"Il
fatto è che la maggioranza PD-SEL-M5S non c’è. Se ci fosse stata,
avremmo un governo con quella maggioranza. Ti dirò di più: non c’era una
maggioranza siffatta nemmeno sulla legge contro l’omofobia. Come sai
non era una legge semplice da approvare. Ci si è provato per decenni,
senza cavare un ragno dal buco. L’Italia, non a caso, era fino a giovedì
scorso l’unico paese del mondo occidentale in cui nessuna legge (read
my lips: nessuna legge, zero) per le persone LGBT era mai stata
approvata.
Provare a votare una legge così – per di più a scrutinio
segreto – solo con M5S e SEL
avrebbe voluto dire metterla seriamente a
rischio. Perché, per esempio, i cattolici del PD sarebbero stati messi
in un angolo dal voto compatto dei cattolici di Scelta Civica (UDC) e
PdL contro la legge e forse non avemmo portato a casa tutti i voti del
PD.
Perché poi, in secondo luogo, una cosa è il PdL che si stacca
dalla maggioranza con PD e Scelta Civica (come è successo), una cosa è
che il PD a lasciare la maggioranza con PdL e Scelta civica. Se fosse
stato il PD a mettere in fibrillazione la maggioranza, non so come molti
deputati avrebbero scelto di comportarsi. Non mi è sembrata un’idea
molto intelligente dal punto di vista del risultato finale, mettere i
parlamentari nella situazione di scegliere a scrutinio segreto tra la
legge sull’omofobia e la tenuta del governo proprio nel giorno
successivo il videomessaggio berlusconiano.
Avremo comunque una
controprova. Il mio amico Sergio Lo Giudice è al Senato e già annuncia
che modificherà la legge con i soli voti di M5S e Scelta civica. Gli
auguro di tutto cuore di farcela e spero che ci rimandino in seconda
lettura alla Camera una legge migliore della nostra, ma pur sempre viva e
vegeta come l’hanno ricevuta da noi. Che non sia l’ennesima
meravigliosa battaglia persa della sinistra italiana che, da Livorno
1921 alle scorse elezioni politiche, continua a perseguire caparbia la
purezza dei suoi principi, e alla fine non porta a casa mai niente.
Ivan Scalfarotto"
Ragazzi, più chiaro di così, è proprio lui che lo ammette spudoratamente:
1) il Pd di fatto non esiste e litiga con se stesso costantemente
(avevo credo 10 anni quando sentivo mio padre lamentarsi della "sinistra
eternamente spaccata", ne sono passati 18 ma il Pd mantiene salde le
tradizioni);
lo dimostra anche la contrapposizione tra lui e il
senatore Lo Giudice (incredibilmente sempre PD), un tempo non lontano
entrambi facevano la ramanzina a noi rei di non capire niente di
strategie, di non avere fatto il governo con loro (ahahahahah! Dopo
questo bel comportamento adesso si che facciamo il governo con loro!) e
di "pezzi del puzzle".
Ci dicevano, insieme a Zan (Sel), che
"nessuno di noi può essere sicuro di ciò che vota il proprio vicino"
alludendo al fatto che gli omofobi ci sono ovunque quindi anche da noi.
S'è visto.
"Ora non è che siccome il Pd ha certi problemi dobbiamo averli tutti eh!" Sono scoppiati a riderci in faccia.
2) Il Pdl comanda. Prima ci avevano raccontato la storiella
dell'unanimità del parlamento per nascondere il fatto che il Pd è
spaccato (nascondere: ahahahahah!) quindi oltre i nostri voti e quelli
di Sel servivano anche quelli del Pdl, da qui il declino della proposta
di legge. Oltre al fatto che Scalfarotto temo fosse davvero convinto che
la legge sull'omofobia avrebbe potuto mettere a rischio la tenuta del
governo. S'è visto anche questo.
Non si capisce ancora perchè però
una volta che il Pdl si è "distaccato" hanno preferito trovare il
compromesso con Scelta Civica pur di non farlo con noi. Ah già, parte
del Pd è più da Scelta Civica effettivamente, giusto!
3) La
cecità. Si preferisce arrampicarsi sugli specchi piuttosto che ammettere
di avere realizzato una norma pericolosa che -incrociamo tutti le dita -
possa essere salvata in Senato.
"Meglio questo che niente". Strano,
la comunità lgbt dice "Meglio niente che questo", e tra chi ha
richiesto privilegi per sé e il proprio compagno in quanto deputato e
tra chi vive ogni giorno i disagi dell'essere lgbt in Italia io non ho
dubbi su chi merita la mia considerazione e, soprattutto, dedizione.
Che il senatore Lo Giudice sia più coraggioso e coerente innanzitutto con se stesso! Forza Senato!
Giulia Di Vita M5S
avrebbe voluto dire metterla seriamente a rischio. Perché, per esempio, i cattolici del PD sarebbero stati messi in un angolo dal voto compatto dei cattolici di Scelta Civica (UDC) e PdL contro la legge e forse non avemmo portato a casa tutti i voti del PD.
Giulia Di Vita M5S
