Questa
settimana in Commissione di Vigilanza Rai, è proseguita l'audizione con
il dg Rai Gubitosi e la Presidente Tarantola e si è parlato di
contratto di servizio pubblico.
Ci tengo a ricordarvi che la
precedente seduta si era conclusa col dg Rai e gli altri partiti in
commissione che sostenevano che non ci fosse e non ci fosse mai stata, lottizzazione e influenza politica in Rai.
Definire quest'affermazione “ridicola”, è evidentemente riduttivo.
Tornando a questa audizione, abbiamo cercato di sottolineare gli impegni che la Rai si assume col contratto di Servizio pubblico.
Qui il video: http://webtv.camera.it/evento/4173 a 1:57:52 c'è il mio intervento.
Il contratto prevede una tv che rispetti i principi costituzionali,
produca un'informazione rispettosa del pluralismo, equilibrata,
imparziale.
- Prevede che ci sia una “missione culturale” dei programmi
sia d'intrattenimento che d'informazione per far crescere ed evolvere
culturalmente il Popolo italiano, nel rispetto delle minoranze
culturali, religiose, sociali e contro ogni discriminazione.
- Prevede il rispetto dei lavoratori interni ed esterni, l'efficace investimento nella struttura dell'azienda e la valorizzazione delle risorse interne.
- Prevede la qualità e soprattutto la trasparenza delle modalità produttive, dei compensi e dell'organigramma RAI.
Tutto ciò è completamente disatteso.
Il M5S, dai dati dell'Osservatorio di Pavia (Istituto di ricerca e rilevamento tv), è assente o quasi dai Tg e dalle rubriche d'informazione politica.
Qui la foto relativa ai rilevamenti dal 12-18 ottobre
Come potete vedere voi stessi dalla foto, abbiamo una presenza sui Tg Rai pari al circa il 3,3%, di contro il PD sta al 18% e il PDL al 13%...siamo a pari con Scelta Civica (che anzi in alcune tabelle ci supera pure), meno del 10% di elettori valgono più del 26% del M5S.
I dati oscillano di mese in mese e magari saliamo un po' ma il divario tra il M5S e Pd-Pdl resta sempre proporzionalmente inaccettabile.
Nessuna trasparenza sui compensi,insufficiente su organigramma e modalità produttive.
Ancora
lavoratori esterni e precari sfruttati e pagati male, a fronte di
risorse interne avvilite e sotto utilizzate ed esternalizzazioni e
consulenze costosissime.
La Rai, in attesa di una riforma profonda e completa della governance, deve cambiare rotta e smetterla di essere solo uno strumento utile ai partiti per consolidarsi al potere e distribuire ad amici e clientele denaro pubblico.
La Rai dovrebbe invece accompagnare i cittadini italiani verso una nuova era dell'informazione e dell'intrattenimento sul web
(che tra l'altro stiamo già vivendo e la Rai è già in mostruoso
ritardo) e rinnovarsi nelle tecnologie, nei contenuti, nei linguaggi, favorendo
la crescita professionale dei giovani grazie alla valorizzazione delle
esperienze decennali e delle competenze presenti in azienda.
Instaurando un sano rapporto di appalto e committenza con le società di
produzione nazionali per far crescere economicamente l'azienda e il tessuto produttivo nazionale.
I canali generalisti sono morti, lo dicono anche i dati, mentre quelli specialistici sono in crescita.
Fino a quando non si applicheranno questi criteri, gli Italiani si vedranno sottrarre grandi risorse economiche per gl'interessi di pochi, continueranno a essere disinformati e l'azienda Rai che ha gravi e ingenti perdite,continuerà a perdere valore sul mercato fino all'inesorabile fallimento.
PS per chi fosse interessato, al link trovate il contratto di servizio pubblico radiotelevisivo in vigore

