Roma, 3
ott. - "La contraffazione compromette il settore agroalimentare
italiano. Combatterla e' dovere del legislatore, a tutela del nostro
made in Italy, della sopravvivenza e del rilancio del settore (150
miliardi euro di fatturato secondo la Coldiretti), nonche' della salute
dei cittadini che hanno il diritto di conoscere l'origine
del cibo che mangiano". Lo dichiarano gli eletti M5S nelle commissioni
Agricoltura, promotori di una proposta di legge di modifica degli
articoli 518 e 448 c.p. e 51 c.p.p. "La proposta di legge cinquestelle
inasprisce il contrasto alla contraffazione agroalimentare ricordando,
in particolare, la centralità della criminalità organizzata in questo
grave fenomeno. Nell'ultima relazione annuale della Direzione nazionale
antimafia- proseguono i grillini- e' stato messo in evidenza, infatti,
come clan camorristici, famiglie mafiose e 'ndrangheta siano coinvolte
in un fitto intreccio che interessa tutta la filiera agroalimentare:
dall'accaparramento dei terreni agricoli alla produzione, dal trasporto
allo stoccaggio, dall'intermediazione alla fissazione dei prezzi, fino
agli investimenti per l'acquisto di catene di supermercati o centri
commerciali". Per queste ragioni, "la stessa Dna, durante la passata
legislatura, aveva chiesto al Parlamento di impegnarsi per modificare il
codice penale e di procedura penale, inserendo cosi' la contraffazione
agroalimentare nei reati perseguibili dalla Procura Antimafia".
Finora, pero', chiude la nota M5S, "nonostante il monito e le ricche
spiegazioni dell'allora procuratore nazionale Pietro Grasso, nessuno
aveva risposto a questo appello".
