Guardate questo video. Era il 16 novembre 2013 quando una rappresentanza dei Movimenti Veneziani, che difendono i sistemi naturali e la qualità della vita nell’ambito lagunare, denuncia con forza il progetto dell’autorità portuale di Venezia, convalidato dal Governo Letta, volto a MANTENERE gli approdi delle GRANDI NAVI dentro la laguna scavando il CANALE CONTORTA ed ARGINANDO il CANALE DEI PETROLI. Opere INSOSTENIBILI , PAZZESCHE … completamente FUORI LEGGE … dicono i Movimenti… OPERE che finirebbero di DISTRUGGERE VENEZIA entro pochissimi anni!!!
Questo Blog vuol essere una raccolta di aiuto a chi vuol seguire i nostri eletti in Parlamento più agevolmente, senza dover per forza seguire i singoli Portavoce di Senato e Camera dei Deputati attraverso i vari mezzi di diffusione quali YouTube, GooglePlus (G+), Twitter, Facebook, Blog.....
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mercoledì 18 dicembre 2013
venerdì 6 dicembre 2013
ILVA Taranto: the Italian Dust @ariannaspessott
Lunedì pomeriggio alle ore 15:00 in sala delle Colonne (palazzo Marini), ci sarà la proiezione di ” Polvere, the Italian Dust“, documentario sul disastro ambientale tra i più rilevanti degli ultimi decenni in Europa; l’Ilva di Taranto.
A seguire ci sarà il dibattito con allevatori, operai, ambientalisti e deputati del M5S.
Il reportage, a firma di Vincenzo Luca Forte e Giovanna Testa, cerca di documentare senza filtri, ma attraverso le voci dei tarantini, le immagini ed i suoni di una città meravigliosa, dalla storia millenaria ma sconvolta dalla presenza di un mostro che sfama “pochi” ed uccide “molti”.
A seguire ci sarà il dibattito con allevatori, operai, ambientalisti e deputati del M5S.
Il reportage, a firma di Vincenzo Luca Forte e Giovanna Testa, cerca di documentare senza filtri, ma attraverso le voci dei tarantini, le immagini ed i suoni di una città meravigliosa, dalla storia millenaria ma sconvolta dalla presenza di un mostro che sfama “pochi” ed uccide “molti”.
Relatori: Deputati Roberto Fico, Diego De Lorenzis, Angelo Tofalo, Arianna Spessotto, Giuseppe L’Abbate
Moderatore: Giovanni Vianello
Giornalisti parlamentari: Gianni Dragoni il sole 24 ore e Gianmario Leone il manifesto
Reporter: Vincenzo Luca Forte, Valentino De Petro, Associazioni allevatori ed operai, Vincenzo Fornaro, Giuseppe Carovigno, Giuseppe Roberto, Fabio Millarte, Anna Svelto, Piero Mottolese
Moderatore: Giovanni Vianello
Giornalisti parlamentari: Gianni Dragoni il sole 24 ore e Gianmario Leone il manifesto
Reporter: Vincenzo Luca Forte, Valentino De Petro, Associazioni allevatori ed operai, Vincenzo Fornaro, Giuseppe Carovigno, Giuseppe Roberto, Fabio Millarte, Anna Svelto, Piero Mottolese
ANTEPRIMA NAZIONALE
Per accreditarsi inviare una email ad ing.angelotofalo@gmail.com oppure telefonare al 3204220484(Michele)
Per accreditarsi inviare una email ad ing.angelotofalo@gmail.com oppure telefonare al 3204220484(Michele)
domenica 24 novembre 2013
Portogruaro: Lo studio di NOMISMA e gli interessi diretti dei suoi finanziatori sulla TAV @ariannaspessott
nov 24, 2013 ~ Lascia un commento ~ Scritto da Arianna Spessotto
“Apprendo con profondo sconcerto e preoccupazione dell’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Portogruaro per presentare uno studio volto apparentemente ad approfondire il tema della rete logistica e infrastrutturale nel Veneto orientale.
Iniziativa lodevole, verrebbe da pensare, se non fosse che tale studio è stato realizzato da Nomisma S.p.a., società che, come è risaputo certamente anche dal Comune di Portogruaro, ha tra i suoi soggetti finanziatori alcuni nomi noti per le loro vicende giudiziarie e per i loro interessi diretti sull’Alta Velocità ferroviaria, come la CMC, la Cooperativa Muratori Cementisti di Ravenna, una delle principali società costruttrici di grandi infrastrutture in Italia che si è aggiudicata anche l’appalto per lo scavo del tunnel geognostico della Torino-Lione e come la Banca Intesa San paolo, il gruppo bancario di gran lunga più esposto nel campo delle grandi opere italiane, sia come finanziatore che come azionista delle società concessionarie.
Non credo di peccare di malizia se mi viene da pensare che questo studio di Nomisma non sia del tutto disinteressato agli affari dei propri soci azionisti. Trovo dunque sgradevole che l’Amministrazione si preoccupi di dar voce prioritariamente a questi soggetti e su tali presupposti, anziché alla popolazione che attraverso i comitati, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto chiede invano da anni l’apertura di un tavolo tecnico che discuta in termini trasparenti e oggettivi, della effettiva utilità collegata alla realizzazione del TAV tra Venezia e Trieste e delle possibili alternative veramente al servizio dei cittadini.
La presentazione alla cittadinanza di uno studio direttamente finanziato da chi ha, in generale, chiari interessi privati nella costruzione delle infrastrutture e, più in particolare, sul TAV, spacciando peraltro questo studio per “un momento di approfondimento sui temi della logistica e dei grandi corridoi europei” rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’assenza di dialogo da parte delle amministrazioni nell’assunzione di decisioni e di un certo modo di fare politica che il M5S vuole spazzare, per dare spazio e voce ai cittadini che vivono e conoscono più di chiunque altro il proprio territorio e le proprie esigenze.
Chiedo pertanto un gesto di responsabilità da parte del Comune e l’annullamento dell’iniziativa prevista, a favore di nuove e realmente partecipate iniziative con il contributo dei cittadini”.
Chiedo pertanto un gesto di responsabilità da parte del Comune e l’annullamento dell’iniziativa prevista, a favore di nuove e realmente partecipate iniziative con il contributo dei cittadini”.
Comunicato stampa 21/11/2013
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sabato 23 novembre 2013
Il Bollettino cartaceo del MoVimento 5 Stelle Veneto! @ariannaspessott
nov 22, 2013 ~ Lascia un commento ~ Scritto da Arianna Spessotto
E’ uscito il numero pilota del bollettino M5S interamente dedicato alla Regione Veneto.
Questo bollettino è completamente finanziato dai parlamentari veneti del moVimento con la loro quota netta, quindi assolutamente nessun peso sulle casse dello Stato. È disponibile in free download a questo link.
Si tratta di una pubblicazione – suddivisa per le 7 province e con una sezione nazionale - che raccoglie le principali attività del MoVimento in Veneto.
Abbiamo sempre usato internet per comunicare con i cittadini, ritenendolo l’unico canale libero e non-filtrato dove ognuno può informarsi in maniera indipendente, confrontare le fonti e approfondire le notizie. Con questa pubblicazione cartacea il MoVimento punta ad entrare soprattutto nelle case di quegli italiani che non si collegano alla rete. Un mezzo per colmare il problema della mala informazione che affligge l’Italia e soprattutto il M5s, spesso censurato e boicottato dai mass media.
La pubblicazione è stata voluta e finanziata dai 13 parlamentari veneti, cittadini portavoce eletti alla Camera dei Deputati e al Senato per il MoVimento 5 Stelle, ma nasce dagli attivisti che da sempre in prima linea e in mezzo alla gente raccolgono opinioni, critiche e necessità dei cittadini.
La pubblicazione è stata voluta e finanziata dai 13 parlamentari veneti, cittadini portavoce eletti alla Camera dei Deputati e al Senato per il MoVimento 5 Stelle, ma nasce dagli attivisti che da sempre in prima linea e in mezzo alla gente raccolgono opinioni, critiche e necessità dei cittadini.
La distribuzione inizierà in questi giorni ad opera degli attivisti e dei meet up veneti e verranno date gratuitamente 35.000 copie divise per le 7 Province del Veneto. La super visione del progetto è a cura di Matteo Gracis, assistente alla comunicazione del deputato Federico D’Incà, mentre Felice Marra, ideatore del blog italiaincrisi.it, è il capo redattore. Alla stesura dei contenuti hanno contribuito i meet up locali veneti, gli assistenti dei parlamentari del MoVimento ed anche il gruppo comunicazione alla Camera dei Deputati del M5S. “Se il progetto verrà approvato” spiegano gli ideatori “il prossimo numero uscirà a gennaio 2014 e punterà a diventare un mensile.”
venerdì 22 novembre 2013
Infrazione UE all’Italia per aiuti di Stato alle imprese di Chioggia e Venezia @ariannaspessott
nov 21, 2013 ~ Lascia un commento ~ Scritto da Arianna Spessotto
Una breve premessa. La Commissione Europea ha adito, per la seconda volta, a norma dell’articolo 260 del TFUE, la Corte di Giustizia dell’UE per il mancato recupero, da parte dello Stato italiano, degli aiuti di Stato concessi dall’Italia alle aziende nella zona di Venezia e Chioggia. L’Italia non ha infatti dato esecuzione a una precedente sentenza con cui la Corte UE aveva confermato l’illegittimità di alcuni sgravi degli oneri sociali concessi alle imprese dei territori di Venezia e Chioggia. A questo punto, trattandosi del secondo deferimento che la Commissione UE fa alla Corte di Giustizia per il mancato rispetto di una sentenza precedente, la Commissione ha chiesto alla Corte che vengano comminate delle sanzioni pecuniarie nei confronti dell’Italia. In particolare, la Commissione chiede il pagamento sia di una penalità giornaliera (24 mila euro), sia di una somma forfettaria, come riportato dall’agenzia di stampa.Ricordiamo che la palma del maggior numero di procedure di infrazione per non aver applicato correttamente la legislazione europea è dell’Italia: a fine 2012 ne restavano aperte 98. Di queste 98 procedure di infrazione, 83 riguardano casi di violazione del diritto europeo e 15 casi riguardano il mancato o ritardato recepimento delle direttive. Le attuali infrazioni riguardano per lo più il settore ambiente.
Bruxelles, 20 nov. (Adnkronos) – La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia della UE per la mancata esecuzione di una precedente sentenza con cui la Corte confermava che taluni sgravi degli oneri sociali concessi alle imprese dei territori di Venezia e Chioggia costituivano un aiuto di Stato illegale e dovevano essere recuperati dai beneficiari. Il deferimento costituisce il terzo passaggio della procedura d’infrazione della UE. La Commissione era già giunta a questa conclusione nel 1999, formulandola in una decisione. Trattandosi del secondo deferimento per il mancato rispetto di una sentenza precedente, la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia di comminare sanzioni nei confronti dell’Italia. La Commissione propone una mora giornaliera di oltre 24 mila euro moltiplicati per il numero di giorni tra la prima sentenza della Corte e la piena conformità da parte dello Stato membro o la seconda sentenza della Corte, e il pagamento di una penalità decrescente di oltre 187 mila euro per ogni giorno trascorso dalla sentenza fino all’attuazione. L’importo definitivo della penalità di mora giornaliera sarà deciso dalla Corte.
mercoledì 20 novembre 2013
TANGENTOPOLI GRANDI OPERE VENETO @ariannaspessott
Testo integrale dell’intervento di fine seduta del 19.11.2013 che riprende l’articolo di Paolo Biondani apparso sul settimanale l’Espresso n. 46 del 21.11.2013 a pag. 46
E’ di questi giorni la notizia che è stata finalmente scoperta quella che potremmo definire la “tangentopoli veneta”: un giro di tangenti, di spionaggi, e di spartizione di soldi pubblici che i cittadini e i comitati veneti denunciavano da anni. Un vero e proprio contesto eversivo e mafioso che si è creato, negli anni, attorno alle grandi commesse del Veneto.
Al centro delle indagini e della situazione di illegalità diffusa c’è il MOSE: la più grande opera pubblica italiana che dopo più di trent’anni non è ancora in funzione e che anche quando lo sarà probabilmente non servirà a proteggere venezia dall’acqua alta. Con i suoi 5 miliardi di euro e le sue regole speciali, il MOSE costituisce una delle commesse più appetibili e cospicue di tutto il Paese.
Gran parte delle indagini sono per ora segrete, ma il quadro disegnato dalle prime confessioni è già chiaro: un primo troncone dell’indagine punta a scoprire un network di pubblici ufficiali sospettati di aver messo in vendita un servizio illegale di protezione dalle inchieste giudiziarie.
Già in settembre era stato arrestato il vicequestore bolognese Giovanni Preziosa, accusato di aver intascato circa 160 mila euro per spiare le indagini venete. Ma ora i PM hanno appurato che a libro paga della cupola degli appalti veneti ci sono anche una serie di funzionari di varie forze di polizia, tra i quali un generale della guardia di finanza ex agente segreto, sospettato di essersi fatto consegnare almeno mezzo milione di euro in contanti e in grado di spiare procure, allertare gli intercettati, falsificare o far sparire documenti compromettenti e trafugare atti giudiziari.
I costi e i rischi di una corruzione di tale livello si spiegano con l’importanza del movente: impedire ai magistrati di scoprire un colossale sistema di malaffare gestito da un cartello di aziende collegate alla politica.
A quanto pare il sistema delle grandi opere inutili del veneto, tra le quali spicca il MOSE, è diventato una monumentale fabbrica di denaro nero. I soldi ce li mette lo stato, che ha già garantito ben 5 miliardi e 496 milioni di Euro. Questa marea di denaro pubblico entra nelle casse di un soggetto privato, il Consorzio Venezia Nuova, dell’Ingegner Mazzacuratti arrestato a luglio scorso assieme ad altre 14 persone. Il consorzio venezia nuova ha la concessione a gestire tutti gli appalti senza gara, senza concorrenza, senza alcun confronto tra costi e progetti alternativi; perciò il Consorzio incassa i soldi dallo Stato e li distribuisce ad un gruppo di fortunatissime aziende private che grazie a questo sistema sono diventate sempre più ricche e potenti. In cambio di quei lavori, i piccoli devono girare allo staff del consorzio una percentuale di nero, il tutto con il contributo della politica.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il consorzio Venezia Nuova, concessionario unico dello Stato, ipotizzano pertanto gravi reati a suo carico quali azioni di corruzione e concussione.
E’ di tutta evidenza come attorno alle grandi commesse del Veneto si stia generando un contesto eversivo e mafioso che non può più essere ignorato. Bisogna avere il coraggio di raccogliere, a livello politico e sociale, l’allarme a suo tempo lanciato dai cittadini e dai comitati veneti, mettendo in campo concrete iniziative di contrasto a tali pratiche illegali.
E ricordiamo che tra i più importanti sostenitori (sponsor) istituzionali del duo Baita-Mazzacuratti ci sono l’assessore regionale Chisso e l’ex Presidente delka regione veneto, oggi parlamentare, Galan, quest’ultimo fervido difensore, per sua stessa ammissione, delle capacità imprenditoriali del manager del gruppo Mantovani.
Data la gravità della situazione che sta interessando la Regione Veneto, appare quanto mai urgente un immediato intervento del Governo e del Parlamento, attraverso la predisposizione di indagini ministeriali ad hoc, o il coinvolgimento di una apposita Commissione parlamentare di inchiesta e di quella antimafia,per smantellare il sistema eversivo venutosi a creare intorno al sistema delle grandi commesse pubbliche del Veneto e fare chiarezza sul sistema di corruzione in questa Regione. Mi appello alle forze responsabili presenti in Parlamento affinché si dia un segnale chiaro che vada nella direzione della legalità, a difesa dei cittadini.
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sabato 16 novembre 2013
NO TAV Venezia Trieste – Replica alle dichiarazioni di Ferrazza @ariannaspessott
“Apprendo con sgomento quanto riportato ieri dagli organi di stampa locali in merito alle dichiarazioni del responsabile ministeriale dei Corridoi Ten-T Roberto Ferrazza sulla realizzazione della Tav Venezia-Trieste, definita dallo stesso Ferrazza un’opera prioritaria”.
A dichiararlo è la Deputata del M5S Arianna Spessotto che da anni è impegnata sul fronte Veneto dei no TAV.
Stando alle affermazioni di Ferrazza – ribadisce la Spessotto – il Ministero dell’Ambiente starebbe chiudendo il parere di VIA su due ipotesi di progetto, quello del 2010 redatto da Italferr, su cui si sono espressi negativamente i cittadini, gli enti locali, le Regioni, le categorie produttive nonché lo stesso Commissario Straordinario Bortolo Mainardi, e quello sull’ipotesi definita di “affiancamento” che, a differenza di quanto affermato da Ferrazza, non è mai stata tradotta in progetto, e di cui esiste peraltro solo uno studio di prefattibilità, redatto nel 2012. Ho provveduto oggi stesso ad inoltrare un’apposita richiesta di accesso agli atti al Ministero dell’Ambiente – puntualizza la Spessotto – per far luce su questo ipotetico progetto di affiancamento alla linea esistente.
Ricordo che l’unica proposta su cui c’era stata una convergenza di tutte le parti coinvolte dal tracciato, era quella di ammodernare ed ottimizzare le linee esistenti, intervenendo in maniera efficace sui passaggi a livello, sui colli di bottiglia, sui sistemi di sicurezza e segnalamento dei treni e sul cadenzamento degli orari.
Forse sfugge al dott. Ferrazza – aggiunge la Spessotto – che, per stessa ammissione della Società RFI (Rete Ferroviaria Italiana), non esiste ad oggi un mercato passeggeri e merci che giustifichi la realizzazione dell’alta velocità-alta capacità da Venezia verso Trieste, dal momento che il traffico merci e passeggeri, come ammesso dallo stesso Moretti, viaggia su tutt’altra direttrice!
Ai folli che fin dall’inizio hanno portato avanti l’ipotesi TAV del 2010, vorrei chiedere se si impegneranno personalmente a restituire ai cittadini quei 14 milioni di euro buttati nel realtivo progetto, visto che ad oggi tutti lo hanno bocciato. Fondare su basi errate un investimento di tale portata è del tutto irresponsabile, soprattutto in un momento di crisi come quello che attraversa l’economia italiana ed europea.
Vorrei poi sapere – aggiunge la Deputata del M5S – quanto è costato e quanto costerà ai cittadini italiani il nuovo progetto dell’architetto Bortolo Mainardi e come si concilia l’evidente conflitto di interessi che coinvolge quest’ultimo, dal momento che, oltre ad essere commissario straordinario, di nomina politica, per l’alta velocità Venezia-Trieste, Mainardi è contemporaneamente membro della commissione VIA, la stessa che si occuperà di dare il parere di compatibilità ambientale su questi progetti.
E’ quanto mai urgente – afferma la Spessotto – aprire un tavolo di concertazione con il territorio, per programmare insieme ai cittadini e sulle loro esigenze un piano regionale dei trasporti che ponga fine a uno sviluppo schizofrenico e incontrollato di nuove infrastrutture e per potenziare i necessari interventi sulle direttrici esistenti.
Sono ben altre le infrastrutture di cui necessita un Paese post-industriale come l’Italia – conclude la Spessotto -: una giustizia più veloce, la certezza del diritto, meno burocrazia, una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente, senza imporre costi enormi a cittadini e imprese. Investiamo queste risorse in interventi utili che vadano a beneficio di tutta la popolazione: non è riempendo l’Italia di asfalto e ferrovie che il Paese ricomincerà a crescere.
Stando alle affermazioni di Ferrazza – ribadisce la Spessotto – il Ministero dell’Ambiente starebbe chiudendo il parere di VIA su due ipotesi di progetto, quello del 2010 redatto da Italferr, su cui si sono espressi negativamente i cittadini, gli enti locali, le Regioni, le categorie produttive nonché lo stesso Commissario Straordinario Bortolo Mainardi, e quello sull’ipotesi definita di “affiancamento” che, a differenza di quanto affermato da Ferrazza, non è mai stata tradotta in progetto, e di cui esiste peraltro solo uno studio di prefattibilità, redatto nel 2012. Ho provveduto oggi stesso ad inoltrare un’apposita richiesta di accesso agli atti al Ministero dell’Ambiente – puntualizza la Spessotto – per far luce su questo ipotetico progetto di affiancamento alla linea esistente.
Ricordo che l’unica proposta su cui c’era stata una convergenza di tutte le parti coinvolte dal tracciato, era quella di ammodernare ed ottimizzare le linee esistenti, intervenendo in maniera efficace sui passaggi a livello, sui colli di bottiglia, sui sistemi di sicurezza e segnalamento dei treni e sul cadenzamento degli orari.
Forse sfugge al dott. Ferrazza – aggiunge la Spessotto – che, per stessa ammissione della Società RFI (Rete Ferroviaria Italiana), non esiste ad oggi un mercato passeggeri e merci che giustifichi la realizzazione dell’alta velocità-alta capacità da Venezia verso Trieste, dal momento che il traffico merci e passeggeri, come ammesso dallo stesso Moretti, viaggia su tutt’altra direttrice!
Ai folli che fin dall’inizio hanno portato avanti l’ipotesi TAV del 2010, vorrei chiedere se si impegneranno personalmente a restituire ai cittadini quei 14 milioni di euro buttati nel realtivo progetto, visto che ad oggi tutti lo hanno bocciato. Fondare su basi errate un investimento di tale portata è del tutto irresponsabile, soprattutto in un momento di crisi come quello che attraversa l’economia italiana ed europea.
Vorrei poi sapere – aggiunge la Deputata del M5S – quanto è costato e quanto costerà ai cittadini italiani il nuovo progetto dell’architetto Bortolo Mainardi e come si concilia l’evidente conflitto di interessi che coinvolge quest’ultimo, dal momento che, oltre ad essere commissario straordinario, di nomina politica, per l’alta velocità Venezia-Trieste, Mainardi è contemporaneamente membro della commissione VIA, la stessa che si occuperà di dare il parere di compatibilità ambientale su questi progetti.
E’ quanto mai urgente – afferma la Spessotto – aprire un tavolo di concertazione con il territorio, per programmare insieme ai cittadini e sulle loro esigenze un piano regionale dei trasporti che ponga fine a uno sviluppo schizofrenico e incontrollato di nuove infrastrutture e per potenziare i necessari interventi sulle direttrici esistenti.
Sono ben altre le infrastrutture di cui necessita un Paese post-industriale come l’Italia – conclude la Spessotto -: una giustizia più veloce, la certezza del diritto, meno burocrazia, una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente, senza imporre costi enormi a cittadini e imprese. Investiamo queste risorse in interventi utili che vadano a beneficio di tutta la popolazione: non è riempendo l’Italia di asfalto e ferrovie che il Paese ricomincerà a crescere.
Comunicato 14/11/2013
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FUORI DALL’AFGHANISTAN! #cosafaresticon5mld @ariannaspessott
nov 15, 2013 ~ Lascia un commento ~ Scritto da Arianna Spessotto
Il MoVimento 5 Stelle lo chiede da sempre, una delle prime azioni del gruppo in Parlamento è stata la richiesta del ritiro immediato delle truppe con un’adeguata exit strategy.
Da quasi 10 giorni stiamo lottando per far rientrare i nostri soldati in patria al sicuro e dalle loro famiglie. Non vogliamo aggiungere morti ai 53 già sacrificati per una missione inutile.
Il folle stanziamento di 266 MILIONI di euro in guerre al fronte di 23 MILIONI in cooperazione ferisce la tradizione italiana, da sempre in prima linea nello sviluppo dei paesi colpiti da guerre e tragedie.
Mentre l’Italia muore, solo per la missione in Afghanistan, i governi PD e PDL hanno buttato circa 5 MILIARDI di euro. Pensa, #CosaFarestiCon5mld per il nostro Paese?
Il M5S vuole invertire la tendenza!
Pretendiamo un mondo in pace e con una distribuzione equa del benessere e delle risorse.
Costruiamo un mondo basato sulla solidarietà tra i popoli e dove i militari operino esclusivamente in difesa della propria nazione.
Per questo stiamo lottando in aula, per questi valori, con questo obiettivo.
Se anche voi condividete questa visione aiutateci a diffondere il nostro messaggio.
A riveder le stelle *****
venerdì 15 novembre 2013
STOP Autostrada ORTE-MESTRE @ariannaspessott
NO AUTOSTRADA ROMEA
NON CI SERVE UN’ALTRA AUTOSTRADA, MA UNA ROMEA SICURA SUBITO
Sabato 16 novembre alle ore 9 nei pressi della nuova rotonda PANSAC a Mira
NON CI SERVE UN’ALTRA AUTOSTRADA, MA UNA ROMEA SICURA SUBITO
Sabato 16 novembre alle ore 9 nei pressi della nuova rotonda PANSAC a Mira
Il Governo Letta con la complicità del Presidente Zaia e dell’assessore Chisso ha appena approvato il progetto preliminare della Orte-Mestre (Romea Commerciale), una nuova autostrada che corre in parallelo alla Romea fino a Ravenna, da qui fino a Cesena e poi a Orte seguendo per molti tratti il tracciato della E-45.
LA NUOVA AUTOSTRADA
E’ TOTALMENTE INUTILE: i livelli di traffico giornalieri sulla statale sono bassissimi (ca. 15.000 veicoli/giorno), non giustificano una nuova autostrada. Non risolve il problema della sicurezza sulla Romea perché il progetto non prevede la messa in sicurezza della statale. Tutti i soldi saranno succhiati dall’autostrada e per la manutenzione rimarranno solo briciole, inoltre i camion, per non pagare pedaggi carissimi, continueranno a transitare sulla strada normale
E’ DISTRUTTIVA: lunga 396km, attraversa 5 Regioni distruggendo territori, campagne e ambienti di pregio come la Riviera del Brenta, il Delta del Po, le Valli di Comacchio, intere vallate dell’Appennino. Provoca un enorme consumo di suolo, aumento di frane e alluvioni, inquinamento atmosferico
REGALA MILIARDI A BANCHE E SPECULATORI: 1,4 miliardi di euro li metto lo Stato come sgravi fiscali ai gestori. 8,2 Meuro li “anticipano” banche e imprese con il trucchetto del Project Finacing: in pratica i privati dovrebbero ripagarsi incassando pedaggi per 50 anni, ma si sa già che il traffico sarà insufficiente, quindi il debito sarà saldato con soldi pubblici. 10 miliardi di euro che i cittadini dovranno pagare con più tasse e tagli ai servizi pubblici.
LE ALTERNATIVE CI SONO E COSTANO MENO
SI POSSONO FARE SUBITO RIDUCENDO L’IMPATTO AMBIENTALE
1 Mettere in sicurezza subito la Romea e la E-45. La spesa sarebbe di centinaia di milioni non miliardi di euro.
2 Deviare i TIR sull’autostrada Padova-Bologna attraverso il raccordo Ravenna-Ferrara. Eventualmente potenziare la A-13.
3 Valorizzare la Romea trasformandola in strada turistica
4 Spostare le merci dalla gomma alla rotaia e al ferro. L’Europa chiede questo, e infatti con il nuovo corridoio Adriatico-Baltico, sta finanziando il potenziamento della linea ferroviaria Ravenna-Bologna-Padova-Venezia- Trieste per dare sfogo ai porti e agli interporti dell’alto Adriatico via rotaia
5 Investire sul trasporto pubblico locale invece che in nuove autostrade
giovedì 7 novembre 2013
Tav for Dummies
Giovedì 14 Novembre 2013 parteciperò al convegno ”Tav for Dummies, tutto ciò che avreste dovuto sapere ma si sono guardati bene dal dirvi sulle linee ad alta velocità“, che si terrà presso la Sala del Refettorio (Biblioteca della Camera dei Deputati), Via del Seminario 76 – Roma
Programma:
Ore 10.30 Accesso alla sala.
Ore 11.00 Apertura dei lavori e moderazione: Marco Scibona, senatore M5S.
Intervengono:
-Ferdinando Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione . Aspetti giuridici e giudiziari del sistema “Grandi Opere”
-Stefano Bertone, Avvocato esperto questioni NLTL. Accordo Internazionale Italia-Francia: condizioni per la rati ca.
-Daniel Ibanez, Esperto linee TAV francesi . La situazione dei lavori in Francia: stato attuale e prospettive per il futuro.
-Claudio Cancelli, Professore ordinario a riposo di Fluidodinamica Ambientale, Politecnico di Torino. Proiezioni di tra co dei promotori dell’opera, analisi e comparazioni.
-Marco Ponti, Professore di economia dei trasporti, Politecnico di Milano. Aspetti economici e nanziari dei progetti di Alta Velocità/Capacità.
-Gerardo Marletto, Università di Sassari. Attraverso le Alpi: confronto tra i nuovi tunnel svizzeri e la Torino-Lione
-Pietro Laureano, Esperto UNESCO per gli ecosistemi in pericolo. Dissesto ambientale e rischio crescente per gli ecosistemi dovuti all’azione umana. Come reagisce la
Terra alle interferenze umane.
-Sergio Ulgiati, Professore di Analisi del Ciclo di Vita, Università di Napoli “Parthenope”, Dipartimento di Scienze e Tecnologie. Aspetti energetici della NLTL. Nel bilancio energetico-ambientale il treno è sempre vincente?
Conclusioni, domande e confronto libero.
Ore 14,30 Fine lavori
Per l’accredito degli ospiti non parlamentari è necessaria la registrazione sul form:
martedì 29 ottobre 2013
@ariannaspessott #Euro , #mercati e #democrazia 2013–Come uscire dall’euro #M5S
L’incontro su “Euro, mercati e democrazia 2013 – Come uscire dall’euro”, organizzato dall’Associazione asimmetrie del Prof. Bagnai e dal Dipartimento di Economia dell’Università “Gabriele d’Annunzio “ di Pescara, è stato un momento importante di confronto internazionale che ha avuto il merito di alimentare il dibattito su un tema ignorato dalla stampa e considerato tabù da una classe politica che sistematicamente ha mentito sulla moneta unica: l’insostenibilità dell’euro e la necessità per l’Italia di uscire dalla moneta unica.
Smantellare l’Eurozona per salvare l’Europa. Questo il filo conduttore dell’incontro cui i deputati Arianna Spessotto, Stefano Vignaroli, Vega Colonnese, Carlo Sibilia e Andrea Colletti presenti tra il pubblico in sala, hanno voluto partecipare per informarsi ed informare i cittadini su un tema che deve essere posto all’ordine del giorno del dibattito politico nel nostro Paese.
Un confronto altamente costruttivo quello che ha visto gli interventi dei relatori sulle prospettive dei Paesi periferici e sugli effetti della politica economica di austerity. E’ stato anche affrontato il tema della necessità di ridiscutere i Trattati istitutivi della Comunità Europea, affinché siano realmente compatibili con la nostra Costituzione, nonché dei problemi che la moneta unica pone alla sopravvivenza della democrazia.
E’ indubbio come l’attuale crisi dell’Eurozona stia mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’Unione europea, ed è nostro interesse che l’Ue torni, al più presto, alla crescita economica che rappresenta la migliore garanzia per la stabilità e la prosperità in Europa. Siamo tutti chiamati al senso di responsabilità, documentandoci prima di parlare, alimentando il dibattito formativo e contribuendo alla diffusione di un’informazione equilibrata.
All’interno di questo dibattito ci inserisce la necessaria e quanto mai urgente ridiscussione del Fiscal Compact, un euro-trattato capestro, ratificato da PD-PDL-Centro durante il Governo Monti, che entrerà in vigore nel 2014 e che costringerà l’Italia a diminuire il debito pubblico per 50 mld all’anno per 20 anni. Per ottemperare a questo onerosissimo impegno, pari a 1000 miliardi di euro in 20 anni – l’attuale governo ed i prossimi saranno costretti a svendere il patrimonio pubblico, iniziando dalle migliori aziende (poche) rimaste pubbliche, ed aumentando ulteriormente le tasse, tagliando i servizi.
Come moVimento rappresentativo di cittadini che vogliono (e devono) essere informati per poter assumere decisioni in maniera responsabile, il M5S ritiene che sia un dovere della politica italiana, cui nessuno può sottrarsi, decidere il prima possibili e per il bene del Paese sul futuro dell’Europa e sulle riforme da attuare. L’unica cosa da non fare è continuare a bluffare, cercando di tenere in vita (ancora per poco) un’Italia senza sovranità.
Altri link: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/10/euro-mercati-e-democrazia-il-convegno-di-pescara.html
Altri link: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/10/euro-mercati-e-democrazia-il-convegno-di-pescara.html
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