Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta RAI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta RAI. Mostra tutti i post

lunedì 30 dicembre 2013

Un milione di euro ad un orchestra che non esiste. Succede al San Carlo di Napoli @LuigiGallo15

Un milione di euro ad un orchestra che non esiste. Succede al San Carlo di Napoli

Pianisti-in-Parlamento
Tra le marchette culturali nella legge di stabilità c’è l’orchestra del mediterraneo presso il San Carlo di Napoli che non esiste a cui viene stanziato un milione di euro sottratto al Fondo Unico dello Spettacolo . Si avete capito bene: l’orchestra non esiste  perchè gli stessi funzionari della Camera parlano di un progetto di costituzione di un’orchestra giovanile nella quale ogni Paese del Mediterraneo deve avere i suoi rappresentanti.  Pertanto non risulta chiaro a chi verrà elargito questo milione di euro.
Pare che sia un’altra delle tante invenzioni degli snob sinistroidi di area bassolin-demagistrisiana, mentre la situazione del San Carlo è veramente al limite,  chiude l ‘orchestra Rai di Napoli che era la migliore d’italia, la Scarlatti autentica perla italiana della cameristica. Dalle ceneri è nata la Nuova Orchestra Scarlatti, l’unica orchestra sinfonica storica della Campania riconosciuta in tutto il mondo che resta con precari finanziamenti per esibirsi e a cui il Ministero dei Beni Culturali sbatte la porta in faccia .
In compenso ogni due tre anni si apre e chiude qualche orchestra giovanile fatta con i soldi rubati all’UE… dico rubati perché dietro finanziamenti di centinaia di milioni si celavano cachet irrisori per i componenti e docenti.. ed i corsi si interrompono per mancanza di fondi!!!
Investire in questo modo in cultura con logiche miopi e guardando solo a tornaconti elettorali uccide definitivamente la cultura in Italia

venerdì 6 dicembre 2013

@PaoloParentela : La RAI mortifica il bergamotto calabrese


“Questo siamo andati a raccoglierlo lontano, viene dalla Cina. Ora però si trova anche da noi, in una striscia di terra piccolissima, in Calabria”. È stata questa la frase d’esordio della trasmissione “Uno mattina verde”. Non parlavano di un bonsai o di un mandarino cinese: parlavano di bergamotto, penalizzando la Calabria e l’Italia. Il prezioso agrume chiamato anche oro verde, infatti, già nel 1500 si coltivava nella fascia costiera da Villa San Giovanni a Monasterace, in provincia di Reggio Calabria. Prodotto calabrese al 100%, dunque! La Calabria e il bergamotto sono così simbiotici che la comunità scientifica ha provato a farlo attecchire in altre zone del mondo, ma con scarsi risultati. In Brasile e in Costa D’Avorio è cresciuto un prodotto simile, ma dalle qualità organolettiche neppure lontanamente paragonabili allo stesso agrume coltivato in Calabria.
L’informazione, stavolta è il caso di dirlo, ha fatto un po’ gli interessi del Made in China, dimenticando il valore del prodotto calabrese e dunque italiano. Nulla contro i cinesi, sia chiaro, ma ci viene spontaneo fare un garbato richiamo alla Rai. I parlamentari calabresi del MoVimento Cinque Stelle hanno dunque inoltrato una lettera formale di rettifica ai vertici della trasmissione, pregandoli di dare una più completa informazione su un prodotto speciale per mille motivi, uno dei quali proprio l’esclusività della sua provenienza. I coltivatori di bergamotto in Calabria continuano con antica passione il proprio lavoro di coltivazione e commercializzazione, nonostante mille difficoltà causate dalla vendita, spesso imposta a prezzi non adeguati. Certamente non verranno aiutati, se la specialità del loro prodotto non viene riconosciuta appieno. Il bergamotto è tradizione di secoli, è tradizione di una terra in cui il frutto spunta come per magia. Si badi, soltanto in quella manciata di chilometri della nostra fantastica Calabria. Ecco, allora, che l’informazione – non si offenda mamma Rai – merita di essere accurata come i dettagli che rendono speciale il bergamotto. Speciale come l’oro. L’oro verde di Calabria.

mercoledì 13 novembre 2013

#PD E #PDL vogliono aumentare il canone RAI @Chiara_DiBe

  • PD e PDL vogliono aumentare in #canone #rai di 6 euro, l'introito aggiuntivo non andrebbe alla Rai e al servizio pubblico, ma alle televisioni private che operano nelle diverse regioni.

    Non ha assolutamente senso la scelta di aumentare il #canone #Rai di 6 euro, come propongono Pd e Pdl al Senato in due emendamenti fotocopia alla Legge di Stabilità.

    E' una decisione intollerabile in questo momento di crisi, l'ennesimo e inspiegabile rialzo della pressione fiscale. Attualmente il canone è di 113,5 euro (tra l'altro risultato di un precedente aumento voluto dal Governo Monti). Si tratterebbe di accrescerlo di più del 5%. Al miliardo e 700 milioni di euro raccolti, se ne aggiungerebbero circa 90 milioni....

    L'aumento è ingiustificato dato che non corrisponde a un adeguamento all'inflazione. Il nuovo gettito ha il fine di "assicurare le risorse spettanti all'emittenza radiotelevisiva locale”. Quindi l'introito aggiuntivo non andrebbe alla Rai e al servizio pubblico, ma alle televisioni private che operano nelle diverse regioni. L'idea è quella di creare un apposito Fondo di sostegno economico alle tv locali costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Tutto questo a partire dal 1° gennaio 2014. Scelta Civica pure ha fatto la sua parte: propone di non aumentare il canone ma di riservare il 10 % di quello attuale al Fondo.

    Il buon senso impone l'immediato ritiro di questi emendamenti. Ed è quello che chiediamo ai senatori che li hanno presentati.
    Se non li ritireranno, daremo battaglia alla Camera.
    Potete contarci.

    Stay tuned.

martedì 12 novembre 2013

Nuovo aumento canone RAI? Non ha alcun senso



canone-rai-bollettino.jpg
Non ha assolutamente senso la scelta di aumentare il canone Rai di 6 euro, come propongono Pd e Pdl al Senato in due emendamenti fotocopia alla Legge di Stabilità.
E' una decisione intollerabile in questo momento di crisi, l'ennesimo e inspiegabile rialzo della pressione fiscale. Attualmente il canone è di 113,5 euro (tra l'altro risultato di un precedente aumento voluto dal Governo Monti). Si tratterebbe di accrescerlo di più del 5%. Al miliardo e 700 milioni di euro raccolti, se ne aggiungerebbero circa 90 milioni.
L'aumento è ingiustificato dato che non corrisponde a un adeguamento all'inflazione. Il nuovo gettiro ha il fine di "assicurare le risorse spettanti all'emittenza radiotelevisiva locale". Quindi l'introito aggiuntivo non andrebbe alla Rai e al servizio pubblico, ma alle televisioni private che operano nelle diverse regioni. L'idea è quella di creare un apposito Fondo di sostegno economico alle tv locali costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Tutto questo a partire dal 1° gennaio 2014. Scelta Civica pure ha fatto la sua parte: propone di non aumentare il canone ma di riservare il 10 % di quello attuale al Fondo.
Il buon senso impone l'immediato ritiro di questi emendamenti. Ed è quello che chiediamo ai senatori che li hanno presentati.
Se non li ritireranno, daremo battaglia alla Camera.
Potete contarci.
Roberto Fico, M5S, Presidente Vigilanza RAI

domenica 27 ottobre 2013

Il contratto di servizio pubblico TV @AlbertoAirola @RaiTv


26 ottobre 2013 alle ore 14.43


  Questa settimana in Commissione di Vigilanza Rai, è proseguita l'audizione con il dg Rai Gubitosi e la Presidente Tarantola e si è parlato di contratto di servizio pubblico.
 Ci tengo a ricordarvi che la precedente seduta si era conclusa col dg Rai e gli altri partiti in commissione che sostenevano che non ci fosse e non ci fosse mai stata, lottizzazione e influenza politica in Rai.

Definire quest'affermazione “ridicola”, è evidentemente riduttivo.

 Tornando a questa audizione, abbiamo cercato di sottolineare gli impegni che la Rai si assume col contratto di Servizio pubblico.


Qui il video: http://webtv.camera.it/evento/4173 a 1:57:52  c'è il mio intervento.


  Il contratto prevede una tv che rispetti i principi costituzionali, produca un'informazione rispettosa del pluralismo, equilibrata, imparziale.
  - Prevede che ci sia una “missione culturale” dei programmi sia d'intrattenimento che d'informazione per far crescere ed evolvere culturalmente il Popolo italiano, nel rispetto delle minoranze culturali, religiose, sociali e contro ogni discriminazione.
  - Prevede il rispetto dei lavoratori interni ed esterni, l'efficace investimento nella struttura dell'azienda e la valorizzazione delle risorse interne.
  - Prevede la qualità e soprattutto la trasparenza delle modalità produttive, dei compensi e dell'organigramma RAI.

Tutto ciò è completamente disatteso.

Il M5S, dai dati dell'Osservatorio di Pavia (Istituto di ricerca e rilevamento tv), è assente o quasi dai Tg e dalle rubriche d'informazione politica.

Qui la foto relativa ai r­ilevamenti dal 12-18 ottobre



Come potete vedere voi stessi dalla foto, abbiamo una presenza sui Tg Rai pari al circa il 3,3%, di contro il PD sta al 18% e il PDL al 13%...siamo a pari con Scelta Civica (che anzi in alcune tabelle ci supera pure),  meno del 10% di elettori valgono più del 26% del M5S.

 I dati oscillano di mese in mese e magari saliamo un po' ma  il divario tra il M5S e Pd-Pdl resta sempre proporzionalmente inaccettabile.

Nessuna trasparenza sui compensi,insufficiente su organigramma e modalità produttive.
Ancora lavoratori esterni e precari sfruttati e pagati male,  a fronte di risorse interne avvilite e sotto utilizzate ed esternalizzazioni e consulenze costosissime.


La Rai, in attesa di una riforma profonda e completa della governance, deve cambiare rotta e smetterla di essere solo uno strumento utile ai partiti per consolidarsi al potere e distribuire ad amici e clientele denaro pubblico.

 La Rai dovrebbe invece accompagnare i cittadini italiani verso una nuova era dell'informazione e dell'intrattenimento sul web (che tra l'altro stiamo già vivendo e la Rai è già in mostruoso ritardo) e rinnovarsi nelle tecnologie, nei contenuti, nei linguaggi, favorendo la crescita professionale dei giovani grazie alla valorizzazione delle esperienze decennali e delle competenze presenti in azienda.   Instaurando un sano rapporto di appalto e committenza con le società di produzione nazionali per far crescere economicamente l'azienda e il tessuto produttivo nazionale.

 I canali generalisti sono morti, lo dicono anche i dati, mentre quelli specialistici sono in crescita.

Fino a quando non si applicheranno questi criteri, gli Italiani si vedranno sottrarre grandi risorse economiche per gl'interessi di pochi, continueranno a essere disinformati e l'azienda Rai che ha gravi e ingenti perdite,continuerà a perdere valore sul mercato fino all'inesorabile fallimento.

PS per chi fosse interessato, al link trovate il contratto di servizio pubblico radiotelevisivo in vigore 





martedì 8 ottobre 2013

NOI STIAMO CON ROBERTO FICO E NON CON I LADRI! - GRUPPO RAI Giornalisti in Movimento @Roberto_Fico


Il gruppo Rai Giornalisti in Movimento esprime piena solidarietà al presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, Roberto Fico, oggetto di ignobili attacchi da parte dei ladri delle grandi intese Pd-Pdl-Scelta Civica che ne chiedono le dimissioni per aver partecipato, udite udite, il 30 settembre alla manifestazione di protesta sotto la Rai!!!!

I parlamentari della commissione di vigilanza, politici di bassa lega, ipocriti e fannulloni accusano il presidente Fico di non essere più imparziale perchè avrebbe aderito ad una manifestazione legittima e autorizzata alla sede romana della Rai al fine di chiedere trasparenza e rispetto del servizio pubblico e dei cittadini che pagano il canone e pretendono una Rai libera dai partiti e dalla corruzione.

In qualità di parlamentare Roberto Fico ha il pieno diritto, sancito anche dalla Costituzione, di manifestate liberamente anche in veste di cittadino oltre che di parlamentare, mentre i detrattori che ne chiedono le dimissioni dovrebbero essere loro a rassegnarle per indegnità!

Il nostro gruppo aderisce senza indugi alla campagna di sostengo a Roberto Fico il quale, durante questi mesi ha svelato, attraverso le audizioni in commissione, il meccanismo degli appalti concessi per centinaia di milioni di euro l'anno dalla Rai alle società cosiddette Happy Five, dietro le quali ci sono i soliti noti che si arricchiscono con i soldi pubblici fornendo all'azienda prodotti e servizi di scarsa qualità a prezzi esorbitanti!!!

Chiediamo a tutti i colleghi e le colleghe che si riconoscono in quest'opera di trasparenza e che desiderano liberare la Rai dalla morsa letale dei partiti, delle correnti e dalla dilagante corruttela, di veicolare questo post sulle loro bacheche e nei gruppi di Facebook.

domenica 6 ottobre 2013

Roberto Fico viglianza RAI

Roberto Fico viglianza RAI ...i primi nomi:

Come aveva annunciato al momento della sua nomina al vertice della Vigilanza Rai, Roberto Fico (deputato del Movimento 5 Stelle eletto in Campania) intende perseguire l'obiettivo della “Rai – casa di vetro”, in particolare per quel che riguarda la trasparenza nei bilanci e nella gestione delle risorse. Così, da tempo chiede all'attuale amministrazione di Viale Mazzini che vengano resi noti i nomi delle società che negli ultimi anni hanno maggiormente “fatto affari” con la Rai, in modo da renderli pubblici e da intervenire successivamente. Oggi, nell'audizione in Commissione, un primo passo in avanti, con la direttrice di Rai Fiction che avrebbe comunicato i nomi di tre società che negli ultimi anni sono diventate “fornitori d'eccellenza” della Rai.

A raccontarlo lo stesso Roberto Fico in una nota pubblicata sulla sua pagina facebook:

Cade il primo velo sulle cosiddette “Happy Five”, le 5 società di produzione che, negli ultimi 5 anni, avrebbero lavorato con la Rai più di altre aziende del settore.

Oggi in Commissione di Vigilanza Rai abbiamo ottenuto i primi 3 nomi in occasione dell’audizione di Eleonora Andreatta. La Direttrice di Rai Fiction ha fatto espressamente riferimento a tre società diventate negli ultimi “fornitori d’eccellenza” della Rai, e destinatarie di un’importante fetta del budget annuale dedicato alla produzione di fiction, che quest’anno ruota intorno a 194 milioni di euro.

I nomi. Si tratta della Lux Vide, fondata da Ettore Bernabei, ex Direttore Generale della Rai, e ora presieduta dalla figlia Matilde. A questa società fanno capo produzioni come “Don Matteo”. È stata, poi, citata la Fremantle Media, il cui titolo di punta in Rai è la soap “Un Posto al Sole”. L’amministratore delegato della società è Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, ex direttore del Corriere della Sera. La terza azienda è la Publispei, fondata da Gianni Ravera e ora gestita da Verdiana Bixio, che produce la serie “Un medico in famiglia”.

L’Andreatta ha aggiunto: “in realtà non esiste una grande concentrazione di società e negli ultimi 5 anni quelle che hanno avuto rapporti più stabili con la Rai sono cambiate. Queste tre- ha specificato- sono quelle che occupano costantemente le prime posizioni ed è perché sono legate da tempo a titoli di successo per il pubblico Rai. Le altre società variano a seconda degli anni e delle serie prodotte”.

A diverse domande non abbiamo avuto ancora risposte dettagliate ma continueremo ad insistere. Tuttavia stiamo ottenendo risultati che nessuna Commissione di Vigilanza Rai ha mai avuto in questi anni: a partire dalla totale pubblicità degli incontri, alla diffusione degli elenchi delle società che intrattengono rapporti commerciali e di fornitura con la tv pubblica; dalla pubblicazione degli stipendi a fasce dei dirigenti a quanto raggiunto oggi.

Un percorso all'insegna della trasparenza massima è fondamentale quando si interagisce con chi gestisce oltre un miliardo di euro di risorse pubbliche: solo in questo modo tuteliamo i cittadini e la stessa Rai. Non possiamo così non accogliere con favore quanto annunciato dalla Dott.ssa Andreatta che ci ha assicurato che verranno a breve pubblicate sul sito di Rai Fiction le linee guida editoriali seguite per la valutazione dei progetti di fiction.

Una postilla sui costi di produzione, che negli ultimi tempi sarebbero stati ridotti. Si è passati da un costo di 750 mila euro per un’ora di girato, a 600 mila euro. Per i prototipi di tv movie e mini serie, che per ragioni industriali sono più costosi, si resta intorno ai 750 mila e gli 850 mila euro, dati che, secondo l’Andreatta, sono inferiori a quelli della tv inglese e in linea con quelli francesi e tedeschi.

Per la Vigilanza Rai ci aggiorniamo a domani. Alle ore 14.00 inizierà l’audizione di Antonio Catricalà che risponderà alle domande commissari sul contratto di servizio. Mi fa piacere ribadire un ultimo dato: la Commissione è il luogo istituzionale deputato a garantire la trasparenza dei procedimenti e della gestione dell’azienda pubblica Rai. Siamo qui per rappresentare gli interessi dei cittadini che ogni anno versano il canone e sono loro che dobbiamo tutelare e nessun altro.

lunedì 30 settembre 2013

ANDREA SCANZI: Straordinario Letta. Prima, mente spudoratamente sul suo voler ritornare al Mattarellum

Gliel'hanno ricordato ieri sera e stamani 5 Stelle, SEL e tutti coloro che hanno a cuore un minimo di onestà intellettuale.
Letta, stizzito, ha replicato che loro erano contro la mozione Giachetti non per il "merito" ma per il "metodo".
Ennesima supercazzola lettiana.
Poi il nipote anziano dello zio giovane ha provato a spiegare il no a Giachetti.
Inciampando in un meraviglioso autogol: "Il dibattito urgente e necessario doveva riguardare l’intera materia delle riforme istituzionali per il cambiamento dell’articolo 138 della Costituzione.
Dunque, in prospettiva, non solo il sistema di voto".
Ovvero: Giachetti voleva cambiare "solo" la legge elettorale, mentre il PD voleva distruggere tutto l'architrave della Costituzione (con la scusa della "riduzione del numero dei parlamentari").
Come dire: Giachetti era troppo soft, a loro interessava proprio demolire di nascosto il lavoro dei padri costituenti, sostituendo a Piero Calamandrei l'acume di Renato Brunetta.
 La legge elettorale era giusto un argomento marginale. Un dettaglio. Un danno collaterale.
C'mon Letta.

Leggete anche i commenti

=================================================================================

 VOTAZIONE DEL PRESIDENTE LETTA




Vi consigliamo anche questo articolo di http://www.loschifo.it/ sul quale sono riportate le parole del Deputato Giachetti PD chiamato in causa da Letta. 
"Siccome il mio amico Enrico Letta oggi mi chiama direttamente in causa, penso sia doveroso da parte mia uscire dall'amaro riserbo di queste ore e dire poche cose. Io non so cosa voglia in questo momento Grillo. Ho visto "............




mercoledì 18 settembre 2013

La #Rai è tenuta a rispettare nelle sue trasmissioni il #pluralismo

La #Rai è tenuta a rispettare nelle sue trasmissioni il #pluralismo dell’informazione e una necessaria lucidità nel trattare le notizie. 

Lo dovrà fare anche nel caso in cui intenda diffondere il #videomessaggio di Silvio #Berlusconi che, al di là di qualsiasi analisi nel merito, resta comunque una notizia, il cui contenuto deve essere riportato ai cittadini in modo professionale, oggettivo ed equidistante. 

Sul punto prendo anche atto di quanto ha dichiarato giorni fa il Direttore Generale della Rai Luigi #Gubitosi e cioè che la Rai trasmette in versione integrale solo i messaggi del Presidente della Repubblica. Sono d'accordo con lui sull'autonomia professionale da garantire ai direttori delle testate Rai nel momento in cui devono proporre una #notizia al pubblico. 

Da cittadino e da Presidente della Commissione di #VigilanzaRai mi aspetto che venga sempre garantita la pluralità dei punti di vista e una valutazione delle notizie deontologicamente corretta. E pretendo di avere dal servizio pubblico programmi informativi, telegiornali e radiogiornali in cui i giornalisti e i direttori siano totalmente liberi ed esercitino la loro professione senza timori reverenziali e contiguità di alcun genere. 

In ogni caso, a prescindere dal dibattito che mediaticamente ruota intorno a uno o pochi personaggi, sarebbe auspicabile che la Rai tenesse presente che l'agenda politica del Paese è fatta soprattutto dai problemi e dalle esigenze comuni a tutti #cittadini che finanziano con il canone il servizio pubblico.

Sono loro a dover ritornare i protagonisti.

Roberto Fico



martedì 10 settembre 2013

I NOSTRI SOLDI - “Happy Five” RAI - CADE IL PRIMO VELO - FICO M5S

Cade il primo velo sulle cosiddette “Happy Five”, le 5 società di produzione che, negli ultimi 5 anni, avrebbero lavorato con la Rai più di altre aziende del settore.

Oggi in Commissione di Vigilanza Rai abbiamo ottenuto i primi 3 nomi in occasione dell’audizione di Eleonora Andreatta. La Direttrice di Rai Fiction ha fatto espressamente riferimento a tre società diventate negli ultimi “fornitori d’eccellenza” della Rai, e destinatarie di un’importante fetta del budget annuale dedicato alla produzione di fiction, che quest’anno ruota intorno a 194 milioni di euro.

I nomi. Si tratta della Lux Vide, fondata da Ettore Bernabei, ex Direttore Generale della Rai, e ora presieduta dalla figlia Matilde. A questa società fanno capo produzioni come “Don Matteo”. È stata, poi, citata la Fremantle Media, il cui titolo di punta in Rai è la soap “Un Posto al Sole”. L’amministratore delegato della società è Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, ex direttore del Corriere della Sera. La terza azienda è la Publispei, fondata da Gianni Ravera e ora gestita da Verdiana Bixio, che produce la serie “Un medico in famiglia”. 

L’Andreatta ha aggiunto: “in realtà non esiste una grande concentrazione di società e negli ultimi 5 anni quelle che hanno avuto rapporti più stabili con la Rai sono cambiate. Queste tre- ha specificato- sono quelle che occupano costantemente le prime posizioni ed è perché sono legate da tempo a titoli di successo per il pubblico Rai. Le altre società variano a seconda degli anni e delle serie prodotte”. 

A diverse domande non abbiamo avuto ancora risposte dettagliate ma continueremo ad insistere. Tuttavia stiamo ottenendo risultati che nessuna Commissione di Vigilanza RAI ha mai avuto in questi anni: a partire dalla totale pubblicità degli incontri, alla diffusione degli elenchi delle società che intrattengono rapporti commerciali e di fornitura con la TV pubblica; dalla pubblicazione degli stipendi a fasce dei dirigenti a quanto raggiunto oggi.

Un percorso all'insegna della trasparenza massima è fondamentale quando si interagisce con chi gestisce oltre un miliardo di euro di risorse pubbliche: solo in questo modo tuteliamo i cittadini e la stessa Rai. 

Non possiamo così non accogliere con favore quanto annunciato dalla Dott.ssa Andreatta che ci ha assicurato che verranno a breve pubblicate sul sito di Rai Fiction le linee guida editoriali seguite per la valutazione dei progetti di fiction.

Una postilla sui costi di produzione, che negli ultimi tempi sarebbero stati ridotti. Si è passati da un costo di 750 mila euro per un’ora di girato, a 600 mila euro. Per i prototipi di tv movie e mini serie, che per ragioni industriali sono più costosi, si resta intorno ai 750 mila e gli 850 mila euro, dati che, secondo l’Andreatta, sono inferiori a quelli della tv inglese e in linea con quelli francesi e tedeschi. 

Per la Vigilanza Rai ci aggiorniamo a domani. Alle ore 14.00 inizierà l’audizione di Antonio Catricalà che risponderà alle domande commissari sul contratto di servizio. 

Mi fa piacere ribadire un ultimo dato: la Commissione è il luogo istituzionale deputato a garantire la trasparenza dei procedimenti e della gestione dell’azienda pubblica Rai.

Siamo qui per rappresentare gli interessi dei cittadini che ogni anno versano il canone e sono loro che dobbiamo tutelare e nessun' altro. 

Roberto Fico

venerdì 6 settembre 2013

QUANDO LA RAI COMINCERA' A FARE SERVIZIO PUBBLICO?

Di Roberto Fico 
RAI, a che punto siamo.

Nel corso delle prossime settimane ricominceremo le audizioni in Commissione Vigilanza Rai. Vorrei che, a regime, si arrivasse ad una media di due incontri a settimana, per poter risolvere nel minor tempo possibile le tante questioni emerse in questi mesi e per affrontare i prossimi importantissimi impegni, come il rinnovo del Contratto di servizio.

Prima della pausa estiva i vertici Rai si sono impegnati a illustrare a settembre il nuovo piano industriale dell’azienda e a fornire i dati relativi all'aggiornamento di bilancio di previsione per il 2013. 

Si tratta di informazioni preziose e necessarie per fare il quadro del reale andamento della gestione aziendale in questo primo semestre e per questo dovremmo ascoltare a breve il Direttore Generale Luigi Gubitosi.

Dovremmo capire, inoltre, l’orientamento della Rai sulla messa in onda del programma “The Mission” anche per valutare la sua compatibilità con i caratteri del servizio pubblico radiotelevisivo. 

Si potrebbe valutare la possibilità di adottare un atto di indirizzo con cui la Commissione esprima il proprio punto di vista sulla trasmissione, nel caso si decida per la messa in onda.

Da trattare quanto prima anche il caso dell’assunzione di 20 dirigenti che, secondo la stampa, sarebbe avvenuta ad agosto, e di giornalisti provenienti dalla scuola di giornalismo di Perugia, nonché quello del bando pubblicato dalla Rai per la cessione di 40 miliardi di crediti Iva. 

Ovviamente siamo in attesa di riscontri per quanto riguarda le nostre, reiterate, richieste di acquisizione di documentazione su appalti, “happy five”, compensi, ecc, per ora sospese dall'azienda perché ritenute non di competenza della Commissione. 

Sul punto aspettiamo che si pronunci un organo terzo. Intanto continueremo a sollecitare l’azienda.

Vi aggiornerò sulle date della audizioni che, come sempre, potranno essere seguite da tutti, via streaming. 

In calendario già due incontri: martedì 10 settembre alle 11.30 con Eleonora Andreatta, Responsabile Rai Fiction, e mercoledì 11 settembre alle 14.00 con il viceministro Antonio Catricalà.

Roberto Fico


mercoledì 28 agosto 2013

RAI: MILLE VAFFANCULO VI MERITATE- Giulia GRILLO M5S

Se devo pagare il canone RAI perchè nel corso di un TgR (quello delle 14.00 su Rai 3) mi devo vedere la figlia di Totò Riina che parla, allora non c'è motivo di pagarlo.
Non è ammissibile che la figlia di una mafioso sanguinario assassino vada in televisione a dire che il suo era un bravo papà che li ha fatti studiare e che un papà è sempre un papà.
Che strano poi che facciano il servizio subito dopo quello sul pizzo.
Cosa c'è?
Nel papello dei mafiosi vi hanno chiesto anche di parlare bene di loro in televisione?

Mi viene solo da vomitare per quello che ho appena visto e reputo immorale che sia io,
che siamo noi,
Che pagando la tassa consentiamo che la figlia di Totò Riina vada in televisione a parlare bene di suo padre.
Mi fanno schifo i mafiosi.
Mi fanno schifo quelli che hanno fatto patti con i mafiosi.
Mi fanno schifo i succubi dei mafiosi.
Mi fa schifo chi fa un telegiornale che fa parlare la figlia di un mafioso per dire che è un bravo papà.
Mille vaffanculo vi meritate.

Video link:  http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/08/28/lucia-riina-alla-tv-svizzera-sono-onorata-di-portare-cognome-di-mio-padre/242938/