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lunedì 23 settembre 2013

GIULIA SARTI M5S - Ieri ho voluto stimolare tanto i miei sostenitori, quanto i miei detrattori.............

Sulle mie pagine, devo dire contrariamente a molte altre, ho la fortuna di leggere le opinioni di tante persone con un sano e robusto senso della critica. Intendo la critica più sana, quella costruttiva, quella che mi fa capire che esistono molti cittadini impegnati e seriamente preoccupati della mia efficacia in Parlamento e di come la penso.

Nella posizione in cui sono, per il carico di lavoro e responsabilità che porto, è molto facile cedere alla tentazione di leggere solo i complimenti e cassare le critiche come inopportune. Ebbene io mi sforzo di prendere nuova energia da chi mi appoggia, ma anche suggerimenti da chi mi critica e questa mia pagina su Facebook è preziosissima per entrambe le risorse.

Ieri ho voluto stimolare tanto i miei sostenitori, quanto i miei detrattori, su un argomento che mi preoccupa molto. 
Ho postato "Fuori lo stato dal mio negozio", lo slogan di Roberto Corsi, il negoziante che ha deciso di non battere più scontrini, senza apporvi alcun filtro e l'ho fatto in questa modalità per ottenere un feedback più diretto possibile. 
Una piccola provocazione, lo ammetto, ma che ha dato i suoi frutti.

L'argomento e il linguaggio di Corsi stanno girando velocemente in rete (e non solo) per la drammatica attualità del problema. 
Non è un mistero per nessuno e anche senza statistiche, girando semplicemente a piedi la propria città, si può constatare di persona quante attività stiano chiudendo. Siamo dentro una macchina che consuma troppo e la lancetta che indica il livello del carburante scende a vista d'occhio. Riusciremo ad arrivare alla fine del viaggio?

Io conosco bene le mie responsabilità e non incito certo a non pagare le tasse. 
Però la domanda che faccio qui e adesso è: le tasse sono veramente lecite fino all'autodistruzione? 
Sono in Parlamento, posso toccare con mano l'attenzione usata dalle altre forze politiche a proposito di questo problema e vi posso garantire che è prossima allo zero. 

Senza effettive modifiche ed una volta che la forza contributiva delle piccole imprese sarà stata azzerata, le tasse che saranno riusciti a pagare tutti saranno state sufficienti a rimettere il Paese in carreggiata?

Sotto il post di ieri ho letto molte considerazioni che, giustamente, spiegavano perché bisogna pagare le tasse, ma quello che serve è una forma di pressione diversa verso chi non usa al meglio le tasse che paghiamo. Mi spiego meglio. 

Ho letto moltissimi "voi del Movimento", questo implica che chi li ha scritti abbia votato altro (almeno lo spero) e dunque dovrebbe mettere altrettanta passione nel comunicare al proprio partito che è ora di smetterla di curare degli assurdi privilegi e dedicarsi seriamente alla parte più esposta di questo paese.

Lasciando perdere gli attacchi strumentali che, comunque, fanno parte del gioco e impressionano molto meno di quanto vorrebbero, chi si è sentito di criticarmi per vero spirito civico sa bene che oggi i Partiti hanno l'unico ruolo di fabbricare carriere. 
Ognuno di voi informandosi sulla propria realtà locale può constatare di persona come con il giochino delle partecipate si siano create poltrone a carica politica tutte pagate profumatamente al di là dei risultati prodotti e queste sono cose che non si possono toccare.

Favorire chi produce debito e stremare chi paga le tasse. 
E' questo che vogliamo? 
Io, lo ripeto, non invito a non pagare le tasse. 
La mia storia personale e tutte le battaglie in cui mi sono impegnata in questi anni lo dimostrano, ma invito tutti ad una riflessione: Corsi avrebbe potuto dire quello che ha detto e fare quello che ha fatto trovando eco e sostenitori se la situazione non fosse realmente tragica e senza prospettive?

P.S.
Il post in oggetto mi ha dato anche l'opportunità di fare un'altra riflessione. La potenza mediatica di un social network come Facebook è sommariamente dispersa dall'approssimazione dello stimolo. E' come sparare con un cannone ad una monetina, si producono incalcolabili danni collaterali. Dunque, da questa settimana proverò a partire con un nuovo esperimento proprio qui su questa pagina e sul mio blog, cercando di dare un quadro organico, in più puntate, entrando nel merito delle questioni e circostanziando le notizie, per far capire ancor meglio come questo Governo sta prendendo in giro i cittadini. 
Il mio ruolo innegabilmente mi concede una postazione di osservazione privilegiata e da qui posso vedere bene le conseguenze delle decisioni prese; il singolo spot disperde questa parte importante dell'informazione. 
Dunque... mi perdonino gli amanti delle foto dei gattini, ma ci sarà da leggere.