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venerdì 3 gennaio 2014

Il discorso di fine anno di Napolitano senza verità e giustizia @LuigiGallo15


Il discorso di fine anno di Napolitano senza verità e giustizia

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Caro Antonio Padellaro
Hanno creduto di poterci uccidere senza reazione, hanno creduto che qui in Campania il popolo è bue e si compra con una scarpa, hanno seminato morte, devastazione, hanno ucciso bambini e al più si correrà ai ripari con qualche compensazione economica. Si sbagliavano di grosse e il tempo e la nostra dignità ci darà ragione.
Ma veramente credi che per noi cittadini campani, per noi cittadini di questa Italia possa bastare un messaggio di fine anno del Sig. Giorgio #Napolitano come scrivi oggi nell’editoriale del @fattoquotidiano
#Napolitano, ha già dato la sua risposta. Da capo dell’esecutivo sostanziale quale è, per questo governo di figuranti. Ha fatto partorire a questo governo il solito topolino con il decreto sulla terra dei fuochi che ci insulta di nuovo perchè nasce senza consultazione e partecipazione pubblica dei cittadini, perchè non c’è soluzione, ne barlume di prevenzione per il disastro ambientale generato da decenni di politica connivente e cieca. Nel momento dei fatti, come vedi, le comparse sui luoghi simbolo e le parole assumano il valore che meritano. Valgono zero, niente, nulla.
Su una cosa però hai ragione, #Napolitano deve rispondere, ma a domande ben precise.
Possibile che il Sig. Giorgio Napolitano da Ministro dell’Interno quale era, al momento delle dichiarazioni di Schiavone alla commissione d’inchiesta non venisse informato sui fatti? E nel caso fosse stato informato cosa ha fatto, cosa non ha fatto? Perchè tutto questo scempio non è stato fermato?
E’ vero che il Sig. Giorgio Napolitano era il mandante dell’intervento del capo dei servizi segreti Sig. Gianni Di Gennaro che nel 2008 incontro l’assessore regionale campano Ganapini a trattare sulla questione rifiuti in Campania? Se fosse vero quello che afferma Ganapini, quale sacrificio , a nostra insaputa, è stato richiesto ai cittadini campani per il “bene” della nazione?
Vedi Antonio i cittadini campani hanno perso tutto, anche i propri figli e a chi ha perso tutto si può concedere poche cose importanti: Giustizia, Verità e l’assicurazione che in futuro quello che è accaduto a noi non possa accadere ad altri.
Come potrai capire da chi ha scelto di distruggere le intercettazioni con #Mancino del processo sulla trattativa stato-mafia, da chi si rifiuta di deporre io non mi aspetto Verità e Giustizia. Ma mi aspetto dal vostro giornale la capacità e la volontà di perseguire la Verità, di trovare risposte per le domande che l’ahimè presidente lascerà ancora una volta sicuramente inevase.
Buon 2014 e che sia un anno di Verità, Giustizia e vera Rivoluzione partecipata

mercoledì 6 novembre 2013

Aspettando Enrico Letta al #copasir tutto sul #datagate ? Si spera! #m5s in #parlamento #servizisegreti @AngeloTofalo


Aspettando Enrico Letta al Copasir: tutto sul datagate? Si spera!
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Aspettando Enrico Letta al Copasir: tutto sul datagate? Si spera!

Ad oggi le versioni ufficiali e le indiscrezioni trapelate sul caso “Datagate” hanno mostrato uno scenario confuso e frammentario.
Le stesse contrapposizioni tra alcuni membri del Copasir hanno aperto ulteriori dubbi su chi avesse interpretato la reale situazione in modo corretto.

Snowden DATAGATE
Snowden DATAGATE

Una cosa è certa, le dichiarazioni di Snowden hanno aperto quello che è ormai diventato il più grande scandalo a livello mondiale in cui si siano mai trovati i Servizi di Intelligence. Spero che il giorno 13 Novembre alle ore 14:00 l’audizione al Copasir del Presidente del Consiglio Enrico Letta serva a fare luce sulla posizione che l’Italia intende prendere nei confronti degli alleati americani, in ambito Europeo ed internazionale.


Il nostro faro rimane sempre lo stesso ed oggi è avvalorato da gesti concreti come il desecretamento delle dichiarazioni di Schiavone.
Onestà e trasparenza nel limite del rispetto della legge.
Corretto equilibrio tra privacy e sicurezza.
Pretendiamo un governo che lavori per la costruzione di una nazione sovrana con un popolo informato e consapevole perché riteniamo poco credibile una classe politica che si è autoproclamata elite ed ha fatto dell’inciucio e dell’opacità le sue armi principali. Stimolare nella cittadinanza il concetto di attivismo e partecipazione rappresenta lo spartiacque tra chi vede il popolo come un attore passivo della società e chi, come noi, lavora per promuovere il senso del bene comune e della sovranità popolare, alimentare e monetaria.
Aspetto con grande attenzione questo incontro perché continuo a non avere preconcetti, nonostante tutto.