggi presidente RAI ), e dopo la nomina di Mario Draghi, la legge ha  ridefinito gli assetti proprietari della Banca d’Italia abrogando tra l’altro la carica a vita.

Le Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari imponevano entro la fine del 2008 alle banche azioniste di Bankitalia di cedere le proprie partecipazioni, affinché il capitale dell’istituto di vigilanza tornasse in mano pubblica, così come previsto dall'articolo 19, comma 10, della l. 28 dicembre 2005, n. 262.

Tra le 65 proposte di legge che ho presentato quand'ero parlamentare, ho depositato un disegno di legge recante “Norme sulla proprietà della Banca d’Italia e sui criteri di nomina del Consiglio superiore della Banca d’Italia” (Atto Senato n. 929), per riformare gli assetti dell’azionariato Bankitalia e avere un istituto centrale indipendente, sottratto alla longa manus dei banchieri e rispettoso dei diritti dei clienti e dei risparmiatori, mettendo in mora il Governo con numerosi atti di sindacato ispettivo per sanare una vera e propria «anomalia» istituzionale.