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venerdì 6 settembre 2013

Morire di malasanità in Campania…GIORDANO M5S

Di seguito l’interrogazione a risposta scritta presentata oggi al Ministro della Salute affinché aiuti a far luce sulla vicenda e si attivi per migliorare la Sanità pubblica in Campania per farla tornare ad essere un servizio degno di un Paese civile.
Non è più tollerabile che in Italia debbano esistere cittadini di “serie B” che non hanno alcun diritto ad un’adeguata assistenza pubblica per colpa delle nefandezze compiute da amministratori politicizzati e incapaci. E’ necessario che si accertino le responsabilità e si condannino i colpevoli. Solo così potremmo avviare un processo di rinnovamento in un settore pubblico che è alla base dei diritti della collettività.

Interrogazione a risposta scritta al Ministro della Salute.
Per sapere – premesso che:
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Alle ore 13:40 di martedì 3 settembre presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno si è spenta la vita di un uomo quarantaduenne, senza tetto, affetto da HIV.

Potrebbe sembrare l’ennesimo caso di malato che giunge al termine di un percorso di sofferenze che altra soluzione non trova se non la morte.
Purtroppo stavolta la Sanità Pubblica potrebbe avere delle grosse responsabilità in merito perché quell’uomo era stato portato al Pronto Soccorso del suddetto Ospedale la sera di Lunedì 2 settembre alle ore 20:22, fortemente disidratato e con febbre alta.
Il quadro clinico del paziente si era presentato subito molto delicato e complesso e necessitava di un ricovero, tra l’altro, in isolamento.
Invece è rimasto negli angusti spazi di quel Pronto Soccorso fino al raggiungimento della morte.
Oltre diciassette ore senza trovare un posto letto libero in una Regione in cui la Sanità Pubblica ha raggiunto livelli assistenziali a dir poco indecenti.
Non c’erano posti letto per poterlo ricoverare, non solo nel reparto salernitano di “Infettivi”, ma anche al “Moscati” di Avellino e al “Cotugno” di Napoli. Paradossalmente in quest’ultimo, la disponibilità sarebbe arrivata mezz’ora dopo il decesso.
Il Primario del reparto “Infettivi” all’Ospedale “Ruggi d’Aragona” aveva ripetutamente sollecitato la direzione generale sia verbalmente che per iscritto, nell’ultimo anno, affinché potesse essere riaperto il secondo piano della divisione, chiuso per lavori di restyling che avrebbero dovuto partire quasi due anni fa. In questo reparto, a fronte dei 42 posti letto iniziali e dei 35 previsti dal piano regionale, ne sono rimasti solo 16, per un’Azienda Ospedaliera che resta il punto di riferimento non solo per la provincia di Salerno.
La Direzione Generale risponde, dopo l’accaduto, che non avendo personale a disposizione, nessun posto letto può essere attivato.
È necessario attivarsi affinché non restino impunite eventuali responsabilità: -
se è stato fatto tutto il possibile per aiutare una persona malata a non morire nel Pronto Soccorso di un Ospedale dopo diciassette ore di inutile attesa per un ricovero che la Sanità Pubblica non riesce più a garantire in Campania;
il motivo per cui in nessun ospedale campano si è trovata, in tempo utile, una sistemazione;
se, alla luce di quanto accaduto, ci sia stato il pericolo di contagio per gli altri pazienti;
se non ritenga che il continuo e a volte incomprensibile taglio dei posti letto e delle risorse da devolvere al sistema sanitario nazionale non sia fra le cause che determinano fatti drammatici e inaccettabili come quello accaduto a Salerno.

Silvia