- Alitalia sull'orlo del fallimento, Rizzetto (M5S): «Serve un piano per rilanciare la compagnia aerea e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. E chi ha causato questo disastro deve pagare»«Alitalia è sull’orlo del fallimento a causa della mala gestione che negli ultimi 10 anni è costata ai contribuenti circa 5 miliardi e 187 milioni di euro e ha determinato la perdita di migliaia di posti di lavoro attraverso operazioni che, invece di risollevare le sorti della compagnia aerea, hanno esclusivamente permesso a una nota cordata di imprenditori di trarne profitto. Va individuato subito un piano di intervento per il rilancio delle attività dell'azienda che consenta di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e i redditi dei lavoratori». La proposta è contenuta in una risoluzione presentata dai deputati del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto e Tiziana Ciprini.«Sulla questione Alitalia il governo Letta deve promuovere immediatamente un tavolo di confronto a livello governativo con le parti sociali, allargandone la partecipazione anche a membri delle competenti Commissioni parlamentari - sostiene Rizzetto -. Inoltre vanno interpellati alcuni esperti del settore che contribuiscano allo studio di concrete soluzioni per attuare il rilancio della compagnia area».«Il ministro dello Sviluppo economico Zanonato ha recentemente affermato che il nuovo piano di Alitalia comporterà “grossi problemi” legati ai tagli dei posti di lavoro che potrebbero riguardare addirittura 4 mila lavoratori - ricorda il deputato M5S -. Gli ultimi anni di gestione della compagnia hanno dimostrato in modo evidente che non è con i tagli del personale che può essere superata la perdurante crisi Alitalia, ma con un piano che consenta alla stessa di essere produttiva. Una società che perde un miliardo di euro l’anno e che è riuscita a raddoppiare le perdite nel primo semestre 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è un’impresa che non crea reddito».I deputati M5S puntano anche il dito contro chi ha provocato questo dissesto. «L'esecutivo deve promuovere un’azione di responsabilità amministrativa, contabile e sociale nei confronti degli amministratori artefici delle scelte che hanno condotto alla crisi della principale compagnia aerea italiana. Queste persone - aggiunge Rizzetto - devono essere chiamate a rispondere dell’indebitamento della società che ha causato danno alla collettività, in modo almeno proporzionale agli emolumenti e compensi percepiti per la gestione di Alitalia».«Va infine abrogato l’articolo 3 del decreto-legge n. 134 del 2008 emanato dal Governo Berlusconi. Grazie a questo cavillo scandaloso - conclude Rizzetto - gli amministratori, i componenti del collegio sindacale e i dirigente preposti alla redazione dei documenti contabili societari oggi sono esonerati da ogni responsabilità per i fatti da loro commessi».