Risposte ai commenti sulla legge elettorale
Ecco le prime domande dei cittadini e le nostre risposte sulla legge elettorale che abbiamo proposto qui. Continuate ad inviarci le vostre osservazioni!
- Perché abbiamo scelto la preferenza negativa?
- Complica troppo il meccanismo?
- È incostituzionale?
- Perché non ci sono altre riforme come la sfiducia costruttiva?
1. Perché abbiamo scelto la preferenza negativa?
Il sistema classico della preferenza è sicuramente migliore delle liste bloccate del "porcellum".
Esso, tuttavia, ha tanti difetti, tant'è vero che un referendum
abrogativo del 1993, approvato con più dell'80% dei voti, aveva cercato
di smantellare il sistema delle preferenze perché considerato causa di
degenerazione partitocratica.
In effetti, il sistema delle preferenze - come affermato da tutti gli
studi politologici - aumenta i costi della politica, perché i candidati
sono costretti a finanziarsi campagne elettorali individuali. Così sono
incentivate le clientele e anche la corruzione! Inoltre le preferenze
incentivano la conflittualità dentro i partiti e la proliferazione delle
correnti. Anche se noi del Movimento non terremo questi comportamenti
in ogni caso, bisogna considerare che la legge elettorale vale per
tutti, anche per i nostri avversari! Non è un bene per il Paese che la
legge elettorale incentivi di fatto ulteriori degenerazioni come quelle
descritte.
Ecco dunque le ragioni di fondo della proposta che abbiamo fatto:
affiancare alle preferenze positive anche quelle negative. La scommessa è
che gli elettori "sani" di tutti i partiti politici possano esprimere
preferenze negative proprio nei confronti di quei candidati che spendono
troppo, che, per raccogliere preferenze, si avvalgono di clientele, che
non sono espressione del movimento politico che devono rappresentare ma
di specifiche lobbies di interessi, che hanno posizioni politiche
difformi da quelle della lista cui appartengono.
2. Complica troppo il meccanismo?
Sapevamo dall'inizio che l'adozione del sistema della preferenza negativa complica un po' la scheda.
Abbiamo però ritenuto che questo risvolto negativo fosse ampiamente
controbilanciato da quelli positivi che abbiamo già citato. Inoltre
consente all'elettore una grandissima libertà di scelta, perché può di
fatto graduare le preferenze dentro una lista dando a qualche candidato
due preferenze, a qualcuno una sola e ad altri nemmeno una. Può inoltre
scegliere anche candidati che apprezza in altre liste. In questo caso,
però, spezza il suo voto, dandone una frazione al partito di cui ha
votato il simbolo ed una frazione minore al partito di cui ha
semplicemente preferito un candidato.
Ci saranno troppe schede nulle? Niente affatto: nel testo della legge
(http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/affaricostituzionali/pdl-elet.pdf)
, al comma 10 del nuovo articolo 59, si specifica espressamente che
eventuali errori circa il voto di preferenza negativa o positiva non
pregiudica il voto di lista. Dunque, eventuali nullità riguarderanno
solo le preferenze e non il voto di lista.
3. È un sistema costituzionalmente illegittimo come in qualche post si teme?
Sinceramente, consultati diversi costituzionalisti, nessuno ha capito
quale sia la disposizione o il principio costituzionale che sia
violato. D'altro canto sistemi simili sono adottati in diverse
democrazie senza destare alcun problema, a partire dalla Svizzera, cui
il sistema si ispira. Dunque non vi sono preoccupazioni su questo
terreno!
4. Perché non ci sono altre riforme come la sfiducia costruttiva?
La riforma che abbiamo proposto riguarda esclusivamente le due leggi elettorali di Camera e Senato a costituzione invariata.
Altre riforme, come quella della sfiducia costruttiva, richiedono una
modifica costituzionale. Le modifiche alla Costituzione richiedono un
diverso procedimento e non potevano dunque essere inserite in questa
proposta di legge.
Naturalmente ci impegneremo a proporre di introdurre in Costituzione,
sulla base delle scelte e dei contributi della rete, delle modifiche in
linea con le battaglie che da anni il MoVimento sta portando avanti in
tema ad esempio di razionalizzazione della forma di governo, numero
massimo di mandati, circoscrizioni estere, riduzione del numero dei
parlamentari e ruolo del Senato.
E infatti la nostra proposta funzionerebbe perfettamente anche quando si
fossero approvate tutte le riforme costituzionali che auspichiamo.
Tuttavia, non volevamo restare inerti nel frattempo. E soprattutto che
ci dicessero che questo Parlamento non può essere sciolto perché, in
attesa delle riforme costituzionali, non si fosse fatta nemmeno la
riforma elettorale.
Tutto qui, ma il nostro impegno e determinazione per quelle riforme resta forte come e più di prima!