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giovedì 26 settembre 2013

Gioco d'azzardo: non ci fidiamo del Governo!



Ieri abbiamo votato in Aula l'articolo 14 della legge di delega in materia fiscale che conferisce al Governo il potere di legiferare per la regolamentazione del settore del gioco d'azzardo.
A nulla sono valsi i dati e gli argomenti portati dai componenti delle Commissioni Affari Sociali e Finanze del MoVimento 5 Stelle, che hanno provato a far desistere l'Aula dal concedere questa ulteriore delega in un settore delicatissimo, preda delle infiltrazioni mafiose, teatro di collusione fra società concessionarie del gioco d'azzardo e vari esponenti politici, e causa di danni sociali allarmanti.
Ancora una volta PD+L e PD-L e i loro accoliti hanno scelto di sottrarsi al confronto in Parlamento e davanti agli italiani, trasferendo al Governo il compito di regolare il settore del gioco d'azzardo. Decideranno nelle segrete stanze della burocrazia statale ed al riparo dallo sguardo attento dei cittadini e delle associazioni che, come CONAGGA e Libera, da anni si battono per chiedere una soluzione alla piaga del Gioco d'Azzardo Patologico.


Perché non si vuole discutere apertamente sul diritto alla cura delle vittime delle patologie di dipendenza provocate dal gioco d'azzardo, sulle misure per combattere le infiltrazioni mafiose nella filiera del gioco lecito e sui rischi di collusione fra la classe politica e le società concessionarie del gioco d'azzardo?
La risposta è molto semplice: un lungo elenco di politici e partiti finanziati alla luce del sole dall'industria del gioco! L'attività di lobbing da parte delle concessionarie è stata costante: SNAI ha finanziato Alemanno, la Margherita, i DS e l'UdC; ben sette Ministri di questo Governo, compreso il Presidente del Consiglio Letta, fanno parte dell'associazione veDrò, finanziata anche da due multinazionali del gioco d'azzardo, Lottomatica e Sisal; le pagine della rivista della fondazione Italianieuropei, riconducibile a Bray e D'Alema, sono piene di pubblicità sui giochi d'azzardo; Letta ha personalmente ricevuto 15.000 euro da Antonio Porsia, presidente di HBG, una concessionaria del gioco d'azzardo sulla quale è in corso un'indagine della Finanza per evasione fiscale.
L'ultimo esempio di questo sporco intreccio tra politica e lobby del gioco è il maxi-condono fatto dal Governo Letta ai suoi finanziatori: dieci società concessionarie, che hanno eluso ben 98 miliardi di euro, sono state condannate dalla Corte dei Conti a pagare una multa di 2 miliardi e mezzo di euro che un provvidenziale intervento di questo Governo ha ridotto ad una sanzione di soli 611 milioni di euro.