La posizione del Governo metterà a rischio il futuro delle rinnovabili e dell'efficienza energetica
Il Senatore Gianni Girotto, capogruppo M5S in X Commissione del Senato, ritiene che la risposta ricevuta dal Sottosegretario De Vincenti in merito all'interrogazione sulla regolamentazione dell'autoproduzione di energia tramite i Sistemi Efficienti di Utenza (SEU), le Reti Interne di Utenza (RIU) e lo scambio sul posto (SSP), non è condivisibile tanto da ritenerla insoddisfacente. In particolare, il Governo non può allinearsi alla volontà dell'AEEG, quando la stessa è inadempiente alle indicazioni già fornite dalla normativa vigente.
La regolamentazione di questi sistemi rappresenta un importante sostegno per lo sviluppo della generazione distribuita da energie rinnovabili e l'efficientamento del sistema energetico.
A differenza delle fossili che devono essere trasportate al punto di trasformazione, le fonti rinnovabili hanno infatti la peculiarità di essere disponibili ovunque. In un futuro molto vicino sarà possibile prelevare dalla rete solamente una piccola parte dei propri consumi, rendendo non più necessari nuovi investimenti sulla rete e dando vita ad una vera e propria "decrescita felice" della infrastruttura pubblica e degli oneri che gravano sui consumatori, nel contempo riducendo il suo impatto sul territorio.
Per arrivare a questo nuovo paradigma è necessario però rimuovere tutti gli ostacoli che da anni ne rallentano lo sviluppo nonché alcune posizioni che appaiono pregiudizialmente contrarie come quella espressa dall'AEEG alcuni mesi fa.
Inoltre, anche ipotizzando uno scenario verosimile di importante crescita dei SEU attraverso impianti per la produzione di energia rinnovabile, secondi i dati in circolazione presenti in numerose ricerche, avremmo un impatto molto limitato in termini di ridistribuzione degli oneri. Si potrebbe ridurre la necessità di futuri investimenti nella rete di trasmissione e distribuzione e addirittura diminuire i prezzi all'ingrosso dell'energia elettrica, grazie all'abbassamento del carico residuo richiesto, permettendo contemporaneamente uno sviluppo senza incentivi delle fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle tecnologie per la gestione intelligente dell'energia. I benefici per l'economia nazionale in termini di filiera industriale, di occupazione e di ambiente sarebbero notevoli.
"Ogni provvedimento adottato - conclude Girotto - che limiti lo sviluppo e i benefici descritti, oltre a rappresentare un'indebita limitazione del libero mercato, può essere considerato come l'ennesimo sostegno della politica italiana ai pochi e grandi produttori di energia, ancora miopi alla visione di un nuovo modello energetico sempre più affermato tra le grandi utilities in Europa che ragionano di fronte ai cambiamenti radicali ed epocali: calo della domanda, crescita delle rinnovabili, avvento della generazione distribuita."