la supposta misoginia a 5 Stelle

Il
gioco della disinformazione portato avanti, in questi giorni, dai
partiti e dagli organi di stampa affiliati, è particolarmente sporco. si
sta cercando, in tutti i modi, di far passare il messaggio che le
critiche espresse nei confronti della presidente della Camera, dai
portavoce del M5S in aula e poi riverberate e rafforzate da Grillo sul
suo blog, siano sintomo di una supposta misoginia del MoVimento, come
che la Boldrini in quanto presidente della Camera non rappresenti solo e
soltanto la Camera dei Deputati, e quindi la 3a carica dello stato, ma
anche - non si capisce bene per quale ragione - tutte le donne italiane.
insomma, una sorta di papessa del femminismo. ella quindi espressione,
emblema e paladina della donne di questo paese.
a dirlo non sono
tanto le donne italiane ed il popolo in generale, ma ad insignirla di
tale patente sono nientepopodimenoche gli stessi partiti politici che
l'hanno nominata, l'hanno infilata in posizione sicura, nelle liste
elettorali di SEL - saltando a pieppari qualsiasi processo di primarie,
come si attiene ai big della politica di partito - e quindi fatta
eleggere col porcellum, per poi nominarla presidente della Camera. e
non certo per meriti, capacità, autorevolezza o riconosciute doti di
gestione assembleare, ma più che altro per rifare il trucco alle
istituzioni e per vendere all'opinione pubblica la favoletta che ella
rappresentasse un rinnovamento nella politica, e che dunque qualcosa nei
grigi palazzi della politica italiana stia cambiando.
una pura
operazione di marketing insomma. l'ennesima foglia di fico, utile a
coprire il solito vecchio potere politico di sempre, che muove i fili e
governa la nave Italia verso la deriva, ormai da decenni.
e quindi
voglio essere estremamente chiaro: la Boldrini non ci interessa. e non
ci interessa neanche tanto che si dimetta, se non vuole farlo, se non se
la sente. la Boldrini è stata criticata oggi, come abbiamo criticato
altri rappresentanti istituzionali quando non hanno dimostrato, nei
fatti, di saper ricoprire il proprio ruolo con imparzialità e
professionalità. io stesso ho mosso in aula, in altre occasioni,
critiche simili nei confronti del vice-presidente in quota PD Roberto
Giachetti, per comportamenti poco rispettosi nei confronti del gruppo 5
Stelle. il tutto in un clima di confronto, anche acceso, ma nel rispetto
dei ruoli e senza che alcuno si alzasse per dire che, le critiche mosse
verso il vice-presidente Giachetti, fossero un attacco violento verso
il genere maschile, o una minoranza radicale all’interno del PD, o non
so a che altra categoria possa appartenere il deputato Giachetti.
perché
dunque le critiche mosse verso la presidente Boldrini sollevano questi
scudi, animano queste polemiche, e fanno insorgere le istituzioni ai più
alti livelli (scomodando persino il capo dello stato, che magari i
cittadini vorrebbero si occupasse di ben altre problematiche,
considerato che il paese è in ginocchio)?
il motivo è ben chiaro a
chi vive le attività dell'aula di Montecitorio. la presidente Boldrini
risulta debole. debole perché di scarsa personalità, e proprio per
questo arrendevole rispetto ai gruppi di potere politici che pressano
portando spesso, la presidenza della Camera, a calpestare i regolamenti
parlamentari e la stessa Costituzione repubblicana.
e per far
fronte a questa debolezza, la casta politica insorge e solleva gli
scudi, spaventata che - con la caduta della Boldrini - possa cadere
anche il castello di ipocrisie che tiene in piedi il loro mondo dorato,
fatto di privilegi e di interessi da mantenere.
è questa la
critica che si solleva alla Boldrini: quella di essere - forse
inconsapevolmente - strumento in mano a lobby e poteri più grandi di
lei. critica che una persona onesta ed in buonafede saprebbe capire. non
dunque un attacco alla donna Boldrini, o alla sua appartenenza
politica, ma un accorato appello ad essere consapevole dell’importanza
del proprio ruolo, a saper riconoscere i propri errori e le proprie
mancanze, e ad impegnarsi per riconquistare con imparzialità, impegno ed
umiltà, l'autorevolezza ed il rispetto dell'aula di Montecitorio, che
in questi primi sei mesi di legislatura non ha saputo meritare.
Cristian Iannuzzi, M5S