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venerdì 18 ottobre 2013

@M5SLazio ATTACCO RESPINTO PER MANIFESTA INCOMPETENZA (Cronaca di una toppa annunciata)

Pubblicato da il 18 ott, 2013 in Articoli, Consiglio regionale

ATTACCO RESPINTO PER MANIFESTA INCOMPETENZA (Cronaca di una toppa annunciata)


vincenzi
Nell’edizione odierna di Repubblica-Roma c’è un articolo, probabilmente dettato da un ufficio stampa genuflesso, ricco di imprecisioni e di parole diffamatorie, scritto senza verificare le fonti e la veridicità delle informazioni : il consigliere Vincenzi del PD, forse esausto dal cercare modi per non rispondere alle responsabilità legali del suo capo in merito ad assunzioni non limpide, ha deciso di depositare un’interrogazione contro il gruppo legale del M5S, sulla scorta di un ipotetico conflitto di interessi tra i nostri avvocati e le denunce da loro depositate contro alcuni atti della Giunta Zingaretti e del consiglio regionale.

Il nostro lavoro in regione passa spesso per le carte bollate, unica strada in mano ad un’opposizione esautorata da una maggioranza arrogante, carte che pubblichiamo sulla nostra pagina web e che sono a disposizione di tutti, anche dei giornalisti di Repubblica. Evidentemente nel PD tutta questa trasparenza disorienta, quindi il capogruppo Vincenzi, un po’ offuscato e non abituato al ruolo del denunciante, ha dichiarato al giornalista che esisterebbe un “palese conflitto d’interessi, visto che Morricone e Canali non potrebbero, per legge, patrocinare ricorsi contro la Regione di cui sono dipendenti».
Peccato che Morricone non sia dipendente del Consiglio Regionale, ma consulente a Partita Iva del gruppo M5S e che Canali, contrariamente a quanto affermato da Vincenzi, abbia firmato solo il ricorso al TAR, molti giorni prima di venire assunto dal gruppo. Contrariamente a quanto riferito da Vincenzi, lo staff del gruppo consiliare non è dipendente pubblico quindi non sussiste nessun’ipotesi di conflitto d’interesse.
Ovviamente ci riserviamo di intraprendere nelle sedi competenti le dovute azioni legali per l’accaduto, chiederemo la rettifica, come per legge,  dell’articolo in questione, pubblicato  su quelle stesse pagine che solitamente sono sorde alle nostre azioni, forse per il troppo fascino subito dal fratello del commissario televisivo.
Purtroppo questo è lo stato di certa informazione italiana e questo è il modus operandi di un sistema politico che si vede costretto all’angolo dalla legge e che, quando affrontato a viso aperto e con il codice in mano come nel caso Sterpa (di cui Repubblica quasi non ha fatto menzione) risponde con la stessa agilità di un tonno nella camera della morte.
Noi continueremo a fare quel che facciamo, nell’aula del consiglio e, se non ascoltati, nelle aule di tribunale, perché questo è quello che ci hanno chiesto i nostri elettori e quello che ci obbliga a fare il nostro senso civico, con la speranza che Vincenzi, o chi per lui, la prossima volta perdano tempo a consultare i documenti e verificare le date, sarebbe un piccolo passo verso la loro  salvezza ed un gesto di rispetto anche verso i propri elettori.