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mercoledì 27 novembre 2013

@sergiobattelli MA CHI CREDETE DI PRENDERE IN GIRO??? #tuttiacasa

Forza Italia, il "Nuovo" partito nato dalla scissione del defunto #PDL, che fino a qualche ora fa Governava allegramente con #Letta, oggi si ritrova all'opposizione pronto ad attaccare scelte, metodo, linea politica del Governo...MA CHI CREDETE DI PRENDERE IN GIRO???

Signori quando vi accorgerete che i cittadini italiani vogliono Coerenza prima di tutto?

Quando vi accorgerete che non basta cambiare nome ad un partito per cancellare tutte le porcate che avete fatto?

Quando vi accorgerete che gli Italiani non ne possono più di voi?

Quando ve ne accorgerete sarà già troppo tardi perchè il #M5s e i cittadini vi avranno già mandato #tuttiacasa

sabato 23 novembre 2013

@sergiobattelli Distruggono un bene pubblico sotto la loro responsabilità e invece di togliersi dai coglioni lo vendono agli amici degli amici



Siamo in Piazza De Ferraris con i Lavoratori. No alle Privatizzazioni.
Lo schema è noto. Un'azienda pubblica comunale viene usata, spremuta, per fini elettorali con assunzioni di utili idioti nei posti dirigenziali e un organico gonfiato a fini elettorali. L'azienda va in rosso, entra in crisi. A quel punto gli stessi politici che l'hanno fatta fallire invocano le privatizzazioni. Invece di porre mano ai guasti prodotti mettono all'asta un bene pubblico che non è loro, ma della comunità. L'acquirente privato è di solito contiguo al politico. Dopo la privatizzazione avvengono regolarmente due fenomeni: licenziamenti e aumenti delle tariffe. L'azienda da pubblica è ora privata, ma non recupera un solo grammo di efficienza e i cittadini hanno in compenso un disservizio peggiore di prima. Invocare la privatizzazione per incapacità manifesta nella gestione della cosa pubblica è spacciato da questi cialtroni con la complicità dei media come un segno di progresso. Distruggono un bene pubblico sotto la loro responsabilità e invece di togliersi dai coglioni lo vendono agli amici degli amici. C'è una variante allo schema a livello nazionale, la vendita di aziende pubbliche in utile fatta dai partiti. In questo caso la vendita serve a coprire temporaneamente i buchi del bilancio causati dagli stessi partiti che quindi, come soluzione, bruciano i mobili di casa per scaldarsi. Capitan Findus Letta vuole vendere le ultime aziende nazionali per guadagnare tempo, l'unica cosa che gli interessa. Il ricavato del "primo (?) pacchetto di quote di società pubbliche" dovrà fruttare 10/12 miliardi con la vendita di quote Stm, Enav, Eni, Fincantieri, Cdp Reti, Cdp Tag, Grandi stazioni, Sace per, così dice il Nipote, una "riduzione immediata del debito nel 2014". Il debito pubblico è cresciuto allegramente durante il governo dello Stoccafisso Congelato a 2.068,5 miliardi. Cosa si vuole ridurre? Invece di tagliare le spese inutili e i privilegi con la cessione delle aziende si rinuncia alle quote future di dividendi e si cede il controllo di pezzi dello Stato al mercato. Chi ha dato il permesso a Capitan Findus Letta di dismettere dei beni che appartengono ai cittadini? Questo personaggio non è stato eletto da nessuno. Non ha neppure partecipato alle primarie del suo partito. Non ha legittimità popolare. Se ne deve andare. No alle privatizzazioni. Lo Stato e i suoi beni sono dei cittadini, non dei politicanti. In alto i cuori!


sabato 16 novembre 2013

Schiavi della Troika, ecco cosa siamo diventati @sergiobattelli


Noi siamo per un Europa dei Popoli non per un Europa delle banche e della finanza.

Bisogna andare subito a ritrattare i Patti Europei, o il Paese Morirà definitivamente…

E dal 2014.

Monti, le larghe intese e la Troika ci hanno preparato e regalato il FISCAL COMPACT, l’ultima enorme ghigliottina per L’Italia e gli Italiani.

Qualcuno ha chiesto ai cittadini se volevamo entrare in Europa!

No.

Anzi abbiamo pure dovuto pagare una tassa, ricordate!!!

Tassa che non abbiamo più rivisto.
Ci hanno detto che all'interno degli “Stati Uniti Europei” si sarebbe lavorato di meno e guadagnato di più.

Il Risultato!?

Ditemelo voi.

Sergio Battelli
Portavoce M5S Camera


lunedì 14 ottobre 2013

PENSIONI D'ORO??? NON SI TOCCANO!! @sergiobattelli



Ma quale "congelatore" per le pensioni d'oro come propone il Ministro Giovannini! 
Vanno tagliate! Solo così troveremo le risorse per offrire stabilmente equità sociale a tutti e nuove risorse per la nostra economia.

Mercoledì al Senato il Governo si è nascosto, evitando il voto sugli emendamenti del Movimento 5 Stelle a prima firma Francesco Molinari che andavano a tagliare questi assurdi privilegi per pochi. E' accaduto durante la discussione del Decreto Pubblica Amministrazione. Il Governo ha dichiarato le proposte non ammissibili, in quanto non attinenti con l'argomento in discussione. Assurdo. Si parlava di pubblica amministrazione e le pensioni d'oro sono legate a questo settore.

Ma la battaglia non finisce. E' solo iniziata.

Alla Camera la portavoce Carla Ruocco del Movimento 5 Stelle ha depositato una proposta di legge che propone di portare la soglia dei redditi massimi nella pubblica amministrazione da 300.000 euro a 200.000 euro annui . 
In questo modo, essendo stipendi e pensioni collegate, si riuscirà a ridurli evitando le recenti sentenze della Corte Costituzionale.

Nella stessa proposta di legge si risolve il anche il nodo del cumulo tra pensioni d'oro e stipendi. Il Movimento 5 Stelle propone il divieto di cumulo tra queste due entrate.

Con un'interrogazione a risposta immediata abbiamo richiesto ed ottenuto i numeri che fanno emergere questo scandalo ed intendiamo agire su tutti i fronti.

Non è accettabile infatti che 215.365 cittadini che ricevono pensioni annuali superiori ai 75.000 euro (quindi come minimo 6.250 euro mensili) assorbano ben 12.5 miliardi di euro . Altri 220.000 cittadini con pensione media minima di 55.000 euro annuali (minimo 4.583 euro mensili) assorbono 10 miliardi di euro l'anno.

Sono numeri totalmente sproporzionati rispetto alle altre fasce. Per le pensioni minime fino a 15.000 euro anno che riguardano circa 8 milioni contribuenti si ha una spesa totale annua di 66,6 miliardi.

Quelle tra i 15.000 ed i 28.000 euro sono erogate a per una spesa annua pari a 90,5 miliardi.

I vitalizi pensionistici inclusi tra i 28.000 e 55.000 euro sono erogati a 1.830.000 cittadini per una spesa annuale di 52,9 miliardi. .