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domenica 27 ottobre 2013

Il contratto di servizio pubblico TV @AlbertoAirola @RaiTv


26 ottobre 2013 alle ore 14.43


  Questa settimana in Commissione di Vigilanza Rai, è proseguita l'audizione con il dg Rai Gubitosi e la Presidente Tarantola e si è parlato di contratto di servizio pubblico.
 Ci tengo a ricordarvi che la precedente seduta si era conclusa col dg Rai e gli altri partiti in commissione che sostenevano che non ci fosse e non ci fosse mai stata, lottizzazione e influenza politica in Rai.

Definire quest'affermazione “ridicola”, è evidentemente riduttivo.

 Tornando a questa audizione, abbiamo cercato di sottolineare gli impegni che la Rai si assume col contratto di Servizio pubblico.


Qui il video: http://webtv.camera.it/evento/41731:57:52  c'è il mio intervento.


  Il contratto prevede una tv che rispetti i principi costituzionali, produca un'informazione rispettosa del pluralismo, equilibrata, imparziale.
  - Prevede che ci sia una “missione culturale” dei programmi sia d'intrattenimento che d'informazione per far crescere ed evolvere culturalmente il Popolo italiano, nel rispetto delle minoranze culturali, religiose, sociali e contro ogni discriminazione.
  - Prevede il rispetto dei lavoratori interni ed esterni, l'efficace investimento nella struttura dell'azienda e la valorizzazione delle risorse interne.
  - Prevede la qualità e soprattutto la trasparenza delle modalità produttive, dei compensi e dell'organigramma RAI.

Tutto ciò è completamente disatteso.

Il M5S, dai dati dell'Osservatorio di Pavia (Istituto di ricerca e rilevamento tv), è assente o quasi dai Tg e dalle rubriche d'informazione politica.

Qui la foto relativa ai r­ilevamenti dal 12-18 ottobre



Come potete vedere voi stessi dalla foto, abbiamo una presenza sui Tg Rai pari al circa il 3,3%, di contro il PD sta al 18% e il PDL al 13%...siamo a pari con Scelta Civica (che anzi in alcune tabelle ci supera pure),  meno del 10% di elettori valgono più del 26% del M5S.

 I dati oscillano di mese in mese e magari saliamo un po' ma  il divario tra il M5S e Pd-Pdl resta sempre proporzionalmente inaccettabile.

Nessuna trasparenza sui compensi,insufficiente su organigramma e modalità produttive.
Ancora lavoratori esterni e precari sfruttati e pagati male,  a fronte di risorse interne avvilite e sotto utilizzate ed esternalizzazioni e consulenze costosissime.


La Rai, in attesa di una riforma profonda e completa della governance, deve cambiare rotta e smetterla di essere solo uno strumento utile ai partiti per consolidarsi al potere e distribuire ad amici e clientele denaro pubblico.

 La Rai dovrebbe invece accompagnare i cittadini italiani verso una nuova era dell'informazione e dell'intrattenimento sul web (che tra l'altro stiamo già vivendo e la Rai è già in mostruoso ritardo) e rinnovarsi nelle tecnologie, nei contenuti, nei linguaggi, favorendo la crescita professionale dei giovani grazie alla valorizzazione delle esperienze decennali e delle competenze presenti in azienda.   Instaurando un sano rapporto di appalto e committenza con le società di produzione nazionali per far crescere economicamente l'azienda e il tessuto produttivo nazionale.

 I canali generalisti sono morti, lo dicono anche i dati, mentre quelli specialistici sono in crescita.

Fino a quando non si applicheranno questi criteri, gli Italiani si vedranno sottrarre grandi risorse economiche per gl'interessi di pochi, continueranno a essere disinformati e l'azienda Rai che ha gravi e ingenti perdite,continuerà a perdere valore sul mercato fino all'inesorabile fallimento.

PS per chi fosse interessato, al link trovate il contratto di servizio pubblico radiotelevisivo in vigore