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giovedì 3 ottobre 2013

CITTADINI HANNO DIRITTO DI CONOSCERE ORIGINE CIBO CHE MANGIANO. (DIRE)


Roma, 3 ott. - "La contraffazione compromette il settore agroalimentare italiano. Combatterla e' dovere del legislatore, a tutela del nostro made in Italy, della sopravvivenza e del rilancio del settore (150 miliardi euro di fatturato secondo la Coldiretti), nonche' della salute dei cittadini che hanno il diritto di conoscere l'origine del cibo che mangiano". Lo dichiarano gli eletti M5S nelle commissioni Agricoltura, promotori di una proposta di legge di modifica degli articoli 518 e 448 c.p. e 51 c.p.p. "La proposta di legge cinquestelle inasprisce il contrasto alla contraffazione agroalimentare ricordando, in particolare, la centralità della criminalità organizzata in questo grave fenomeno. Nell'ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia- proseguono i grillini- e' stato messo in evidenza, infatti, come clan camorristici, famiglie mafiose e 'ndrangheta siano coinvolte in un fitto intreccio che interessa tutta la filiera agroalimentare: dall'accaparramento dei terreni agricoli alla produzione, dal trasporto allo stoccaggio, dall'intermediazione alla fissazione dei prezzi, fino agli investimenti per l'acquisto di catene di supermercati o centri commerciali". Per queste ragioni, "la stessa Dna, durante la passata legislatura, aveva chiesto al Parlamento di impegnarsi per modificare il codice penale e di procedura penale, inserendo cosi' la contraffazione agroalimentare nei reati perseguibili dalla Procura Antimafia". Finora, pero', chiude la nota M5S, "nonostante il monito e le ricche spiegazioni dell'allora procuratore nazionale Pietro Grasso, nessuno aveva risposto a questo appello".