Di
seguito l’interrogazione a risposta scritta presentata oggi al Ministro
della Salute affinché aiuti a far luce sulla vicenda e si attivi per
migliorare la Sanità pubblica in Campania per farla tornare ad essere un
servizio degno di un Paese civile.
Non è più tollerabile che in Italia debbano esistere cittadini di
“serie B” che non hanno alcun diritto ad un’adeguata assistenza pubblica
per colpa delle nefandezze compiute da amministratori politicizzati e
incapaci. E’ necessario che si accertino le responsabilità e si
condannino i colpevoli. Solo così potremmo avviare un processo di
rinnovamento in un settore pubblico che è alla base dei diritti della
collettività.
Interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute.
Per sapere – premesso che:

Alle ore 13:40 di martedì 3 settembre presso il Pronto Soccorso
dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno si è spenta la vita di un uomo
quarantaduenne, senza tetto, affetto da HIV.
Potrebbe sembrare l’ennesimo caso di malato che giunge al termine
di un percorso di sofferenze che altra soluzione non trova se non la
morte.
Purtroppo stavolta la Sanità Pubblica potrebbe avere delle grosse
responsabilità in merito perché quell’uomo era stato portato al Pronto
Soccorso del suddetto Ospedale la sera di Lunedì 2 settembre alle ore
20:22, fortemente disidratato e con febbre alta.
Il quadro clinico del paziente si era presentato subito molto
delicato e complesso e necessitava di un ricovero, tra l’altro, in
isolamento.
Invece è rimasto negli angusti spazi di quel Pronto Soccorso fino al raggiungimento della morte.
Oltre diciassette ore senza trovare un posto letto libero in una
Regione in cui la Sanità Pubblica ha raggiunto livelli assistenziali a
dir poco indecenti.
Non c’erano posti letto per poterlo ricoverare, non solo nel
reparto salernitano di “Infettivi”, ma anche al “Moscati” di Avellino e
al “Cotugno” di Napoli. Paradossalmente in quest’ultimo, la
disponibilità sarebbe arrivata mezz’ora dopo il decesso.
Il Primario del reparto “Infettivi” all’Ospedale “Ruggi
d’Aragona” aveva ripetutamente sollecitato la direzione generale sia
verbalmente che per iscritto, nell’ultimo anno, affinché potesse essere
riaperto il secondo piano della divisione, chiuso per lavori di
restyling che avrebbero dovuto partire quasi due anni fa. In questo
reparto, a fronte dei 42 posti letto iniziali e dei 35 previsti dal
piano regionale, ne sono rimasti solo 16, per un’Azienda Ospedaliera che
resta il punto di riferimento non solo per la provincia di Salerno.
La Direzione Generale risponde, dopo l’accaduto, che non avendo
personale a disposizione, nessun posto letto può essere attivato.
È necessario attivarsi affinché non restino impunite eventuali responsabilità: -
se è stato fatto tutto il possibile per aiutare una persona
malata a non morire nel Pronto Soccorso di un Ospedale dopo diciassette
ore di inutile attesa per un ricovero che la Sanità Pubblica non riesce
più a garantire in Campania;
il motivo per cui in nessun ospedale campano si è trovata, in tempo utile, una sistemazione;
se, alla luce di quanto accaduto, ci sia stato il pericolo di contagio per gli altri pazienti;
se non ritenga che il continuo e a volte incomprensibile taglio
dei posti letto e delle risorse da devolvere al sistema sanitario
nazionale non sia fra le cause che determinano fatti drammatici e
inaccettabili come quello accaduto a Salerno.
Silvia