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giovedì 24 ottobre 2013

Risposte ai commenti sulla legge elettorale @riccardo_fra @Riccardo_Nuti

Risposte ai commenti sulla legge elettorale



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Ecco le prime domande dei cittadini e le nostre risposte sulla legge elettorale che abbiamo proposto qui. Continuate ad inviarci le vostre osservazioni!
  1. Perché abbiamo scelto la preferenza negativa?
  2. Complica troppo il meccanismo?
  3. È incostituzionale?
  4. Perché non ci sono altre riforme come la sfiducia costruttiva?
1. Perché abbiamo scelto la preferenza negativa?

Il sistema classico della preferenza è sicuramente migliore delle liste bloccate del "porcellum".
Esso, tuttavia, ha tanti difetti, tant'è vero che un referendum abrogativo del 1993, approvato con più dell'80% dei voti, aveva cercato di smantellare il sistema delle preferenze perché considerato causa di degenerazione partitocratica.
In effetti, il sistema delle preferenze - come affermato da tutti gli studi politologici - aumenta i costi della politica, perché i candidati sono costretti a finanziarsi campagne elettorali individuali. Così sono incentivate le clientele e anche la corruzione! Inoltre le preferenze incentivano la conflittualità dentro i partiti e la proliferazione delle correnti. Anche se noi del Movimento non terremo questi comportamenti in ogni caso, bisogna considerare che la legge elettorale vale per tutti, anche per i nostri avversari! Non è un bene per il Paese che la legge elettorale incentivi di fatto ulteriori degenerazioni come quelle descritte.
Ecco dunque le ragioni di fondo della proposta che abbiamo fatto: affiancare alle preferenze positive anche quelle negative. La scommessa è che gli elettori "sani" di tutti i partiti politici possano esprimere preferenze negative proprio nei confronti di quei candidati che spendono troppo, che, per raccogliere preferenze, si avvalgono di clientele, che non sono espressione del movimento politico che devono rappresentare ma di specifiche lobbies di interessi, che hanno posizioni politiche difformi da quelle della lista cui appartengono.

2. Complica troppo il meccanismo?

Sapevamo dall'inizio che l'adozione del sistema della preferenza negativa complica un po' la scheda.
Abbiamo però ritenuto che questo risvolto negativo fosse ampiamente controbilanciato da quelli positivi che abbiamo già citato. Inoltre consente all'elettore una grandissima libertà di scelta, perché può di fatto graduare le preferenze dentro una lista dando a qualche candidato due preferenze, a qualcuno una sola e ad altri nemmeno una. Può inoltre scegliere anche candidati che apprezza in altre liste. In questo caso, però, spezza il suo voto, dandone una frazione al partito di cui ha votato il simbolo ed una frazione minore al partito di cui ha semplicemente preferito un candidato.
Ci saranno troppe schede nulle? Niente affatto: nel testo della legge (http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/affaricostituzionali/pdl-elet.pdf) , al comma 10 del nuovo articolo 59, si specifica espressamente che eventuali errori circa il voto di preferenza negativa o positiva non pregiudica il voto di lista. Dunque, eventuali nullità riguarderanno solo le preferenze e non il voto di lista.

3. È un sistema costituzionalmente illegittimo come in qualche post si teme?
Sinceramente, consultati diversi costituzionalisti, nessuno ha capito quale sia la disposizione o il principio costituzionale che sia violato. D'altro canto sistemi simili sono adottati in diverse democrazie senza destare alcun problema, a partire dalla Svizzera, cui il sistema si ispira. Dunque non vi sono preoccupazioni su questo terreno!
4. Perché non ci sono altre riforme come la sfiducia costruttiva?

La riforma che abbiamo proposto riguarda esclusivamente le due leggi elettorali di Camera e Senato a costituzione invariata. 
Altre riforme, come quella della sfiducia costruttiva, richiedono una modifica costituzionale. Le modifiche alla Costituzione richiedono un diverso procedimento e non potevano dunque essere inserite in questa proposta di legge.
Naturalmente ci impegneremo a proporre di introdurre in Costituzione, sulla base delle scelte e dei contributi della rete, delle modifiche in linea con le battaglie che da anni il MoVimento sta portando avanti in tema ad esempio di razionalizzazione della forma di governo, numero massimo di mandati, circoscrizioni estere, riduzione del numero dei parlamentari e ruolo del Senato.
E infatti la nostra proposta funzionerebbe perfettamente anche quando si fossero approvate tutte le riforme costituzionali che auspichiamo.
Tuttavia, non volevamo restare inerti nel frattempo. E soprattutto che ci dicessero che questo Parlamento non può essere sciolto perché, in attesa delle riforme costituzionali, non si fosse fatta nemmeno la riforma elettorale.
Tutto qui, ma il nostro impegno e determinazione per quelle riforme resta forte come e più di prima!