Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta POTERE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta POTERE. Mostra tutti i post

venerdì 10 gennaio 2014

Non si possono fare “domande a piacere” al potere @ale_dibattista

Non si possono fare “domande a piacere” al potere.



Questa sera ho visto l’intervista della Signora Maggioni (responsabile Rai news) al Presidente Letta.

Voglio usare toni moderati stavolta. Credo che non vi sia mestiere più bello, stimolante e importante del giornalista. Controllare il potere, non vi sembra la cosa più bella che esista al mondo? Ricordo certi scritti di Terzani sul potere.

Il potere è una bruttissima bestia, ti fa credere immortale (nessuno lo è, pure Stalin piangeva come un bambino quando si avvicinava per lui l’ora della morte) beh i giornalisti liberi ricordano al potere la sua mortalità, gli ridanno umanità, gli fanno presente che non è affatto potente.

Ma se la Signora Maggioni in 30 min di intervista non è in grado di fare una domanda che sia una al Presidente Letta beh non fa altro che fargli credere l’esatto contrario ovvero che può continuare a distruggere questo Paese in nome di quel principio umano (a volte utile) quale l’autoconservazione, che oggi, in Italia, significa canna del gas per milioni di cittadini e, in futuro, significherà esodo di massa (magari anche dei figli o nipoti della Maggioni) e colonizzazione di chi resta.

Io non la voglio attaccare Signora, le chiedo di farsi un esame di coscienza e di ricordarsi che è nostra dipendente, l’opinione pubblica è il suo datore di lavoro e lei deve fare esclusivamente gli interessi della collettività non del Presidente Letta.

Sembrava quelle professoresse ormai stanche che si sono scordate la bellezza di mettere in difficoltà lo studente (non distruggerlo ma stimolarlo, spronarlo a dare di più) e chiedono soltanto “domande a piacere”.

Non si possono fare domande a piacere al potere altrimenti il potere continuerà a compiacere se stesso.
Doveva chiedergli se sia possibile che un Ministro come la De Girolamo si interessi, utilizzando comunque la sua importanza, all’appalto del bar dell’ospedale di Benevento, doveva chiedergli se con il porcellum le segreterie di partito non abbiano goduto come suini potendo allontanare personaggi scomodi (quelli scomodi generalmente sono anche i più meritevoli) e piazzando i sudditi della poltrona.

Doveva chiedere se la tragica vicenda dei maro’ non sia legata alla perdita di prestigio internazionale che ci contraddistingue da 20 anni e non soltanto per colpa di B. perché quando un Parlamento intero (Letta incluso) vota le porcate europee (MES e fiscal compact per esempio) senza rendere conto ai cittadini oltre a piegarsi alle banche lancia un segnale all’Europa: il popolo italiano non conta nulla.

Ma se si manda all’Europa questo segnale lo si manda anche all’India! Lo capite? La triste storia dei nostri fucilieri (uomini obbedienti agli ordini ricevuti e l’obbedienza in un esercito è un valore) dimostra quanto l’Italia abbia perduto quel potere contrattuale che un tempo, grazie alla diplomazia e al talento, basti pensare ad Enrico Mattei, vantava. Dovevamo gestirla come vicenda europea, non italiana e basta. L’Europa si sarebbe dovuta mettere di traverso con l’India, l’Europa, non Terzi, Monti, Letta o la Bonino.

Per recuperare questa credibilità internazionale (che, voglio ripeterlo, si traduce anche in investimenti da parte di aziende straniere in Italia, quindi in posti di lavoro) occorre andare in Europa e battere i pugni, tirare fuori le “palle o le ovaie”!

Ma questo possiamo farlo se capiamo quanta strada abbiamo perso come Stato e chi ha il compito di far capire questo all’opinione pubblica? Per esempio la Signora Maggioni che oggi, su quella poltrona dorata davanti al Presidente Letta ha perso un’occasione per migliorare, almeno un po’, il Paese che, sono sicuro, lei ama quanto me. A riveder le stelle!


P.S. Quello raffigurato nel mural è Giancarlo Siani, un giornalista che ci ha rimesso la vita a 26 anni per non aver mai fatto “domande a piacere”.

domenica 3 novembre 2013

Scalfari vada in TV! @ale_dibattista



Scalfari vada in TV!

Scalfari vada in TV!


Mi dite sempre: “vai a dirle in TV certe cose”. Avete ragione, certe cose per il bene del M5S vanno dette in TV. Scrivete a Scalfari, chiamate la redazione di Repubblica, mandate piccioni viaggiatori ma cercate di persuaderlo affinché le boiate planetarie che è riuscito a sparare nel suo ultimo editoriale le vada a dire in TV. Guadagneremmo il 2% in un giorno. Scalfari, pennivendolo borioso, vendicativo e dalla lucidità ormai traballante, è il classico soprammobile del sistema (non mi accusi di femminismo Direttore), è anche colpa sua se l’Italia è un Paese fallito. Non ha scritto una riga quando venivano approvati MES e Fiscal Compact all’oscuro del popolo italiano, quel popolo che ancora oggi, nonostante gli sfratti senza cuore, le fabbriche che chiudono, la disoccupazione giovanile al 41%, le morti di tumore in Campania, continua a pagare lauti finanziamenti pubblici all’editoria (Repubblica di soldini ne prende tanti ma paga giovani giornalisti pochi euro a pezzo). Scalfari i suoi concetti da giornalista dall’intelligenza timida e meschina dovrebbe spiattellarli in prima serata, persino i più ottenebrati dalla strategia mediatico-massonica contro il M5S si renderebbero conto dell’inconsistenza intellettuale di colui che un tempo credeva nel rinnovamento e ora assomiglia a pezzi di cocci etruschi nelle case di qualche aristocratico romano. Ci hanno lasciato un Paese fallito e i responsabili, più che coloro che l’hanno spolpato, sono quelli che hanno difeso, nascosto, giustificato la spoliazione. Mezzi uomini come lei Direttore! Mai un editoriale sulle pensioni d’oro vero? Troppo populista dire che è intollerabile che vi siano cittadini che percepiscono 90.000 euro di pensione e cittadini che campano con 484 euro al mese? Mai un editoriale sulle bombe sganciate dall’amico yankee in Afghanistan Direttore? Eppure il nostro supporto alla guerra afghana ci è costato più del gettito IMU. Mai una parolina sull’uso ad personam del potere da parte dei potenti vero? Non sia mai! Il suo giornale mi rifiutò un reportage sulle violazioni dei diritti indigeni perpetrate da ENEL GREEN POWER in Guatemala, stavo in mezzo alla selva a supportare popolazioni autoctone millenarie che lottano per il bene comune e per la madre natura. Ho scritto e inviato il materiale al giornale che lei ha fondato Direttore. Nulla, nessuna risposta. Non sia mai che calpestiate qualche merda, vero Direttore? Non sia mai che non arrivino più introiti pubblicitari, vero Direttore? E proprio lei, Direttore, ha il coraggio di parlare di “Dittatura del 5 Stelle”. Il fascismo è una oscenità, ma i fascisti che intimamente detesto maggiormente non sono quelli che, annualmente e anacronisticamente, porgono un fiore sulla tomba di un morto, no, sono coloro che, pur avendone avuto la possibilità, non hanno mai messo in discussione il pensiero dominante. Lei ha paura Direttore, lei non avrebbe mai scritto un editoriale dal titolo “Se vince SEL (o la nuova AN) l’Italia va a rotoli”. Perché? Perché persino quegli scarsi rimasugli della sua arcaica intelligenza le suggeriscono l’inconsistenza di tale opzione. Ma lei sa che possiamo vincere le europee e ha paura. Perché se dovessimo vincere le europee si metterebbe male per Letta, si metterebbe male per chi, lei in primis, ha sponsorizzato l’indecente Governo dell’Inciucio, si metterebbe male per banche e finanza che hanno ridotto all’osso i risparmi dei cittadini. Lei ha paura, e fa bene ad averne. Vada a dire tutto questo in TV, Direttore, un mezzo defunto come quello televisivo è più conforme alla qualità delle sue elucubrazioni.