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domenica 22 settembre 2013

La supposta misoginia a 5 Stelle

la supposta misoginia a 5 Stelle

22 settembre 2013 alle ore 18.34
Il gioco della disinformazione portato avanti, in questi giorni, dai partiti e dagli organi di stampa affiliati, è particolarmente sporco. si sta cercando, in tutti i modi, di far passare il messaggio che le critiche espresse nei confronti della presidente della Camera, dai portavoce del M5S in aula e poi riverberate e rafforzate da Grillo sul suo blog, siano sintomo di una supposta misoginia del MoVimento, come che la Boldrini in quanto presidente della Camera non rappresenti solo e soltanto la Camera dei Deputati, e quindi la 3a carica dello stato, ma anche - non si capisce bene per quale ragione - tutte le donne italiane. insomma, una sorta di papessa del femminismo. ella quindi espressione, emblema e paladina della donne di questo paese.
a dirlo non sono tanto le donne italiane ed il popolo in generale, ma ad insignirla di tale patente sono nientepopodimenoche gli stessi partiti politici che l'hanno nominata, l'hanno infilata in posizione sicura, nelle liste elettorali di SEL - saltando a pieppari qualsiasi processo di primarie, come si attiene ai big della politica di partito - e quindi fatta eleggere col porcellum, per poi nominarla presidente della Camera.  e non certo per meriti, capacità, autorevolezza o riconosciute doti di gestione assembleare, ma più che altro per rifare il trucco alle istituzioni e per vendere all'opinione pubblica la favoletta che ella rappresentasse un rinnovamento nella politica, e che dunque qualcosa nei grigi palazzi della politica italiana stia cambiando.
una pura operazione di marketing insomma. l'ennesima foglia di fico, utile a coprire il solito vecchio potere politico di sempre, che muove i fili e governa la nave Italia verso la deriva, ormai da decenni.
e quindi voglio essere estremamente chiaro: la Boldrini non ci interessa. e non ci interessa neanche tanto che si dimetta, se non vuole farlo, se non se la sente. la Boldrini è stata criticata oggi, come abbiamo criticato altri rappresentanti istituzionali quando non hanno dimostrato, nei fatti, di saper ricoprire il proprio ruolo con imparzialità e professionalità. io stesso ho mosso in aula, in altre occasioni, critiche simili nei confronti del vice-presidente in quota PD Roberto Giachetti, per comportamenti poco rispettosi nei confronti del gruppo 5 Stelle. il tutto in un clima di confronto, anche acceso, ma nel rispetto dei ruoli e senza che alcuno si alzasse per dire che, le critiche mosse verso il vice-presidente Giachetti, fossero un attacco violento verso il genere maschile, o una minoranza radicale all’interno del PD, o non so a che altra categoria possa appartenere il deputato Giachetti.
perché dunque le critiche mosse verso la presidente Boldrini sollevano questi scudi, animano queste polemiche, e fanno insorgere le istituzioni ai più alti livelli (scomodando persino il capo dello stato, che magari i cittadini vorrebbero si occupasse di ben altre problematiche, considerato che il paese è in ginocchio)?
il motivo è ben chiaro a chi vive le attività dell'aula di Montecitorio. la presidente Boldrini risulta debole. debole perché di scarsa personalità, e proprio per questo arrendevole rispetto ai gruppi di potere politici che pressano portando spesso, la presidenza della Camera, a calpestare i regolamenti parlamentari e la stessa Costituzione repubblicana.
e per far fronte a questa debolezza, la casta politica insorge e solleva gli scudi, spaventata che - con la caduta della Boldrini - possa cadere anche il castello di ipocrisie che tiene in piedi il loro mondo dorato, fatto di privilegi e di interessi da mantenere.
è questa la critica che si solleva alla Boldrini:  quella di essere - forse inconsapevolmente - strumento in mano a lobby e poteri più grandi di lei. critica che una persona onesta ed in buonafede saprebbe capire. non dunque un attacco alla donna Boldrini, o alla sua appartenenza politica, ma un accorato appello ad essere consapevole dell’importanza del proprio ruolo, a saper riconoscere i propri errori e le proprie mancanze, e ad impegnarsi per riconquistare con imparzialità, impegno ed umiltà, l'autorevolezza ed il rispetto dell'aula di Montecitorio, che in questi primi sei mesi di legislatura non ha saputo meritare. 
Cristian Iannuzzi, M5S