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giovedì 26 settembre 2013

S.MARINO INSORGE CITTADINI IN RIVOLTA - POLITICI COSTRETTI A SCAPPARE



Parlando di ribellioni, succede a San Marino: 
PERSINO NELLA PICCOLA REPUBBLICA DI SAN MARINO SI RIBELLANO

Insorge S.Marino nel Silenzio più Totale dei Media, parlamentari scortati fuori da Palazzo. E’ stata tutt’altro che una giornata tranquilla quella ha visto scendere in piazza oltre 5 Mila Sammarinesi pronti a Tutto contro la riforma fiscale che il governo è in procinto di varare e che, aumenterebbe le tasse ai dipendenti anche di 6 volte. L'Urlo è unanime ‘No alla stangata’. Il colpo d’occhio è impressionante e per le vie che portano nel punto più alto della Repubblica è quasi impossibile arrivare.


Esauriti i parcheggi, Traffico in Tilt, compatti come NON mai si avanza verso il Centro Storico. Lentamente il corteo si avvicina a piazza della Libertà già piena. «Siamo arrivati e siamo tantissimi», urla uno speaker a un megafono, mentre il cordone di sicurezza della Gendarmeria si mette a protezione dell’entrata di Palazzo dove è in corso una seduta del "Consiglio Grande e Generale". Qualche consigliere esce da Palazzo ed è carica, scatta il primo tentativo di sfondamento. La Gendarmeria retrocede di qualche passo, ma tiene.

Dentro Palazzo Pubblico si schiera la squadra antisommossa. Urla e fischi si fanno assordanti. I momenti di tensione non si placano. Alle 16, a seduta terminata, i consiglieri escono dal Palazzo scortati fuori dalla Gendarmeria in tenuta antisommossa.

Tre parlamentari dell’opposizione vengono giustamente aggrediti dai manifestanti e un ex consigliere del Psd, Denise Bronzetti, è raggiunta in testa da una bottiglia. Continue le Cariche, i cittadini esasperati urlano "Ladri, Farabutti". Molti membri della maggioranza preferiscono scappare dal Palazzo pubblico attraverso un tunnel, un passaggio storico, che dalla sede del Consiglio corre sotto piazza della Libertà e raggiunge la sede del ministero degli Interni. Poi consiglieri e membri scappano da una porta laterale evitando i manifestanti. Solo grazie a un cordone della Gendarmeria si apre un corridoio per permettere ai ladri di usare un'uscita secondaria. Anche questa in prima assediata dai manifestanti, con tanto di lancio di fumogeni.